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STORIA DI UNO SHIAMANO
File 1: L'INCONTRO |
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| La luna illuminava la strada che dal tempio del monte Hiei portava al luogo in cui gli esorcisti e gli shiamani, ormai da svariate generazioni, si allenavano per migliorare la loro tecnica d’invocazione e combattimento magico. Questa notte la strada era percorsa da un discendente della famiglia Sei. La luna, oltre ad illuminare il tortuoso percorso illuminava anche parte della sua persona: i capelli arruffati come le piume di un falco e neri come la notte che lo osservava dall'alto incorniciavano il suo visino dai lineamenti un pò marcati ma sempre dolce con tutti, la sua bocca di grandezza normale recitava dei sutra di protezione, il suo naso era attento per percepire ogni minimo odore, le orecchie, tese nell'udire la presenza di animali e di essere viventi, erano semi coperte dai suoi capelli i quali in parte nascondevano anche gli occhi, neri anch’essi, profondi e acuti come quelli di un’aquila che dall'alto osserva e scruta le sue prede. Ad un tratto sentì alle sue spalle un movimento veloce, poi un altro ancora alla sua sinistra ed alla sua destra, pensò di essere circondato ma si sbagliava non era lui la preda; infatti, gli esseri che avevano provocato quei rumori così come comparvero con velocità con altrettanta velocità scomparvero. La loro preda era una ragazza che si trovava a pochi metri di distanza, la ragazza dai suoi veloci movimenti veloci e precisi lasciava trasparire la sua vitalità e la sua bravura nell'affrontare quei sicari; Kitsune, questo il nome dello shiamano, per qualche istante rimase estasiato dai suoi movimenti poi la sua attenzione si poggio per qualche secondo sul suo volto: la pelle era liscia e candida, i capelli biondi e spettinati erano corti, gli occhi di un azzurro cielo lasciavano trasparire tutta la forza di cui era dotata, la bocca era impegnata a recitare formule magiche di protezione e di difesa infine le mani stringevano entrambe l'elsa di una spada di cristallo che brillando di una luce azzurra contribuiva insieme alla luna a rischiarare la scena dello scontro. La ragazza però nonostante la sua forza stava soccombendo ai colpi dei suoi assalitori, impossibile per Kitsune rimanere a guardare senza fare nulla........due veloci salti ed anche lui era al centro della scena, le sue mani trapassano i neri cuori di quella gente, le sue gambe facevano volere via le loro fragili teste, la sua sembrava quasi una danza, affascinante e micidiale, che coinvolgeva con il suo ritmo ed i suoi passi letali le ignare creature che assistevano a quello spettacolo di morte e di distruzione che solo lo shiamano dei quattro signori degli elementi poteva mettere in scena con tanta facilità.Alla fine di questa subrema melodia solo due persone rimanevano in piedi su quella strada desolata: un ragazzo macchiato del sangue altrui ed una ragazza macchiata del proprio sangue....................... La notte passò in fretta e il sole del mattino illuminò la stanza in cui dormiva la bella creature a cui Kitsune aveva portato soccorso.............. Kitsune: << Ti sei svegliata finalmente! Spero tu stia bene, vuoi qualcosa da mangiare?>> La ragazza assonnata rispose: <<Uahhhhhhhhh chi sei tu e cosa mi è successo?>> Kitsune: << Io mi chiamo Kitsune Sei, ho 16 anni e lavoro come shiamano nel tempio in cui ti trovi adesso, l'altra notte ti ho soccorso dopo che un gruppo di sicari ti aveva fatto svenire>> Haruka: <<Io mi chiamo Haruka e ho 19 anni; non ricordo nulla della notte passata, comunque se è andata così ti ringrazio per quello che hai fatto, penso di essere in debito con te>> Kitsune: << O non ringraziarmi dopo tutto aiutare la gente fa parte delle mansioni che quotidianamente devo svolgere qui; più che altro mi spieghi da dove vieni e perché quella gente ti inseguiva>>. Haruka: <<Vengo dal regno di Metalikana e su la gente che mi inseguiva ti posso dire solo che non si trattava di essere umani ma di spiriti>> Kitsune: <<Mmmmmm spiriti ecco perché erano così fragili e facili da eliminare, comunque ti devo dare una brutta notizia...... non ti trovi più a Metalikana adesso sei nel regno di Senzu, devo dire che hai fatto molta strada>> Haruka: << Come nel regno di Senzu!!!!!! Devo avvisare i miei superiori di dove mi trovo dov'è il telefono>>. Kitsune: <<Ehiii non agitarti, il telefono è accanto a te chiama pure chi vuoi, fai con comodo io esco intanto ti vado a preparare la colazione, vuoi mangiare adesso vero?>> Haruka: << Certo che voglio mangiare!!Grazie ancora sei gentile>> Kitsune: << Di nulla adesso vado a preparare>> Facendo così Kitsune uscì dalla camera, la stanza era arredata in modo semplice un letto in angolo una scrivania, i molti libri sparsi in tutta la stanza e infine una serie di bastoni e spade che il ragazzo usava per combattere gli spettri, tra questa armi aveva anche riposto la spada di cristallo della nostra Haruka che ormai finito lo scontro non brillava più di quella luce azzurra che tanto aveva attirato il nostro shiamano. Dopo pochi minuti Kitsune rientrò nella camera in cui aveva fatto riposare Haruka durante la notte, con se portava un vassoio pieno di cose da mangiare tra cui biscotti, pane, marmellate varie e thè. Kitsune poggiò il vassoio sulla scrivania che per l'occorrenza aveva trasformato in tavolo per mangiare. Kitsune: << Haruka poi venire a mangiare c'è la fai a camminare o sei ancora troppo debole?>> Haruka: << Certo che c'è la faccio a camminare ormai mi sono ripresa, anche se ero ferita grazie al mio potere posso guarire in fretta>> Kitsune: << Bene sono contento adesso vieni a mangiare>> Dopo pochi istanti che Kitsune ebbe finito di dire questo si sentì un tremendo rumore proveniente dal giardino della casa di Kitsune, gli spettri erano tornati......... |
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