censure anime – NUOVO MILLENNIO, VECCHI PREGIUDIZI…

NUOVO MILLENNIO, VECCHI PREGIUDIZI…

Articolo a cura di Kojiro

Dove eravamo rimasti?

Ciao a tutti ragazzi come va? vi ricordate di me? sono Kojiro, l’autore di alcuni articoli (beh… qualcuno in più..) del Il Bazar sulla Storia delle Censure negli Anime!
State tutti bene? Se la risposta è affermativa mi fa piacere… anche io tutto ok, anche se dall’ultima volta in cui scrissi per Il Bazar è passato davvero tanto tempo, e non tutto quello che è successo nel frattempo è stato bello.
Ma bando alle cose brutte… passiamo alla scottante attualità facendo innanzitutto una doverosa specifica: non avevo scritto più altri articoli innanzitutto perchè la “storia” sulle censure di per se non sarebbe più stata tale, essendo io ormai arrivato a trattare anni in cui, per scoprire se e quanto un anime dell’epoca fosse martoriato, sarebbe bastato cercare le relative informazioni su Google.
Inoltre ultimamente la situazione generale sembrava di per se essersi abbastanza normalizzata, dopo anni di forbici impazzite: sul Digitale terreste Rai4 trasmette da tempo anime inediti (sia in versione leggermente censurata sia integrale), la stessa Italia 2 ha trasmesso OAV e film di Lupin non censurati (fino all’attuale “Una donna di nome Fujiko”, serie dai toni decisamente adulti) lasciando spesso anche le sigle originali. Anche il satellite propone ormai reti tematiche come Man-Ga dove naturalmente le censure sono del tutto abolite. Molto apprezzabile infine la sempre maggiore presenza di film di animazione giapponesi nei cinema italiani.
Insomma una serie di segnali positivi tali da far pensare che il luogo comune “anime = pericolo per le menti infantili” fosse di per se ormai un lontano ricordo… peccato che mi sbagliassi :)

Giugno 2014….

Che ci fosse ancora qualcuno/a ancora disposto a credere che tutto il marcio della società italiana (e non solo) fosse causato da Goldrake e Lamù, era di per sè evidente, come semplice discorso generazionale. Era bello pensare però che, almeno a livello dei principali media televisivi e cartacei, ci fosse ben altro a cui pensare e che sopratutto alla lunga la gente si fosse informata… Vaga speranza ahimè!

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– L’occhiello incriminato –

Apro ieri facebook (ebbene sì… sono vecchiotto ma i social li uso) e trovo il link di una mia amica (ciao Manuela!) riferito ad una articolo apparso su La Repubblica tra il 19 e il 20/6..titolo…”LA LEGGE ANTIPEDOFILIA RISPARMIA I MANGA” con relativa foto del povero Ryu (Ragazzo delle Caverne) e la seguente dicitura “il termine manga significa letteralmente immagini stravaganti. Spesso sono storie porno incentrate sui minori con scene di sesso e violenza“.
Prima di addentrarci nell’articolo (e sopratutto dell’autore) una piccola chiosa doverosa su tale occhiello… inutile dirvi che manga significa semplicemente “immagini in movimento” (e non certo stravaganti) e che scene di sesso e violenza sui minori sono ben poco frequenti (e non certo “spesso”).

Oh my god(dess)!

Premesso… non mi è mai piaciuto puntare gratuitamente il dito contro qualcuno in particolare: a suo tempo infatti cercai anche di, se non giustificare, vedere le cose dal punto di vista di Alessandra Valeri Manera o Vera Slepoj (ricordate?) che per anni e anni furono viste dagli appassionati italiani come le streghe votate alla distruzione degli anime.
In questo caso però all’inizio pensavo mi sarebbe stato complesso leggendo un simile incipit

********* “Cade in Giappone un altro pezzo del muro che sostiene l’ossessione sessuale di uno dei popoli più repressi del mondo” ***********

Tale sottotitolo pone qualche problema sul mantenere giudizi obiettivi e freddi, trattandosi di puro razzismo.
Se si ha poi il coraggio e lo stomaco di continuare nella lettura ecco il seguente periodo:

