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LIFE - COMMENTO
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Ayumu reagisce a questi problemi facendosi del male, punendosi e sfogandosi con tagli o complessi d’inferiorità quando le cose non vanno bene. Colpisce la solitudine di questa ragazza, senza amicizie solide e con una famiglia che si cura ben poco di lei, se non quando prende bei voti a scuola. Colpiscono anche le vicende dei comprimari, che sembrano avere quasi tutti una doppia faccia: una “pulita” da mostrare agli altri e una invece sadica, cattiva, pronta ad infierire sui più deboli. Viene da chiedersi se davvero in Giappone il sistema scolastico è così spietato, dove la concorrenza e le pressioni spingono a isolare e sfogarsi sui soggetti più deboli, con i professori che non fanno nulla o che accondiscendono in silenzio. Però a volte si ha quasi l’impressione che sia “troppo”, che la Suenobu esasperi le situazioni senza approfondire bene cosa pensano davvero i personaggi, che cosa davvero gli spinga a comportarsi in modo così perverso. Le scene dopo un po’ si ripetono uguali, tanto che, alla lunga, le immagini più violente non colpiscono più come prima, ci si fa una sorta d’abitudine. Sono curiosa di vedere se nel procedere della storia l’autrice darà più spazio alla psicologia dei personaggi, o invece movimenterà il manga con situazioni ancora più estreme. Dato che è ancora in corso di pubblicazione, aspettiamo lo svolgersi della storia per un giudizio definitivo. Per quanto riguarda la grafica, sono belle le espressioni dei personaggi, che a volte sembrano quasi deformare il volto dei protagonisti in sorrisi, smorfie di dolore e ghigni di cattiveria. In definitiva, Life è un titolo sicuramente da provare (salvo che non siate impressionabili o particolarmente sensibili, in questo caso ve lo sconsiglio) ma credo sia uno di quei prodotti che si amano o si odiano. Potrebbe sia essere un titolo sia vi appassionerà moltissimo o sia, al contrario, vi sembrerà che esasperi troppo le situazioni per piacere. Se v’interessa, provate almeno il primo numero, e poi deciderete. |