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RINASCITA
Note: R
Autrice: Sori-chan
ATTENZIONE: questa storia tratta argomenti riservati ad un pubblico maturo.

Il continuo mormorio di un monaco raccolto in preghiera rimbombava nella stanza, coperto a tratti dallo sfrigolare del fuoco –Indraya, namah samanta…indraya namah samanta….Kamui….-gli occhi chiusi, le mani giunte, la fronte tesa, imperlata di sudore per il grande sforzo di concentrazione –Indraya nam….- s’interruppe e socchiuse gli occhi.
-Destino infame….-
Le ultime parole uscirono quasi di getto dalla bocca del monaco. Con disprezzo. Disprezzo celante una rabbia fin troppo trattenuta, che non poteva uscire. Non ancora.
Sorata si abbandonò esausto sul cuscino sul quale era seduto da più di due ore. Il fuoco bruciava avanti a lui, avvolgendo il suo corpo con scintille che minacciavano di bruciargli la tonaca; sembrava non curarsene. La sua mente era altrove, concentrata su ciò che era avvenuto in quei pochissimi giorni. Tutto era successo con incredibile rapidità:, troppo in fretta per rendersene perfettamente conto: un altro terremoto aveva scosso Tokyo, un’altra barriera si era infranta, un Drago del Cielo era “caduto”. Non morte fisica, ma psichica: la sua anima era precipitata inerme, nelle gelide acque dell’Oceano, metà mancante di quella del Drago della Terra, Sakurazuka Seishiro, che aveva perduto anni addietro e che finalmente aveva ritrovato.
Il suo corpo aveva vagato come un automa, fino a fondersi con i Dragi della Terra. Ora era il nuovo Sakurazukamori. Questo cambiamento così repentino aveva gettato tutti i Sigilli nello sgomento più profondo: più di tutti, Kamui. Dopo aver visto l’assoluta indifferenza sul suo volto era piombato nell’incoscienza più buia.Ora s’aggirava, senza una meta precisa, di stanza in stanza del Palazzo Imonoyama, l’ombra di se stesso, quasi un fantasma. A nulla erano valsi i suoi tentativi per strapparlo a quel nero abisso:nonostante i suoi poteri si fossero notevolmente accresciuti, la disperazione aveva invaso i meandri più profondi del suo ego. In quel momento lo scatto della porta e il successivo ingresso della Sacerdotessa di Ise, distolsero Sorata dai suoi pensieri. La ragazza era inquieta.
-Cosa c’è?-le chiese, voltandosi per guardarla-sembri turbata.
Annuì.-E’ per Kamui. Il suo ego non riesce a riemergere. Kasumi-san e Aoki-san, hanno provato a richiamarlo indietro, ma senza risultato. E tu?-
Scosse la testa:-sono due ore che tento di stabilire un contatto con la sua mente, ma niente-sospirò, rassegnato.
Arashi pose una mano sulle sue:-Non importa, hai tentato. Sei stanco, perché non ti riposi ora?-
-Grazie,credo che verrò in soggiorno- le sorrise e si alzò,lasciando la stanza.
In corridoio, i due Sigilli s’imbatterono nella pallida figura vagante di Kamui; i suoi grandi occhi viola erano spenti,vuoti, quasi fossero privi di vita. Sorata lo prese gentilmente per un braccio e lo fece sedere sul divano. Il ragazzino si abbandonò su di esso come un pupazzo.
-Kamui…-sussurrò Sorata posandogli una mano su una spalla-riesci a sentirmi?-
Nessuna risposta.
-Kamui….-riprovò il monaco-vuoi che tua madre, tua zia e Kotori siano morte invano?-
Gli occhi del ragazzo ebbero un guizzo. -vuoi che tutto questo finisca con la morte del genere umano?-
Un altro guizzo.-vuoi che-proseguì speranzoso-Subaru diventi veramente un Drago della Terra e Fuma uno spietato assassino?- Kamui parve come ridestarsi da un sogno: tremò,poi sbatté più volte le palpebre; mettendo fuoco il volto del giovane monaco, mormorò:-Sorata….- poi le lacrime presero il sopravvento. Nascose il volto nel suo petto e cominciò a singhiozzare, stringendo forte la sua tonaca. Sorata lo lasciò fare; carezzandogli la testa lo rassicurò :-va tutto bene Kamui…ci siamo qua noi…- Alzando gli occhi, incontrò gli sguardi di gratitudine dei suoi compagni.
