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YAOI CHRONICLES
VIII - LABBRA INNOCENTI |
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Note: NC-18 - Yaoi - Lemon
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Autrice: Princess21ssj
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| ATTENZIONE: questa storia tratta argomenti riservati ad un pubblico adulto. Sei non lo sei, torna indietro. |
| - I personaggi di questa fanfiction sono tutti maggiorenni, e in ogni modo si tratta di un'opera di finzione, che non trova alcun riscontro nella realta'. - |
| Tutti i personaggi sono maggiorenni (ecc!^^). La coppia sarà.... irukaXnaruto! Le parti in corsivo indicano i flashback |
| Iruka sfregò dolcemente la guancia contro la stoffa umida del lenzuolo candido, un flebile raggio di sole mattutino gli solleticò le palpebre ancora impastate dal sonno. Con la mano intorpidita ricercò il corpo addormentato che giaceva al suo fianco, arricciò una ciocca bionda con l'indice, gli sfuggì nella sua brevità, la recuperò e scivolò di nuovo. Dei mugugnii di protesta si levarono dalla bocca schiusa, Iruka infilò un braccio tra quelle rannicchiate di Naruto, si strinse a lui. Sorrise al borbottio sommesso contrariato, posò le labbra sulla spalla scoperta, la baciò delicatamente, mormorò: -Naruto...Sei sveglio?- Il ragazzo si stropicciò gli occhi con le mani a pugno, in un'abitudine infantile che costrinse Iruka ad assaggiare la pelle morbida per l'ennesima volta, nonostante non avesse fatto altro per tutta la notte. -Ora si...- Si voltò dopo aver ampiamente sbadigliato, guardò negli occhi il suo vecchio sensei, non aggiunse altro. Iruka gli massaggiò la schiena con movimenti blandi, domandò in un soffio: -Come sei stato, Naruto?- Lui inspirò, ad occhi chiusi riflettè. -Bene...- Le iridi cristalline si illuminarono, brillando nella vacuità del recente risveglio. La risposta era in sospeso, Iruka lo comprese. Con le dita aperte gli pettinò i capelli chiari scomposti che ricadevano sulla fronte rosea, si sporse in avanti, l'accarezzò con un bacio. Era un gesto di protezione, affetto, perchè lui sapeva comprenderlo, rincuorarlo nelle difficoltà. Iruka era stato il primo a dimostrare apertura nei confronti di Naruto, gli si era attaccato, erano diventati amici, fratelli. Gli voleva bene e aveva sofferto quando Naruto aveva dovuto lasciarlo per inseguire il suo sogno di diventare Hokage. Kakashi aveva obbligato Iruka a riconoscere che non era più suo dovere badare a Naruto e lo aveva accettato. Ma in quelle notti di malinconico rimpianto pensava all'altalena sulla quale lento e solitario dondolava sconsolato il piccolo Naruto, agli abbracci che gli dispensava per rallegrarlo a gioire nel vederlo felice. Naruto era cresciuto e non aveva più bisogno di lui, del suo conforto, delle strette dimostrazioni d'affetto. Non che si fosse illuso di potergli essere sempre accanto, in fondo un egoista ragionava in tal senso. Doveva lasciarlo crescere e non importava se il rimpianto fosse più rumoroso della soddisfazione nel riconoscerlo capace di allenarsi con Jiraya. Naruto si era conquistato nuovi amici e il rispetto di tutti: doveva cancellare quella spiacevole nostalgica voglia di esclusività nel suo cuore. Una sera lo aveva incontrato per le vie di Konoha, in compagnia del ninja leggendario, ridevano sguaiatamente. Era felice e senza di lui. Si era appiattito contro il muro e lentamente era scivolato verso il basso, nel fondo di un cuore invidioso, un salto nel vuoto della gelosia. Avrebbe dato qualsiasi cosa purchè quel sorriso fosse dedicato a lui. Sebbene un'ombra