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IL RITORNO 
Note: R
Autrice: Sori-chan
ATTENZIONE: questa storia tratta argomenti riservati ad un pubblico maturo.

Arashi se ne stava alla finestra, gli occhi pieni di lacrime. Fuori una pioggia di petali di ciliegio creava splendidi giochi di luce. Era passato un altro anno. Un altro anno di solitudine. Prese la foto che aveva sul comodino:l’avevano scattata poco prima dell’Apocalisse;eccolo là che l’abbracciava, sorridente, pieno di vita;e poco dopo era morto, per salvarla. Da quella tremenda battaglia erano usciti in tre:Kamui, Yuzuriha e lei; ma avrebbe preferito essere morta con lui.-Oh Sorata!- le lacrime le bagnarono il volto.
-Arashi posso entrare?- si asciugò le lacrime. Non voleva che Kamui la vedesse piangere. –Si, entra pure-
Kamui entrò e si sedette sulla sponda del letto.
-Come va oggi?-disse Kamui
-Un po’…meglio grazie-
-So cosa stai passando ma dovresti uscire un po’…distrarti…
-Yuzuriha?-
-E’ di là che dorme con Inuki-
-Come…
-E’ ancora molto scossa:ha visto morire metà dei nostri sotto i suoi occhi, senza poter fare niente. Non mi rendo ancora conto di come abbia fatto a sopravvivere..,è stata una strage, ma così era scritto.
-Cosa vuol dire “era scritto”?-Lo guardò con occhi fiammeggianti d’ira. –le cose possono cambiare, anche il destino di Sorata avrebbe potuto cambiare!!-vedendo l’espressione stupita di Kamui, cambiò tono. –scusami, il fatto è che non riesco ancora a farmene una ragione.-
In quel momento entrò Yuzuriha seguita da Inuki:stava piangendo; si gettò nelle braccia di Arashi –Arashi non ce la faccio più!!!-lei l’abbracciò e guardò Kamui con occhi lucidi.
-Usciamo da qui…
L’aria accarezzava dolcemente i loro capelli;Si diressero verso la Torre, un luogo a loro ben noto:lì si era infatti consumata l’ultima battaglia; davanti a questa, dalla loro coscienza i ricordi presero vita:Arashi rivide Sorata che combatteva con Nataku, lei con Yuto;poi i colpi che erano stati l’inizio della fine:uno, due, tre.Ma tuttavia Sorata aveva trovato la forza per proteggerla; si era lanciato verso di lei e il fendente l’aveva colpito in pieno, scaraventandolo al suolo… lei che lo soccorreva…lui che le diceva addio…che cercava la sua mano…e poi moriva. Una mano sulla spalla la fece trasalire.
-Kamui,so che è doloroso chiedertelo… Fuma?-
-L’ho ucciso- Lo guardò attonita.
-Sai..il demone si era incarnato troppo a fondo nel suo subconscio. Non era più possibile riportarlo indietro.
Yuzuriha si era seduta su di una sbarra della Torre, in disparte. Pensava a Seiichiro Aoki, a come l’aveva salvata da Kusanagi; purtroppo non aveva fatto in tempoa salvare se stesso. Kusanagi… la prima volta che lo aveva incontrato le era sembrato una persona così gentile, disponibile…Inuki le si strofinò contro ilo viso. Lei lo accarezzò, una lacrima le brillò sul volto.
-Che cosa fai qui da sola?- era Kamui
-Niente, stavo pensando. Perché il destino è stato così ingiusto? Perché ha risparmiato solo noi tre?-
-Sai benissimo che noi Draghi del Cielo siamo speciali… non so come abbiamo fatto ad uscirne vivi, ma questo ci deve far ricordare che altre persone hanno dato la vita per noi… dai andiamocene-
Il sole rea quasi tramontato, la sera era ormai prossima: le stelle stavano già dipingendo il cielo, simili a piccoli fiori scintillanti. Mentre stavano camminando, Arashi improvvisamente si voltò di scatto. –Che succede?- disse la ragazzina
-Niente, mi era sembrato… non sarà stata la mia immaginazione.-
Tornati al tempio, ognuno si ritirò nella propria stanza. Poco dopo tutti spensero le luci. Arashi stava dormendo profondamente quando sentì una voce –Arashi…-
Era poco più di un sussurro, fa fu sufficiente a farla balzare in piedi, leggera e silenziosa come un gatto.
