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YAOI CHRONICLES
VII - SOFFI D'AMORE |
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Note: NC-18 - Yaoi - Lemon
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Autrice: Princess21ssj
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| ATTENZIONE: questa storia tratta argomenti riservati ad un pubblico adulto. Sei non lo sei, torna indietro. |
| - I personaggi di questa fanfiction sono tutti maggiorenni, e in ogni modo si tratta di un'opera di finzione, che non trova alcun riscontro nella realta'. - |
| Tutti i personaggi sono maggiorenni (ecc!^^). La coppia sarà....kakashixiruka! |
| Iruka percorse il viale zuppo di pozzanghere, inzaccherò i pantaloni nel fango molliccio, sprofondò nell'umido resto della pioggia torrenziale che scendeva infinita dal cielo denso di nubi. Senza ombrello, nè riparo, attraversava i marciapiedi, mentre le goccie gli bagnavano la schiena, lo raggelavano. Non aveva alcun pensiero valido per la testa, i cocci del suo cuore gravavano inutilmente nel petto. Forse si era smarrito, ritrovato in quel mondo, tra quei frantumi aguzzi di una vita: la sua. Solo una domanda risuonava imperterrita e crudele, gridava, reclamava un motivo valido. Perchè?! Naruto glielo aveva svelato stringendo i pugni, drighignando i denti, lottando contro il dolore e la cocente delusione. Una lieve patina lucida velava le iridi azzurre; era sufficiente intravedere la verità in quelle lacrime trattenute per capire. Non erano le parole dure, malvagie del giovane ad averlo spronato a credere alla sua versione, nemmeno i dati di fatto, le prove ricercate. Quando aveva letto in Naruto, nei suoi occhi vivaci, la morte del cuore, dell'amore, allora aveva scelto di dare retta a lui. Perchè era questo che aveva provato: precipitare in un tunnel infinito, senza luce, senza aria, solo. Attorno misere polveri del suo mondo, di ciò che si era illuso di aver costruito, dell'amore di cui si era nutrita la sua anima per tutto quel tempo. Non avrebbe pianto, non si sarebbe sprecato in scenate di gelosia, seppur dentro scoppiasse dalla rabbia e l'odio smaniava, scuoteva e sputava. Non ne aveva la forza: voleva sapere la causa di quell'inganno. Si appoggiò con le mani al portone di legno, sfinito dal corso degli eventi. Si asciugò la fronte, si ripulì la visuale dalle goccioline. Inspirò, recuperò ossigeno, liberandosi del fiato corto, nel vano tentativo di placare i moti dell'anima ferita. Scaraventò l'anta con violenza, entrò nell'androne della palazzina infuriato, incespicò per le scale, saltando alcuni gradini, precipitandosi come un folle verso il terzo piano. Individuò immediatamente l'ingresso dell'appartamento diventato famigliare negli ultimi mesi, non dubitò per un solo istante che Kakashi non ci fosse. Abbassò la maniglia d'ottone, spalancò la porta, lo vide. Lui era alla finestra, appoggiato alla parete bianca, guardava fuori perso nel grigiore monotono del diluvio. Si voltò falsamente stupito, annuì: -Sapevo che saresti arrivato. Entra.- Iruka si chiuse la porta alle spalle con un tonfo secco, indugiò intimidito dall'aria tranquilla e rilassata del compagno. Gli aveva sempre fatto quest'effetto, mettendolo in soggezione con la semplice attenzione e lo affascinava, terribilmente. Avrebbe voluto insultarlo, sfregiarlo di vendette fittizie, ma dalle sue labbra non proveniva alcun suono. Era troppo ferito per parlare, in fondo se l'era aspettato. Prima o poi Kakashi l'avrebbe fatto, era questione di mero tempo. Si era illuso che la loro storia fosse perfetta, che Kakashi con lui fosse cambiato: era un'orribile menzogna propinata al suo cuore. Kakashi si allontanò dal vetro umido, si chinò verso il basso tavolino in tek, raccolse il pacchetto di sigarette di cartone, gliene offrì una, colse il rifiuto. -Allora... Accomodati.- Gli indicò sommariamente le sedie e gli sgabelli presenti, si portò la sigaretta alla bocca, l'accese. Iruka osservò intorpidito, non si sedette. L'aveva fatto tante volte in passato. Si accomodava, Kakashi lo salutava distratto, poi si avvicinava, gli accarezzava il mento e lo baciava. Alle volte facevano l'amore direttamente lì, altre chiaccheravano, altre si studiavano cercando di scoprire cosa si celasse dietro alle iridi dell'altro. E alla fine si rifugiavano irrimediabilmente in camera da letto, per perdersi veramente e completamente, per sfiancarsi d'amore. Gli avrebbe mentito ancora guardandolo desideroso, avrebbe sbagliato toccandolo. Kakashi pareva non avere di queste intenzioni; tirò dalla sigaretta, inspirò profondamente il fumo e poi lo espulse con candida delicatezza, cominciò: -Sapevo che saresti venuto.