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LA VERITA'
Capitolo 7
Note: NC-18 - Yaoi
Autrice: Nanna

Dopo la pessima figura, Ayako corse da Emi per assicurarsi che stesse bene dato che Kaede non aveva mosso un solo dito ed era tornato ad allenarsi nei tiri…
“Tutto bene?” le chiese Ayako
“Si tutto a posto…” rispose alzandosi “sono incidenti che capitano” disse gongolante osservando Rukawa.
L’intera palestra era ammutolita…ma quanto poteva essere stupida per non capire che Hana aveva lanciato il pallone volontariamente?
Evidentemente non brillava per intelligenza…
Kaede non era troppo stupito dalla risposta di Emi…la conosceva abbastanza per sapere che era tanto bella quanto stupida…
Accantonò il pensiero iniziando a tirare a canestro vicino ad Hana, tornando con la mente alla conversazione che aveva avuto poco prima con Ayako.
Nella squadra mancava un tiratore da tre punti. Probabilmente questa mancanza nelle prima partite non sarebbe stata fonte di problemi ma a lungo andare si sarebbe fatta sentire e Ayako era convinta che spettasse a lui sopperire a tale mancanza…
In effetti non aveva tutti i torti…Miyaghi in quanto playmaker aveva già un bel da fare a costruire le azioni e a decidere gli schemi; le due matricole; che giocavano come titolari nei ruoli di ala grande e guardia; erano già abbastanza occupate a recuperare le piccole lacune accumulate nella scuola media, sobbarcarle anche di quel peso avrebbe aumentato solo ulteriormente la loro tensione…e poi bhe c’era Hana…ma in quanto centro nessuno si aspettava che tirasse a canestro da lunghe distanze…e non si poteva certo dire che i canestri dalla linea dei tiri liberi fossero il suo forte…quindi rimaneva lui…tutto sommato non sarebbe stata una grande impresa considerando la media di canestri riusciti...non era Mitsui ma comunque con un po’ dall’allenamento avrebbe potuto migliorare senza problemi…
Hana lo distolse da suoi pensieri…
“Kitsune…smetti di tirare un attimo…” il moro lo guardò incerto ma annuì per vedere cosa si era inventato questa volta…
Il rossino prese la rincorsa palleggiando verso il canestro…solo qualche passo e saltò.
Kaede era un po’ dubbioso…non gli sembrava una grande novità che il rossino si cimentasse in uno slam dunk…
In quel momento Hana, che sorreggeva la palla con una sola mano l’afferrò anche con l’altra e compì un mezzo giro schiacciandola nel canestro ora dietro di lui e appendendosi al ferro con entrambe le mani…nulla di particolare se non fosse che Hana aveva il corpo rivolto verso il campo e non verso l’anello…
L’intera squadra era a bocca aperta….
E questa dove l’ha imparata?? si chiese Kaede avvicinandosi al rosso che era appena atterrato.
“Do’hao…da quando schiacci all’indietro?” Hana sorrise
“Da adesso kitsune…”
“Che?”
“Ero lì che mi stavo allenando nei tiri e mi è venuta in mente questa schiacciata vista in qualche partita dell’NBA…e mi sono detto: perché non provare?!”
“Do’hao…potevi spaccarti la schiena…”
“Ma figurati…sono o non sono un Tensai? Ah ah ah ah ah…”
Kaede lo guardò sbalordito…da quanto non si definiva un genio e non rideva in quel modo?
Da tanto, troppo tempo e Rukawa si rese conto solo in quel momento di quanto gli fosse mancata la sua risata megalomane. Si voltò verso Miyaghi, Anzai e Ayako che sorridevano…forse anche loro più tranquilli…
Certo che Hana era una continua sorpresa…un talento nato…e lo aveva appena dimostrato con quella schiacciata…
Kaede si ritrovò ad amare ancora di più il basket perché era soprattutto grazie a quello che il rossino stava tornando se stesso.
La gioia che leggeva nei suoi occhi era la stessa di un bambino che impara a fare qualcosa…nonostante le difficoltà continuava a mantenere l’animo limpido e l’ingenuità di un bambino…e in particolare l’amore per la vita…
Kaede lì fermo ad osservarlo si chiedeva come facesse…e sentiva dentro di sé una sensazione di calore…una sensazione nuova, qualcosa che non aveva mai sperimentato ma che lo faceva sentire bene…
Purtroppo a volte certe sensazioni per quanto belle spaventano…
E lui per l’appunto spaventato, strinse la palla tra le mani e ricominciò a tirare a canestro con foga…

