Censure anime – Anni ’90 – 6° parte

Anni ’90 – 6° parte

Articolo a cura di Kojiro.

Salve a tutti come va? Belle le vacanze eh? Anche io a ripensare a come era bello avere due mesi di ozio quandi si finiva la scuola (eccezion fatta per gli esami di riparazione in greco, che mi toccavano puntualmente da sostenere il settembre di ogni anno ndKojiro-ignorante!) e si sapeva di non toccar libri per decine di giorni? Invece da quando lavoro di ferie me ne toccano solo due settimane e vi assicuro che sono davvero poche… e voi direte che c’entra tutto ciò con le censure degli anime? Niente rispondo io, ma mi andava di lamentarmi… anzi forse un piccolo collegamento con il mondo della scuola possiamo farlo e precisamente…

Cosa ci scrivo nel tema? 

Eh già, vi è mai capitato di trovarti durante un tema di italiano (magari a traccia libera) con la tragica sensazione di non sapere assolutamente cosa scrivere… ebbene è propio la situazione in cui mi trovavo in questi giorni, non sapendo bene di cosa parlare in questo articolo.
Mentre mi stavo deprimendo nella ricerca di cosa scrivere, mi è capitato tra le mani “Tv Sorrisi& Canzoni” con una intervista a Paola Cortellesi, l’attrice di molti film di Aldo, Giovanni&Giacomo e di vari spettacoli televisivi. Nella intervista spiegava, tra le altre cose, di essere stata fin da piccolina una grande fan dei cartoni animati, specie di “Candy Candy” e “Jeeg”! Poi un giorno la madre le proibì di vederli perché lei provo a lanciarle contro un “raggio protonico” (mitica!)
Una piccola premessa questa per parlare di un qualcosa fondamentale… il rapporto dei genitori con gli anime!

– Goldrake (“Ufo Robot Grendizer”) –

Guardare fa male?

Bisogna partire da un presupposto antipatico… è difficilissimo che i genitori capiscano o accettino subito eventuali passioni dei figli! La cosa non è successa solo alle nostre generazioni e non solo per gli anime, ma è un fenomeno appunto… generazionale! :-)
Nello specifico fin dall’apparizione di “Goldrake” i genitori si trovarono davanti ad un qualcosa di assolutamente nuovo: abituati da decenni a prodotti italiani (pochi) o americani (dove il massimo della violenza era il povero WIlly Coyote colpito dalle sue stesse invenzioni anti-Beep-Beep) era difficile accettare un mondo reale dove le persone si amavano, combattevano e… morivano!
Non era solo Goldrake ad essere “sotto osservazione” però: qualsiasi anime che avesse avuto un forte impatto sul pubblico giovane veniva accuratamente vivisezionato da psicologi e genitori, preoccupati per capire quali potessero essere gli effetti negativi sulla psiche dei bimbi!
La stessa “Candy Candy” (per la quale fu creato il genere chiamato “delle orfanelle”) creò molto scalpore perché avvicinò molte bambine a concetti fino ad allora poco trattati… e la cosa a molti genitori non piacque.

Ci voleva un po’ di fortuna

Non è giusto però dire che tutti i genitori criticarono gli anime! Per esempio i miei sono stati sempre appassionati di fumetti e cartoni animati, per cui ovviamente non mi hanno detto niente quando si sono resi conto della mia passione (mio padre ad esempio se ne vedeva tantissime di anime… e continua a farlo tuttora); la maggior parte tuttavia li criticava ferocemente; ed infatti anche i vertici Rai subirono varie pressioni, ed anche un interpellanza parlamentare di un senatore, contro i cartoni giapponesi “così lontani dalla nostra cultura cattolica e pacifista” (citazione letterale). La cosa ovviamente fu seguita da associazioni di genitori dell’epoca che si sentirono a quel punto legittimati nelle loro critiche.
Mentre tuttavia all’inizio la cosa poteva essere a un certo punto di vista “compresa” (considerando la vecchia paura di quel che non si conosce) la cosa davvero triste è che più il fenomeno anime veniva apprezzato e compreso dai ragazzi tanto più, quasi per reazione, gli adulti ne chiesero sospensioni e censure. Tale atteggiamento infatti era dovuto anche al fatto che la televisione veniva sempre più delegata a compagna da genitori troppo occupati per perdere 20 minuti della loro giornata insieme ai propri figli per vedere insieme ai propri figli uno “stupido cartone”.
Il vero discorso che mi preoccupa, e sul quale voglio soffermarmi, non era tanto riferito ai genitori di quel periodo (volendo anche un pò giustificabili…) ma a quelli attuali.

