censure anime – La Nota del Moige

Nel Novembre 2007, il MOIGE (associazione di genitori) rilascia una dichiarazione stampa sul fenomeno della censura, di cui spesso viene accusata.
La Nota è stata anche spedita ai responsabili di questo sito, con la richiesta di una pubblicazione. Troverete perciò la Nota qua sotto, interamente, e con anche il link di riferimento al loro sito ufficiale; ma abbiamo anche deciso di pubblicare un nostro commento alla loro nota. Ciò non vuole essere un pretesto per nuove polemiche, ma espressione di un diritto di replica e di libertà di espressione, stabilito anche dalla Costituzione Italiana e dai Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Naturalmente pubblicheremo anche una eventuale rettifica del Moige su questo argomento, se riterranno opportuno scrivermene un’altra.

La Nota del Moige

Anime e Videogame, Il Moige: No a censura, Sì al rispetto del codice di autoregolamentazione

Il Moige-Movimento Italiano Genitori, dopo le dichiarazioni di alcuni utenti di siti che attribuiscono al Movimento la “colpa di censurare gli anime”, decide di render chiara la propria posizione una volta per tutte

Il Presidente, Maria Rita Munizzi: “ Noi non solo non abbiamo il potere, che ci viene attribuito da qualcuno, di bloccare o censurare alcuni cartoni animati, ma pensiamo che la censura di questi cartoni, a meno di evidenti violazioni dei codici, sia sbagliata, perché crea un prodotto che scontenta tutti, appassionati compresi. La censura viene adoperata da chi li programma proprio per proporre dei prodotti che sono spesso pensati per gli adulti (lo dichiarano gli stessi produttori) a dei bambini. Il Moige invece è, questo sì e con determinazione, per il rispetto delle fasce orarie, all’interno delle quali i cartoni possono andare in onda anche integralmente ed essere fruiti dagli appassionati

Il Moige interviene una volta per tutte in risposta alle dichiarazioni di alcuni utenti di siti che attribuiscono al Movimento la “colpa di censurare gli anime”ed alcuni videogames. Per il Moige, occorrerebbe, più che censurare, rispettare finalmente il codice di autoregolamentazione radiotelevisivo, che parla esplicitamente di fasce orarie all’interno delle quali alcuni programmi possono essere o non inseriti.

Infatti le fasce orarie rispettano il diritto di tutti di avere una tv a loro dedicata: il pomeriggio è spazio per i bambini e la sera per i grandi.

Si chiede dunque semplicemente il rispetto del codice tv e minori, che non ha certo scritto il Moige ma gli stessi rappresentanti delle tv e che è stato recepito dall’art. 34 comma 3 del Testo Unico della Radiotelevisione (D.Lgs. 31-7-2005 n. 177) divenendo così vincolante per tutte le emittenti ed i fornitori di contenuti televisivi.
Per l’esattezza la norma citata recita: “Le emittenti televisive ed i fornitori di contenuti … sono tenute ad osservare le disposizioni a tutela dei minori previste dal Codice di autoregolamentazione TV e minori approvato il 29 novembre 2002, e successive modificazioni”.

Per quanto riguarda le fasce orarie il Codice di autoregolamentazione TV e minori ne individua due:
• una all’art. 2 definendola “TELEVISIONE PER TUTTI (7.00 – 22.30)”
• l’altra all’art. 3 definendola “TELEVISIONE PER I MINORI (16.00 – 19.00)”
Nella fascia oraria per tutti le emittenti, “nella primaria considerazione degli interessi del minore” e “nella consapevolezza della particolare attenzione da riservare al pubblico dei minori durante tutta la programmazione giornaliera”, si impegnano a rispettare una serie di accorgimenti quali: l’esauriente e preventiva informazione sulla programmazione e l’adozione di sistemi di segnalazione di chiara evidenza visiva in relazione alla maggiore o minore adeguatezza dei programmi alla visione da parte del pubblico dei minori.
Nella fascia oraria 16,00-19,00, invece, “le Imprese televisive si impegnano a dedicare nei propri palinsesti una fascia “protetta” di programmazione idonea ai minori”, in quanto è presumibile che in questa fascia oraria il minore possa ritrovarsi da solo innanzi alla televisione.

Inoltre, è bene chiarire che non è il Moige a volere i cartoni animati censurati: non è in suo potere, e la censura , se effettuata, è imputabile a enti terzi. Non è infatti con la censura che si risolve il problema: i tanti episodi di censura riferiti non sono assolutamente riconducibili all’attività del Moige. Solo pochissimi casi, in quanto gravi violazioni della legge, sono stati condivisi dal Movimento.

Inoltre, cosa ancor più importante, alcuni Anime sono solo per adulti, e questo per dichiarazione degli stessi produttori. Quando arrivano in Italia, proprio per proporli ai bambini, vengono stravolti e censurati. E’ questo il vero problema, ed è da qui che emergono le criticità.
Quindi il vero bersaglio delle proteste devono essere coloro che arbitrariamente pur di programmare gli anime in orari adatti ai più piccoli li “edulcorano”, li mutilano dando poi la colpa al Moige.

La stessa cosa succede ad esempio con alcuni film (vedi Kubrick) dove le stesse persone programmano in prima serata Kubrick e tagliano tutte le scene di sesso o forti adducendo la paura di proteste del Moige. Ciò è profondamente ipocrita. Deve esser possibile vedere questi prodotti integralmente, ma in rispetto delle regole a tutela dei minori e in orario consono.

L’unico strumento in possesso del Moige è l’Osservatorio Tv , che nasce dall’esigenza di tutelare i minori dai possibili, e probabili, cattivi effetti di una programmazione televisiva non adatta. E’ ormai dimostrato che le immagini e i dialoghi televisivi influiscono sulla crescita psicologica e sullo sviluppo emotivo dei minori.

Oggi, che la tv è una presenza scontata nella maggior parte delle case, lottare per una programmazione di qualità è importantissimo. Per questo è nato l’Osservatorio Tv, che mette a disposizione di tutti il primo numero verde nazionale gratuito 800937070 per combattere la tv violenta e volgare e tutelare così i minori. Il numero è a disposizione di chiunque desideri fare segnalazioni, proteste o avere informazioni sulla programmazione televisiva.
In base alle segnalazioni e ai pareri dei propri esperti il Moige inoltrerà formale istanza al Comitato Tv e Minori preposto all’applicazione del Codice di Autoregolamentazione Tv e Minori.

Per quanto riguarda i videogiochi: certo, il Moige pretende una corretta classificazione in modo che si possano scegliere i giochi correttamente in base all’età. I genitori chiedono una classificazione che sia chiara, non come quella PEGI attualmente in vigore di difficile lettura, e che sia obbligatoria su tutti i giochi, e un chiaro divieto di vendere ai ragazzini quelli che non sono adatti a loro. Inoltre sarebbe bene anche rivedere le procedure di classificazione Pegi che, paradossalmente, prevedono per i giochi destinati ai bimbi meno controlli che per i giochi da adulti.
Riguardo poi ai videogiochi che mostrano (ed è solo un esempio) come uccidere una ragazzina o come compiere azioni criminose, il Moige crede che dovrebbero essere fuori legge se non altro per rispetto alle tante vittime di simili violenze; perché certe cose non si dovrebbero fare nemmeno per gioco.

MOIGE – Movimento Italiano Genitori
Roma, 23 Novembre 2007

Link della Nota, sul sito ufficiale del Moige.

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