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LA VERITA'
Capitolo 8 |
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Note: NC-18 - Yaoi - Lime
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Autrice: Nanna
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| Durante la conversazione tra Mitsui e Kaede, Hana si era rifugiato nello studio della madre per calmarsi… Faceva male…dannatamente male pensare a quello che quasi certamente era avvenuto in quella stanza tra la Turota e Kaede… Aveva solo voglia di prenderli e pestarli a sangue…senza un motivo…una spiegazione… Non capiva più nulla ormai…iniziava a rinunciarci… Dare un nome a tutto quello che Kaede gli faceva provare era difficile, non riusciva a credere che fosse amore…non lo credeva affatto…aveva bisogno di lui, questo ormai lo aveva capito, ma da qui a parlare di amarlo c’era un abisso…o forse no? La verità è che non aveva la minima idea di cosa significasse amare…dopo aver trascorso parte della sua vita dietro alle ragazze sbandierando il suo presunto amore per loro, ancora non aveva la minima idea di ciò che quel sentimento comportasse, di cosa significasse realmente. Rannicchiato per terra contro una parete dello studio della madre, in quel momento desiderava soltanto che qualcuno desse una risposta a quel groviglio di pensieri e sentimenti che provava…avrebbe voluto di nuovo accanto sua madre…l’unica che forse avrebbe davvero saputo aiutarlo. A quel pensiero una lacrima scese sul suo viso, ma Hana la cancello subito impedendosi di piangere…non doveva farlo…non più… Sua madre era morta, inutile sperare in un suo aiuto…gli mancava terribilmente. Dopo il suo ritorno da Tokio Kaede era stato davvero fondamentale per non fargli sentire quella mancanza…ma così come aveva la capacità di farlo sentire bene, aveva anche quella di distruggerlo con una sola parola… Kaede…Kaede che andava a letto con lui, gli assicurava di essere gay e poi si scopava un’altra… Un sorriso ironico comparve sul suo viso…e di nuovo la stessa fitta nel petto al solo pensiero…e quella a cosa poteva ricondurla? Gelosia forse? Forse si, si rispose…forse semplicemente si era abituato ad averlo accanto, ad avere il suo sostegno tutto per sé…ad essere l’unico ad avere la capacità di farlo parlare…aveva sviluppato una sorta di monopolio di Kaede…e ora come un bambino che si vede privato del suo giocattolo dalla madre, allo stesso modo lui stava male nel vedere che Rukawa non era di sua proprietà e che poteva essergli portato via in ogni momento…e Kaede glielo aveva appena dimostrato… Con il suo comportamento scostante dei giorni precedenti e con quella notte… Queste furono le sole risposte che Hana seppe darsi…risposte che per lui erano realtà… Si alzò dal pavimento ancora con un sorriso ironico stampato in volto e tornò dagli altri. Quando entrò nel salotto vide che erano tutti pronti ad andarsene…chi a casa, chi a scuola, chi all’università…salutò tutti e ascoltò le raccomandazioni di Miyaghi sul lasciar tornare Rukawa a casa senza pestarlo… Il suo capitano non sapeva quanto effettivamente rischioso fosse in quel momento lasciarli da soli…bastava poco, una parola sbagliata ed Hana non sapeva come avrebbe reagito…forse davvero a pugni… Chiuse la porta…sentendo il rumore dell’acqua nel bagno ne approfittò per andare in camera a cambiarsi velocemente così da non trovarsi da solo con il moro. Scese in cucina e si diresse verso il frigo alla ricerca di qualcosa con cui fare colazione. Poco dopo uscì di casa diretto alla buca delle lettere…sospirò…era incredibile come quelle indagini stessero passando in secondo piano negli ultimi tempi…forse doveva davvero lasciar perdere e vivere la sua vita...andare avanti… Ma alla fine dei conti l’informatore avrebbe continuato a spedirgli le prove, quindi perché non approfittarne? Aprì la buca delle lettere e vi trovò una cassettina piccola, di quelle da registratore tascabile…la prese in mano e la girò tra le dita tornando in casa… Non era stata spedita…niente busta con indirizzo e francobollo…questo significava che l’informatore continuava