Al termine degli allenamenti Hana corse come ogni giorno in classe mentre Kaede di tratteneva per qualche tiro in più soprattutto in vista del suo nuovo obiettivo.
Stranamente però non aveva tutta questa voglia di rimanere chiuso in palestra quindi si fece una doccia e decise di andare in classe con Hana…
Stava per entrare nell’istituto quando una voce ben conosciuta lo chiamò.
“Rukawa!!!” si voltò trovandosi davanti Emi
“Che vuoi?” chiese infastidito
“Ma che modo è di trattarmi?? Prima vieni con a letto con me per mesi e poi nemmeno mi guardi in faccia…”
“Se non ricordo male ti ho anche mollato però…”
“Oh si!!! Ricordo molto bene…mi pare sia successo dopo che hai fatto cilecca…” rispose compiaciuta Emi
“Fottiti!”
“A me piacerebbe farmi fottere da te…” rispose l’altra con una volgarità tale da ricordare a Rukawa perché lo irritasse tanto…stupida e anche poco fine…ma che gli faceva alle ragazze?? Diventavano un concentrato di volgarità ed ormoni…come Ru, Ka e Wa che sbraitavano slogan tipo: io sono la galleria e tu sei il treno in corsa…decisamente non era normale…
“Ma si può sapere che vuoi?! Le possibilità di certo non ti mancano”
“Vero…ma io voglio te non un altro…” disse gettandogli le braccia al collo e buttandosi sulle sue labbra.
Si era aspettata che Kaede la allontanasse in malo modo viste le parole che le aveva rivolto e invece con suo stupore non lo fece.
Certo non rispondeva al bacio, ma non si stava nemmeno sottraendo.
Si allontanò da lui…
“Non mi sembri poi così convinto di quello che dici…bene allora ci vediamo…” disse soddisfatta voltandosi e andando verso casa.
Kaede entrò nell’edificio tirando un pugno al primo muro che si era trovato davanti…
“Che cazzo sto facendo?” si chiese andando verso la classe di Hana.

Nel frattempo il rossino, che era rimasto incollato alla finestra alla vista di quello spettacolo, cercava di darsi una calmata…
Si chiedeva perché tutto quello lo sconvolgesse tanto e soprattutto perché avrebbe voluto prendere a pugni Kaede…tra loro non c’era nulla, che diritto aveva di prendersela con lui?
In quel momento l’oggetto dei suoi pensieri entrò nell’aula e si sedette su una sedia con le gambe sul banco…
“Quanto ti manca?” gli chiese
“Non ti ho chiesto io di aspettarmi…” rispose il rossino piuttosto alterato lasciando Kaede visibilmente perplesso.
“Non sfogare la tua frustrazione su di me…”
“Scusa...sono solo un po’ nervoso per le indagini…” mentì.
Rukawa non aveva bevuto quella balla, tuttavia non disse nulla limitandosi ad annuire…e tutto sommato in quel momento non gli interessava nemmeno sapere cosa avesse Hana.
Era già troppo confuso per i fatti suoi…
Hana però non riuscì completamente a fare finta di nulla e cercando di mantenere un tono il più calmo possibile chiese:
“Allora come bacia la tua amica?”
“Cosa?” chiese Kaede che si era perso nei suoi pensieri e credeva di non aver capito bene...
“Chiedevo come bacia la Turota…vi ho visti dalla finestra…”
“Sai quanto me ne frega…” rispose secco Rukawa
“Bhe non mi pare che tu l’abbia allontanata…” Kaede trasalì…ecco cosa lo rendeva ancora più confuso…non l’aveva allontanata...stava forse rientrando nel circolo vizioso dell’anno prima?
“Per quello che mi importa…non so se hai notato ma sono gay…” rispose senza mettere al corrente Hana di cosa gli passasse davvero per la testa…
Il rossino non poté fare altro che arrossire e voltarsi…era la prima volta dalla mattina in cui Kaede era tornato a casa sua che parlavano di quello che era successo tra loro.
Tuttavia non riuscì a non sentirsi sollevato a quella risposta…