******* “resiste ora l’ultimo bastione del sesso rivolto ai maniaci dei bambini, i manga, famosi fumetti nipponici, e i film di animazione. Produttori di anime e di cartoon (=stessa cosa nd Kojiro) sono riusciti a far dichiarare illegale solo lo sfruttamento dei minori in carne ed ossa (= inutile dire che quello fosse già illegale… ricordo un caso degli anni scorsi dove un pedofilo e omicida giapponese fu addirittura giustiziato nd Kojiro) ma non i sogni pedofili partoriti dalla fantasia.
Nel mome della libertà d’espressione i giapponesi potranno continuare a sfogliare le popolarissime storie porno centrate sui minori, o a guardare cartoni animati con stupri e violenze ai danni di teenager
” **********

Chiaro il tono no? Continuare a riportarne stralci mi sembrerebbe inutile. Come capitato a tutti noi appassionati di made in Japan non posso negare di essermi sentito disgustato (eufemismo) da un simile articolo… PUR pienamente a conoscenza che il fenomeno “hentai” sia presente come aspetto (ma solo UN aspetto) del fenomeno anime/manga.

Dopo l’iniziale arrabbiatura però ho deciso, anche grazie ad alcune segnalazioni di un mio amico (ciao Antonio!) di indagare un po’ sull’autore di siffatto capolavoro… Il “giornalista” (rigorosamente virgolettato) Giampaolo Visetti… e ho fatto un po’ di scoperte che mi hanno spinto a buttare giù due righe sul personaggio… vi assicuro che meritava un approfondimento.

(Link dell’articolo sulla versione online de La Repubblica http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/06/19/la-legge-anti-pedofilia-risparmia-i-manga1819.html – nella versione online manca l’occhiello sui manga, presente invece nella versione cartacea)

Conosci il tuo nemico

Commentare tale “giornalista” solo sull’articolo in questione sarebbe facile… vediamo qualche titolo su di lui degli anni scorsi (NB tutti rigorosamente rintracciabili sul web… non verrà forzata alcuna citazione nd Kojiro) che ci fa capire con chi abbiamo a che fare:

– tempi.it “Tutte le cronache di Visetti, visionario corrispondente in Cina di Repubblica
– giornalettismo.com “Visetti, l’uomo che scriveva bufale sulla Cina
– dagospia.com “Buon Visetti a cattivo gioco
– giappopazzie.blogspot.it “Vogliamo e pretendiamo “la testa” di Visetti

Come vedete quindi una sua storia già c’è: dovete sapere infatti che tali articoli solo dal 2011 in poi, e non riferiti all’articolo delirante sui manga.
Come scritto su tempi.it il suddetto Visetti Giampaolo è il giornalista di riferimento per il quotidiano nazionale La Repubblica in estremo oriente… con risultati come minimo rivedibili!
Diamogli innanzitutto atto di una cosa… non spara assurdità solo sul Giappone ma anche sulla Cina (chissà se la Corea è salva da tali scempi verrebbe da chiedersi…)

Grattacieli, Fiori e seggioloni!

Come detto concentriamoci prima sulle avventure di Visetti in quel di Pechino: nel marzo 2013 dalle pagine di Repubblica il caro Giampaolo si lancia nella enfatica descrizione del New Central Global Centre, un enorme edifico appena inaugurato. Dopo alcuni dati statistici ci informa che in fondo:

**** in soli tre mesi i cinesi avevano eretto lo Sky City One, una torre da 838mt e 220 piani che aveva sottratto a Dubai il record di grattacielo più alto del mondo ************

Interessante vero? peccato solo che in quel momento lo Sky City One non fosse stato neppure costruito… Insomma passi immaginare una casa fantasma ma un intero grattacielo fantasma…

- I gelsomini "incriminati" -

– I gelsomini “incriminati” –

Tornando un po’ indietro nel tempo al Maggio 2011 il nostro eroe si dedica ad un vero “mistero di Pechino”: le autorità locali infatti, coadiuvate dai servizi segreti statali, stavano rapidamente ed inesorabilmente stroncando la coltivazione e la vendita dei gelsomini che il governo centrale voleva, vai a sapere il perchè, abolire dal territorio cinese. Inutile dire che gli altri inviati italiani in loco avessero invece confermato che la vendita dei poveri fiorellini era ancora perfettamente legale! Cosa abbiano fatto di male i gelsomini a Visetti purtroppo non lo sapremo mai.