a seguirlo? Si diede del paranoico e concluse semplicemente che probabilmente era andato a casa sua solo per consegnare quel nastro ed evitare che per disgrazia si perdesse o peggio ancora che finisse nelle mani sbagliate con tanto di mittente…in quel caso chiunque stesse svolgendo quelle indagini sarebbe stato in serio pericolo. Infilò il nastro nella borsa e tornò in cucina per mettere in ordine…diede un’occhiata all’orologio…le sette…era persino presto per andare a scuola a svolgere le sue mansioni… Mentre si spostava in salotto per rimediare al casino che i suoi amici avevano fatto si rese conto di non avere un registratore per ascoltare quel nastro…sospirò…avrebbe allungato la strada del ritorno e sarebbe andato a comprarne uno. Nel frattempo Kaede, chiuso in bagno, pensava alle parole di Mitsui…stava scappando? Decisamente si…lui che sempre affrontava le sfide di petto ora stava scappando come un moccioso dai suoi sentimenti…e poi a che pro? Assolutamente nessuno…si sentiva una schifo dopo quella notte… Da quando si era reso conto di provare attrazione per Hanamichi l’anno prima, non aveva fatto altro che accampare scuse e cercare di dimostrare a se stesso prima che non era gay, e poi che non provava nulla per lui… Ma tutto questo non aveva un senso…scappando i suoi sentimenti non cambiavano, la confusione aumentava e a questo si aggiungeva un senso di malessere per il suo comportamento. Si faceva abbastanza schifo…era ora di smetterla e prima di tutto chiudere la storia con la Turota definitivamente. Convinto della sua decisione scese in cucina dove trovò Hana intento a sbattere qualsiasi mobile aprisse e qualsiasi cosa prendesse in mano…che cazzo aveva ora? “Hai finito di sbattere qualsiasi cosa?” Hana trasalì…primo perché non si era accorto dell’arrivo di Kaede, secondo perché sono in quel momento si era accorto del casino che stava facendo… Si voltò verso di lui comunque deciso a non dargliela vinta… “Perché non pensi ai cazzi tuoi e a scoparti la tua troietta invece di rompermi le palle? E meno male che eri gay…” Kaede rimase gelato nel sentire quella risposta…non tanto per le parole ma per il tono di voce freddo e tagliente che Hana aveva utilizzato… Non ebbe nemmeno il tempo di rispondere che il rossino era già uscito di casa sbattendo la porta. Kaede rimase seduto in cucina…era presto per andare a scuola… E in quel momento si chiese che cosa aveva fatto…quello non era l’Hana che conosceva lui…il tono, lo sguardo freddo…nemmeno lui arrivava ad essere così…e lui voleva indietro quel ragazzo, il ragazzo dolce, gentile e solare che aveva imparato ad apprezzare. E lo avrebbe riavuto ad ogni costo… Ripensò a ciò che il rossino aveva detto…e si accorse di un particolare a cui subito non aveva pensato…Hana sapeva…sapeva della notte con la Turota…doveva a questo quelle parole gelide e taglienti? Forse si…probabilmente credeva che lo avesse preso in giro… Ma Kaede sapeva bene che non era solo questo…in quei giorni l’aveva evitato e trattato male… Doveva trovare una soluzione e recuperare quel rapporto che grazie a lui si stava spezzando. Guardò l’ora un’altra volta, si alzò e si diresse a scuola. Agli allenamenti pomeridiani come ogni giorno era presente anche Emi. Kaede attese che tutti fosse andati via e poi si voltò verso la ragazza seduta in panchina avvicinandosi…lei si alzò e avvicinò il volto a quello del moro per baciarlo. Kaede la scostò. “Che ti prende?” chiese esasperata dagli atteggiamenti ambigui del ragazzo. “E’ finita…” rispose secco. “Cosa?” chiese Emi senza capire “Non mi interessi…è stato un errore questa notte e l’anno scorso…tutto…” Emi lo osservò un attimo…per la prima volta da quando lo aveva conosciuto lo vedeva determinato davvero nel lasciarla…tutte le altre volte ci aveva provato ma non ne sembrava convinto. Ora era diverso, leggeva nei suoi occhi una determinazione che non vi aveva mai visto se non in quelle poche partite a cui aveva assistito. “Sei innamorato di un’altra?” chiese per la prima volta mostrando un briciolo di intuizione ed intelligenza… Kaede non rispose subito…ripensò