BACK --- HOME
DARK SHADOWS, SHINING LIGHT
Note: NC-18 - Yaoi - Dark
Scritta da Silver Wind, tradotta da Sori-chan
ATTENZIONE: questa storia tratta argomenti riservati ad un pubblico adulto. Se non lo sei, torna indietro.
- I personaggi di questa fanfiction sono tutti maggiorenni, e in ogni modo si tratta di un'opera di finzione, che non trova alcun riscontro nella realta'. -

Disclaimer:I personaggi di X/1999 non sono miei ma di quelle cattivone delle Clamp;io mi sono solo limitata a giocarci un pò!:PP

Mi muovo silenziosamente tra le macerie di quello che tre giorni fa era il Raimbow Bridge; le macerie fumano ancora,i fumi rossastri,simili a scie di sangue impalpabile che si perdono nell’immensità del cielo. E’ giorno pieno,ma sembra che una tenebra sanguigna sia scesa ad avvolgere con il suo manto di morte la città. C’è un’atmosfera irreale qui;l’aria stessa è irrespirabile: i fumi acri e allo stesso tempo dolciastri mi invadono i polmoni,schiacciandoli in una morsa soffocante,che toglie il respiro. Mi porto il fazzoletto alla bocca,reprimendo un conato di vomito che minaccia di uscirmi,tanto l’odore è nauseante. Mentre camminando mi guardo intorno,ho come la stranissima sensazione di essere un unico sopravvissuto di un disastro nucleare. Ed in un certo senso lo sono,rifletto,quando mi fermo davanti ad un’enorme voragine che mi sbarra il cammino:il lungo braccio d’oceano che stendendosi in commisuratamente,divide in due metà questa grande città. Anche noi siamo stati divisi,Seishiro-san. Tu ora giaci nelle profondità di quest’oscuro baratro liquido senza fondo,e io…sono ancora qui…io sono vivo…come posso averne il diritto dopo quello che ho fatto?
Mi guardo le mani:se chiudo gli occhi,posso ancora sentire il calore del tuo sangue sulla mia pelle,la sua consistenza densa,viscida,il suo odore dolciastro,molto simile all’odore che ora mi sta riempiendo le narici.
Sono un’assassino.
Nella mia mente rimbomba costantemente il suono di questa parola: “assassino” -la mia mano che affonda nel suo corpo -“assassino”- il suo petto straziato –“assassino”- il suo sangue che cola lentamente a terra,disegnando macabri arabeschi- “assassino”-il sangue della mia Persona Speciale.
Assassino.
Ho ucciso Seishiro. Dovrei essere felice,la mia vendetta si è finalmente compiuta. Allora perché non lo sono? Perché sento un’incredibile vuoto nel mio cuore? Perché provo un’angoscia talmente grande da stritolarmelo?
Cado in ginocchio,mentre dai miei occhi iniziano a sgorgare lacrime trattenute per troppo tempo. I singhiozzi mi scuotono il petto,ogni respiro è una conquista;vorrei morire qui,adesso. Si può morire di pianto?O sarà la mia coscienza ad uccidermi lentamente,giorno dopo giorno?
Mi copro il volto con le mani,singhiozzando forte,i miei lamenti simili a lugubri suoni di spiriti senza pace. Per anni ho purificato spiriti col mio essere sciamano,ma non mi sono accorto che gli spiriti abitavano anche nelle profondità del mio stesso animo. Mormoro flebilmente il nome di Seishiro,illudendomi che ciò basti a riportarlo indietro.
Solo ora mi rendo conto di quanto lo ami,solo ora capisco quanto sia importante per me.
Solo ora che è morto.
A questo pensiero le mie lacrime si fanno copiose,il respiro diventa convulso,la gola chiusa come da un enorme macigno.
D’un tratto sento il lieve tepore di due mani sulle mie spalle. Stringono leggermente come per darmi supporto; sto troppo male ora, non voglio nessuno intorno a me,nemmeno lui.
