NIENTE DOLORE PER PIACERE!
Capitolo 1: Convivenza forzata
Note: R - Yaoi - Smile!
Autrici: Dana e Ichibi
ATTENZIONE: questa storia tratta argomenti riservati ad un pubblico maturo.

NOTA: Questa è la parodia di una brutta fiction in cui Gaara viene violentato da Rock Lee. Noi l'abbiamo rivisitato la coppia in chiave comica. Buona lettura!
Villaggio di Konoha, una tranquilla giornata primaverile.
Dal villaggio di Suna era arrivato un personaggio molto importante e uno dei nuovi Jounin era stato mandato a scortarlo e proteggerlo in caso di necessità.
Rocco Lee salutò a voce alta scostando le cortine della portantina di Suna.
- Cosa sei venuto a fare qua?- Domandò il Kazekage facendogli cenno con la mano di andarsene.
Rocco Lee lo guardò offeso- Sono qui per farle la guardia Kazekage sama. Hanno mandato me perché sono er mejio de li dintorni: io mi impegno da mattina a sera e sono fortissimo col taijutsu.
Il capo di Suna sbuffò seccato -e io c’ ho lo scudo di sabbia- non riusciva a capire per quale motivo il governo di Konoha gli avesse assegnato quello svitato come guardia del corpo.
Rocco Lee, si ricordava di lui : se la memoria non lo ingannava gli aveva stritolato una gamba ed un braccio durante l’ esame dei Chunin, aveva cercato di ucciderlo in ospedale e infine l’ aveva salvato da Kimimaro …- sbuffò di nuovo. - Sì era una faccia conosciuta…e che faccia!
-…..intanto sono secondo solo a Neji,e questo dimostra che non c’è nessuno meglio di me per proteggerti!- Rocco aveva continuato a parlare ininterrottamente per dimostrare la sua ragione. Purtroppo per lui Gaara non aveva ascoltato una parola di quel che diceva.
Lee tacque guardando il Kazekage di sottecchi; neanche lui capiva perché fosse stato scelto per quella missione così ardua e tormentata. C’ erano nel villaggio persone con molta più esperienza ed abilità di lui , come il suo sensei ad esempio.
Gaara incrociò le braccia sul petto con aria indispettita- voglio Neji!- Esclamò stizzoso.
Rocco mise le mani sui fianchi - Neji ha cose più importanti che fare da baby-sitter ad un bambino capriccioso come te!
-Il vostro Hokage deve avere poco a cuore la mia incolumità! –Esclamò stizzito. Poi si avvolse nella sabbia senza più pronunciarsi.
Rocco lo guardò mogio mogio – Ma tu pensi che io sia così debole?Sigh, sobh…uheee…!- Gli faceva male al cuore pensare che Gaara non lo rispettasse. Da quando si erano incontrati l’ ultima volta non aveva fatto che pensare a lui:le sue sottili labbra sabbiose, le sue profonde occhiaie,il suo corpo esile e candido…- Gaara come sei tenero!!Mi viene voglia di proteggerti!- Lo abbracciò finendo per rimanere con un pugno di sabbia in mano,magari anche due.
- PORCO PERVERTITO COSA STAI FACENDO?!??!?!- Urlò il Kazekage con metà del viso trasformato in Shukaku
Rocco sospirò ferito. Tese le braccia dolcemente. -Perché dici così!Ti dimostrerò di essere all’ altezza del compito assegnato!Puntò sull’ eburneo volto del Kazekage gli occhi di velluto scuro.
- Velluto scuro: che sguardo pesante, levamelo di dosso. – Voltandogli le spalle, Gaara si avviò verso l’ ufficio dell’Hokage. Era fortemente turbato, non sapeva di aver inflitto anche danni mentali al giovane Lee. Come per un ripensamento si volse indietro a guardarlo; hai visto mai che quel demente si fosse perso per strada.
Rocco arrossì sotto lo sguardo indagatore dei begli occhi chiari.
L’ arrossito e il rosso entrarono nel palazzo dell’ Hokage.
Sulla porta li attendeva Shizune piuttosto nervosa- dai ragazzi Tsunade-sama vi aspetta ! Il tè si raffredda, i biscotti si irrancidiscono : sapete, il paese è piccolo e la gente mormora:”come mai il Kazekage si fa attendere tanto?”(questa è la gente che mormora)
Gaara strinse i pugni: doveva andare…- chi mi ama mi segua! –Esclamò entrando nell’ ufficio dell’ Hokage.
Lee arrossì felice; il suo desiderio si stava dunque realizzando? Il suo cuore mancò un battito, anche due , poi tre…..


