YAOI CHRONICLES
II - HAPPY SAN VALENTINE'S DAY
Note: NC-18 - Yaoi - Lemon
Autrice: Princess21ssj

ATTENZIONE: questa storia tratta argomenti riservati ad un pubblico adulto. Se non lo sei, torna indietro.
- I personaggi di questa fanfiction sono tutti maggiorenni, e in ogni modo si tratta di un'opera di finzione, che non trova alcun riscontro nella realta'. -

Tutti i personaggi sono maggiorenni (ecc!^^). La coppia sarà....GaaraxNaru!
Gaara si rotolò nelle coperte tiepide, restio ad alzarsi.
Si stropicciò gli occhi azzurri, li aprì accompagnandosi con un ampio sbadiglio, lanciò uno sguardo rapido al calendario, scosse la testa desolato.
Si sollevò e si avviò in bagno, ruotò la manopola del rubinetto, lavò il viso sotto l'acqua fresca corrente.
Afferrò il pettine e si studiò con estrema calma, spazzolò i capelli rossi sottili, se li accarezzò soddisfatto.
Tornò nella stanza e spostò le ante dell'armadio delicatamente, ricordandosi che c'era un ospite particolare nella camera a fianco.
Scelse una maglia scura, molto pesante, e un paio di pantaloni della stessa tonalità ombrosa, li indossò e si infilò le scarpe.
Si ammirò ancora e si giudicò pronto per andare all'università.
Guardò ancora alla data odierna, sbuffò ben sapendo cosa significava.
Aprì la porta trattenendo il fiato, era pronto a tutto...Era pur sempre Sabaku no Gaara.
Cacciò timidamente un piede fuori, a tastare il terreno, sua sorella Temari lo salutò frettolosa e sbrigativa come al solito.
-Ciao Gaara...Buon...-
si interruppe, qualcuno aveva suonato al campanello.
Gaara si sforzò di vincere la curiosità e si diresse in cucina dove si apprestò a far colazione.
Versò il contenuto del cartone del latte nel bicchiere alto, lo afferrò, trasalì.
Dall'uscio sua sorella rideva e scorbutica stava sgridando scherzosamente il suo ragazzo, ribattè una voce maschile indolente:
-Dici che non ho mai iniziativa, che sono un poltrone stanco e annoiato e oggi...-
Gaara non resistette e, ancora con il bicchiere ricolmo tra le mani, si sporse dal tavolo per vedere cosa stava succedendo. Shikamaru attendeva ad entrare, bloccato dalla fidanzata bionda, piacevolmente sorpresa dal suo pensiero.
Lui infatti tratteneva per un filo sottile un palloncino gigantesco a forma di cuore fucsia, mentre con la destra gli stava porgendo una busta rossa, chiusa da un adesivo del medesimo colore.
-Ah, ciao Gaara...Dì qualcsa a tua sorella, non è mai contenta...-
Temari fece un saltello piuttosto strano e singolare, gli saltò con le braccia al collo e lo baciò sulle labbra ridendo.
Gaara si ritirò dalla posizione di spione in cui si trovava, ma non riuscì ancora a deglutire quel dannatissimo liquido bianco.
Infatti Kankuro era appena uscito dalla sua camera da letto, stretto alla sua ultima fiamma dai capelli rosa, Sakura Haruno.
-Cos'è tutto questo chiasso?! Io e Sakura stavamo dormendo...Siamo piuttosto stanchi dopo la bella nottata che abbiamo trascorso, vero tesoro?!-ùLei emise una risatina furbesca e si strinse ancora di più a lui. Gaara rispose scocciato:
-E' arrivato Shikamaru con un palloncino rosa...-
Sottolineò le ultime due parole con disgusto, visibilmente nauseato da tanto miele.
Sakura sbarrò gli occhi verdi sorpresa, indugiò senza mezzi termini:
-M a tu Gaara lo sai che giornoè oggi?-
Il ragazzo si massaggiò le tempie, ribattè:
-Certo, purtoppo lo so, ma non è niente di speciale-
Kankuro concordò, però poi accarezzò la testa della ragazza con dolcezza:
-Ha ragione mio fratello, tesoro...Immagina che mal di testa che deve avere oggi, dopo aver sopportato tutta la notte il casino che abbiamo fatto...-
lei arrossì imbarazzata e sbottò:
-Ma che dici Kankuro? Gaara non avrà mica...-
Gaara chiuse la questione con un cenno seccato:
-Avevo i tappi per le orecchie e ora lasciatemi bere il mio latte!-
Non era vero, ma non aveva voglia di discutere sulle loro performance a luci rosse e rumorose.
Si era ficcato il cuscino in testa e aveva tentato di non ascoltare i gemiti e gli urli assatanati della coppia. Purtroppo quello era Kankuro, Temari era di certo più discreta, soprattutto da quando aveva beccato lei e Shikamaru mezzi nudi sul divano.
Ripose tutto nel lavello, cercò i cioccolatini che adorava e se ne ficcò una manciata in tasca, infine, sacca alla mano, salutò tutti per andare alla lezione all'università.