-Arashi…- stavolta la voce si era fatta più forte.
Poi vide dapprima una forma confusa, simile ad uno spettro, che andava via via materializzandosi.
-Sorata…sei proprio tu?!-davanti a lei c’era Sorata, in abiti scuri; grandi ali lo avvolgevano. Arashi lo abbracciò, piangendo.-Non è un sogno, sei tornato da me!-
Lui ricambiò l’abbraccio –sono un osso duro io,ci vuole ben altro che una misera spada per farmi fuori-
Intanto, richiamati dal rumore, erano accorsi anche gli altri.
-Arahi ma cosa… Sorata?!-disse Kamui stupito
-Sorata!!!!-
-Yuzuriha, e tu vecchio mio, come state?-scoppiò in una fragorosa risata e li abbracciò.
-Ma come… cosa… quando?
-Se ci mettiamo seduti e mi offrite una bella cenetta, ve lo spiego. Ho una fame da lupi!- Non era cambiato di una virgola!!
-Ahh, ora sono sazio. Bene, ora vi racconterò cosa ho fatto per tutto questo tempo.
E così vennero a sapere che, dopo le gravi ferite riportate, privo di conoscenza era stato trasportato da mani estranee in una dimensione parallela, dove aveva incontrato Hinoto. Il municipio era crollato, ma la sorella l’aveva salvata e portata là. Lui si era ristabilito ed aveva manifestato il desiderio di tornare dalla sua Arashi. –Arashi arrossì-Così aveva avuto le ali ed era tornato.
-Ma scusa, noi perché saremmo sopravvissuti?-chiese Yuzuriha.
-Per poter permettere tutto questo. A proposito, domani ritorneranno anche gli altri.E fece un sorrisino enigmatico a Kamui.
-Bene direi di andare a dormire. Per oggi basta emozioni.
Nell’oscurità della notte, Sorata e Arashi uscirono nel cortile del tempio. Camminando, Sorata iniziò:-Che ne diresti di riprendere il nostro discorso? Dall’ultima volta è passato tanto tempo…
Arashi guardava in basso.
-Quel giorno, prima di svenire, ti domandai se tu avessi incominciato a provare qualcosa per me. Ora voglio una risposta:provi qualcosa per me?
Arasgi lo guardò a lungo; poi rispose:-Si-
Lui chiuse gli occhi e la baciò. Un vento fresco giocava con i loro capelli; la grande luna piena li guardava, silenziosa.
Arashi sorrise:-Prima ho vsito un sorriso furbetto sulle tue labbra, indirizzato a Kamui. Che significava?
-Lo vedrai…- Disse con fare misterioso.
Dalla cima di un’albero Kamui li seguiva con lo sguardo. Sorrise, un sorriso triste: -Kotori…

IL GIORNO DOPO…

Era scesa la sera:solo la stanza dov’era custodita la sacra spada era illuminata. Tre fiammelle azzurrognole stavano bruciando all’interno della stanza; tutt’intorno i quattro Sigilli. Le fiammelle ebbero un guizzo:lentamente presero sembianze umane. Pochi attimi dopo, i tre Sigilli stavano schiudendo le loro ali.
-Ragazzi che avventura!- disse Seiichiro
-Signor Aoki che piacere vederla!!!-Yuzuriha gli corse incontro
Kamui si avvicinò a loro:-Bentornati-
-Kamui? –Sorata lo toccò lievemente su una spalla-c’è qualcuno che ti aspetta…
Si voltò:sulla soglia stava Fuma con in braccio Kotori ancora svenuta
A quella vista sgranò gli occhi:-Fuma?! Kotori?!-
-Kamui- Fuma sorrise.
In quel momento gli tornarono in mente le sue parole:-Kamui, anch’io ho fatto una promessa: se tu fossi tornato, mi sarei preso cura di te e di Kotori-
-E l’hai mantenuta- pensò
In quell’iistante Kotori aprì gli occhi:-Kamui…
Kamui la strinse a sé:-Kotori, dolce Kotori…-mormorò.
-Non sono carini?- disse Sorata.