-Kamui…per favore…lasciami solo….- dico a fatica,cercando di controllare la voce incrinata dal pianto. Non é mia intenzione ferirlo,ma ora come ora,desidero soltanto stare solo e piangere….oh si piangere fino ad esaurire le mie lacrime….
Lo sento trasalire impercettibilmente;anche se non posso vedere il suo volto,so già che nelle profondità di quei suoi grandi occhi violetti si stanno agitando tempeste di angoscia e preoccupazione.
-Ti aspetto al Campus- mi dice e poi sento i suoi passi allontanarsi,che diventano sempre più fievoli fino a cessare del tutto.
-Mi dispiace Kamui….- sussurro. Con il mio dolore ho contribuito ad accrescere le sue preoccupazioni. Come se non fosse già abbastanza minato dal destino. Bell’onmyouji che sono,non sono nemmeno in grado di controllare le mie emozioni.
Non pensavo mi fosse più possibile piangere. C’è voluta la morte di Seishiro per sgretolare la maschera di impassibilità indossata per nove anni. Avrei preferito continuare a portarla. Così tu Seishiro ora saresti ancora qui…
Improvvisamente,alzando lo sguardo,per la prima volta noto quanto sia tardi:il sole sta tramontando,un sole sanguigno attorniato da fumi,anch’essi rubini,che lo avvolgono come un sinistro vestito.
E’ ora di andare,mi dico,persuadendomi a ad alzarmi in volo per allontanarmi da quest’orrendo posto,un posto dove,so già,che farò ritorno anche l’indomani.

Entro nell’ampio ingresso del Palazzo del Clamp Campus,i miei passi smorzati dalla moquette chiara del pavimento. Faccio per dirigermi nella mia camera,quando la presenza di una figura alle mie spalle mi costringe a fermarmi e a voltarmi. E’ Arashi-san,la sacerdotessa sacra di Ise.
-Subaru-san…-mi dice esitando,guardandomi in viso. Non sa che tono usare con me. Alla fine,dopo un momento di silenzio,decide per un tono neutro che contrasta con la preoccupazione che le leggo negli occhi- non vuoi mangiare niente?- Le sue parole.Il ricordo di Hokuto affiora nella mia mente e si mescola a quello subitaneo di Seishiro. Che la uccide. Che muore tra le mie braccia. Devo fare uno sforzo sovraumano per non far trapelare di nuovo le mie emozioni.
-No,non ho fame Arashi. Comunque grazie.-cerco di abbozzare una sorta di sorriso per tentare di alleviare almeno in parte la sua preoccupazione- credo che ora mi ritirerò nella mia camera.-
Ti prego,non farmi aggiungere altro,la imploro mentalmente. Non so quanto il mio autocontrollo reggerà,il dolore sta tentando di nuovo sopraffarmi.
Comprende. Con un cenno del capo s’allontana,non prima di avermi rivolto un altro sguardo,in cui mi sembra di vedere la sua impotenza di fronte a ciò che è accaduto.
Chiudo la porta e mi abbandono a peso morto sul letto,lasciando che il dolore torni a sommergermi ancora. Accendo una sigaretta e dopo il primo tiro,rimango a fissarla consumarmisi lentamente tra le dita. La mia mente vaga,si perde tra i ricordi di quell’ultima maledetta giornata…la sua mano che afferra gentilmente la mia,macchiandomi col liquido rubino di cui è intrisa…lo stesso liquido che avrò poco dopo su ambo le mani…il suo liquido rubino…ah! Il dolore mi scuote dai miei tormenti,facendomi tornare alla realtà:la sigaretta,senza accorgermene mi ha bruciato le dita. Accigliandomi,spengo il mozzicone e mi ridistendo.Il materasso si piega sotto il mio peso,avvolgendomi in un morbido abbraccio;la stanchezza di questi giorni si rovescia improvvisamente sul mio fisico;le palpebre si piegano sotto il peso della sonnolenza:lotto per rimanere sveglio ma invano.