Una accusa… indifendibile!

La cosa che infatti mi ha sempre lasciato davvero perplesso sono stati gli atteggiamenti dei genitori attuali, specie quelli riunitisi sotto il marchio “MOIGE” (Movimento Italiano GEnitori).
A prescindere dal fatto che sarebbe stato auspicabile che nel nuovo millennio certi luoghi comuni, certi falsi moralismi, fossero oramai superati, la cosa davvero incredibile è vedere l’età di questi genitori che fanno queste “battaglie”… spesso tra i 30 e i 40 anni!
Qual’è la cosa strana? E’ che propio in virtù della loro giovane età hanno vissuto in prima persona la prima invasione degli anime in Italia (“Goldrake” arrivò del 1977) è molto probabile che fossero loro i primi a vederli… avendo magari tra i 7 e i 15 anni! Dovrebbero quindi ben sapere quanto un cartone animato sia comunque innocuo rispetto a quello che di reale ci circonda!
Invece quando si sono trovati dall’altra parte della barricata sono ricascati negli stessi errori che magari prima, da figli, avevano criticato! Chiariamo… non si tratta di fare una guerra del tipo “figli-buoni” “genitori-cattivi” (di questi tempi ci sono ben altre guerre a cui pensare…) ma di capire cosa possa essere scattato nella mente e nelle opinioni di queste persone per prendersela in maniera così accanita contro quelli che in fondo sono e restano disegni animati!

Kojiro VS Moige

Per chi per motivi misteriosi ha deciso di leggere questi miei articoli mensili (beh oddio… ultimamente un pò meno mensili ma il lavoro mi opprime! :-D) saprà che raramente prendo posizioni nette da una parte o da un altra… o perlomeno cerco di farlo… con il MOIGE semplicemente non ci riesco! Un movimento di controllo dei programmi televisivi… oltre ad essere una gravissima ingerenza della libertà di espressione, rappresenta solamente una forma di censura “legalizzata” !
Il fatto che siano genitori a farne parte è poi la conferma del loro fallimento come tali… il loro ragionamento è semplice: “Ti lascio davanti alla TV perchè non posso (o magari “non voglio”) vederla con te? allora perlomeno impedisco che tu veda qualcosa che PER ME è sbagliata”! Insomma è un modo per “mettersi a posto” con la propria coscienza.. incuranti del fatto che tale “senso di protezione” vada a disturbare anche gli altri!
So bene che fare il genitore non è facile ma ogni volta ho sentito qualche esponente di questa associazione di controllo fare dichiarazioni (non solo contro gli anime… anche telefilm, wrestling e film sono passati sotto il loro controllo) del tipo “La Televisone non deve fare da babysitter”… verissimo, ma la prima alternativa deve essere passare più tempo insieme ai propri figli non censurare i programmi televisivi! E non regge neanche la giustifica: “Noi però lavoriamo”… lo facevano anche i miei trent’anni fa ma un pò di tempo per guardare un cartone animato con me lo trovavano sempre! E se magari in un anime succedeva qualche cosa che mi turbava (magari la morte di un personaggio) mi aiutavano a capire la cosa… non si fiondavano al telefono per protestare contro i responsabili del palinsesto!
Non credo di essere stato l’unico fortunato ad avere genitori così…

Ok per questo mese finisco qua… mi spiace se stavolta non ho parlato di anime in particolare ma ammetto che vedere miei coetanei con figli fare ancora gli stessi errori era un qualcosa che non mi andava giù! Ed è comunque una parte fondamentale del fenomeno delle censure che non si poteva ignorare!

Buone vacanze a tutti dal vostro uncensored :-)
Kojiro

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