Si richiuse la porta alle spalle e sospirò sollevato: odiava il romanticismo forzato di quella maledetta festa.
Scese le scale del condominio e attraversò la strada trafficata. Sorpassò le vetrine dei negozi ributtanti, non degnò di alcuna attenzione le pasticcerie che vomitavano cioccolatini incartati perennemente con stagnola rosa o rossa o fucsia.
Estrasse uno dei suoi preferiti, blu elettrico e se lo ficcò in bocca annoiato.
Gustò la dolce scioglievolezza del cacao, raggiunse la nocciola rotonda, la masticò piacevolmente preso da quell'aroma amaro immortale.
Giunse all'ateneo con la solita espressione imperturbabile, controllò all'entrata in quale aula si sarebbe tenuta la conferenza del professor Jiraya, prese nota e camminò tranquillo lungo l'immenso corridoio tirato a lucido.
Ad un tratto qualcuno gli scivolò addosso, si scusò ridendo e massaggiandosi le testa bionda:
-Scusa Gaara...pensavo di essere in ritardo e ho deciso di correre un pò, non immaginavo che qualcuno avesse passato la cera anche qui! Vai a sentire il vecchio sporcaccione depravato?!-
Gaara sbarrò le iridi azzurro chiaro, rispose glaciale:
-Si, ma non farti sentire a chiamarlo così, Uzumaki!-
Naruto gli battè violentemente una mano sulla schiena, rise sguaiato:
-Ma lo è! Perchè hai sempre questo modo di fare così composto?! Chiamami Naruto e ora andiamo-
L'altro alzò gli occhi al cielo ed entrò nell'immenso salone illuminato, il docente stava ultimando le preparazioni per la lezione.
Gaara si posizionò all'estremità destra delle sedute verdi, sperando ardentemente che Naruto gli girasse al largo.
Certo, era un tipo simpatico quando ne aveva voglia, inoltre spesso gli strappava qualche risata, ma la giornata era cominciata con il piede sbagliato.
Naruto non si arrese e, effettuato il giro completo dei posti, si accomodò di fianco a lui. Gaara lo fissò scandalizzato a bocca aperta, o anzi, spalancata.
-Bè che c'è?! Dai Gaara, guardati intorno: è pieno di coppie anche qui. Inutile, San Valentino contagia tutti!-
L'altro lo fulminò, un'aria del tipo: "Non di certo me!".
-Non guardarmi così, Gaara...Anche io non sopporto il 14 febbraio, soprattutto perchè sono sempre solo...-
Gaara si abbassò, gli sussurrò ben consapevole del significato della solitudine:
-Detesto l'amore.-
Calò il silenzio, intanto le luci si erano spente, stava per iniziare la proiezione di un filmato.
Naruto istintivamente gli afferrò la mano, l'attirò a sè, le iridi blu brillavano, la voce carezzevole:
-No, Gaara...non devi dire così. E' bello essere innamorati-
I loro sguardi si incorciarono, Gaara si sentì smarrito, perso chissà dove, in un'epoca indefinita, soli.
Si riscosse dalla bizzarra sensazione con uno scatto, fece per insultarlo, ma Naruto lo anticipò comprensivo:
-Te lo giuro, da quando è finita con Sasuke sono solo, ma non ho mai pensato di odiare l'amore. Non ti piacerebbe provarci?-
Gaara balbettò un no confuso, forse non era vero.
Sarebbe stato bello innamorarsi, eppure non gli era mai riuscito di provare un interesse reale per una persona....Aveva sofferto molto in passato, gli era sembrato di scoppiare mentre il cuore doleva. I suoi genitori lo ferivano, avevano annullato la sua capacità di voler bene.
Nervosamente scartò un cioccolatino e lo divorò brutale, ne ra restato uno solo, non ci pensò due volte:
-lo vuoi?-
Naruto gli sorrise, fissò la confezione bluargentea, commentò con la bocca piena:
-Buoni...ti piacciono questi cioccolatini?-
Gaara ne apprezzò il retrogusto intenso:
-Si, sono i miei preferiti! Ne mangio a tonnellate quando ci sono in casa, il resto del cioccolato mi disgusta-
-forse perchè sono i dolci di San Valentino?!-
Gaara parve rifletterci su, si colpì la fronte con l'indice, disse:
-Si, acnhe per questo...Non ho mai ricevuto una confezione di questi dolciumi, sai...-
L'altro lo punzecchiò con la penna e conservò la carta sottile e spiegazzata, un'idea balzana cominciò a frullargli per la testa.
Il professor Jiraiya espose la sua teoria dei corpi nell'arte, suscitò l'ilarità nelle matricole in qualche occasione perticolare.
Gaara spesso si tratteneva, quando si lasciava andare, osservò Naruto, si animava di una luce nuova: era uno spettacolo unico.