-Seishiro…-mormoro. Poi cado nell’oblio.

Corro,ma non so la meta. Perché sto correndo? Intorno a me una distesa d’oscurità.
D’un tratto in lontananza scorgo una figura:un sorriso di sollievo compare sulle mie labbra,è Seishiro quello che mi sta attendendo là in fondo,una mano alzata come per invitarmi a raggiungerlo.
Qualcosa però non è come dovrebbe essere.
La sua figura sta progressivamente sparendo,via via sempre più immateriale. Il panico mi avvolge:aumento la mia andatura,fino a farmi scoppiare i polmoni. Ma più corro,più la sua immagine perde consistenza. Urlo il suo nome per ricevere come risposta solo l’eco della mia voce. Il bel profilo di Seishiro si frantuma sotto i miei occhi,con un rumore assordante. Cado in ginocchio,stremato:sento il respiro affannoso che suona come un rantolo alle mie stesse orecchie,il cuore mi rimbomba disperato nel petto chiedendo riposo. D’un tratto sento qualcosa di umido gocciolare sui miei capelli. Alzo istintivamente la mano,per poi ritrarla inorridito: è sangue! Come se avessero percepito quel pensiero,le gocce si fanno più fitte,dando vita in poco tempo ad una macabra pioggia.
Volgo intorno i miei occhi dilatati dalla paura,ma tutto ciò che incontro è solo buio e sangue. Poi,un violento bagliore di luce mi acceca momentaneamente;quando recupero la vista,un film impazzito si proietta davanti ai miei occhi:è un film di morte,di dolore,di tristezza infinita. Basta vi prego! Non voglio più sentire,non voglio più vedere!
Seishiro!
Balzo a sedere sul letto,il cuore che mi martella nel petto,simile ad un uccello in gabbia che lotta per uscire. Mi ci vuole qualche secondo per capire che è stato solo un orrendo incubo. No,mi correggo quasi subito,quella era la realtà. E’ successo davvero:Seishiro è morto.
Sento lo scalpiccio di passi affrettati; evidentemente il mio urlo deve aver svegliato i miei compagni. Ed è così perché poco dopo Kamui entra trafelato nella mia stanza.
-Subaru! Ti ho sentito urlare,stai bene?- i suoi occhi viola brillano per la preoccupazione. Con il tono più calmo che riesco a raccogliere dico –E’ tutto a posto Kamui,è stato soltanto un incubo- ma la mia voce trema mentre lo dico. Dalla porta Sorata annuisce con un cenno del capo e porta via Arashi e Yuzuriha. Gli sono grato:ha capito e tuttavia non ha fatto domande.
Kamui invece è ancora lì,i suoi piedi saldamenti ancorati al pavimento; ci guardiamo a lungo negli occhi ;poi senza una parola,si siede sul mio letto,prendendomi una mano. Il suo volto, illuminato per metà dalla luce della luna,assume sfumature madreperlacee e i suoi occhi sembrano splendere di mille bagliori argentati.
-Subaru- dice infine,dopo un lungo momento di silenzio- è per via di Sakurazuka-san vero?- Centro Kamui. La faticosa indifferenza eretta poco prima crolla. Abbasso lo sguardo,non sono capace di sostenere il suo. Le lacrime bruciano i miei occhi,non so per quanto ancora riuscirò a trattenermi. Annuisco solamente,le corde vocali non riescono nemmeno a formulare un semplice “si”.
Kamui continua a guardarmi in silenzio,vorrebbe confortarmi,lo so,ma teme la mia reazione. Alla fine incapace di sostenere questo pesante silenzio,sbotto –Kamui…vattene…- la voce che suona sorpresa alle mie stesse orecchie.Un misto di arroganza e disperazione. Il ragazzo trasale.