- Dottore…presto lo stiamo perdendo…Defibrillatore!
- Uno, due, tre…libera!
- Fategli una fiala di adrenalina..
- Il suo cuore ancora non reagisce, dev’essere lo shock per lo sguardo appassionato del Kazekage.
Proviamo di nuovo…Avanti; non possiamo arrenderci. Questo ragazzo splende della primavera della giovinezza.( Intervento fuori luogo di Gai-sensei).
- Uno, due, tre….libera!
- Dottore…dottò…il cuore ha ripreso a battere….batte come nu tamburo.
In un lampo Rocco Barocco, hemmm Lee, si rialzò in piedi precipitandosi verso l’amato.
-Eccomi!Ti seguirò ovunque tu vada! Io ti amo!Si fiondò con enfasi nella stanza inciampando nel tappeto e cadendo con la faccia sul vassoio dei biscotti.- Tsunade lo raccolse da terra sbaciucchiandolo - Rocco!Sei sempre il solito casinista! Pucci pucci pucci pucci pucci…
-Ma io lo amo!Di giorno lo penso di notte lo sogno!- Arrossì guardando il rossino che stava diventando terreo\sabbieo dalla vergogna.-Lui è così tenero, forte, maschio! Lo prendo come esempio!-si tirò su la frangia dalla fronte – voglio pettinarmi come te! Vivere come te! Baciare solo te!-Si avvicinò pericolosamente al Kazekage che crollò sgomento su una poltrona(avevano cambiato arredamento).
Tsunade pizzicò le guance di Lee -tenerone lui!- Si rivolse al Kazekage rannicchiato in poltrona in posizione di difesa: scudo di sabbia alzato e terzo occhio ciondolante in giro. - Hai visto che Lee è il solo “uomo” a poterti proteggere: ti ama!-
La poltrona su cui stava Gaara si schiantò al suolo, lasciando solo un alto cumulo di sabbia da cui spuntavano i capelli rossi di Gaara .
Proprio in quel momento, per evitare che Rocco si precipitasse al salvataggio dell’amato, Shizune si affacciò alla porta, e con il dito indice fece segno a Lee di uscire.
Quello non se ne dette per inteso mettendosi a spalare sabbia a mani nude - io devo proteggerlo! -Protestò veemente.
Shizune lo trascinò via per i capelli.
Tsunade sospirò tendendo la mano al Kazekage che sputazzava sabbia in giro spolverandosi l’abito piuttosto irosamente.
-Su su caro accomodati e prendi una buona tazza di thè. Rocco e nu’ poco irruente ma ti ama dal profondo del cuore: è un vero galantuomo e con lui sarai al sicuro.-
Gaara si alzò per andarsene, quando Tsunade lo bloccò sulla poltrona.
L’hokage si sistemò alla scrivania cominciando a versare il liquido caldo nelle tazze.
Sostenuto solo dalla forza della sabbia, non a caso era una “forza portante”,Gaara prese posto davanti all’Hokage .Per qualche minuto sorbirono in silenzio la bevanda calda, poi Tsunade fece scivolare una busta viola sul tavolo: purtroppo non era una bustarella .
Il Kazekage la guardò sospettoso e pure un poco schifato- finito la carta bianca?-Chiese sardonico, aprendo il voluminoso plico .
-No , un restyling del nostro arredatore rispose secca l’ Hokage; come vedi è un dossier completo di Akatsuki.C’ è tutto: fotografie, dati completi anagrafici con tanto di compleanni e segni zodiacali…
Gaara- C’è anche il gruppo sanguigno?
Tsunade –No, quello ancora non l’ abbiamo ottenuto . In compenso forse abbiamo l’ ultimo avvistamento del gruppo: pare che siano a Disney land a sbarcare il lunario .
-Perfetto , manderò immediatamente una squadra AMBU(Terna ,Quaterna ,Cinquina e TOMBOLA!)per cercare di individuarli .
-Bene, - l’Hokage si rilassò - penso che sia meglio che tu ti trattenga un pochino a Konoha, stasera c’ è la sagra del rognone .
- Non mi piace il rognone!- Sbottò Gaara, - e poi Konoha è scomoda e troppo fresca.
- Ma dai carino, - sorrise adorabilmente Tsunade - la sagra del rognone è stupenda. Potrai indossare uno yukata….
Gaara avvampò e impallidì insieme- …uno yukata? Cos’è uno yukata?-
Tsunade sospirò abbracciandolo; la mossa fu così rapida e inattesa che la sabbia del Kazekage non riuscì a proteggerlo.
