YAOI CHRONICLES
III - VENTO DI PRIMAVERA
Note: R - Yaoi
Autrice: Princess21ssj

ATTENZIONE: questa storia tratta argomenti riservati ad un pubblico maturo.
- I personaggi di questa fanfiction sono tutti maggiorenni, e in ogni modo si tratta di un'opera di finzione, che non trova alcun riscontro nella realta'. -

Tutti i personaggi sono maggiorenni (ecc!^^). La coppia sarà.... sasuxkakashi!
Sasuke si raddrizzò il colletto della camicia bianca della divisa scolastica di fronte allo specchio.
Si ammirò scompigliando i capelli sapientemente la frangia di capelli scuri, incurvò le labbra nel broncio ben noto ed uscì dal bagno della scuola.
Alzò gli occhi all'orologio principale del corridoio: segnava le otto e dieci.
Era ancora presto, si era alzato in gran anticipo rispetto al resto della scolaresca per essere pronto.
Sbirciò dalla finestra, strinse nervosamente lo stipite del davanzale alla vista dell'insegnante che attraversava il viale dei ciliegi in fiore.
Si voltò e corse di nuovo in bagno per un'ultima sistematina: aveva preso a venire alla Konoha's High School con dieci minuti d'anticipo per potersi proteggere da eventuali contrattempi.
Il vento spettinava una piega sudata, il novello calore primaverile, o la pioggia...Bè, Sasuke rabbrividì, non voleva nemmeno considerarli.
Dannosi allo stato puro.
Afferrò la giacca blu scuro che completava la divisa e la infilò, avendo cura di aver appuntato precisamente il distintivo a forma di foglia.
Scese le scale di corsa e si fiondò nella classe, sicuro di esser il primo in assoluto.
Si precipitò a sedere al suo banco, già preparato in precedenza all'arrivo del professore di matematica.
Incredibile: aveva valutato ogni aspetto con una precisione maniacale, non aveva sbagliato di un secondo.
Si complimentò con sè stesso e gratificò le sue ottime conoscenze matematiche e fisiche.
Impilò i due volumi d'algebra e geometria, che nessun allunno si premuniva di trasportare da casa, in modo che risaltassero agli occhi dell'uomo che di lì a poco si sarebbe seduto alla cattedra.
Nel frattempo aprì il quadernetto a quadretti e ripassò mentalmente la lezione: voleva fare bella figura, come sempre.
-Buongiorno, Sasuke.-
Il ragazzo alzò gli occhi scuri, guardò l'insegnante ammirato.
Arrossì involontariamente, balbettò:
-Buon...Buongiorno Kakashi-sensei-
Egli rispose con un sorriso smagliante, Sasuke valutò positivo gli occhi allegri, rapito.
L'uomo diede un'occhiata al paesaggio all'esterno delle vetrate, il sole illuminava i capelli argentei, li faceva risplendere come se brillassero di luce propria.
L'adolescente lo osservò mentre riordinava il materiale per la lezione e disponeva una pila di compiti in classe corretti.
Si sforzò di ritrovare il filo del discorso degli appunti, ma quelle mani così sensuali che scorrevano sui fogli lo avevano irrimediabilmente catturato.
Kakashi si sedette davanti alla cattedra e con una strana espressione seria, lui, sempre pronto allo scherzo, cominciò a ripassare a penna i voti delle verifiche.
Sasuke aprì la bocca per porgli una domanda, inspirò e si alzò in piedi facendo rumore con la sedia.
Il professore annuì conciliante al ragazzo:
-Dimmi, Sasuke-
-Io...è andata bene la mia verifica?-
Ecco, aveva balbettato di nuovo: ma perchè accidenti ogni volta che gli rivolgeva la parola finiva per fare la figura del cretino?
Ah, già...Perchè Kakashi-sensei gli piaceva, da morire.
In quel momento però irruppe il resto della massa di compagni, rumorosi, casinisti, confusi.
Uno su tutti: Naruto Uzumaki.
-Salve Kakashi-sensei! Sasuke?! Ma perchè accidenti vieni a scuola così presto, Sasuke?!-
Ecco, la sua voce squillante, a dir poco fastidiosa.
Sasuke si coprì le orecchie e si sedette, guardò Naruto con sufficienza:
-Perchè io, a differenza tua, voglio esser sempre a posto, idiota.-
Il biondo gli fece una linguaccia e prese il posto a fianco del suo.
-Ha corretto le verifiche?-
L'altro asserì:
-Si, stava scrivendo i voti poco fa...-
Sentì un brivido percorrerlo al pensiero delle mani agili con la penna tra le dita, rise nervosamente.
Naruto inclinò la testa di lato, arricciò le labbra:
-Stai bene, Sasuke?-
Il giovane Uchiha scacciò il braccio del compagno con un gesto seccato, sbuffò e sprofondò nel suo posto.
Voleva nascondersi dal prossimo attaccò delle ragazze, i loro stupidi urletti, i sospiri ad ogni suo cenno.
Se avesse chiesto loro di gettarsi dalla finestra l'avrebbero fatto, qualche volta avrebbe avuto la tentazione di far loro mezzo cenno.
Giù, via, ciao a tutte.
Sogghignò soddisfatto tra sè e sè, ma recuperò in fretta il suo consuetudinario contegno.
Kakashi si sporse con le braccia e incitò a prendere posto e sistemarsi ai propri posti.
Un rieccheggiare assordante fastidioso di sedie spostate seguì gli ordini del giovane professore della scuola.
-Ho le vostre verifiche...Come al solito devo rimproverare Uzumaki...-
L'interpellato scoppiò in una risata canzonatoria, si grattò la testa bionda nervosamente:
-Il solito 20/100?-
Kakashi si diede due colpetti sulla fronte, ribattè con una punta d'amarezza nella voce:
-Naruto...10/100...-
La scolaresca esplose in una serie di fischi antipatici, Naruto scivolò sulla sedia mortificato e deluso; Sasuke lo fissò indifferente.
-Invece devo complimentarmi con Sasuke...100/100-
Gli porse il foglio con la tripla cifra tonda svettante in aria, Sasuke se lo aspettava, però tremava.
Kakashi abbassò le palpebre sensualmente, terminò:
-100/100 con lode...Il lavoro che abbia mai visto, sei un talento Sasuke-
Calò un silenzio riverenziale nell'aula, echi d'ammirazione si levarono tra la popolazione femminile, sasuke si sfregò le mani, erano terribilemnte sudate.
-Mi aspetto che tu oggi pomeriggio sia il mio partner per il progetto di fisica e geometria...-
l'adolescente sobbalzò sul legno duro: solo con Kakashi-sensei...un intero pomeriggio?
Cercò le parole per rispondere, non era difficile dire "si", ma come accidenti si articolava la bocca per parlare?!
-...Puoi vero o ti crea qualche problema?-
-No, nessun problema, professore.-
Lo ringraziò con la solita espressione ridente, sasuke lo gratificò con uno dei suoi rari sorrisi, ne valeva la pena.