Lo stesso Visetti qualche mese prima aveva inoltre raccontato, unico in tutto il mondo, delle feroci ritorsioni dei soliti servizi segreti nei confronti di minacciose… sedie! Tali oggetti suo dire venivano lasciate vuote volontariamente in locali e università da cinesi arrabbiati a causa del boicottaggio del governo contro il ritiro del Nobel della Pace di Liu Xiaobo: tali sedie vuote venivano violentemente caricate su misteriosi furgoni grigi e trasferite chissà dove. Povere sedie, nessuno ha mai saputo che fine avessero fatto… pregate per loro di tanto in tanto.

Poichè però l’intera Cina è terra di misteri anche lo stesso Visetti è stato addirittura oggetto di un semi/sequestro preventivo da parte di un misterioso funzionario governativo che, “travestito da appassionato di jogging anche se in sovrappeso e con una borraccia rossa in mano (=cit.Visetti), lo avrebbe spiato, anche telefonicamente, suggerendo “cautele” che però Visetti “non era in grado di comprendere”

Crederci o no? Decidete voi. Fatto sta che ogni tanto al “giornalista” viene richiesto, da GRANDE ESPERTO di cultura orientale qual’è… qualche divagazione sul “nostro caro” Giappone… con risultati catastrofici ( e non è per modo di dire..)

IL peggiore dei peggiori

Purtroppo il peggio di se sul Giappone Visetti non lo ha dato con l’articolo sui manga pedofili ma bensì con il tristemente noto terremoto+tsunami che colpì il nostro amato Giappone nel 2011. Fare il corrispondente nel modo più serio e professionale possibile in simili situazioni drammatiche dovrebbe essere una sorta di dovere morale di qualsiasi esponente di un masse media: partendo da questo presupposto sappiate che un blogger giapponese ha stilato la “wall of shame” (= il muro della vergogna nd Kojiro) con la classifica dei peggiori reportage internazionali sulla tragedia.
Indovinate a livello mondiale chi risultò aver fatto il “più inventato” di tutti? Bravi… avete fatto centro! Giampaolo Visetti di Repubblica.

(fonte http://www.jpquake.info/home nella tabella sotto mettendo in ordine gli articoli per “Severity” si noterà come nella classifica mondiale dei peggiori articoli al primo posto parimerito ci sono Visetti e un articolo inglese del Daily Mail. Visetti è però presente in classifica con un altro articolo, e sono citati anche altri “giornalisti” italiani de La Repubblica e Il Corriere della Sera)

Fantasia perversa (e senza manga…)

La lista è enorme, si trova facilmente sul web, ma qualche esempio di quello che fu inventato da Visetti in quel periodo va fatto.. con relativi commenti kojireschi.

1) Visetti = “Dentro i 30km offlimits di Fukushima la popolazione è chiusa nelle abitazioni sbarrate dall’esterno, esposta alle radiazioni atomiche….
1) Koji = in pratica, stando a Visetti, l’esercito giapponese avrebbe murato vive le persone nella zona di Fukushima invece di evacuarle… No comment!

2) Visetti = “oggi esibiamo ordine e organizzazione, dice Hiromi Onodera, madre di una bambina di tre mesi morta di sete a Nabiru…
2) Koji = ora… tale stralcio Visetti lo prende “in prestito” (e già qui ci sarebbe da dire qualcosa ma sorvoliamo…) da due articoli in inglese che riportavano che a Nabiru la famiglia Onodera aveva perso una bimba, Yume, “when the force of the tsunami wahsed them away“. Ora… va bene spacciare fonti altrui come proprie (più o meno) ma perlomeno si traduca bene in inglese. La povera Yume non è infatti “morta di sete” a causa del cattivo governo di Tokyo, ma annegata purtroppo nello tsunami. Dovete sapere infatti che, come dimostrato anche con i manga, Visetti sembra infatti avere un conto aperto con il governo giapponese, come conferma il punto…

3) Visetti = “centinaia di sopravvissuti al sisma sono morti perchè leggi truffa hanno impedito per giorni di distribuire viveri, medicine e coperte, di percorrere strade, di ridurre le scorte di carburante, di scongiurare black-out o di far atterrare elicotteri
3) Koji = il 12/03, cioè 24h dopo il sisma e lo tsunami, erano già presenti elicotteri e mezzi anfibi dell’esercito USA di stanza in Giappone coadiuvati dal governo centrale di Tokyo, cosa confermata sia dai dispacci dell’esercito americano sia da foto e filmati di quei giorni.