Gaara avvertì una strana sensazione…era qualcosa di simile al sentimento provato quando Yashamaru lo coccolava.
- Povero, tenero , piccolo – sospirò l’avvenente Hokage- ho giusto un bello yukata marrone adatto a te. Era di mio fratello. Ti starà un incanto.
Gaara si staccò violentemente dall’abbraccio di “grandi tette” Tsunade; si sentiva molto molto…come si diceva quella cosa..Ah sì…era imbarazzato. Si erse in tutta la sua statura e fronteggiò l’Hokage:
1. odio il colore marrone, preferisco il nero
2. cosa demone è uno yukata?
3. ho appena finito di dire che odio il rognone.
Detto questo si voltò per andarsene, ma Tsunade lo acchiappò per un braccio costringendolo a voltarsi.
Gaara si stupì della sua abilità; riusciva a toccarlo nonostante la sabbia lo proteggesse.
- Kazekage sama, sarebbe buona politica venire alla nostra sagra del rognone, in fondo siamo alleati no?
- Hokage sarebbe buona politica trovare Akatsuki prima che vengano a cercare i biju.- Rispose il giovane fissandola con i suoi occhi color cielo.
- Ho già spedito quattro squadre Ambu per la ricerca di quella cara gente – sorrise Tsunade trascinando il giovane verso la poltrona.
Gaara oppose resistenza tirando dalla parte opposta – non vorrei che si dicesse che Suna non aiuta Konoha nella ricerca di Akatsuki.
L’Hokage mollò la presa di scatto facendo perdere l’equilibrio al rossino che si ritrovò col sedere a terra, hemm sulla sabbia. Era veramente, veramente furibondo!- Me ne vado! – Disse asciutto.
-Kazekage sama non rispetta le usanze di Konoha e rifiuta un invito così insistente dell’Hokage?- Sussurrò svagatamente la donna.
- Ho detto che odio il rognone, - ..si voltò verso di lei furibondo, - …e poi non ho abiti di ricambio e non so dove alloggiare.
Tsunade sorrise teneramente - …mio caro Gaara, ti darò gli abiti del mio defunto fratello e alloggerai con la tua scorta personale: Rock Lee.
- Nient’altro?- rispose furioso uscendo a passo rapido dalla stanza. Ancora un attimo e l’Hokage l’avrebbe convinto a deviare il corso di venti fiumi per trasformare Suna in una ridente città fluviale.
Era così nervoso che aveva un demone per capello , ma quando vide Lee così teneramente addormentato, che prendeva a pugni il muro (da poco riverniciato) spaccandone ogni volta un pezzo più grosso, sentì una rabbia feroce travolgerlo.
Senza che neanche lo pensasse, Shukaku prese possesso di metà del suo corpo trasformandolo – cosa stai facendo demente – tuonò il demone furibondo acchiappando Rock Lee per la collottola – dormi mentre io sono in mortale pericolo?-
Bastarono le parole “io e pericolo” per risvegliare il “giovane ragazzo”. Con una rotazione acrobatica multipla si liberò dalla presa e si scagliò contro Shukaku con un fantasmagorico Konoha Senpuu.
Shukaku reagì allungando le zampe verso Lee.Ruggiva di rabbia e frustrazione.
Improvvisamente la porta dell’ufficio dell’Hokage si spalancò - …la volete finire di fare casino..- urlò Tsunade livida con la faccia da megera – qui c’è gente che lavora! Dette uno scapaccione a Gaara e uno a Rock Lee. – Ora fate la pace e poi andrete a casa di Rocco per riposarvi e prepararvi per stasera.
I due non fecero in tempo a profferir parola, che la porta si era richiusa con un sonoro tonfo.
Si guardarono trucemente; poi il viso di Lee si illuminò come un candela.
- Ma tu…tu vieni a casetta mia?- Esclamò tutto contento .
Gaara aveva ripreso le sembianze umane; Shukaku fortemente offeso si era ritirato in un angoletto mogio mogio.
- Sì – rispose il Kazekage lapidario
- E vieni pure alla sagra del rognone?- Continuò felice Rocco
- Sì – Il rosso si stava scocciando assai.
- E indosserai pure lo Yukata? –
- Sì, indosserò questa cosa che serve per la sagra del rognone. – Confermò nervosamente.
- ..e resterai a casa mia per tutto il tempo…cioè staremo insieme io e te?- Rocco era al colmo della felicità. Passare una giornata con il ragazzo dei suoi sogni, che meraviglia!
