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NARUTO - CRITICA
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La storia, più stringata nel manga, è ampliata nell'anime, dove viene dato molto risalto non solo alle battaglie fra ninja, ma alle lezioni morali che imparano, alla scuola di vita per così dire. Questa volta a fare progressi non è solo il protagonista, Naruto appunto, ma anche i suoi compagni di squadra che ogni puntata crescono dal punto di vista spirituale, morale, e tecnico. Questo anime, pur trattando di ninja e quindi nella fattispecie arti marziali, lascia anche spazio a sentimenti di dolore, solitudine, amore, lealtà e tutto quanto rientra nella sfera affettiva delle persone in genere. I personaggi, ninja e non, sono egualmente maschi e femmine, sono persone, con il loro codice morale. Molti di loro hanno un ingombrante passato alle spalle, mentre alcuni lottano solo per autocompiacimento. Per esempio Sakura, una delle protagoniste, è diventata ninja per amore del bel tenebroso Sasuke. Il giovane invece deve regolare i conti con qualcuno. Completo da ogni punto di vista, questo anime ci fa ridere e piangere, facendoci desiderare di rivederlo all'infinito. Purtroppo però il merchandising ha fatto sì che questo splendido anime venisse allungato e stiracchiato di qua e di la anche in modo improprio, in attesa che l'autore continuasse a scrivere la storia. Così mentre nel manga la prima serie equivale a 27 numeri, per l'anime siamo in pari con 220 puntate. Vero è che le battaglie sono splendide e decisamente più spettacolari, e viene dato spazio anche a personaggi secondari (come detto poco prima) ma certi allungamenti di brodo sono orrendi. Così Sasuke appena uscito dal coma provocatogli dal fratello, se ne va in missione con la sua squadra. Solo dopo una missione di due tre giorni, si ricorda di essere violentemente arrabbiato con il fratello e deluso di se stesso. Complimenti per la coerenza. Ahh cosa non si fa per soldi! |