Finalmente avevano ritrovato tutti il sorriso; lo spettro dell’Apocalisse era stato scacciato, questa volta per sempre….

Era passata circa una settimana dal ritorno dei quattro sigilli e la vita scorreva per, la prima volta, normale.
-Allora oggi dove andiamo? In qualche bel ristorante per festeggiare? Conosco degli ottimi locali…-stava dicendo Sorata euforico; la sua allegria era contagiosa.
Uscirono dal tempio che era mattino inoltrato:il sole splendeva alto nel cielo, come se vollesse contribuire a rendere felice il gruppo. Mentre si stavano recando all’ennesimo ristorante consigliato da Sorata, Kamui notò che qualcosa non andava in Subaru:era cambiato, era come assente, silenzioso.Sapeva che questo era il suo carattere, tuttavia sentiva che non era lo stesso Subaru di sempre.
-Scusate un attimo…-si discostò da Fuma, Karen e Kotori e andò verso Subaru –Amico c’è qualcosa che non va? Qualcosa che ti preoccupa?- Subaru fece un mezzo sorriso e rispose:-no…niente…stavo riflettendo…-
-Non sei da niente.E’ per tua sorella vero?- Subaru si voltò, i falshback della morte di Hokuto che gli riempivano la mente. –Come…?
-Ricordi quella volta che mi hai liberato dalle tenebre, riportandomi alla realtà? Tu, per farmi reagire, hai condiviso con me la parte più dolorosa di te stesso: i tuoi ricordi.Ho letto il dolore nei tuoi occhi, la disperazione di perdere una persona cara, uccisa da una persona a cui volevi altrettanto bene.-
-Seishiro…sono passati anni dalla morte di mia sorella ma…-
-Kamui gli mise una mano sulla spalla-per ora, cerca di non pensarci, vieni a ridere con noi. Sorata è un’esperto, nell’arte del ridere e far ridere!-
Verso sera, Sorata aprì la porta della stanza di Kamui –volevi parlarmi?-
-si, vienià a sederti. Come tu hai certamente notato-cominciò-Subaru è diventato più taciturno di prima. C’è una ragione:Subaru è troppo orgoglioso per parlarne, ma si tratta di sua sorella.
-Sua sorella? Non sapevo che ne avesse una.-
-Quando mi ha tirato fuori dal baratro in cui mi ero rinchiuso dopo la morte di Kotori, mi ha mostrato i suoi tragici ricordi per esortarmi a prendere coscienza della realtà:ricordi Seishiro soprannominato il Sakurazukamori?-
-Seishiro Sakurazuka, colui che uccide con la tecnica dello ying-yang? E chi se lo scorda?!-
-Lui ha ucciso sua sorella. E Subaru non sa darsi pace. Non potresti…?
-Posso provarci ma non ti assicuro niente.Subaru però deve essere tenuto all’oscuro di tutto.
-A proposito, come va con Arashi?- fece Kamui malizioso.
-Eh,?Ah, eh…emh…potrei chiederti la stessa cosa di Kotori!!-
Kamui lo guardò tra l’imbarazzato e il divertito, poi scoppiarono tutti e due a ridere.
Il pomeriggio seguente, Arashi entrò nella stanza centrale del tempio; il fuoco bruciava, illuminando il volto di Sorata.-Mi cercavi?-
-Si, ascoltami bene…-e le spiegò brevemente la situazione.
-Così vorresti provare a riportarla indietro. Ne sei capace?-
-Il vecchio saggio del monte Koya, mi aveva insegnato alcune antiche formule per riportare alla vita persone scomparse. Ti devo chiedere un favore:stai lontano e fai stare lontano da me gli altri perché qui dentro potrebbe succedere l’Apocalisse…
Arashi gli mise un dito sulle labbra. –L’Apocalisse c’è già stata. Ti ho già perso una volta, non voglio perderti ancora.Sono cambiata, e questo lo devo a te. Quindi stai attento.-
-Stai tranquilla bimba!!-Le fece l’occhiolino
-Ehi, ti ho detto di non chiamarmi bimba!-sorrise, e chiudendo la porta, lo lasciò solo.