Gaara-…-
- Bene, allora seguimi mentre ti racconto le origini della sagra del rognone…- cominciò il jounin tutto felice.
- Ho una proposta migliore, ti risparmierò la vita se chiuderai quella dannata bocca… – Gaara sentiva che stava perdendo il controllo. Sembrava che questi nuovi alleati stessero facendo di tutto per fargli perdere la poca pazienza di cui era dotato .
Rock Lee si voltò; aveva il viso talmente triste che poco mancò che a Gaara venisse il vomito.
- Mi dispiace avervi infastidito Kazekage sama, - disse serio – vi porterò subito nel mio alloggio dove potrete riposare e rinfrescarvi.. .se volete vi preparò anche delle frittelle di rognone, con sciroppo d’acero.
Attese invano una risposta; il Kazekage si era messo a braccia conserte e attendeva in silenzio che il jounin facesse il suo dovere.
In silenzio la bestiolina verde di konoha lo guidò per le strade del villaggio, fino a condurlo ad una casetta piccola in legno circondata da un grazioso giardino.
Nelle strade intorno fervevano i preparativi per l’imminente festa; la gente si salutava, si chiamava. File di bandierine colorate penzolavano dai tetti.
Anche la casa del giovane Lee non faceva eccezione, e in cima alla banderuola si dipartivano nastri colorati, prestati da Teneten.
Alla vista di tanti colori e tanti rumori Gaara si sentì confuso e spaesato.
Aveva solo voglia di sedersi sul suo terrazzo e sentire sul viso la dolce carezza della sabbia, ascoltare il silenzio di Suna interrotto solo dal canto del vento.
Rocco, che si era voltato per indicargli dei bambini mascherati, vide gli occhi dell’altro oscurati dal dolore.
Tacque e aprendo rapidamente la porta lo fece entrare in casa.
Doveva essere duro per Gaara aver passato tutta la sua vita nel calore del deserto senza poter vedere fiori colori e alberi.
Con un sospiro di sollievo appena percettibile, il Kazekage assaporò la frescura dell’abitazione in legno.
Non c’erano molti mobili, solo un armadio dalle ante scorrevoli e un tavolino con attorno dei cuscini.
Si tolsero le scarpe e salirono sui tatami; il giovane di Suna apprezzò la ruvida trama del giunco sotto il palmo dei piedi nudi. Non avevano niente di simile al suo villaggio.
- Vorresti farti un bagno? – Propose vedendo il compagno immobile e visibilmente spaesato.
- ..un bagno?- Gaara rigirò nella mente la richiesta – voleva fare un bagno?
Guardò Rock Lee.
Rock Lee guardò Gaara con aria incoraggiante – una bella rinfrescata alla tua sabbia…che so…una setacciata…insomma quello che fai tu di solito con la tua sabbia.
- Dov’è il bagno? – si arrese il rossino decisamente confuso. Cosa avrebbe dovuto fare con la sabbia secondo il suo ospite? Ma che idee gli venivano in testa?

- Seguimi, vedrai ti piacerà – sorrise felice – non so come usate a Suna, ma qui prima facciamo la doccia e poi ci immergiamo in una bella vasca di acqua bollente.
Gaara lo guardò basito; ma questo era proprio scemo o ci faceva?
- Anche a Suna esistono bagni, docce vasche e acqua – ci tenne a chiarire.
Prese gli asciugamani che un servizievole Rock Lee gli porse e finalmente potè rinchiudersi in bagno.
- Ma che carattere – osservò Rock Lee preparando uno spuntino veloce – è troppo timido; così sensibile. Stasera lo porterò a tutte le bancarelle e lo farò divertire un poco. Chissà che inferno e che tristezza vivere nel deserto.
Canticchiò , fece i suoi esercizi e dopo quindici minuti esatti si ritrovò il Kazekage avvolto in un ampio telo da bagno. Aveva i capelli bagnati che gli sgocciolavano sul viso e occhi azzurri lucenti – dove sono finiti i miei abiti? –
- Be, li ho lavati no? Erano sporchi per via del viaggio- Sorrise Rock Lee – ma in camera mia ho tanti abiti che possono andarti. –sei più basso e magro di me perciò penso che quelli dell’anno passato ti andranno bene.
Gaara gli voltò la schiena; cosa poteva dirgli, anzi fargli senza compromettere l’alleanza fra i due villaggi?-Sospirò stancamente. – Dammi i tuoi vestiti!- Ordinò perentorio.
Il jounin lo condusse in una piccola stanza in cui c’era un armadio a muro e poco altro. Rocco fece scorrere una delle ante e mostrò all’ospite una fila di abiti ben lavati e impilati.