Ma arriviamo al pezzo forte!

L’apocalisse virtuale del Kanto

Visetti = TOKYO – Per otto giorni Tokyo è stata una metropoli spaventata ma in attesa di buone notizie. Oggi è una capitale in agonia. Si presenta come prossima al collasso e prevede il peggio. In poche ore la residua fiducia ha ceduto allo sconforto. L’esodo lento dei giorni scorsi ha assunto la dimensione della fuga. Oltre quattro milioni di abitanti hanno lasciato la città in treno, o ammassati in auto. Colletti bianchi, stranieri e famiglie con bambini cercano di raggiungere le località a sud del Kansai, per mettersi al riparo dal pericolo della nube atomica. Nella periferia nord di Tokyo arriva invece l’onda dei disperati che scappano da Fukushima e dalle città distrutte dallo tsunami. A far precipitare la situazione, l’innalzamento del livello di rischio nei reattori, nuove scosse di terremoto e la convinzione che il governo minimizzi una crisi fuori controllo. È scattato però anche il primo vero allarme-contaminazione. Il governo ha ammesso che tracce di iodio radioattivo sono state rinvenute nell’acqua potabile di Tokyo e delle aree vicine. Livelli anomali, ufficialmente sotto i limiti di legge e non immediatamente pericolosi per la salute, ma l’impatto pubblico della notizia è stato tremendo. Radioattivi anche il latte proveniente da Fukishima e alcune partite di spinaci prodotti nella prefettura di Ibaraki. Già in commercio, non si sa dove siano finiti. La popolazione dell’area metropolitana, oltre 35 milioni di individui, prende atto che la vita di una delle capitali più importanti del mondo è già irriconoscibile. La domanda non è più quando Tokyo tornerà al business e alla quotidianità smarrita, ma se ciò risulterà possibile. Il crollo del traffico e della folla per strada è impressionante.