alla domanda…era innamorato? A quella domanda se ne aggiunse un’altra, quella a cui quella mattina non aveva pensato…la domanda che Mitsui gli aveva posto: cosa hai provato quella notte con Hana? E allora capì…tutti i pezzi del puzzle iniziarono a combaciare… L’attrazione verso di lui, la necessità di stargli accanto, di vederlo ridere…di avere di nuovo di fronte la persona che aveva conosciuto tempo fa…tutte quelle sensazioni che Hana era stato in grado di fargli provare in un anno e mezzo e…durante quella notte…quella notte che non avrebbe potuto dimenticare nemmeno volendo…quel desiderio di essere parte di quel ragazzo dai capelli rossi, di essere tutto il mondo per lui… E ripensò alla chiamata di Hana …era tornato a vivere da lui senza nemmeno pensare che il rossino non intendeva necessariamente di aver bisogno di lui 24 su 24… Avrebbe potuto stargli accanto senza tornare a casa sua e invece non lo aveva fatto, era stato automatico fare le valige e tornare…e Kaede trovò la risposta a tutte le sue preoccupazioni e i suoi sentimenti…aveva bisogno di Hana…lo voleva accanto…sempre… E la risposta che poté dare ad Emi fu solo una... “Si…” “Ok…allora finisce qui…ci si vede…” rispose Emi voltandosi ed uscendo dalla palestra… Kaede si lasciò cadere sul parquet della palestra per poi sdraiarsi sospirando. Lo amava…amava Hana…era così semplice… Chiuse gli occhi sorridendo…un po’ più sereno e sicuramente più determinato…ora che aveva capito avrebbe agito di conseguenza… Quando Kaede arrivò a casa Hana non c’era ancora. Arrivò solo dopo un’ora… Mentre erano a tavola a nulla valsero i tentativi di conversazione di Kaede… Il rossino o rispondeva malamente o proprio non lo faceva…dopo un po’ si alzò da tavola e si chiuse nelle studio della madre… Kaede, rimasto solo, sparecchiò e decise di andare a dormire…si sentiva molto abbattuto, ma in infondo se l’era cercata… Quando Hana non gli aveva risposto un paio di volte aveva avuto la tentazione di prenderlo a schiaffi…e si chiese se era così che si sentivano tutte le persone che lo conoscevano quando tentavano di parlare con lui…se anche Hana si era sentito allo stesso modo in quei giorni e l’anno prima…sospirò stanco di pensare e si infilò sotto le coperte… Hana invece era chiuso nello studio della madre e riascoltava a ripetizione il nastro che gli era stato spedito…ancora non riusciva a credere a quello che sentiva… Dopo averlo ascoltato a sufficienza decise che era ora di andare a letto…ripose il registratore in un cassetto della scrivania della madre e si diresse in camera… Sulla soglia si fermò ad osservare Kaede addormentato… E si chiese come mai quella sera aveva tutta quella voglia di conversare…doveva essere affetto da qualche malattia evidentemente… Proprio non capiva…dopo giorni trascorsi ad ignorarlo completamente ora tentava di chiacchierare…che cos’era cambiato dal giorno prima? Sospirò deciso a lasciare perdere quei pensieri…troppe domande e nessuna risposta…si cambiò ed andò a dormire. Il giorno seguente le lezioni proseguirono tra un’interrogazione scampata e spiegazioni noiose… Una volta arrivati in palestra per gli allenamenti i ragazzi della squadra si resero conto che mancava qualcuno… “Dov’è Aya?” chiese il playmaker al coach seduto in panchina... “Vedete ragazzi…questa mattina la vostra manager ha avuto un incidente” rispose Anzai. “Che incidente??” chiese allarmato il capitano “Mentre veniva a scuola alcune ragazze della scuola coperte da passamontagna l’hanno aggredita…a quanto mi hanno detto sta bene comunque…” “Non sa nulla di più preciso?” chiese Hana preoccupato. “No, mi dispiace ragazzi…comunque se volete andare ad accertarvi delle sue condizioni per oggi potete saltare gli allenamenti…questo vale anche per te Rukawa…” poi rivolgendosi agli altri ragazzi aggiunse “per quanto riguarda voi invece preferirei che rimaneste in palestra ma non vi obbligo a farlo…anche se vorrei evitare che affolliate casa di Ayako…” Il resto della squadra capì e decise di non seguire i tre compagni… Dieci minuti dopo Kaede, Hana e Miyaghi erano di fronte alla casa