BATTLE ROYALE SURVIVAL PROGRAM - COMMENTO
SCHEDA --- TRAMA --- COMMENTO
Un manga senza ombra di dubbio sconcertante.
In Giappone ha scioccato l'intera popolazione con il suo bagaglio di violenza realistica, che non si ferma alle singole immagini di corpi sbudellati e cervella spiattellate ovunque... quello che più sconcerta è la violenza psicologica che i protagonisti si trovano a dover subire.
Cover
- Una tavola originale del manga -
Nel suo assurdo, è un manga questo molto reale… può ricordare le molte scene di guerra che flagellano i popoli del nostro mondo, dove non conta se sei amico o nemico, basta che hai la divisa di un altro colore.

Tratto dal romanzo best-seller in Giappone di Koushun Takami, che ha collaborato attivamente anche alla creazione del manga, e scaturito dal tratto realistico, che ricorda molto i comics americani, di Masayuki Taguchi, ecco nascere Battle Royal Survival Program.
Dal punto di vista grafico, ci troviamo di fronte ad un vero e proprio capolavoro che, se non fosse per i grandi occhi e le forme arrotondate, potrebbe essere classificato come “tratto realistico”.
Taguchi deve aver approfondito molto lo studio dell’anatomia umana, per riuscire a creare con tanta fedeltà ferite, movimenti, membra ed organi.
Inoltre è riuscito a creare una vasta gamma di personaggi tutti diversi tra loro, cosa assai difficile e rara nel mondo dei manga.
Takami, dal canto suo, ha adattato la storia ad un pubblico più giovanile (anche se Battle Royal resta un titolo per adulti), cercando di creare dei personaggi facilmente riproducibili dal pennino di Taguchi.

Come già annunciato all’inizio, Battle Royal non è solo un fumetto splatter, anche se, ovviamente, la violenza delle immagini è quella che risalta maggiormente. Ha una grande storia dietro, per questo sconcerta, appassiona e ha raccolto un grande successo anche nel nostro paese. La psicologia dei personaggi è studiata in modo maniacale, il manga la spinge al limite estremo, giocando su paure ed emozioni che ognuno di noi può trovarsi a provare in quelle circostanze.
Davvero un’opera eccelsa, ma non adatta a tutti data la violenza della storia e delle immagini.