Pochi attimi dopo il giovane copriva con una coperta un esausto Kamui,e invitava con un cenno il resto del gruppo a lasciarlo riposare.
Nella stanza del fuoco, Karen parlò per prima:-complimenti Sorata! Come hai fatto?-
-Facendo leva sulle sue emozioni. Non è stato umano è vero, ma come potevamo agire altrimenti?-
-Ora che ha perso il suo punto di riferimento-disse Seichiro- Kamui è molto più vulnerabile di quanto non lo fosse prima. Dobbiamo potenziare le nostre difese.Essendo Sumeragi-san adesso un Messaggero, I Draghi della Terra sono molto più potenti di noi. Stiamo in guardia. Non sappiamo dove, né quando avverrà il prossimo attacco. Non potremmo mai saperlo.- Alludeva alle gravi condizioni in cui versava la veggente cieca Hinoto e ai suoi strani comportamenti nei brevi momenti di lucidità. Yuzuriha infuse una speranza nei loro animi:-Ultimamente ci sono stati dei movimenti sospetti attorno al parco di Ueno . C’è un ciliegio che ha qualcosa di inquietante…mi sembra sia diverso dagli altri…Anche Inuki ha percepito qualcosa di strano…-come per confermare le parole della sua padrona, lo spirito del cane li guardò.
-Ora occorre soltanto far tornare Subaru il Drago del Cielo che era….-disse con una punta di tristezza Arashi.

Seduto sulla sponda del suo letto, con una sigaretta tra le labbra, Subaru osservava distrattamente uno scorcio, proposto dalla porta, della sala della sala dov’era contenuto Beast, il grande terminale informatico follemente innamorato di Satsuki. Strana ragazza Satsuki:sembrava essere indifferente ad ogni stimolo del mondo esterno.Solo un computer la risvegliava da quella sorta di sonnolenza che aleggiava continuamente su di lei
Comunque, non era quello che a lui interessava. Drago della Terra. Cercò di riflettere sul suo significato. Drago della Terra: ora gli sembrava talmente naturale, quasi superfluo. In fondo era solo un nome. I compagni erano sempre sette, sempre con una stella a capo, luminosa o oscura non aveva importanza, sempre con scopi prefissati da raggiungere. Forse l’unica differenza stava nel metodo utilizzato.
Ma in fondo cosa cambiava? Fosse stato per lui, avrebbe volentieri ceduto al mortale abbraccio di quelle nere acque per potersi ricongiungere con la persona che amava. Niente più scontri, niente più stupidi clan familiari. Solo loro.
Ma la sua sopravvivenza gli aveva negato tutto ciò. Non gli era mai interessato il destino del mondo.Perché doveva continuare ad inseguire un ideale che riteneva senza ragione? Perché doveva continuare a fingere? Perché continuare a restare,quindi, se la sua ragione di vita se n’era andata?
-Subaru?-la testa di Fuma fece capolinea dalla porta. Com’era strano parlare a quell’uomo che solo pochi giorni prima era un suo acerrimo nemico! –Io e Nataku stiamo andando al parco di Ueno. Voglio divertirmi un po’ con la mia stella gemella. Così almeno i suoi compagni saranno impegnati a chiudergli i rubinetti per qualche giorno. E poi non dirmi che non penso agli altri!- Rise della sua battuta-Ti unisci a noi?-
Annuì. Forse svagarsi gli avrebbe fatto bene.
Pochi minuti dopo, i tre erano davanti al maestoso albero di Sakura che dominava sugli altri con la sua splendida fioritura. Toccandone il tronco Fuma disse:-Meraviglioso.Ne stai avendo buona cura; non sarebbe ora di utilizzarlo?-
Lo guardò. –Dai-gli rispose l’altro-sai che voglio dire. La tua nemesi è quasi pari a quella del tuo predecessore…-
Un freddo sorriso sfiorò le labbra del nuovo Drago della Terra:-hai ragione. Credo che comincerò da oggi…..-
Fuma sorrise, ma in fondo al suo animo celava una paura irrazionale di quell’uomo. Così imprevedibile. Così pericoloso. Il violento cambiamento lo aveva stupito:da uno schivo, determinato, disponibile sciamano, era divenuto un assassino senza scrupoli, indifferente alla morte delle sue vittime. Proprio come Sakurazuka. Si convinse che doveva essere dipeso dalla maledizione.