della manager… Una volta entrati e accompagnati in camera di Ayako la videro sdraiata con numerosi ematomi sul viso ed una gamba ingessata… “Ma cosa è successo?” chiese il capitano. Ayako sorrise della sua preoccupazione, poi si voltò verso Kaede e parlò prevalentemente rivolta a lui… “Credo sia stata Emi Turota con alcune sue amiche…” Kaede sbiancò… “Almeno la voce mi sembrava la sua…” “E’ stata lei…” concluse Kaede per evitare di stare lì a porsi interrogativi inutili… Ne era certo…come era certo di chiamarsi Kaede Rukawa…e ora capiva anche perché la Turota non avesse detto né fatto nulla quando l’aveva lasciata…aveva già in mente il suo piano bello e preparato… Probabilmente vedendo che lui parlava solo con Ayako aveva pensato che fosse innamorato di lei…stupida… “Mi dispiace…” disse soltanto “Non è colpa tua…” lo rassicurò Ayako…e Kaede si voltò e tornò agli allenamenti. Kaede non aveva più aperto bocca da quel pomeriggio. Ora lui e Hana erano a casa e il moro continuava ad avere l’aria del colpevole…cosa che Hana non riusciva più a tollerare… Una volta arrivato in camera da letto dove Rukawa si era seduto sul letto parlò… “Oh e smettila di fare il vittimista…tranquillo la TUA ragazza ti assicurerà di non essere stata lei…comunque dovresti tornare a casa tua.” disse con acidità rimarcando sull’aggettivo ‘tua’…ma in quel momento non era quello a cui Kaede dava importanza…Hana gli aveva appena detto di andarsene… “No” rispose lapidario alzandosi in piedi e mettendosi di fronte a lui. “Come no? Non era una domanda…tu devi tornare a casa tua…” “No” ripeté di nuovo… E Hana non trovò altra soluzione se non far partire un pugno che Kaede evitò facilmente…forse perché nemmeno il rossino era davvero sicuro di volerlo colpire… Il moro bloccò i suoi polsi e lo spinse fino al muro imprigionandolo tra il suo corpo e la parete. “Mollami subito…” “No…ora mi devi ascoltare…la Turota non è la mia ragazza e io sono gay.” disse fissandolo negli occhi… “Si certo…infatti si è visto l’altra notte…” rispose con ironia voltando la testa verso destra… “Sono un’idiota…ero ubriaco come tutte le altre volte che è successo l’anno scorso…tranne una…quando come dice lei ho fatto ‘cilecca’…e l’ho lasciata…” Hana si voltò verso di lui e lo guardò negli occhi…e scorse la verità…non stava mentendo…era sciocco anche solo pensarlo… Si rilassò in quella stretta e si fermò a riflettere sulle sue parole… “Cilecca??” chiese quasi sul punto di scoppiare a ridere…Kaede gli aveva appena confessato di non essere riuscito a concludere… “Si e non ridere…te l’ho detto sono gay…” disse il moro sciogliendo la presa sui suoi polsi e sdraiandosi sul letto…ora aspettava soltanto una qualsiasi parola per capire se gli credeva… “Perché credi che sia stata lei?” chiese Hana curioso…tutta la rabbia scemata grazie a poche parole dell’altro…certo faceva male, ma ora sapeva che non gli aveva mentito… Rukawa dentro di sé gioì per quella domanda e gli rispose… “Perché ieri mattina le ho detto che era stato tutto un errore…credevo che avesse capito…invece ha probabilmente pensato, dato che Ayako è l’unica ragazza con cui parlo, che l’avessi scaricata per lei…” “Certo che ‘sta ragazza è un pozzo di intelligenza…”rispose ironico Hana “Anche fosse stato davvero così di sicuro dopo una cosa del genere non saresti tornato correndo da lei…” “Abbiamo già constatato più volte che non è il massimo dell’intelligenza…”rispose Kaede con un lieve sorriso…era contento di quella conversazione con Hana…erano giorni che non parlavano così… “Già…” rispose il rossino staccandosi finalmente dal muro e sdraiandosi al fianco di Kaede… “Perchè proprio lei?” aggiunse poi. “Perché è una bella ragazza…e l’anno scorso, quando ho iniziato a frequentarla, volevo solo dimostrare a me stesso di non essere gay…e lei andava bene per quanto stupida…” Kaede sospirò…”E ora Ayako ne fa le spese…dio ma perché non sono un cesso…” “Di che ti lamenti…non tutti hanno la tua fortuna…io per esempio…” Il moro si voltò a guardarlo “Eh?” chiese convinto di non aver capito bene… “Io non sono bello…” si limitò a dire