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AL DI LA' DEL TEMPO DELLA NEBBIA 2
ZUFFE TRA LA SABBIA - parte prima |
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Autrice: Jastine
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| <<Rikku… Mi annoio, non puoi cantare qualcosa…?>> Voltandosi a guardare accaldato la ragazza dietro di loro, Goku le poggiò la testa in grembo cercando aria con profondi respiri. Quella mattina avevano lasciato la locanda dove alloggiavano credendo di poter superare facilmente e in poco tempo la distesa di sabbia rovente che divideva le due province. Purtroppo la colonnina di mercurio si era alzata notevolmente, portando i nostri eroi a giacere in uno stato di semi-incoscienza dettato dalla calura opprimente del mezzodì. Per chilometri non avevano visto altro che qualche scheletro di animale ed erbacce rinsecchite dal sole. Per non parlare del paesaggio. Sabbia, solo sabbia e cielo limpido. Ossessionante. <<Taci scimmia che ti entra l’aria calda nel cervello… per quello che può seccare…>> Gojyo giaceva riverso sul sedile, mentre piccole gocce di sudore gli colavano dalla fronte per scendere lente sul collo. Rimanendo con la testa in corrispondenza dei fianchi di Rikku ogni tanto l’occhio gli sfuggiva, andandosi a posare sulle curve della ragazza. Intelligentemente distoglieva lo sguardo quando quella faceva per abbassare lo sguardo su di lui. Farsi picchiare da lei equivaleva a farsi investire in pieno da un’autocisterna. <<Ma fatti gli affari tuoi, kappa!>> <<Buoni, che vi va la lingua di traverso…>> Rikku stava tamponando la fronte di Goku con un fazzoletto inumidito con un poco dell’acqua rimasta nella bottiglietta che poi passò a Gojyo. <<Su, su calmatevi! Se Jeep riesce a proseguire oltre quelle dune possiamo sperare di arrivare in città entro stasera, altrimenti… >> <<… altrimenti?>> domandò Sanzo sfogliando il giornale e aggiustandosi sul naso gli occhiali. A quanto sembrava, era l’unico a non badare a quel minuscolo piccolissimo particolare che era il loro viaggio che durava ormai da cinque ore. Si era anche spalmato la crema solare per non scottarsi. C’era da pensare che sapesse anticipatamente della difficoltà… <<Altrimenti ci arriveremo domattina. Jeep non potrebbe sopportare uno sforzo maggiore dettato dalla velocità>> Senza neanche accorgersene o forse sì?- Hakkai aveva stroncato le deboli speranze dei tre desperados, gelandoli sui sedili. <<Oh, ti prego Jeep non fermarti! Io ho fame, non potrei supererei la notte! Morirei tra atroci sofferenze…>> Spalmandosi sul vero senso della parola sul poggiatesta di Hakkai, Goku si addormentò con la bava alla bocca e borbottando un “Sanzo, ho tanta fame…”. <<Già, razza di catorcio! Vedi di non fare storie, devo passare a salutare la mia Saeko!>> Il rosso invece, da persona matura, aveva fatto un balzo avanti per buttare sotto il sedile la scimmia e prendere il suo posto, urlando nelle orecchie di Hakkai e Sanzo gli appuntamenti che aveva pianificato. <<Quale tra le due, Gojyo?>> domandò con aria assente la ragazza mentre cercava di far aria alla scimmia che aveva scoperto svenuta e non addormentata. <<Come fai a saperlo?>> <<Sarà che invece di dar loro il tuo di numero hai dato accidentalmente il mio…?>> <<Eh-eh, ma ora salta spontanea la domanda “come fa Gojyo ad avere il tuo numero di cellulare?”, eh-eh…>> <<Hakkai, pensa a guidare…>> <<Oh, oggi Cenerentola è suscettibile. Che fai, difendi la sorellina?>> <<Crepa bastardo…>> <<Non siamo parenti…>> precisò nuovamente la giovane, alzando il viso per fulminarlo con gli occhi impassibili. <<Ma Rikku, vi somigliate tantissimo! Hai perfino gli occhi viola, i capelli sono biondi e la pelle chiara, quando ti arrabbi fai male il doppio e…>> <<Goku, credo cha la Signorina Rikku sia ormai stanca di discutere questa questione nei momenti di maggior disagio per il gruppo, non è così?>> <<Hakkai, sei vero o sei gay? Mi vien da sposarti… Ma un attimo, tu non eri svenuto?!>> <<Già, ma hai le mani così fresche… >> Mentre il demone gentile rideva divertito, Sanzo buttò fuori bordo l’ultima lattina di birra. <<Accelera. Ho finito sia la birra che le sigarette>> <<Dal tuo tono di voce, Sanzo, sembra fuori questione una replica… A questo punto…>> Dopo aver visto Hakkai afferrare saldamente il volante con la mano destra e armeggiare con il cambio, i tre sventurati dei sedili posteriori accantonarono le loro divergenze e si strinsero in un disperato abbraccio. <<… accelera Jeep…!>> Tra le grida generali Hakkai fece partire in quarta Jeep, bruciando i chilometri rimasti dal deserto al villaggio. |