Sorata chiuse gli occhi e concentrandosi, formò una barriera attorno al tempio.Non voleva avere guai; conosceva fin troppo bene le conseguenze di ciò che stava per fare.In breve tempo l’aura azzurra che lo circondava si fece più intensa; d’improviso il fuoco si spense e lui scomparve.
Quando riaprì gli occhi capì di essere in una dimensione vicinissima a quella terrestre. Il rischio di una battaglia era molto alto.
Improvvisamente si vide davanti immagini prima sfocate e poi sempre più nitide:i ricordi del Sumeragi!
-Sakurazuka sta tentando di confondermi…
Con un abile gesto ruppe la barrieradell’illusione creata dal suo nemico:si trovò faccia a faccia con lui.
-Sorata Arisugawa, così ci incontriamo ancora…
-A quanto pare non possiamo stare lontani…
-Strano credevo che Nataku ti avesse eliminato…
-Evidentemente non è stato abbastanza svelto. Io sono tornato e sono venuto a riprendermi ciò che è di Subaru-
-Subaru…è sua sorella che vuoi? Sai che è rischioso riportare indietro i morti vero? Che si può perdere la vita?-
-Lo so benissimo, non c’è bisogno che me lo ricordi-
-Bé, allora, questa volta non sarò superficiale come lo è stato il mio compagno!-
Detto questo dalle sue mani si sprigionò un lampo di luce, subito respinto dalla scarica del giovane sacerdote.
Sorata sapeva quanto fosse pericoloso combattere contro uno spirito, ma aveva un debito con Subaru.Doveva provarci, doveva riuscirci!
Questo pensiero rese più potente il suo attacco; entrambi erano molto abili:Sorata aveva dalla sua parte anni di buddismo esoterico mentre Seishiro era il maggiore rappresentante della tecnica dello ying-yang.
-Indraya namah samanta!- l’elettricità avvolse il monaco esplodendo in una scarica di enorme violenza. Sakurazuka riuscì a evitare parzialmente il colpo, rimanendo ferito ad una mano.
-Finora ho solo giocato…-sussurrò Seishiro
-Sto aspettando…
Sakurazukamori si levò velocemente in volo deciso a metter fine alla cosa in poco tempo; si era stufato: come osava questo miserabile monaco disturbare il suo sonno millenario?
Mentre si preparava a ricevere l’attacco del suo avversario, Sorata colse un lampo d’odio feroce nei suoi occhi:ora si che ci sarebbe stato da ridere…
Si alzò anch’egli in volo e ingaggiò un’aspra battaglia con l’altro; i loro corpi si scontravano, si allontanavano e poi si scontravano ancora, in un turbine di lampi e scariche che via via crescevano, inondando la stanza.
In un momento di distrazione, Sorata non riuscì a scansarsi in tempo e il turbine di uccelli invocato dal Sakurazuka fu su di lui, ferendolo gravemente.
Nello stesso istante Arashi si fermò come in trance.
-Arashi che ti succede?-chiese allarmato Seichiro
-Arashi!!-gridarono gli altri e sotto i loro occhi, ella scomparve.
Ancora scosso per il colpo, Sorata scosse la testa varie volte per riprendersi e per facilitare la localizazione del nemico; Seishiro era a pochi passi da lui.
-Sei finito, on bazara toshi koku!!!-
-HIMAI AKARA SAI!!!!!-Dal nulla emerse Arashi, brandendo la spada-talismano che pochi attimi prima era uscita dalla sua mano.Con un fendente allontanò Sakurazuka e corse verso Sorata che era a terra, sanguinante.
-Sorata come stai? –Gli disse come gli fu accanto.
-Sto bene…ARASHI!!! Ti avevo detto di starmi lonatno!!!-
-Per una volta i ruoli si sono invertiti. E poi sono io quella che dovrebbe trattarti male!- Sorata la guardò stupito. Poi si riscosse.
-Ascolta, se tu lo terrai occupato io cercherò di riportare in vita Okuto- Senza fargli aggiungere altro, Arashi si lanciò verso Seishiro; Sorata la guardò combattere;la sua determinazione, la sua velocità, i suoi occhi…
-SORATAAAAAAA!!!!!!!!!! TI DECIDI A CONCENTRARTI?!!!-
-Eh? Ah scusami, mi sono incantato a guardarti- rise.Chiudendo gli occhi unì le mani. Respirò a fondo e il tempo sembrò come fermarsi.