Una volta arrivati a casa Hana controllò la buca delle lettere e non vi trovò nulla…cosa abbastanza ovvia pensò il rosso…non ci andavano di sicuro cinque minuti a trovare delle prove per incastrare un’organizzazione come la Miyamazu.
Dopo cena Hana chiamò Yohei per uscire…
“Kitsune io esco con gli altri vieni?” chiese al moro seduto sul divano
“No…” rispose secco
“Perché?” chiese il rossino titubante
“Il fatto che sia uscito con voi una volta non significa che debba seguirvi sempre…”
Hana ci rimase male, non tanto per le parole ma per il tono…perché improvvisamente era tornato così freddo? Sembrava che la sua presenza lo infastidisse…
Non disse nulla, semplicemente si voltò e uscì…

Erano passate un paio di ore da quando si era seduto nel pub con la sua armata ma non riusciva proprio a divertirsi…
Kaede era strano e lui non capiva perché…ma non era solo questo…ne sentiva la mancanza ed era assurdo dato che erano passate un paio di ore…
Alla fine disse ai suoi amici che tornava a casa perché era stanco e Yohei si offri di accompagnarlo…
“Hana…cos’hai?” chiese il moro mentre andavano a casa
“Te l’ho detto sono stanco…”
“Se non vuoi parlarne mi sta bene ma non mentire…l’abbiamo notato tutti che c’è qualcosa che non va…”
“Già…”
“E’ per Rukawa?”
Brevemente Hana gli raccontò ciò che era accaduto nelle ultime ore…
“Sei un po’ troppo dipendente da lui…” disse Yohei
“Non sono dipendente…”
“E invece si…non è normale sentirsi così dopo qualche ora…e la stessa cosa è successa quando è tornato a casa sua…”
“Io non capisco cosa provo…è normale…”
“Questo non centra nulla con quello che provi o pensi di provare per lui…hai un attaccamento morboso…e potresti averlo anche con me se fossi stato io a trasferirmi da te…capisco che ti abbia aiutato, ma non è un bene per te…il giorno che le indagini finiranno e lui deciderà di tornare a casa che farai? Prenderai a pugni tutti quelli che passano? Hana devi essere un po’ più indipendente…”
“Forse hai ragione…” concluse il rossino parecchio sconsolato…

Una volta a casa si cambiò e si infilò sotto le coperte osservando Kaede che già dormiva…
Chissà perché si comportava così…si rattristò pensando che in fondo non sapeva proprio nulla di lui…
Allungò una mano per accarezzargli i capelli ma si fermò…
“Notte Kae…”
Notte Hana…rispose il moro nella sua mente.
Era consapevole di aver trattato male Hana, ci aveva riflettuto tutta la sera, eppure non poteva fare altro…credeva di essere pronto ad affrontare qualsiasi cosa ma non lo era…soprattutto quando erano in ballo i suoi sentimenti…
Era andato a letto con l’intenzione di dormire ma non ci era riuscito e così quando il rossino era entrato nella stanza aveva finto di dormire per non affrontarlo.

I giorni successivi la situazione non migliorò.
Kaede era sempre più freddo e il peggioramento del rapporto con Hana andava di pari passo con il miglioramento di quello con Emi Turota…
Il rossino spesso li vedeva andare via insieme dopo gli allenamenti e Kaede tornava a casa solo per cena…
Le loro conversazioni erano ridotte al minimo indispensabile e chiaramente il rossino ne risentiva, solo che invece che prendere a pugni chiunque gli capitasse davanti si era notevolmente intristito, cosa che non passò inosservata a nessuno, soprattutto a Kaede, che in fondo sapeva di essere la causa di tutto.
Per quanto si sforzasse non riusciva a comportarsi come prima con lui…aveva una dannata paura di quello che provava e di conseguenza tendeva ad allontanarsi.