La giornata trascorse così velocemente; se non avessero avuto la compagnia l'uno dell'altro probabilmente sarebbero inaciditi solitari.
Naruto fu tentato verso sera di invitarlo a cena fuori, ma desistette immaginando il suo rifiuto. L'avrebbe ferito?
Dopo Sasuke non aveva più permesso a nessuno di spezzargli il cuore, aveva rinunciato ad una presenza vicina.
Però Gaara era diverso.
Si salutarono prima di lasciarsi, non lo indusse a seguirlo:
-Ciao Naruto, grazie per oggi...Trascorrerò il resto della serata davanti ad un bel filme, i miei fratelli usciranno...-
-Allora saremo in due..Va bè,dai, noi festeggeremo domani...-
Guardò i capelli rossi sparire dietro l'angolo, si voltò e con le mani in tasca si avviò verso casa.
Ritrovò l'involucro del cioccolatino offertogli, quello di Gaara, i suoi preferiti.
Di fronte a lui splendeva l'insegna di una pasticceria, mostrava le ultime scatolette rimaste e poi, eccola, un ablu, un cuore.
Confrontò la marca ed entrò:
-Scusi signorina, m può dare quella scatolina?! Si, proprio quella blu.-
Erano i preferiti di Gaara, l'avrebbe reso felice.
Pagò e trattenne il pensiero tra le mani, meditò imbarazzato sul da farsi.
Cosa diavolo gli era preso?
Una voce nella testa gli urlava di cambiare via, che quella era sbagliata, la sua modesta dimora si trovava all'esatto opposto della direzione assunta.
Varcò il portone aperto del condominio e salì le scale, non sapendo quale fosse il piano giusto si fermò.
Era ancora in tempo per andarsene, fingere e divorare i dolcetti stravvacato sul divano.
-Naruto?! Che ci fai qui?-
Naruto si affrettò a nascondere la scatola dietro la schiena, sibilò agitato:
-Gaara?! Ma non era in casa a guardare un film?!-
Lui aggrottò la fronte confuso e chiese incuriosito:
-Devo pur mangiare...Tu invece cosa nascondi dietro la schiena?!-
Si coprì, urtò contro la parete:
-Nulla!-
Gaara lo squadrò interdetto, poi si risolse:
-Bè non vorrai mica restare qui tutto il tempo, dai ti apro, vieni...-
Ruotò la chiave nella serratura, posò la spesa sul tavolo della cucina, lesse ad alta voce il biglietto lasciato da Temari e Kankuro.