-Omegai tami no shito hitoi mai-entrò nella profondità della dimensione, cercando di localizzare lo spirito di Hokuto. Dopo un paio di tentativi andati a vuoto, scorse una figura confuca. Le andò vicino: lo spirito aprì gli occhi, occhi vuoti, privi di vita. In vita doveva essere stata una bella ragazza: la sua figura snella e i suoi corti capelli neri gli fecero affacciare alla memoria Subaru:sua sorella gemella!
-Chi sei?- domandò
-Sono Sorata Arisugawa-le sorrise dolcemente-sono qui per riportarti indietro, tuo fratello ti aspetta-
-Subaru…-
-Dammi le mani-lei ubbidì. Qunado le prese, entrambi furono avvolti da una fiammata azzurra. Tornarono al primo stadio della dimensione.
-Arashi!- le gridò il monaco dall’alto,tendendole una mano;la ragazza volò verso l’alto,respingendo con la spada gli attacchi che il Messaggero continuava a indirizzare verso di lei;
–Alla prossima Sakurazukamori!-gli gridò dietro Sorata prima di scomparire assieme agli altri.

Un boato squarciò il silenzio in cui era caduto il tempio. I Sigilli scattarono in piedi;Kamui sussultò poi gridò-Sorata!!!!- e corse verso la sala del fuoco, imitato dagli altri. Quando aprì la porta lo accolse il buio più totale; Karen fece scaturire una fiammata dalle sue mani, illuminando la stanza. Rimasero di sasso: l’esplosione aveva scagliato Sorata e Arashi contro la parete, ma con loro c’era anche un’altra persona, raggomitolata su se stessa.
Corsero dentro per soccorrerli; Subaru si bloccò:-Hokuto, sorella mia, sei proprio tu?- si inginocchiò e la prese tra le braccia. Lei socchiuse gli occhi –Subaru…fratello…-
-Oh Hokuto…-mormorò e pianse a calde lacrime.
Arashi si risvegliò dopo di lei:dalla sua guancia colava sangue e aveva una ferita ad una mano.Yuzuriha, gliela fasciò premurosa.
Sorata invece era ancora incosciente: era ferito seriamente ad un braccio e dalla sua testa scendeva un rivolo di sangue.Il dottore non riuscì a capire come avesse potuto ferirsi in quel modo, ma dichiarò che se la sarebbe cavata.
Lo adagiarono a letto e lo lasciarono tranquillo.Uscirono tutti tranne Arashi.
Ore dopo Sorata socchiuse gli occhi. Girò cautamente la testa; una fitta di dolore lo attraversò, come una scarica elettrica. –Ouch!- gemé. Arashi si voltò.
-Ehi, ma allora sei vivo-sussurò
-non scherzare…però che bello vederti- Mosse un bracciò per accarezzarla, ma ebbe di nuovo una fitta di dolore. –Ah!-
-Fermo, che fai? Sei ferito gravemente, non muoverti!-
-Volevo..la tua guancia…la tua mano?-
-Un ricordino del Sakurazuka….ma mi sembra che anche tu non ti possa lamentare-
Sorata si sforzò di ridere. In quel momento entrarono anche gli altri: Hokuto era accanto a suo fratello, vestita di un kimono rosa pastello; la sua somiglianza era incredibile.
-Allora come sta il nostro eroe?-disse Yuzuriha, le orecchie da gatto che si muovevano irrefrenabili. –Hai dormino per nove ore filate lo sai?-
-Però! Potrei entrare nel Guinnes dei Primati:un sacerdote che dorme invece di lavorare! Scommetto che questa sarà una nuova specialità!!!- Il buonumore non gli mancava mai!
Subaru gli andò vicino:-Sorata…io devo ringraziarti….
-Alt!-rispose il sacerdote- prima che cominci la serie di ringraziamenti, promesse ecc.ecc., voglio dirti che non ce n’è bisogno. Tu ci hai ridato il nostro Kamui quando tutto sembrava perduto; consideralo come un debito saldato. Mi spiace per Seishiro…- Subaru fece un gesto con la mano e scosse la testa. Poi sorrise,per la prima volta , felice.

FINE