Non appena sentì l’arrivo dei Sigilli, Nataku spiegò il suo nastro di morte davanti a sé,rimanendo tuttavia fermo, aspettando il comando di quello che considerava essere suo padre.Fuma fece apparire la Spada Divina, mentre Subaru allargava le braccia a croce, per venir avvolto da un vortice di petali subito dopo, imprigionando i Sigilli nella sua nemesi.
Appoggiatosi al tronco, Subaru si accese una sigaretta, portandosi le mani al volto per proteggere la fiamma. Soddisfatto, aspirò una prima boccata e li guardò, lentamente, uno ad uno:poteva sentire la loro paura. Che splendida sensazione. Il suo sguardo si fermò su Kamui: smarrimento,paura,sgomento,stupore si agitavano nel suo animo.
-Movimentiamo la situazione….-pensò l’ex Drago del Cielo. Schioccò le dita; a quel segnale, Fuma e Nataku scattarono in avanti.
-Attenti!-gridò Sorata, ritraendosi per rispondere all’attacco- qualunque cosa ci verrà addosso sarà reale!!- Lo scontro avvenuto tempo addietro nel Municipio aveva lasciato in lui un ricordo indelebile.
Subaru osservava il combattimento,con distaccato interesse, continuando a fumare.
Terminata la sigaretta, decise che era ora di farla finita; quella pagliacciata cominciava a dargli sui nervi. Ad un suo cenno, un ramo si librò dall’albero, puntando verso il Drago più vicino. Kamui. D’improvviso, il giovane si sentì trascinare verso il basso; subito, venne imprigionato in una morsa intricata nell’albero maledetto.
Un urlo d’orrore si levò dagli altri; nello stesso istante, Arashi e Sorata si mossero verso l’albero; tenendo gli occhi fissi su di loro, Subaru mosse una mano davanti al volto: un’onda d’energia d’incredibile potenza scaraventò i due contro gli alberi più vicini. Con la coda dell’occhio, il Messaggero vide che una terza figura si stava muovendo velocemente nella sua direzione; girò la mano e fece lo stesso; poco dopo anche Karen giaceva priva di sensi contro il tronco di un albero, per il forte colpo ricevuto. Seichiro e Yuzuriha stavano combattendo con gli altri due Messaggeri; poteva dedicarsi al ragazzo che vedeva dibattersi con tanta foga, allora. Vedendolo comparire dinnanzi a sé, Kamui, smise di divincolarsi e gli rivolse uno sguardo angoscioso.
-Subaru…-mormorò piano, sempre tenendo gli occhi fissi su di lui. Poi ricordò le parole di Sorata: Subaru è alla stregua di Fuma, ora. La sua anima è relegata nella parte più nascosta della sua mente; può vedere, ma non reagire. E’ troppo debole. Il suo ego negativo l’ha sopraffatta. Se non lo fermiamo in tempo la sua anima s’infrangerà…..
Spalancò gli occhi: no! Non voglio!! Un’energia violenta s’impossessò del suo corpo; troppo impetuosa per trattenerla. Un istante dopo, i rami giacevano a terra, tranciati.
Subaru ebbe un moto di sorpresa: com’era possibile? Come sentendo qualcosa si voltò di scatto: una violenta scarica elettrica lo prese in pieno; un estremo tentativo di difesa, e poi cadde svenuto ai piedi del giovane. Sorata cadde sulle ginocchia.
-Via di qui!-urlò Kamui al resto del gruppo, con il corpo dello sciamano sulle spalle. Detto questo, svanirono, lasciando attoniti i due Draghi della Terra.
Al tempio,stavano aspettando con ansia il risveglio di Sorata; Arashi camminava nervosamente per la stanza, mentre Kamui gettava occhiate preoccupate un momento al monaco disteso sul letto, un momento al giovane privo di sensi tra le sue braccia. Alcuni minuti più tardi, Sorata riprese conoscenza; sollevata, Arashi lo abbracciò.
