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AL DI LA' DEL TEMPO DELLA NEBBIA 6
TROPPO TARDI PER TORNARE INDIETRO… MEGLIO TENERSELA! |
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Autrice: Jastine
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| Non avrebbe dovuto urlare tanto forte, di sicuro il giorno dopo gli idioti che avevano origliato gli avrebbero dato solo seccature… A volte mi chiedo perché diavolo rimangano sempre e solo le camere adiacenti… Sarà meglio avvertire del MIO arrivo la prossima volta!” <<Etchiù!>> Il rosso era seduto sul letto, intento a togliersi i pantaloni sfogliando una rivista non propriamente rivolta a un pubblico innocente. <<Gojyo, ti sei preso il raffreddore? Eppure ti avevo detto di coprirti di più prima di uscire, ieri notte>> Hakkai invece stava asciugando premurosamente Jeep dopo avergli fatto il bagno nel locale attiguo. <<Macchè raffreddore! Questi sono tutti gli accidenti che mi mandano! …Etchiù etchiù!>> Pulendosi il naso con il dorso della mano si lasciò andare sul letto tenendo sopra la testa la fidata rivista. seccature… Strano che la scimmia non fosse intervenuta. Doveva essersi barricata un’altra volta in cucina per non aver sentito un trambusto simile. <<Che famona!>> Goku era intento a svuotare il frigorifero, indeciso se portare a Rikku si o no qualcosa. <<Certo che Sanzo stanotte è davvero di cattivo umore… Deciso! Un bel dolce è quello che ci vuole!>> la scimmia… La SUA piccola scimmia, viziata e coccolata. Sempre deve dargliela vinta, sempre. Anche quando combina solo vaccate!” <<Perché…? Perché mi tratta così? Io… voglio solo rimanere con loro…>> Rikku era seduta sul letto sfatto, stingendo al petto il cuscino e seppellendoci il viso. Se gli piaceva il vestito… … stretto in vita, spacchi laterali, gambe scoperte, spalle scoperte, schiena scoperta… Sono un uomo non una bambola di pezza! Cosa si crede quella? Che se snobbo le cameriere che ci provano sono in grado di sopportare lei? Non posso proprio essere definito un bonzo, ma lo sono! A tutto vi è un limite…!” <<Rikku, posso entrare? Dai, guarda cosa ti ho portato!>> <<Che c’è Goku? Hai idea di che ore sono? Sveglierai tutto il corridoio…>> La porta si era aperta lasciando uscire la donna assonnata. Il vestito aveva lasciato posto alla solita t-shirt e slip neri, ma ancora doveva lavare via il contorno nero dagli occhi. <<Scusa, ma io veramente…>> <<Oh, povero…! Hai fatto un altro brutto sogno? Vieni dentro>> Prendendolo per le spalle lo spinse dentro la camera da letto, chiudendo la porta con un calcio. <<Sanzo stanotte è stato davvero rumoroso, non devi farci caso, però se prefer- Pnh!>> Goku alzandosi in punta di piedi le aveva ficcato un biscotto in bocca, e dopo aver aspettato che l’ingoiasse estrasse da dietro la schiena anche due coppe di gelato. <<Preferisci il gelato al tartufo o al tartufo bianco?>> <<… Bianco… Almeno credo…>> Ognuno con in mano il proprio dolce si sedette sul letto, gustandolo in silenzio. <<Me ne fai assaggiare un po’?>> <<Nh? Ah, ok… posso prenderne un po’ anch’io?>> La giovane gli rubò il cucchiaino mettendoselo in bocca, saggiando in silenzio il cremoso dessert: gianduia e zabaione arricchiti con croccante di nocciola ricoperta da un vellutato cacao in polvere. <<Sicuro! Anche se quel “un po’” mi spaventa…>> <<Che vuoi dire?>> <<Niente, Goku… Ah! Guarda ti sei sporcato tutto il naso! E pensare che ho sprecato i pomeriggi migliori della mia vita ad insegnarti ad usare le posate…>> Leccando il gelato al cappuccino e crema di latte dell’amica il ragazzino si era completamente impiastricciato l’intero naso di granella di meringa. <<Non prendermi in giro…>> Rikku soffocò con fatica una risata. A volte davvero avevano ragione a chiamarlo “scimmia”: imbronciato così m’era, con un’espressione molto simile a quella di una scimmietta a cui non era riuscita una birbonata, era davvero tenero. Le coppette giaceva sul letto, oramai vuote e sporche quella di Goku esclusa, naturalmente. <<D’accordo… Stai fermo altrimenti come faccio!>> Con un lembo del lenzuolo Rikku si avvicinò al ragazzo dagli occhi dorati, in modo da far quasi combaciare le loro fronti. <<… gli occhi…>> <<Che?>> <<I tuoi occhi… non sono viola come quelli di Sanzo… sono… sembrano blu…>> Tirandosi indietro la ragazza sorrise affettuosa. <<Oh povera me… e pensare che ho sempre creduto fossi l’unico che se ne fosse accorto!>> <<Bhè, sì… però mica posso rimanere a fissarti negli occhi tutto il giorno…!>> <<Anche questo è vero>> <<Ma perché non ce lo dici a Gojyo… No, basta lavarmi la faccia!>> Senza ascoltarlo gli prese il viso tra le mani e cominciò a passargli delicatamente uno straccio sugli occhi, sulla fronte e dietro le orecchie. Dopo qualche attimo di lotta l’eretico si convinse a lasciarla fare, poggiando accondiscende la testa sulle sue ginocchia, lasciandosi carezzare i capelli, solleticare il collo, avvolgere tra le coperte. <<Ricordi quando ti ho chiesto di diventare mia sorella…?>> La ragazza aprì gli occhi guardandolo languidamente. <<… Tu sei anche più buona di una mamma!>> disse sfoderando uno dei suoi più bei sorrisi. ( Continua...) |