-Scusami…- dico quasi all’istante per rimediare allo sgarbo fattogli. Questo ragazzo è già duramente provato,ci manca solo che io gli dia il colpo di grazia con il mio comportamento arrogante. –mi dispiace….non volevo…-parole vane. Lo vedo alzarsi di scatto. Sussulto: possibile che siano lucenti lacrime quelle che ora stanno brillando ora sui suoi occhi? Come se se ne accorgesse,china d’istinto il viso e mormora –Scusami Subaru…non ti disturberò più d’ora in poi….- vedo i suoi pugni contrarsi. Poi fugge via e sento distintamente un singhiozzo sfuggirgli dalle labbra prima che la porta si chiuda,lasciandomi di nuovo solo. Perfetto,sono riuscito a farlo piangere. Bel lavoro Subaru. So quanto quel ragazzo tenga a me,ma non posso dargli la felicità che desidera. Che futuro potrà mai avere amando un assassino che gli infliggerà poi le peggiori torture di questo mondo? Amando un assassino che ha il cuore soggiogato dalle catene del suo predecessore? Non voglio un futuro così per questo ragazzo già osteggiato dal destino. Voglio una vita migliore per lui.
Sto perdendo la mia battaglia con il Sakura. Ogni giorno che passa,sento i miei poteri farsi sempre più fievoli. L’invisibile,subdolo potere dell’albero sta pervadendo la mia mente,togliendomi a poco a poco la coscienza di quello che sono. I primi segni sono già su di me:la sera,quando la notte è più buia,i miei pentacoli prendono a risplendere,pulsanti di luce propria,avvolgendomi in un bruciante dolore che si placa soltanto al mattino. Così è adesso: la stanza è rischiarata da spettri argentei che mano mano diventano sempre più luminosi. Il dolore mi attanaglia le mani,propagandosi in breve a tutto il corpo. Un gemito mi sfugge dalle labbra:stasera è particolarmente forte,segno che i miei poteri sono diminuiti ancora. Quanto mi resterà ancora da vivere come “Subaru”? Non voglio trasformarmi in un malvagio assassino,non voglio mettere a repentaglio la vita di Kamui e degli altri.
Voglio solo ricongiungermi a Seishiro,l’uomo che amo.
-Kamui…e tutti voi compagni…perdonatemi se potete….- mormoro prima di lasciarmi avvolgere dal tiepido vento notturno mentre mi alzo in volo alla ricerca di colui che metterà fine alle mie sofferenze.

Le prime luci dell’alba sfiorano come pallide dita rosate i grattacieli della città. Anche chi mi sta davanti partecipa di questa luce:Fuma Monou,il Kamui dei Draghi della Terra mi sta scrutando,un’espressione enigmatica dipinta sul volto. Comprendo che è alla ricerca dei segreti più intimi della mia anima;per quanto mi sforzi di erigere barriere attorno al mio cuore,è tutto inutile. I miei deboli tentativi si annullano al primo tocco di quello sguardo imperscrutabile a differenza del mio.
-Dunque è questo il tuo desiderio?- mi dice. Sono passati soltanto pochi attimi,ma a me sono sembrati lunghissime ore. Esito,d’un tratto ho perso la baldanza che avevo poco prima.
–Questo è quello che ho potuto recuperare dai resti del Raimbow Bridge- continua,porgendomi un’urna cilindrica. Aprendola,sussulto violentemente:il suo occhio,quel caldo occhio nocciola che ho fissato per tante volte,ora è qui nelle mie mani.
-Se lo prenderai,accetterai anche il destino di Sakurazukamori. Accetti?-
Mi stringo l’urna al petto,mentre una mano gelida mi afferra il cuore e me lo strazia.