-Ehi…piano Miss, così mi soffochi!-disse ridendo. Un sorriso si risvegliò sulle facce dei rimanenti: il cambiamento della ragazza li aveva piacevolmente colpiti.
-Ahia, che male!-protestò, massaggiandosi la nuca-quell’albero era veramente duro!- ridacchiò, poi si fece serio.
Guardò Kamui:-come sta?- il ragazzino scosse la testa.
-Mi spiace avergli procurato uno shock così forte…
Kamui sorrise:-non devi scusarti, anzi devo ringraziarti per quello che hai fatto-

Subaru…….Subaru……….
Chi è che mi chiama?
Subaru…..Subaru……………
Dove mi trovo? C’è tanta nebbia…..
Subaru…..Subaru…………….
La dolcezza di quella voce……Neesan!!!!
Come a quel nome, la nebbia scomparve:la familiare figura della sorella gli corse incontro, le braccia aperte. L’abbracciò incerto, quasi temesse di trovarsi di fronte una figura di fumo.
-Su-chan….-gli sorrise con tenerezza.
-Ho…Hokuto-chan?- domandò, confuso.
-Beh? Cos’è quella faccia? Non sei contento di rivedere la tua sorellona?- gli disse imbronciata.
-A…aspetta un attimo…se ti sto parlando significa forse che sono….
-Morto? No, non ancora. La tua anima sta aspettando di ricongiungersi con il tuo corpo.-
-Non capisco….-mormorò sempre più confuso.
Hokuto sospirò:-so tutto. So che sei diventato un Drago della Terra.-
Le sue parole lo sconvolsero. La guardò: quanta amarezza nei suoi occhi!
Abbassò il capo; un tenue rossore gli colorì il volto; la sua bocca si fece secca, prosciugata di ogni linfa vitale.
-Io….-s’interruppe, incapace di proseguire. C’era veramente una giustificazione per ciò che aveva fatto? C’era veramente qualcosa che potesse cancellare tutto il male che aveva procurato? Nella sua mente si formò l’immagine di Kamui. Kamui….i Draghi del Cielo…. Come aveva potuto lasciare che le sue emozioni, i suoi egoistici desideri, avessero prevalso sui suoi doveri?
-Devo tornare. Da Sigillo. Seishiro è morto è vero,ma questa non è una scusa sufficiente. Kamui ha bisogno di me. E non posso tirarmi indietro. Sono stato un vigliacco, sono fuggito, e così facendo ho permesso ai miei sentimenti di dominare la mia mente, rifugiandomi in quella che credevo essere la vera realtà. Solo un’illusione invece. Voglio tornare, voglio proteggere Kamui.-
Hokuto sorrise:-questo era quello che volevo sentire da te. Va ora, onora la nostra famiglia, salva la Terra. Quando tornerai, allora sarà per sempre. Abbi cura di te…-Con un’ultima carezza sul suo viso, Hokuto svanì gradualmente. Subaru sentì una stranissima sensazione di leggerezza; stava ritornando nel suo corpo.
-Sta rinvenendo!!!!-gridò Kamui agli altri. Sorata sospirò di sollievo: stava cominciando seriamente a preoccuparsi che la sua scossa fosse stata troppo forte.
-Kamui….-sussurrò lo sciamano, portandosi una mano alla fronte. Yuzuriha, si avvicinò ai due e cautamente gli toccò una spalla, guadagnandosi un’occhiata interrogativa.
-Sei veramente il Subaru che conosciamo o è qualche altro tuo ego che mi sta fissando?-spiegò
Sorrise. Tirò fuori dalla tasca un ofuda:-sorgi….-disse. Dalla pergamena apparì il maestoso shikigami di un uccello, che andò a posarsi quietamente sulla spalla dell’evocatore, ancora nelle braccia di Kamui.
-Potrei essere un Drago della Terra Yuzu-chan?-
Scosse la testa:-bentornato Subaru-san-
Subaru intanto guardava la finestra. Un bellissimo cielo terso incontrò i suoi occhi.
Scusami Seishiro…..ma ho ancora qualcuno per cui vivere………….

FINE