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I Cartoni Animati rendono gay!

Articolo a cura di Wizard 09.

Potere del cristallo di luna vieni a me!” Così la perversa guerriera, armata del suo fallico scettro utilizza i suoi poteri forti e vincenti per trasformare il suo pubblico in omosessuali invocando il “cerchio dello scettro lunare”.
Questo è quello che mi sono immaginato quando lessi diversi articoli su “Sailor Moon” dove veniva accusata di essere un “personaggio forte, vincente, potente, un modello di comportamento e i bambini hanno femminilizzato il loro modo di vivere, le proprie relazioni con i coetanei chiedendo di poter vestire come la loro eroina” e quindi di crescere gay…
Il titolo di questo articolo è stato volutamente provocatorio per poter rispondere a questa domanda:
Ma è davvero possibile diventare gay guardando un cartone animato?
A parte questo, femminilizzare il modo di vivere vuol dire essere gay?
E tutte le ragazze che giocavano a pallone e che guardavano “Holly e Benji” (“Capitan Tsubasa”) sono diventate poi delle lesbiche?
Sembra quasi che chi si sia occupato del caso “Sailor Moon” abbia lasciato intendere che essere gay è un pericolo, una malattia mediatica trasmessa dai cartoni animati giapponesi (e non solo) mettendo in allerta alcune mamme e papà (psicologi e specialisti vari) di tutta Italia.
Mi sono quindi preoccupato io, che ho redatto questo articolo a definire meglio cos’è l’omosessualità e il misterioso transessualismo.

Omosessualità

Definiamo per prima cosa: cos’é l’omosessualità? Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l’omosessualità è definita come una “variante naturale del comportamento umano”. Non vi è nulla di patologico, infatti come l’uomo o la donna sono attratti dal sesso opposto possono anche essere attratti dal proprio sesso, tale “comportamento” non ha cause ma è frutto delle volontà di singoli individui. Quindi dall’omosessualità non si puó guarire poiché non è una malattia.
Tuttavia è anche vero che certi casi (si parla del 10% degli omosessuali) hanno questo orientamento sessuale per cause traumatiche quali abusi sessuali o un ambiente famigliare disarmonico; solitamente un genitore dispotico e l’altro genitore passivo oppure un’educazione votata al disprezzo e la bassa considerazione del sesso opposto. Queste condizioni possono favorire un orientamento sessuale verso gli esponenti dello stesso sesso ma non certamente la causa principale, infatti non tutti quelli che hanno vissuto queste realtà sono diventati omosessuali.
Importante da non confondere gli atti omosessuali dalle persone omosessuali. Ci sono circostanze, come nelle carceri o nei collegi, dove possiamo trovare dei casi di omosessualità obbligata o indotta. La differenza è che in questi casi non si parla di una attrazione sentimentale e sessuale, ma di un puro appagamento sessuale dal punto di vista fisico, visto e considerato che viene negata la possibilità di contatti con esponenti del sesso opposto.
Va fatta una distinzione dal:

Transessualismo

Viene definito Disturbo di Identità di Genere (DIG) e rientra nelle patologie psichiatriche.
Il transessuale non ha nulla a che vedere con l’omosessualità, anzi sono due cose distinte anche se possono sembrare la stessa identica cosa.
Partiamo con il presupposto che l’uomo ha 3 diversi tipi di identità: Biologica, Psicologica, e Sociale. Il transessuale ha una discrepanza fra la propria identità sessuale Biologica e la sua identità sessuale Psicologica. Ad esempio: se ha un corpo maschile dentro di se ragiona, pensa , vive come una donna e desidera adeguare il suo corpo al suo “io” psichico. Il vero disturbo quindi è quello di non riconoscersi nel sesso proprio sesso biologico, che causa sofferenze inimmaginabili. Infatti durante il proprio percorso di “cambiamento” il transessuale viene sorretto da uno psichiatra.
Il desiderio di ricercare persone dello stesso sesso è unicamente dovuto al fatto che dentro ci si sente di appartenere al genere opposto. La causa di questo disturbo è tutt’ora sconosciuta , si pensa oggi che le cause siano genetiche/ormonali.
Tornando a Sailor Moon, le Sailor Star Light’s censurate per il loro cambiamento di sesso durante la loro trasformazione (da ragazzi a ragazze quindi) non sono in realtà delle transessuali ne gay!
Il loro cambiamento sessuale è dovuto ad un intervento magico, inoltre lo scopo del cambiamento è dovuto principalmente al combattimento e alla acquisizione dei poteri Sailor che da maschi non hanno. Inoltre Seiya è chiaramente attratto da Usagi (Bunny) ed ha dei modi e dei comportamenti tipicamente maschili. Quindi non c’è nessun desiderio da parte loro di cambiare sesso per una discrepanza nell’identità di genere. Mi rendo conto che è un discorso difficile da spiegare a dei bambini ma “Sailor Moon” non è un cartone animato per bambini.