velata gli appannasse la vista riconobbe i suoi sentimenti, che non erano mero rammarico di un legame cancellato dalla lontananza, dalla nuove conoscenze. Teneva a Naruto ed era ossessionato incantevolmente da lui. E mentre i ricordi ingrigivano, svanivano effimeri, si capacitò che probabilmente l'amava. Sapeva che un sentimento non corrisposto gli sarebbe stato fatale perchè non si poteva dimenticare Naruto, la sua genuina allegria, l'irruenza e l'entusiasmo rari. Non si era arreso allo struggimento e lo aveva cercato dove riteneva di non trovarlo più. Fu così che la sera prima si era imbattuto in lui, con le mani attorcigliate alla catena dell'altalena, i piedi che sfioravano il terreno e spingevano leggermente avanti e indietro. I sandali blu disegnavano distratti sulla sabbia, poi prontamente il vento cancellava e spazzava l'area. Naruto si scontrava con i suoi vagheggiamenti, frutto di preziose reminescenze. Non aveva scordato gli avvicinamenti autentici che sedavano le angosce delle ingiustizie, delle esclusioni. Non poteva cancellare Iruka e il suo significato, seppur fosse ancora vago ed incerto. Alle sue spalle un'ombra stava a guardare, indugiava. Naruto arrossì, languido espirò, le tracce delle labbra sulla sua fronte gli impedivano di deglutire come era nelle sue intenzioni fare, era una contorsione allo stomaco ad ogni occasione e gli mancava il fiato. Voleva dire che era stato bene con Iruka, che avrebbe desiderato perpetrare il sonno e quei momenti per non smarrire mai l'idea d'atmosfera magica. Tentò d'interpretare l'espressione concentrata di Iruka, domandò flebilmente: -A che cosa pensa, Iruka-sensei?- Lui aggrottò la fronte divertito e imbarazzato al contempo dall'uso del titolo che Naruto non voleva sapere di perdere. Con naturalezza poi ammiccò, le fossette accompagnarono le parole: -A te, Naruto. A quanto tu mi sia mancato in tutto questo tempo...- Il ragazzo annuì sollevato, strofinò il naso contro il petto dell'altro, bisbigliò su di lui: -...E a ieri sera, Iruka-sensei?- Iruka sussultò, lo cinse completamente in una stretta senza respiro, che tuttavia non era necessario. Oltre quel senso di completezza nel sentirsi avvolto da lui, non pretendeva altro. -Naruto...- Il giovane sollevò lo sguardo, temeva un esito negativo. Era giovane, un ragazzino e Iruka era un uomo: il divario incolmabile tra il piacere di una notte e la verità dei sogni rincorsi dal suo indomito cuore. -...mhhh?- Iruka gli prese il volto con ambo le mani, strisciò in morbidi solchi gli zigomi arrotondati, non si fece fretta. Quello che stava per rivelare era troppo importante. Udì il battito dei loro cuori, un frastuono assordante dal ritmo impazzito, entrambi in attesa, speranzosi, spaventati. Lacrime invisibili morirono in quel lasso acrono, quando verbi sbagliati avrebbero potuto distruggere tutto. Ma Iruka non si sarebbe fermato e lo disse, perchè lo pensava ed altro non voleva dire. -...Ti amo.- Naruto singhizzò sorpreso, incapace di riprendere. Quella notte non era stata un amplesso fine a sè stesso, gli mancava il coraggio per rispondere. Nella sua mente gli atti trascorsi passavano veloci e precipitosi, in un gioco di scene annebbiate che non si sarebbe mai fermato. Una battito famelico sulla schiena fece sussultare Naruto, la catena dell'altalena cigolò fastidiosamente. Iruka salutò con uno strano sorriso tirato. Naruto lo corrispose, evitò di indagare circa il sospettoso atteggiamento del sensei. Chiaccherarono del più e del meno, non si soffermavano su questioni scottanti, benchè un quesito insistente aleggiasse sopra le loro teste. Iruka avrebbe