Un giorno in palestra più per trovare qualcosa con cui impegnare la mente che per altro, disse all’allenatore che voleva diventare un asso nei tiri da tre punti.
“Perché?” gli chiese Ayako che stava seguendo la conversazione insieme ai compagni…
“Bhe non abbiamo più Mitsui…qualcuno dovrà pur farlo…”
“Ma nessuno si aspetta che un centro tiri da tre…” constatò Miyaghi
“Appunto…io voglio sfatare questo pregiudizio…” disse sorridente e sicuro di se stesso..
“Bhe ma veramente…” disse Ayako che voleva metterlo al corrente che quel compito era stato affidato a Rukawa.
Fu proprio lui a fermarla scuotendo la testa…per Hana era importante il basket e al momento era l’unica cosa che gli regalasse ancora qualche sorriso...per questo Kaede preferiva lasciare a lui quel compito…
“Veramente cosa?” chiese Hana
“Oh nulla…” disse Ayako “Solo non sarà troppo pesante dato che devi svolgere anche le mansioni in classe?”
“Bhe posso sempre venire prima e uscire più tardi…”
“Ma non sarà un po’ troppo pesante?” ribadì Ryota
“Ma va figurati…io sono un Tensai no…ah ah ah ah…”
Quella risata fece rabbrividire Kaede, Ryota, Ayako e l’allenatore…era diversa da quella di qualche tempo prima…era palesemente forzata….
“Va bene Sakuragi…ti insegnerò quei tiri…iniziamo la prossima settimana…” disse il coach preoccupato. Se Hanamichi aveva bisogno del basket lui lo avrebbe aiutato e in questo modo lo avrebbe anche tenuto d’occhio.


Qualche giorno dopo si disputò la partita contro lo Shoyo, che orfana di tre dei suoi migliori componenti, fu battuta senza troppa difficoltà dallo Shohoku.
Mitsui che era andato a vedere la partita si complimentò con la squadra e propose ad Hana, Ryota, Kaede e Ayako di andare a bere qualcosa insieme…l’invito fu accettato e a loro si unirono gli amici di Hana e con grande dispiacere di tutti anche Emi Turota.
Passarono parecchio tempo nel pub e Mitsui ebbe il tempo di notare che il rapporto tra Hana e Kaede non andava molto bene.
In compenso notò con disappunto che Rukawa dava parecchia corda alla Turota…
Quando uscirono dal locale Hana propose a tutti di andare a dormire da lui per evitare di rimanere da solo con Kaede.
In generale quella sera avevano ecceduto un po’ tutti con l’alcol, cosa che li rendeva più casinisti e purtroppo anche più disinibiti.
Mentre erano seduti chi sul divano, chi sul tappeto, la Turota, che era stata incollata a Rukawa per l’intera serata, si allungò verso di lui e posò un bacio sulle sue labbra trasportandolo in un bacio appassionato sotto gli occhi allibiti di tutti…
Hana si sentì trafitto da un pugnale…avrebbe preferito farsi ammazzare di botte piuttosto che assistere a quella scena…e Kaede stava ricambiando quel bacio…prese una bottiglia di birra e si staccò dal gruppo…
Poco dopo Rukawa si lasciò trasportare in camera da Emi….

Il giorno successivo erano tutti piuttosto provati…tutti tranne Mitsui, che fu il primo a svegliarsi.
Notò distrattamente l’assenza di tre persone…Emi, Kaede e Hana…
Sospirò e si diresse verso il giardino dove la sera prima il rossino si era rifugiato…lui e Mito avevano più volte provato a parlargli ma era stato tutto inutile…
Si era limitato a scolare una bottiglia di birra dietro l’altra e a vaneggiare cose senza senso…
Una volta in giardino Mitsui si accorse che Hana era sveglio seduto contro un muro.
“Ehi…” lo richiamò
“Ciao…”
“Ma hai dormito qua fuori?” chiese preoccupato.
“No…non ho dormito…”
“E la sbronza come va?” chiese sorridendo comprensivo.
“Ho un male cane alla testa…”
“Così la prossima volta ti fai furbo…”
“Senti da che pulpito viene la predica…”
“Appunto…te lo dico per esperienza…ed ora forza alzati e fila sotto la doccia…”
Entrambi si diressero verso il bagno al piano superiore ma si gelarono vedendo uscire Emi Turota dalla stanza con il solo lenzuolo addosso e i vestiti in mano.
“Io mi faccio la doccia se non ti dispiace…” disse passando accanto ad Hana che non ebbe nemmeno la forza di rispondere…
Mitsui si voltò ad osservarlo…non aveva nessuna espressione sul viso…fece per chiedergli qualcosa ma il rossino si voltò e corse giù per le scale…
Bene...si disse Mitsui E’ ora di capire… e così dicendo si avviò verso la stanza dove sicuramente si trovava ancora Rukawa.