-Usciamo entrambi stasera, non aspettarci sveglio, non si sa mai. Divertiti ed esci con qualcuno!-

Si rivolse all'altro sarcastico:
-Vedi...Mi dicono di uscire come se niente fosse, ma non capiscono...-
Alzò lo sguardo, non lo trovò.
-Ma dove sei Naruto?!-
Lo scovò ancora fermo all'entrata, appoggiato alla porta scura.
Era impacciato, stranamente.
Il biondo serrò i denti, prese fiato e tese la scatolina di fronte a sè, la testa china, il collo violetto.
-E' per te-
Gaara sbuffò divertito e accettò il regalo, costrinse l'altro a fissarlo negli occhi:
-Grazie, Naruto. Sono i miei preferiti...Come ti è venuto in mente?-
Non era sicuro che fossero le parole giuste da usare, non importava.
-E' San Valentino Gaara-
L'altro terminò al posto suo, avvampò.
-Solo io, solo tu...-
naruto si avvicinò, timidamente gli appoggiò i palmi sulle spalle sottili, tremò a contatto con il tessuto scuro, o meglio, con lui.
Lo corresse teneramente:
-No, no...Non è solo questo. Tu mi piaci, Gaara.-
Sussultò, nessuno si era mai confessato in quel modo con lui.
Lo smentì scettico:
-Tu oggi mi hai detto che non ti è più importato di nessuno dopo Sasuke, non sarò di certo io a...-
Naruto lo scrollò, gli afferrò il viso tra le dita.
-Vedi perchè mi piaci Gaara? Sei tremendamente...-
Tentennò muto, non riusciva a definirlo.
Non sarebbe servito dirgli che era attratto da lui, che gli era stato sufficiente un giorno assieme per capire quanto lo desiderasse.
Lo baciò.
Palpebre abbassate, fiato trattenuto, occhi azzurri stupiti, spalancati.
Labbra a contatto, una richiesta silenziosa d'affetto, paura.
Gaara si separò spaventato, Naruto rise, gli cinse il bacino, lo strinse ancora, di più.
-Ehi, non aver paura...Non è poi così male baciare qualcuno, vero?-
Si arrese, si fece catturare dalle labbra umide di Naruto, attese la sua lingua, la invitò sperduto.
Vorticarono senza riposo, sosta, pausa, si studiarono vertiginosamente, sensazioni nuove, indefinite, misteriose si impossessarono dei loro spiriti.
Indugiarono qualche passo, poi baciandosi giunsero nella stanza di Gaara.
Naruto si fermò, gli fece posare la scatolina, la tratteneva spasmodico, pareva così innocente...
-Lo sai cosa stiamo facendo?-
Gaara corrucciò le labbra imbronciato:
-Certo...cosa credi? Ho il lubrificante in camera, se proprio vuoi saperlo...-
L'altro gli baciò la punta del naso, ribattè ironico:
-Vedremo...-
Il padrone di casa si sedette sul materasso, cercò nel cassetto del comodino, gli mostrò baldanzoso una boccetta chiara.
-Sorprendente...-
Gaara non confessò che si trattava di un regalo ironico ricevuto da Kankuro il Natale passato.
In effetti nemmeno riteneva possibile che un giorno l'avrebbe utilizzato, si era offeso quando lo aveva trovato nella scatola di cartone, ma non l'aveva gettato tra i rifiuti come era intenzioni a fare.
E ora eccolo lì.
Naruto si inchinò di fronte a lui, in ginocchio e gli afferrò le gambe, si insinuò tra esse, sfiorò l'interno delle cosce.
-Perchè indossi sempre abiti così spessi?-
Gaara inclinò la testa di lato interrogativo, un tocco speciale stava risalendo lungo la gamba, in alto.
Lo percepiva appena, però era sommamente piacevole, ne era certo.
-Accidenti Gaara, tu stai troppo coperto...-
Lo rimproverò in tono sommesso, gli accarezzò la pelle fresca e candida della pancia, i muscoli fremettero sotto le sue dita, sentì l'impulso di leccarlo.
Allora lo costrinse a sdraiarsi, lui accettò affidato alle sue cure; Naruto gli balzò sopra e gli alzò l'orlo pesante.
Le labbra tumide raggiunsero il suo addome, lambirono l'ombelico, lo mordicchiò e lo leccò.
la lingua agile disegnò su di lui, avvampò.
-Lasciatelo dire Gaara...Sei dolcissimo...-
Gaara indeciso giocherellò con i capelli biondi, il sangue circolava e turbinava nelle vene, il basso ventre ardeva.
-Ti voglio leccare tutto...-
Si sentì indurire e ilcorpo che sfregava su di lui, si strusciava con la sue erezione sulle sue cosce lo eccitava, terribilmente.