- Iruka scosse il capo sorpreso, ghignò amareggiato: -Te l'ha preannunciato lui?- Kakashi socchiuse gli occhi assorto dal fumo perlaceo, una piega amara gli comparve alla sinistra del labbro. -No, ho immaginato che Naruto potesse correre a dirtelo. In fondo è stato lui a scoprirci.- Iruka sussurrò allibito dai modi pacati dell'altro. -Ah...Quindi nemmeno lo neghi...- Lui risollevò la fronte alta distaccato, tirò nuovamente, quasi fiero delle proprie azioni. -Servirebbe?- Iruka ammutolì, il silenzio cancellò i discorsi che avrebbe voluto fargli. In fondo non sarebbe cambiato nulla. Kakashi riprese: -Mi dispiace che tu l'abbia saputo così, non avresti dovuto...- Sembrava rattristato, era il minimo che potesse fare. Le scuse non gliele avrebbe estorte mai. -Mi ha detto che durava da mesi ormai... Mi ha detto che non ci voleva credere, ma voi seminavate indizi su indizi...- Kakashi rise mesto, ribattè: -Naruto...Ci deve aver spiati. Ma io non rinnego niente. Io e Sasuke stavamo bene.- Iruka sbattè la palpebre sconvolto, gli si avvicinò minaccioso. Era troppo, insopportabile. Non poteva tollerare di ascoltare il suo ex, l'uomo che amava, parlargli del ragazzo che si sbatteva di nascosto! Non poteva credere alle sue orecchie, era qualcosa di più di un boccone amaro. Era nausea, bile allo stato puro, disgusto. Lo strattonò, lo afferrò per i polsi, la sigaretta cadde dimenticata sul pavimento. Sibilò fuori di sè: -Non sono venuto qui per sentirti parlare di Sasuke! Sei uno stronzo Kakashi! Mi fai schifo! Mi hai illuso...Perchè mi hai mentito per tutto questo tempo? Perchè, cazzo?!- Kakashi distolse lo sguardo, si sentì in colpa. -Mi dispiace. Lo sai come sono...- -No, non basta la tua natura come giustificazione. Tu non l'hai capito..Io ti...ti...- Tacque smorzando i toni, si fissarono immobili, trattenendosi a stento. Iruka riprese: -Ti...Ti odio Kakashi. Tra me e te non esiste più nulla...Non c'è più nulla di salvabile.- L'altro si liberò, lo attirò a sè, come d'abitudine soleva fare. Con la destra gli cinse il fianco, mentre l'altra mano giocava con i suoi capelli castani, accarezzava il suo viso. -Ne sei sicuro, Iruka?- Catturò le sue labbra, impetuosamente infilò la lingua esperta, sbattè contro i denti serrati dell'altro. -No, Kakashi. Io non voglio questo...- Kakashi lasciò la presa mollemente, Iruka si diresse all'uscio. Di fronte alla porta aperta sussurrò tremando: -Io desideravo amore da te...Mi sono sbagliato.- Kakashi scarmigliò i capelli indeciso. Li smosse, l'orgoglio egoista gli ordinava di non muoversi, di fregarsene. Lui aveva voluto Sasuke e non poteva smentirlo. Ma Iruka chiedeva amore da lui e non poteva scordare le giornate trascorse assieme, neanche se la sua stessa natura gli impediva di lasciarsi andare e lo recludeva in quei limiti sleali che costituivano la sua vita. Non riflettè ancora: si precipitò all'entrata, da lui, gli afferrò la mano. -Non andare.- Iruka sogghignò ironico: -Perchè?- -Perchè voglio dimostrarti che non ti voglio perdere.- Trattenne la stretta intensa, lo trascinò con vigore il più lontano possibile dalla via di fuga. Scalciò la porta, si avvinghiò a lui. Lo guardò silenzioso, posò i palmi sul suo viso, lo catturò e con possesività rivendicò i suoi diritti, antichi privilegi. Lo baciò, sfiorando ogni centimetro delle labbra sensibili con la punta della lingua, solleticò le guance, la cicatrice sul naso. Percepì il gusto salato delle lacrime sul palato, asciugò con i polpastrelli le gote e poi svolse con decisione il nastro che legava i capelli lunghi. Iruka dimenticò in quegli attimi, in quei baci appassionati, le tremende verità rivelate e più forte si fece vivo il disperato tentativo di tenere legato a sè Kakashi. Non poteva fare a meno di lui, della sua sensualità, del suo mistero. Indietreggiarono senza staccarsi, a tentoni aprirono il varco verso la camera da letto. La stessa dove erano finiti un anno addietro la prima notte, dove turbini di ricordi si mescolavano agli attacchi improvvisi di sesso e tenerezza. Sudati e madidi, si coccolavano e litigavano, immancabilmente tornava la pace. Un litigio non valeva la relazione stabile, nata dall'attrazione fisica, cresciuta nella reciproca comprensione. Avevano bisogno l'uno dell'altro. Caddero in un tonfo sordo sul materasso soffice, tra le lenzuola che odoravano di pulito, di Kakashi. Iruka balbettò soffocato dal corpo sopra di lui: -Vuoi avere il predominio...?