- Prendi ciò che desideri. Io vado a lavarmi e poi mangeremo qualcosa prima di riposare. – Senza aggiungere altro lo lasciò solo nella stanza. Qualcosa gli diceva che il suo coinquilino si stava un po’…un po’…scocciando. Ma forse era solo stanco.
Se ne andò a farsi il bagno con tutta la calma del mondo e poi raggiunse Gaara che lo aspettava seduto davanti al tavolino. Aveva indossato una maglia nera e dei pantaloni marroni e ora se ne stava coi gomiti appoggiati sul tavolo e la testa fra le mani . Sembrava pensieroso.
- …ma..ma tu sei triste? – Domandò sedendosi di fronte all’ospite.
- Definisci triste – puntò i begli occhi chiari nel volto dell’altro.
- Quando senti che il cuore ti fa male e non sai spiegartene il motivo (Lee si riferiva ai suoi problemi cardiaci, probabilmente.)
- Il cuore, quella massa di carne che batte dentro il mio petto. – Guardò furioso l’altro – non mi fa male la carne, non mi fa male il cuore. Però…
-…però…- insistette Rock Lee – però senti che qualcosa non va. Come e fossi fuori allenamento.
Insomma come se la sabbia non ti obbedisse più.
Gaara sussultò ; quel ragazzo aveva una certa perspicacia.
Distolse lo sguardo.
Rock Lee sospirò. Era veramente difficile conversare con Gaara. E pensare che credeva di aver raggiunto il limite parlando con Neji; eh sì che lo Hyuuga era decisamente scorbutico e arrogante.
Decise di lasciar perdere; apparecchiò la tavola per due e vi mise sopra le pietanze precedentemente preparate.
- Buon appetito! – Disse all’ospite che fissava glaciale la finestra di fronte a sé. – Prese i bastoncini e cominciò a servirsi.
Gaara si voltò verso la tavola…rimanendo con la mascella pendula; alla faccia dello spuntino.
Sul tavolo e su alcuni vassoi erano disposti in maniera molto accurata ciotole piene di pesce, carne, verdure, riso e tante altre cose che non riuscì a riconoscere. Non aveva mai visto tanti colori e tanta varietà di cibo. Di sicuro non era un pasto da fare prima di fare una passeggiata per le strade di Suna.
Guardò il padrone di casa; era stato bravo a preparare tutto quel cibo...lui aveva a malapena sbucciato della frutta. Chissà perché gli venne in mente Yashamaru, suo zio, colui che aveva cercato di ucciderlo . Il primo ad averci provato.
Si alzò di scatto rovesciando metà del cibo a terra..- stai cercando di avvelenarmi vero?- Gridò furioso.
Il Jounin quasi si strozzò; stava finendo una ciotola riso con i gamberetti e improvvisamente quello strano ragazzo dai capelli rossi si metteva a far casino.- Non ti piace la mia cucina?-
-Non cercare di aggirare il discorso – lo prese per la collottola – stai cercando di uccidermi. E’ per questo che mi hai invitato a casa tua?
- Ma veramente – staccò le mani del giovane dalla sua maglietta nuova -…che ne sapevo che sei allergico alla mia cucina. Cucina tu se vuoi e smetti di sprecare il cibo.
- Non fare l’idiota, dimmi chi ti ha mandato?- Velocemente si portò alle spalle del giovane puntandogli alla gola un kunai di sabbia - …è stato l’Hokage o sei un traditore al soldo di qualcuno?
- Traditore, soldo….ma cosa hai mangiato, cosa ti ha fatto allergia. Cosa ti sta succedendo?- La voce di Rocco s’incrinò pericolosamente.
- …allora lo ammetti che il cibo era avvelenato?- Insistette il Kazekage spingendo il kunai così forte che una goccia di sangue ne bagnò la punta.
Rock Lee scoppiò in un pianto dirotto lasciando il Kazekage di sale…sabbia…sasso?- Ma come ti viene in mente…Guarda che ho capito..pensi che ti voglia fare del male? Io del male a te? E perché poi?Lo sai che mi piaci, che ti voglio bene. – Le lacrime scorrevano sul viso del giovane .
Gaara lo guardò dubbioso - …non mi vuoi avvelenare e mi vuoi bene? – Sciolse il kunai e si sedette sul tatami, lontano dal cibo rovesciato.
Forse quel ragazzo era davvero sincero. Forse.
Prese una ciotola con del cibo e cominciò a mangiare in silenzio.
Continua...

Online da: Agosto 2007