E' incredibile come il tempo non passi mai quando si attende con entusiasmo e trepidazione qualcosa; le lancette dell'orologio non scorrono, come i bimbi emozionati si aspetta con quell'impazienza frenetica, la curiosità che cresce.
La voglia insostenibile.
Così si sentiva Sasuke, in questo stato di inquietudine guardava il cielo terso dal tetto della scuola, solitario, felice.
Era irreale, era fantastico, era la sua occasione.
Una voce calda alle sue spalle lo fece trasalire, una mano si posò sulla spalla, gliela massaggiò affettuosamente.
Un tuffo alla profondità dello stomaco, era l'ora, era lui.
-Allora Sasuke...vogliamo iniziare?-
Il ragazzo arrossì violentemente, avvampò, si voltò timido.
Balbettò timoroso:
-Io...professore prima...io...-
La stretta mutò in un abbraccio confortante, indusse Sasuke a guardarlo negli occhi, una brezza leggera scompigliò i capelli chiari dell'uomo, rifletteva i raggi dolci del sole mite.
Era il vento di primavera.


Sono questi gli attimi che si desiderano per una vita, che si sognano ogni notte, che si assaporano cullandosi di essi.
Si conoscono a memoria, perchè sono con te sempre, nelle fantasie più remote, sono i segreti, quelli incofessabili.
Sono quelli che si credono irraggiungibili, quegli attimi in cui si perde il senso dela realtà, perchè, anche se si aspettano da sempre, non si sarà mai pronti abbastanza per sopportarli.
Sasuke si rimproverò aspramente, dimintacandosi di abbandonarsi all'istinto, a ciò che il suo cuore suggeriva.
Erano maledettamente sbagliati quei consigli...
Ma quella era la sua unica possibilità, non l'avrebbe sprecata.
-Professore...io...-
Le parole gli morirono in gola.
Kakashi non commentò, muto lo attirò a sè.
Sasuke affondò il volto nella camicia leggera dell'insegnante, odorò rapito il suo profumo, e mentre il suo cervello urlava cosa fare, le braccia non collaboravano e giaevano inerti, penzolavno stanche.
Una nuvola di passaggio oscurò improvvisamente l'astro infuocato, nessun suono poteva rompere l'atmosfera ovattata.
Due cuori battevano all'unisono, erano due persone diverse, troppo.
-Non dir nulla, Sasuke, non serve...-
Sasuke annuì, sfregò la guancia contro i bottoncini bianchi, sollevò il capo, affrontò quello sguardo impenetrabile.
Sulle punte dei piedi raggiunse l'altezza del maestro, lo zittì con l'indice sottile, abbassò le palpebre, indugiò avvicinandosi alle labbra.
Le toccò fugacemente, si allontanò.
Si guardarono ancora, le braccia di Kakashi lo strinsero con vigore, Sasuke si aggrappò al suo collo.
Sorrise, socchiuse la bocca giovane, incontrò nuovamente la più esperta.
Insicuro corse a cercare la sua lingua, in un gioco magico, una danza mistica, sapore dell'adolescenza trascorsa.
Quello era il gusto proibito dei sogni.
Accarezzò i capelli chiari, prolungò l'unione, voleva fosse infinita.
Ma Kakashi lo scacciò, tristemente:
-Non si può Sasuke...-
Era un uomo, Sasuke un ragazzino.
-Lo so, maestro...Però...-
Kakashi gli prese il mento fra le dita, la pelle fresca a contatto, la luce invase il viso acerbo.
La nuvola era passata.
-Mi sono innamorato di lei, Kakashi-sensei...-
Un turbinio di petali di ciliegio li circondò, trascinati dal vento di primavera.
nd princess21ssj: allora..... lo so ke nn c'è la lemon ma nn me la sentivo di scriverla in questa ficcy!!! io nn ce la vedo... mi sembrava forzata, immensamente... e poi sasuke è ancora un ragazzino!! nn temete... se recensirete numerosi (e voi lo gradirete) scriverò di certo una lemon kakashixsasuke... ma nn in questo contesto romantico!! oddio... avrò fatto venire la carie a tutti... scusate!!!!!!! siate clementi!! un bacione e grazie a tutti immensamente!!!

Online da: Marzo 2007