Naruto abile gli sbottonò i pantaloni, glieli calò portandosi dietro le mutande, guardò voglioso l'erezione di Gaara.
Gaara era imbarazzato all'inverosimile e scoprirsi così irrimediabilmente eccitato non lo aiutava a trovar la calma.
Deglutì con scarsa saliva in gola, tremò quando Naruto glielo prese in mano e glielo tirò con delicatezza.
Gemette, l'altro gustò le prime gocce di sperma, assaporò il salato, lo prese in bocca.
Gaara ansimò vistosamente, sentì la punta del pene scivolare nella cavità orale, la lingua che lo avvolgeva e la mano.
Naruto si aiutò con la destra, accarezzò i testicoli e pompò dedicandosi con intensità crescente all'estremità ultima.
Sapeva per esperienza che era un punto particolarmente sensibile del suo corpo e pareva che Gaara condividesse appieno la scelta.
L'avrebbe fatto godere, ne era sicuro, lo voleva, avrebbe visto il viso pallido arrossarsi, tingersi di viola, l'avrebbe stancato di sesso.
Prese a succhiare violentemente, suoni gutturali accompagnarono i sospiri contratti di Gaara, i tremiti incontrollabili di un corpo appena esplorato.
Naruto notò che il ragazzo non urlava, si vendicò inglobandone l'organo in gola, a costo di soffocare.
Gaara gli afferrò la testa con ambo le mani, lo trattenne contro il suo inguine, Naruto poteva riconoscere l'odore dell'eccitazione, affondava il volto nel suo pube.
Spinse in lui, scivolò ancora e ancora e venne con un orgasmo indimenticabile; gli sembravano anni e anni dall'ultimo vero piacere fisico provato.
naruto si staccò, si ripulì con il dorso della mano dalle gocce di sperma sul mento, le leccò.
Lentamente, mentre con lo sguardo cercava la boccetta.
Si alzò e si svestì, mostrando la stessa eccitazione fremente e gonfia.
Gaara allargò gli occhi azzurri, languido, gli sottrasse il piccolo recipiente e tremante se ne versò una quantità abbondante sul palmo.
Si avvicinò all'altro, gli cosparse la pelle bollente della sostanza fredda, lo massaggiò, scivolava, gemeva.
Si alzò, si aggrappò con le dita sottili alle spalle abbronzate, la lingua di Naruto gli leccò il collo, il mento, l'orecchio, la guancia.
Aggrovigliati si sdraiarono sul letto, un bisbiglio prima del sommo atto.
-Lo vuoi, Gaara?-
In risposta gli si allacciò completamente all'altro, unì le gambe intorno a lui, attese la penetrazione.
Naruto non ebbe difficoltà grazie al lubrificante, aumentò le spinte, sempre più veloce.
-Voglio farti urlare Gaara...-
Lui gemette, ma a Naruto non bastava.
Entrò per l'intera lunghezza in lui, toccò il punto più sensibile al suo interno.
Gaara sentì le viscere contrarsi, gridò strozzato, tremò ancora.
naruto affondò ancora, lo invocava come non succedeva da tempo.
-Gaara...Gaara...Gaa...
Si bloccò e ruppe il controllo su di sè: venne inondando di fiotti bollenti il corpo di Gaara.
Lo raggiunse anche lui, per la seconda volta, gli sporcò il ventre, lo inondò.
Urlarono in coro, esausti. Crollarono.


Separati, ma saldamente abbracciati, Naruto gli fece dolce:
-Ti è piaciuto, Gaara?-
Lui sbattè le palpebre, sospirò, sorrise:
-Si, Naruto....tanto.-
Tacquero, poi Naruto gli afferrò con delicatezza il naso, gli baciò la guancia morbida:
-Buon San Valentino Gaara...-
Incrociò gli occhi blu, rispose felice:
-Buon San Valentino anche a te...e grazie.-
-Perchè grazie, Gaara?-
Raccolse le idee in silenzio, bisbigliò:
-Per avermi fatto capire di non odiare l'amore...Naruto-
Posò le labbra sulle sue, socchiuse gli occhi in un bacio che significava tutto, non c'era altro da dire.
-E questo è solo l'inizio, Gaara...-
nd autrice: allora vi è piaciuta questa AU naruxgaara? spero di si... per favore commentate! Anche negativi ovvio... posso solo migliorare grazie a voi e grazie x aver solo letto kmq! Dal titolo si deduce ke è una fic scritta apposta x il 14 febbraio... romantica!^^...
Grazie a tutti!!!

kiss

Online da: Marzo 2007