- Godzilla distrugge Tokyo! -

– Godzilla distrugge Tokyo! –

Pochi passanti, protetti da cappelli, ombrelli e mascherine, ignorano i centri commerciali del centro, in gran parte chiusi. La sindrome da alimenti contaminati lascia deserti i ristoranti e decima chi finora si era dedicato all’accaparramento di viveri. A Ginza, la via dello shopping, alcuni ambulanti mettono all’asta compresse di iodio sul marciapiede, a prezzi esorbitanti, come fossero spacciatori. A ruba un unico genere: i giornali che informano sugli orari dei black-out. Da tre giorni l’immondizia si accumula per le strade. I camion sono privi di benzina e gli inceneritori non possono sprecare elettricità. Solo il tempio di Senso-Ji, ad Asakusa, è affollato più del solito. La gente si raduna a pregare e a bruciare incenso. I cibi confezionati, purché prodotti prima dell’11 marzo, sono introvabili e il loro prezzo è salito di sette volte. Invenduti i generi freschi. Migliaia di taxi sostano in attesa di clienti già lontani, mentre lestazioni dei treni scoppiano di viaggiatori carichi di scatole e valigie. Molti distributori di carburante sono chiusi e quelli aperti non vendono più di dieci litri di benzina a testa, da portarsi via in una tanica. Il mercato immobiliare è impazzito. In una settimana il valore delle case a Tokyo è sceso del 30%, del 70% nella prefettura di Fukushima. A Osaka, Kyoto e Kobe è salito del 40%. Grattacieli con migliaia di uffici si svuotano nella capitale, mentre affittare lontano può superare i listini di Hong Kong. Tra venerdì e ieri la fuga di multinazionali, ambasciate, banche e centri amministrativi delle industrie, ha seminato il panico tra chi non ha un luogo sicuro dove rifugiarsi. Nel distretto finanziario migliaia di impiegati stanno sgomberando armadi e scrivanie, restituendo un’immagine da crack in Borsa. La capitale trasloca a Kyoto, come un tempo, oppure a portata dell’aeroporto internazionale di Osaka. A Tokyo i grandi alberghi chiudono, a sud è impossibile trovare una camera per settimane. La rabbia contro il governo è sempre meno trattenuta. “Devono dire in anticipo cosa può succedere – dice Reiko Fukushima, direttore di un’importante catena di negozi – non confessare quanto è già avvenuto. Se la nube atomica investe Tokyo non possono pretendere che smettiamo di respirare”. Il premier Naoto Kan ha invitato invano l’opposizione di centrodestra a formare un direttorio di unità nazionale, per affrontare uniti l’emergenza più grave dalla fine della seconda guerra mondiale. All’agonia di Tokyo e allo spettro di un’esplosione nucleare, si somma l’ecatombe nelle prefetture sommerse dallo tsunami. La capitale è presa d’assalto da migliaia di eco-evacuati e da decine di migliaia di senza tetto fuggiti da gelo, fame e terrore. Volontari distribuiscono pasti, acqua e coperte. La folla dei disperati ha però bisogno di medicine, toilette, letti, di lavarsi e cambiare vestiti fradici. L’intero villaggio di Futunaba, vicino a Fukushima, ieri è stato trasferito a Saitanama, poco a nord di Tokyo, causando la sollevazione dei residenti. Secondo i medici l’emergenza igienico-sanitaria, con 800 mila persone costrette per ragioni diverse ad abbandonare case e ospedali, è prossima ad esplodere non solo nelle zone disastrate. Tragico il problema dello smaltimento delle vittime dello tsunami, fra 25 e 40 mila. I forni crematori non hanno energia e le bare finiscono in fosse comuni. In Giappone l’inumazione è una traumatica novità: l’ultima violenza di un incubo che sembra lontano dalla fine.

(fonte, sulla versione online de La Repubblica http://www.repubblica.it/esteri/2011/03/20/news/tokyo_capitale_in_agonia-13852633/)

- Tokyo Magnitude 8.0 -

– Tokyo Magnitude 8.0 –

Kojiro = questo articolo ho preferito riportarlo integralmente e credo che sia propio quello che ha fatto ottenere a Visetti l’ambito primo posto nel “muro della vergogna”: a commentare ogni singolo punto di quel che racconta ci vorrebbero tanti articoli quanti quelli sulla storia delle censure.
In poche parole per il 99% trattasi di cose del tutto inventate… e chiunque abbia visto semplicemente i telegiornali internazionali di quei giorni e conosca un minimo la cultura e lo stile di vita dei giapponesi sa che non può essere altrimenti!
Neanche in anime specifici sui terremoti come “Tokyo Magnitudine 8.0” o manga come “51 Modi per salvarla” (suggerisco caldamente entrambi nd Kojiro-a-rischio-pedofilia) si sono viste simili scene apocalittiche: orde di sfollati come zombie di Walking Dead, immondizia in strada, fuga delle ambasciate, pazienti degli ospedali cacciati a forza, compresse di iodio spacciate a Ginza… insomma manca Godzilla e il quadro è completo!
Come detto prima avevo giurato di non calcare la mano nei giudizi sulla singola persona ma scrivere certe cose equivale, per me, ad offendere i propri lettori, per il semplice motivo che nel 2014 basta una connessione internet per verificare la veridicità di un simile reportage.

Avrei potuto citare anche altro di Visetti (non ultimo l’accusa, provata, di un collega straniero di essere un plagiatore di articoli altrui…) ma credo che questo articolo meglio esemplifichi con chi si ha a che fare. Difendere anime e manga da quelle accuse è doveroso per ogni appassionato ma mi raccomando di non scendere al livello dell’autore (stavolta Visetti, in futuro chissà…).
Nel lamentarsi si usino sempre quella pacatezza e quella competenza che chi accusa non saprà mai dimostrare… anche questo è essere appassionati di made in Japan.

Un saluto a Tutti

Kojiro

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