I cartoni animati rendono gay?

Nessun manuale di psichiatria o psicologia attribuisce alla televisione e ai cartoni animati le colpe dei disagi o dei problemi sessuali dei ragazzi. Allora perché ci si accanisce contro di essi?

Uno motivo sicuramente è per il modo di vedere il ruolo maschile. Se vediamo alcuni personaggi dei manga, troviamo delle personalità e dei modi di essere impensabili per lo stereotipo maschile nostro. Un esempio: Chi ricorda Rudolf Hagen il “cattivo” di “Aika”? Bello, intelligente, dai modi effeminati e dai tratti androgeni? A prima vista molti lo reputerebbero gay poiché siamo abituati a vedere i cattivi come brutti, un poco tonti, o dei pazzi megalomani senza un minimo di garbo ed eleganza sconfitti dal super eroe bello, forte e intelligente. Invece Rudolf Hagen ha un esercito di bellissime donne che ha intenzione di inseminare dopo aver distrutto l’umanità e ricrearne una con i suoi geni “perfetti”. Questo va a spiazzare un po’ il nostro modo di vedere il “maschio” e magari si ha paura che si possano apprendere certi comportamenti emulando dei personaggi forti o particolarmente carismatici. E poi chi non ha mai imitato da bambino i propri eroi e personaggi preferiti?! Una compagna di asilo adorava Hulk e a lei piaceva impersonarlo quando giocavamo durante la ricreazione e non ha mai avuto comportamenti “deviati”.

Un altro motivo è che si ha la tendenza a cercare di nascondere ció che è “sconveniente” per non traumatizzare il bambino (o fargli apprendere delle cose “sbagliate”). Anzi bisogna sforzarsi di spiegare ai bambini che esistono molte forme di amore e di affettività, che non esiste l’amore giusto o quello sbagliato. Affrontare l’argomento aiuterebbe i bambini a comprendere meglio certe situazioni e non a discriminarle o disprezzarle. La mancanza di chiarezza crea molta destabilizzazione nel bambino piú di quanto non lo farebbe una verità scomoda. Non è negando la realtà che aiutiamo i bambini ad affrontare il mondo, ma rimane sempre piú facile nascondere che affrontare, come d’altronde il discorso della morte…

Ultimo motivo è sicuramente la fascia di età dedicata al programma TV. Molti cartoni o Telefilm vengono trasmessi in fasce orarie non idonee o pesantemente adattati. Tuttavia sono prodotti dedicati ad un target piú adulto poiché come abbiamo visto certi argomenti non sono facili da spiegare. Di solito è con la maturazione sessuale che emergono aspetti riguardanti la propria sessualità e quindi i telespettatori possono immedesimarsi in quelle che sono le angosce e le paure, ma anche le gioie e le spensieratezze della giovinezza. Quindi è logico che ci si possa scontrare con attrazioni per esponenti dello stesso sesso, ma viene visto come una cosa naturale o per lo meno possibile, ma che io sappia in un anime mai discriminata.

Siamo nel terzo millenio, e il mondo è cambiato molto ma molte cose sono rimaste nel passato. La cosa che mi fa pensare è che certi psicologi, psichiatri e terapeuti vari per avere un loro posto al sole e il loro momento di notorietà, evocano paure assurde per dare voce al loro ego, vendo meno al loro scopo di aiutare le persone a conoscere e comprendere meglio se stessi e gli altri.

Infine dopo questo articolo potremmo dire che se mai i bambini giocheranno con le bambole e a cucirgli i vestitini, daremo la colpa a Rozen Maiden… ;)

Wizard 09

Ringrazio chiunque abbia letto e abbia gradito questo mio primo articolo, un grazie particolare a Mari che mi ha permesso di pubblicarlo.

Online da: Luglio 2009 

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