- Kakashi si sbottonò velocemente la camicia scura, se ne liberò rivelando il torace snello e glabro. Agguantò l'orlo della felpa di Iruka, lo sollevò, sussurrò bollente all'orecchio: -Come sempre, Iruka...- Sfregò sapientemente i capezzoli, conoscendo le reazioni di quelle cure in lui. Si avventò con le labbra leggermente dischiuse, intrappolò il destro avidamente tra i denti, con le mani scese all'elastico morbido e cedevole dei pantaloni della tuta. Si intrufolò nei boxer bianchi, a contatto con la durezza pulsante dell'altro. La strinse, pompò intensificando la presa e dedicandosi senza sosta ai capezzoli inturgiditi. Gli strappò il primo gemito, le prime frasi sommesse; la sua mano si fece più veloce, freneticamente lo masturbava e leccava. Prese fiato, si sollevò, gli calò completamente gli indumenti. Poi tornò a stretto contatto con lui, senza poter fare a meno di continuare quelle torture sadicamente piacevoli. Voleva dimostrargli a modo suo che non voleva perderlo, non poteva rimanere solo. Iruka mugugnò tra i gemiti appassionati, ansimò: -Ti prego...Facciamolo Kakashi...- -Non chiedermelo così...Devo resistere almeno un paio di minuti in te...Iruka...- Allungò la mano verso il comodino, recuperò il flacone di lubrificante. Svitò il teppo febbrilmente, se ne versò un'ampia quantità sul palmo, la spalmò sulla sua erezione. Rabbrividì sentendosi avvolgere da quel gel glaciale, così scivoloso, mentre tra le dita cospargeva il resto. Guardò l'amante, bisbigliò roco: -Vuoi che ti abitui prima...?- Iruka scosse la testa, un vortice di capelli scuri gli ricadde disordinata sulla fronte imperlata, cinse il collo di Kakashi, stringendolo, allargò le gambe. Kakashi comprese, aderì a lui, al suo desiderio disperato. Lo spinse nuovamente sul letto, lo baciò. Affondò con le unghie nella carne tesa e muscolosa del suo bacino, lo penetrò scivolando dolcemente in lui. Iruka gridò, si incollò a Kakashi, lacrime ribelli sfuggirono al suo controllo, rotolarono lungo gli zigomi. Kakashi se ne rese conto, le ignorò, ne comprendeva il doloroso significato. Si strinsero, si rotolarono tra le lenzuola umide, eccitati, caldi, infiammati. Rinfacciandosi gli errori, si amavano. Entro quei limiti in cui era ingabbiata la personalità di Kakashi correva Iruka. Gli tendeva la mano, la attorcigliava alla sua, intrecciando le dita, le gambe, inclinavano il capo, si piegavano in spasmi involontari di piacere. Godevano consumando un rapporto indissolubile, di un legame calpestato dall'egoismo di numerosi incontri clandestini con un altro. Ogni abbraccio era il dono di due anime solitarie ed unite. Ma ad Iruka non bastava. L'orgasmo più sentito della sua vita non restituiva la fiducia in Kakashi, in quello in cui credevano entrambi. Iruka piangeva e ogni lacrima scappava dal vortice d'amore dell'anima, si disperdeva nella completezza che insieme raggiungevano. La perfezione esisteva con le loro entità fuse: lui, Iruka, era imperfetto, metà inutile senza il mistero dell'animo che lo aveva accompagnato. Non dimenticava la lacerante distanza tra fiducia e tradimento: resti crudeli del suo fallimento svettavano indelebili, ferivano irrimediabilmente. Dimenticando l'avrebbe amato sempre. * * * -Te ne vai?- Domandò Kakashi, tirando dalla sigaretta appena accesa. Iruka terminò di rivestirsi, si ricompose poi lo squadrò attentamente. Kakashi soffiò fuori il fumo, Iruka si chinò su di lui, vicino al suo profilo. Bisbigliò con gli occhi asciutti: -Io non mi fido più di te...- L'alto abbassò lo sguardo, rispose confuso: -Non so che dirti...- -Ti dimenticherò Kakashi, nonostante ora ti ami più di me stesso...Addio.- Sparì, questa volta sul serio. Kakashi tirò ancora una volta della sigaretta, la finì. Spense il mozzicone nel posacenere, la fiammetta baluginò ed infine morì. Avrebbe imparato in quei soffi d'amore. |
| nd princess21ssj: l'ho scritta di getto, avevo l'impressione nitida di ciò che scrivevo. Ciò che volevo comunicarvi è la passione che malgrado il tradimento esiste tra Iruka e Kakashi, qualcosa che va oltre l'attrazione ma che purtroppo dista dall'amore perchè manca la lealtà. Iruka se non si fosse capito è innamorato di lui, ma Kakashi non ne afferra il senso, gli rimangono solo alcuni soffi di quell'amore... E' per questo che ho scelto questo titolo. Spero ke vi sia piaciuta kmq....^^ lasciatemi un commentino...vi prego!!! Ringrazio kmq x tt le letture!! Grazie! |
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Online da: Giugno 2007
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