Il tempo sembra come essersi fermato, Fuma è scomparso,ci siamo solo io e questa fredda urna. Seishiro…davvero tu vorresti che io diventassi un Sakurazukamori? Una dolce folata di vento che mi avvolge come in un abbraccio sembra essere la tua risposta: no,non credo che saresti felice nel vedermi uccidere individui innocenti con la tua stessa indifferenza.
tu hai un animo totalmente opposto al mio…sei dolce,puro e sincero…” dicesti anni fa,carezzandomi la guancia con la tua mano liscia. Tra poco sentirò ancora quella mano sulla mia guancia. Ed ecco che tutto riappare ai miei occhi.Fuma è ancora in attesa.
Dopo averlo guardato per un momento,scuoto la testa. Ciò gli provoca un leggero moto di sorpresa.
-Perché?- mi chiede.
-Non ho più interesse a vivere una vita divenuta ormai priva di significato- rispondo e con una punta di egoismo aggiungo- e unirmi ai Draghi della Terra,divenendo un Sakurazukamori servirebbe soltanto a prolungare le mie sofferenze.-
Riflette per un attimo sulle mie parole ed infine dice –Se questo è ciò che desideri,non posso ostacolarti.Sei pronto?-
Annuisco e vedo apparire subito dopo la spada divina nella sua mano. La porta verticale al viso e si scaglia su di me. Ecco,comincia la mia ultima battaglia;chiudo gli occhi e mi spoglio dei miei ultimi poteri,che scivolano via dal mio corpo come bianchi fumi. Ora sono completamente vulnerabile ai suoi attacchi. Per un po’ schiverò i suoi fendenti semplicemente con la mia agilità.
Poi smetterò.
Fuma sembra assecondarmi: si avventa su di me,ma la sua spada non ferisce mai seriamente il mio corpo.Poi si ritrae,guardandomi con il suo solito sorriso di scherno,quasi esortandomi a combattere. Gentile da parte sua che voglia darmi l’illusione di essere morto in combattimento come un vero guerriero.
Bene posso ritenermi soddisfatto.
Arresto i miei passi e chiudo gli occhi. Aspetto così la mia fine,ma non ho paura perché tra poco sarà tutto finito. Tra poco potrò ricongiungermi con te Seishiro.
Ed eccola:sento il freddo del ferro della lama,attraversare il mio corpo,per poi ritrarsi veloce com’era arrivato. Vacillo,le mie gambe non sono più in grado di sorreggermi. Cadrei se non ci fosse la sua forte presa a sostenermi. Gentilmente,mi deposita sul pavimento,un braccio sempre attorno alle mie spalle e un ginocchio che mi sostiene la schiena. Abbasso lo sguardo e contemplo inebetito il sangue che macchia i miei vestiti e cola lentamente a terra,formando una pozza scura.
-Gra…zie….-mormoro con la voce che mi rimane. I miei occhi pian piano si offuscano,le tenebre mi stanno avvolgendo nel loro ultimo abbraccio,quello mortale.
Non posso parlare né più vedere ora,ma riesco ancora a percepire la fresca brezza mattutina che mi accarezza i capelli. Sayonara Kamui,spero che potrai trovare anche tu la felicità con la tua Persona Speciale,senza ricorrere alla morte come ho fatto io.
Le forze mi lasciano,mi abbandono sempre di più al suo corpo. Chiudo gli occhi e sorrido. Mi sento invaso da una pace che non avevo mai provato prima. Poi il mondo si fa scuro.

Il mio spirito sta camminando in un tunnel di luce,il mio corpo è morto ormai. D’un tratto mi fermo:in fondo intravedo una luce più intensa che circonda come un’aura una figura. So già chi é. Prendo a correre,ma ora non è più come nel sogno,la sua figura non svanirà,io non sarò circondato da una pioggia di sangue e non vedrò più quelle orrende immagini di morte.
Il momento che ho tanto atteso è infine arrivato.
-Subaru…- sussurra dolcemente quando lo raggiungo,stringendomi nel suo abbraccio e posando la testa sul suo petto.
Ora sono sicuro di una cosa.
Il vuoto nel mio cuore è stato colmato da un’ondata d’amore.

********* Fine ***********