Hana portandosi le mani dietro la testa “Hana…non è vero…” cercò di convincerlo il moro…come poteva pensare di essere brutto? Ma si era mai guardato bene allo specchio? “Grazie ma non è necessario…” disse il rosso convinto che Kaede volesse solo rincuorarlo “No dico sul serio…magari non lo sei nel senso comune del termine, ma a modo tuo lo sei…più di quanto credi…” Hana voltò la testa verso Kaede giusto in tempo per sentire le sue labbra sulle sue… Era stato l’istinto a guidare il moro…non aveva pensato alle conseguenze e aveva unito le loro labbra in un bacio casto e dolce…senza alcuna pretesa… Quando il moro si scostò si guardarono negli occhi e Hana dopo tutti quei giorni di distacco sentì il bisogno di sentirlo vicino a sé…dentro di sé…un bisogno che si espresse con una sola frase appena sussurrata… “Kae…fai l’amore con me…” E Kaede si fermò a osservarlo senza capire…Hana comprese e si spiegò… “Io non so cosa provo…non me lo chiedere…so solo che ho un bisogno folle di te…” E Rukawa capì…a cosa serviva cercare una spiegazione a quello che Hana gli aveva appena chiesto? Assolutamente a nulla…non era importante quando entrambi desideravano la stessa cosa…forse per motivazioni diverse ma lo desideravano entrambi… Kaede decise di spegnere il cervello e di agire solo d’istinto… Posò un altro bacio sulle labbra di Hana tirandolo verso di sé…un bacio che in breve tempo divenne una necessità quasi vitale mentre il fuoco si impadroniva di entrambi… Le lori mani cercavano il corpo dell’altro…le loro bocche si divoravano… Si spogliarono a vicenda con meno fretta della volta precedente, con più delicatezza… Una volta nudi Kaede si portò a cavalcioni sul rossino ed iniziò a baciare il suo petto lentamente, mentre gemiti di eccitazione venivano rilasciati dalla bocca di Hana che accarezzava la schiena del moro… Kaede si portò due dita a bocca e lentamente iniziò a preparare il suo compagno…provocando in lui brividi di piacere sempre maggiori…continuava a baciargli il petto accarezzandolo ovunque tranne che sul membro…fermandosi sempre nell’interno coscia… “Kaede…ti prego…” e il moro sorrise sollevandosi verso di lui e baciandolo nello stesso momento in cui la sua mano scendeva sul membro del compagno per soddisfare la sua richiesta… Quando finì di prepararlo si allontanò da lui sistemandosi tra le sue gambe… Questa volta non chiese se era sicuro…lo leggeva nei suoi occhi…occhi carichi di desiderio…desiderio di lui… Ed iniziò a penetrarlo lentamente, asciugando con un mano ogni lacrima che il dolore provocava in Hana… E poi fu solo piacere, spinte e gemiti di due ragazzi che in qualche modo si stavano trovando…che forse con un po’ di fortuna un giorno sarebbero riusciti a dire di amarsi… Dopo l’amplesso erano sdraiati nel letto…la testa di Hana sul petto di Kaede…abbracciati… “Adesso te ne andrai di nuovo?” chiese Hana preoccupato alzando il viso per guardare Kaede negli occhi… “No, se non sarai tu a volerlo…” rispose il moro posandogli un bacio leggero sulle labbra. Hana poggiò nuovamente la testa sul suo petto finalmente più tranquillo…in fondo andava bene anche così…andava bene anche senza sesso e senza i baci…gli bastava averlo accanto… Poco dopo nel dormiveglia si ricordò del nastro…scese dal letto dimenticandosi di essere nudo e arrossi all’istante… “Come se non ti avessi mai visto nudo…” poi si voltò e prese in mano un paio di boxer lanciandoglieli…”Dove vai?” aggiunse mentre il rossino li infilava ancora imbarazzato…era un mistero comprendere che ragionamenti facesse quel ragazzo… “A prendere una cosa…torno subito…” rispose l’altro uscendo dalla stanza e tornandovi qualche minuto dopo con un registratore in mano… “Questo l’ho trovato ieri mattina nella buca…”disse Hana sdraiandosi accanto a lui… “Il registratore?” chiese Kaede perplesso. “No baka…il nastro…il registratore l’ho comprato io…” “Do’hao e spiegati bene…” “Va bhe...lasciamo stare…ascolta…” disse Hana accendendo il registratore…. |
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Online da: Luglio 2007
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