voluto scoprire se Naruto era finalmente felice come gli era parso di vedere, tuttavia aggirava con sapienza e alla fine verteva sempre sulla spregiudicata vaghezza. La confidenza era ormai un ricordo lontano, nulla di serio animava il discorso, se non quel pregante eco di disagio. Iruka si denigrò per la sua inettitudine, inconcludente anche nel rapporto più caro. Si risolse a levarsi di torno: Naruto non gradiva la sua compagnia, non più. -Scusa se ti ho disturbato, Naruto. Avrai di meglio da fare che chiaccherare inutilmente con me...- Si girò, evitando di incrociarlo: -...Ci vediamo...- L'amara ironia fu malintesa. Naruto balzò in piedi, allungò la mano per fermarlo: era troppo tardi. Doveva chiarire la freddezza fra loro, confessargli quanto rimpiangesse la loro amicizia. Non si arrese, non era da lui, non lo avrebbe mai fatto. Lo rincorse fino a casa sua e bussò impaziente alla porta. Iruka gli aprì, spalancò gli occhi meravigliato. -Naruto...? Io credevo che...- Naruto si addossò alla porta, lo fissò ammutolito. Infine parlò con voce tremante, incertezza assente di solito in lui. -Mi perdoni, Iruka-sensei, per quello che sto per fare. Mi perdoni, ma io non conosco altro modo per dimostrarle ciò che sento per lei!- Narutò sbattè contro il suo torace, si avvinghiò alla schiena, ricercò le sue labbra incredule. Sulle punte dei piedi lo raggiungeva a fatica, ma con il fiato corto si ostinò a baciarlo, gioendo della risposta ricevuto, della medesima appassionata lingua, della saliva che bagnava gli angoli delle bocche. La porta aperta si chiuse e lo fece lentamente, senza rumore. Il passo dalla repressione all'esplosione dei desideri è breve, più di quanto si possa immaginare; stretta è la relazione tra amicizia e amore, il salto difficile, non impossibile. Quando amore e amicizia si mescolano nulla creano, nulla distruggono: la perfezione esisteva di già, esiste tuttora. Si è solo mostrata per quello che è, intrinseca e misteriosa, eterna. E labbra innocenti la sfiorano, la desiderano. Impetuosamente crollarono sul letto, nudi, frenetici. Iruka ad ogni bacio rabbrividiva intuendo che mai avrebbe pensato a tanto ed aderiva al corpo acerbo, all'infantile pudore involontariamente comunicatogli dallo strusciarsi su di lui. Pompava l'erezione di Naruto con la destra, la sommità bagnata dallo sperma lambiva il suo stomaco. Naruto gemeva senza ritegno, avvampava e lo invocava, gli succhiava le dita, le divorava. Iruka non lo aveva mai desiderato tanto. Sfuggì con le dita dalla sua bocca e con quelle bagnate si insinuò in lui, percependo distintamente la sua verginità. Prima d'allora nessuno mai lo aveva violato. Amava quell'innocenza. Naruto si lamentò, spasmi di dolore si confusero al godimento, arrivò ad implorare il rapporto completo. Iruka lo zittì e, ubbidiente alle preghiere che sfuggivano incontrollabilmente dalla labbra, lo penetrò. Sentì le sue viscere contorcersi, si aggrappò a lui, con la vista offuscata e le mani forti. Quella bocca adolescente che gridava lo mandò in estasi assoluta e si perse nel fissarla, spingendo fino in fondo, sino a sentirlo gelosamente suo. L'orgasmo gli inzuppò il ventre, ma nel buio dell'apoteosi dei sensi nulla valeva quanto le labbra innocenti di Naruto. Bisbigliavano in un'estatica continuazione: -Iruka....- |
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nd princess21ssj: Mi mancava questa coppia, che ammetto, non è tra le mie preferite, ma questa mi sembrava carina, tenera. |
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Online da: Luglio 2007
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