Nel frattempo quest’ultimo, sdraiato nel letto, continuava a darsi dello stupido…si stava esattamente comportando come la prima volta…
Si alzò ed iniziò a vestirsi…
“Che cazzo combini?” chiese Mitsui appoggiato allo stipite della porta…
“Eh?” rispose Kaede che continuava a vestirsi.
“Da quando bevi e te ne vai a letto con la prima che passa?” chiarì l’altro.
“Non sono cazzi tuoi…” rispose lapidario finendo di abbottonarsi la camicia e sedendosi sul letto senza nemmeno guardare il suo interlocutore.
“Va bene…come vuoi…continua pure a fare cose di cui ti pentirai il giorno successivo…” disse Mitsui voltandosi per andare via…
E Kaede in quel momento prese la sua decisione…aveva bisogno di parlare e di sicuro non poteva farlo con Yohei.
Mitsui in quel momento sembrava l’unico disposto a tendergli una mano, e forse era anche l’unico a poterlo fare data l’affinità caratteriale che avevano.
“Non è la prima che passa” sussurrò
Mitsui in quel momento di schiena si lasciò scappare un ghigno per poi voltarsi, chiudersi la porta alla spalle e sedersi accanto all’amico.
“E allora chi è?”
“La mia ex…”
“Non l’avrei mai detto…” disse l’altro per smorzare un po’ la tensione.
“Va al diavolo…”
“Quanto sei permaloso…quante altre ne hai tenute nascoste?” Kaede lo gelò con lo sguardo…va bene che era osannato dalla popolazione femminile e che era un normale sedicenne, ma puttaniere no…
“Solo lei”
“Vai avanti o ti o ti devo cavare le parole di bocca?” chiese Mitsui spazientito.
“Hai una pazienza infinita eh?”
“Si moltissima…” rispose serafico “Vai avanti…”
“L’ho conosciuta un anno fa, ero confuso…”
“Fammi indovinare…crisi di identità sessuale?” Kaede lo guardò male…
“Prima ti lamenti e ora mi interrompi?!”
“Scusa…scusa…non ti interrompo più…”
“Nh…sei vuoi chiamarla crisi di identità sessuale fai pure…comunque siamo stati insieme un paio di mesi e sono andato a letto con lei lucido una sola volta…mi è bastata per capire che ero gay e l’ho mollata…” concluse Rukawa.
“E la confusione e la propensione all’alcol hanno una causa che si chiama Hanamichi Sakuragi?”
“Nh…”
“Finalmente ti riconosco…”
“Fottiti.”
“Magari un’altra volta…comunque…a cosa la dobbiamo la scopata di questa notte?” chiese Mitsui probabilmente intuendo il senso del comportamento dell’amico.
“Viva la volgarità…”
“Sono un ex teppista cosa ti aspetti…e poi mi è parso di capire che non fosse nulla più di questo…”
“Nh…sono andato a letto con Hana.”
“Ma va?!” rispose Mitsui senza la minima traccia di stupore e intenzione di mentire…
“Tu lo sapevi…” constatò Kaede
“Ma figurati…” concluse Hisashi senza tuttavia cancellare un sorriso dalla sua faccia, guadagnandosi uno sguardo gelido dalla volpe…
“Ma che ti frega se lo sapevo o no…cerca di risolverti la confusione senza bere e scoparti chiunque piuttosto…cazzo Ru se proprio devi farlo trovatene una un po’ più furba…” disse alzandosi e dirigendosi verso la porta…
“…o a questo punto meglio uno…” aggiunse malizioso guadagnandosi una cucinata di Kaede che tuttavia riuscì ad evitare.
“Comunque sul serio…” disse voltandosi verso di lui “poniti questa domanda: cosa hai provato quella notte con Hana?”
Dopo alcuni secondi aprì la porta e poco prima di chiuderla dietro di sé aggiunse:
“E soprattutto smettila di scappare…”
E Kaede rimase da solo con i suoi pensieri…
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Online da: Luglio 2007