Disclaimer:I personaggi di TB non sono miei ma di quelle cattivone delle Clamp;io mi sono solo limitata a giocarci un pò!:PP

_Hokuto…-pensieri, parole, immagini affollavano la mente del ragazzo. Su tutte, un’interrogativo: perché? Quello che una volta era stato lo sciamano più potente, il tredicesimo legittimo successore della famiglia Sumeragi, il protettore della spiritualità del Giappone, giaceva rannicchiato in un’angolo del soggiorno della sua abitazione, con la testa fra le mani. Lacrime scorrevano incessanti sul suo viso.
Che giorno era? Aveva perso la cognizione del tempo? No, il ricordo si era affacciato crudelmente alla sua memoria:tre mesi, solamente tre mesi. Ma un’eternità per lui.
-Hokuto….-Alzò gli occhi sulla stanza. La stanza del suo appartamento. Confinante con quello di Hokuto. Troppo grande per lui, troppo grande per una sola persona. Troppi ricordi al suo interno.
-Buon Giooornoooo!!!! Ehi sveglia dormiglione!!!!! Vestita di tutto punto, sua sorella lo stava chiamando per la colazione. Ciaooooo Yuya!!!!Io sono la sorella di Subaruuuuu!!!!!Mi chiamo Hokuto!!!!!!!-Immagini, solo immagini, simili a veli troppo sottili per essere anche sfiorati. Quella volta in ospedale, dopo l’incidente di Seishiro…… Già Seishiro….. Un sorriso triste e insieme amaro gli sfiorò le labbra. Quell’uomo così gentile,sempre pronto a stare con lui, a proteggerlo, ad aiutarlo….strinse i pugni. Bugie, tutte bugie. Una maschera di finzione che era caduta allo scadere del patto. E lei lo aveva intuito.
-Subaru Sumeragi, una volta per tutte che cosa ne pensi di Seishiro Sakuarazuka? gli aveva detto. Non l’aveva mai fatto prima. Non l’aveva mai chiamato per cognome. Era sempre stato Seishiro, Sei_chan, quel disponibile veterinario che lo aveva sedotto. E di cui si era innamorato.
-Hokuto…- La sua allegria, la sua gioia di vivere. Gemella nell’aspetto forse, ma diversa nel carattere. Fin da bambini, avevano seguito insieme tutti i passi per diventare sciamani, ma alla fine le facoltà medianiche di Subaru avevano prevalso. Nonostante ciò, Hokuto era in possesso di quella facoltà che certamente lui non aveva: capire la voce del suo cuore, i suoi sentimenti. Il suo ultimo colloquio con lei l’aveva scosso nel profondo. Chi era veramente cambiato dopo l’incidente? Lui o Seishiro? Solo adesso aveva trovato la risposta. La vera natura di Seishiro si era rivelata dopo un anno. Per giorni, mesi aveva continuato a dormire, nelle profondità del suo subconscio, nascosta da quella faccia piena d’amore, gentile, disponibile.
-Hokuto…- Lui era cambiato. L’altro aveva solamente smesso di fingere. Per un anno era vissuto in una sorta di torpore, relegando i suoi sentimenti nella parte più profonda del suo cuore. Ma dopo il ferimento di Seishiro, quella parte era venuta alla luce. Qualcosa si era spezzato dentro di lui:il giovanissimo sciamano aveva capito, aveva amato. Solo per un istante. Poi la sua persona speciale, l’uomo al quale aveva donato tutto se stesso, l’aveva tradito.
-Hokuto….-Il patto con il Sakurazumamori. Cosa aveva detto la nonna tempo addietro?
-…non togliere mai questi guanti nemmeno davanti ad Hokuto e non avvicinarti agli alberi di ciliegio…..- La sua mente rivisse il loro primo incontro: il suo primo esorcismo…..il ragazzo liceale…..il patto…..il vento, quel maledetto vento che gli aveva impedito di sentire…..la sua carezza….. Ora sapeva, sapeva cos’era che non aveva sentito: la sua condanna a morte. Per il suo amore. La sua salvezza, per il suo odio.
Hokuto aveva offerto il proprio sangue per il patto. Per la sua felicità. Sua sorella. Perché , perché Seishiro aveva accettato?Perché l’aveva uccisa? Un urlo, inframmezzato in un pianto disperato, esplose nel Sumeragi. Perché, perché lui non lo aveva impedito?
-….forse tra poco capirai……ti voglio bene Subaru…..-la sua voce rotta, prossima al pianto, il suo abbraccio. Era come se sapesse di morire. Forse era veramente questo il suo potere.
-Hokuto….-e poi il sogno. Quel sogno premonitore. Non era forse una sua facoltà quella? Nel sogno aveva visto se stesso morto,l’immacolata veste sacerdotale imbrattata di sangue, il petto sfondato, ucciso da un’uomo….Seishi…..nel momento in cui si era svegliato era comparso sulle sue labbra lo spezzone di un nome. Ma quale nome? Sulle prime non era riuscito a ricordarlo. Ora gli era così chiaro….. Quello avrebbe dovuto essere lui, il corpo inerme nelle braccia dell’uomo tanto amato, Seishiro.
Ora era veramente solo. Sua nonna, un fantasma nella sua mente.Sapeva di averle dato un grande dolore contravvenendo alle raccomandazioni, legandosi a un Sakurazumamori, offrendogli il suo cuore e la sua anima.D’improvviso si portò una mano al petto. I suoi occhi si chiusero, la sua bocca si contrasse in una smorfia di dolore.Un’altra fitta, lo sentiva. Il dolore lo stava uccidendo così, lentamente, a poco a poco, inesorabilmente. Ma sarebbe finita prima.
-Non sono utile a nessuno e sono consapevole di non meritare la benevolenza degli altri. Ho sempre creato problemi alle persone con cui ho condiviso esperienze, arrecandogli solamente dolore. Fino a farle morire- mormorò.
Si alzò da terra e silenziosamente si vestì dell’abito sacerdotale. Per la prima volta dopo otto anni, si tolse gli spessi guanti che lo avevano accompagnato fino ad allora, come appendici del proprio corpo. Prese in mano il coltello cerimoniale e si soffermò a guardarlo: poco più lungo di mezzo metro, recava sul manico antici segni che lo facevano appartenente agli sciamani. Conosceva bene il suo uso. Ma questa volta lo avrebbe usato diversamente. Lo impugno con entrambe le mani e se lo pose di fronte:-Rin…byo…to…sha…kaichin….retsu…-Lacrime avevano preso di nuovo a rigargli il volto. Con voce rotta, pronunciò le ultime parole della formula; poi con un veloce movimento delle braccia, se lo conficcò all’altezza del cuore. Sapeva che il suo effetto era immediato. Si accasciò a terra.
-Neesan…-sussurrò, poi morì. Poco dopo, una nuova alba stava illuminando Tokyo.
FINE
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