BACK --- HOME
LA VERITA'
Capitolo 13
Note: NC-18 - Yaoi - Lemon
Autrice: Nanna
ATTENZIONE: questa storia tratta argomenti riservati ad un pubblico adulto. Se non lo sei, torna indietro.

Kaede Rukawa uscendo dalla scuola con il solito passo indolente e trascinato, guardò l’orologio...le sette…
In teoria avrebbe avuto il tempo per andare a casa, cambiarsi e tornare a scuola…ma non aveva intenzione di farlo…
Quindi si diresse verso casa sua…
Il tempo di prendere il pallone da basket con la sua sacca, che ormai non usava più da mesi, ed era di nuovo fuori...meta: campetto all’aperto…
Cercò di coprire i suoi pensieri concentrandosi sul rumore prodotto dalla palla che rimbalzava, quella palla che da sempre era stata in grado di farlo estraniare dal resto del mondo…
E che in quel momento non ci riusciva…
Non lo sentiva nemmeno quel suono…coperto dal vorticare dei suoi pensieri…
Bloccò la palla con entrambe le mani e la fissò…
Hana...
La strinse e poi la gettò con forza contro il tabellone…
“Maledizione!!” urlò lasciandosi cadere seduto a terra…
Si sdraiò e chiuse gli occhi…
Quel pazzo aveva rischiato di farsi ammazzare…
Non aveva mai conosciuto persona più impulsiva…e più stupida…
Ed in un certo senso si sentiva anche in colpa…
Se solo l’avesse aspettato sveglio…se solo si fosse svegliato…
Se…se…se…
C’erano tanti, troppi se…
Ma Hana si era reso conto di cosa stava facendo? O era talmente folle da rischiare così la sua vita?
Magari non aveva nulla da perdere pensò…
Strinse i pugni…
E io?
Si sarà fermato cinque secondi a pensare a cosa avrei fatto io se fosse morto?
Si sentiva mancare al solo pensiero…
Quel pazzo esaltato…
Sorrise…
Si, pazzo esaltato…ma lo amava…
E solo quella mattina si era accorto davvero quanto fosse profondo quello che provava…
Eh si…lo aveva già capito, ma rischiare di perderlo era stata una specie di folgorazione…
Si può dire che solo ora avesse preso consapevolezza di ciò che davvero significava amare…
Se Hana fosse morto…probabilmente sarebbe morto con lui…
Si alzò e, messo il pallone nella sacca, iniziò a vagare per la città senza una meta…


Sakuragi aveva guardato Kaede uscire dalla porta…
Ma il tempo di chiedersi cosa gli fosse preso fu davvero questione di istanti, perché poco dopo entrarono nell’ufficio gli agenti di polizia, che per questione di sicurezza ammanettarono anche lui…
Bhe, fra tutte le esperienze che avrebbe pensato di poter fare quella non era certo contemplata…
Comunque fu questione di un mezz’oretta…
Tsubuki e Hana furono condotti nell’ufficio investigativo di Ryo Rukawa e il preside in una clinica privata per essere curato…clinica in cui rimasero i due amici del detective per assicurarsi che non tentasse di scappare…
La scelta di non svolgere gli interrogatori di Hana e Tsubuki al commissariato era stata ragionata.
Dato il numero di infiltrati al distretto non potevano correre rischi…oltretutto il padre di Rukawa voleva fare in modo che nessuno vedesse di persona Hanamichi…almeno non per ora…
Nessuno doveva sapere quello che stava avvenendo.

Una volta nell’ufficio, Ryo chiamò il suo ex commissario e gli chiese di raggiungerlo senza spiegargli nulla.
Solo al suo arrivo Hana e Tsubuki vennero interrogati.
Non avevano avuto la possibilità di parlarsi poiché erano stati tenuti separati fino a quel momento…e l’informatore una volta interrogato era stato arrestato e portato via.
Al termine degli interrogatori erano rimasti solo Ryo e Hana…

E mentre loro erano nascosti, alcuni agenti speciali preparavano le retate che avrebbero condotto all’arresto dell’intera Miyamazu, infatti le prove di Tsubuki unite alla registrazione del rossino erano state più che sufficienti…
Tutta l’operazione si sarebbe svolta nella segretezza, non potevano permettere che un solo membro della Miyamazu scappasse…in quel caso Hanamichi avrebbe rischiato la vita…
Se tutto fosse andato bene allora, dopo il processo, Sakuragi sarebbe stato libero da tutto…
Il problema rimanevano i media, ma avrebbero potuto comunicare un altro nome...
Ryo comunque, preoccupato anche dal comportamento anomalo di Kaede, lo aveva cercato a casa e sul cellulare…ricerca vana perché il figlio aveva spento il portatile e a casa non rispondeva nessuno…
Decise quindi di lasciargli tempo e tornò a preoccuparsi di Hana…
Lo osservò un attimo…
Un ragazzo di sedici anni con esperienze alla spalle che non avrebbe dovuto nemmeno avere...
Un ragazzo che, poche ore prima, aveva rischiato la vita e nonostante tutto non sembrava troppo provato dalla cosa…
Si chiese come fosse possibile essere tanto sconsiderati.
E suo figlio non era stato molto più intelligente…
“Non fate mai più una cosa del genere. Ho perso dieci anni di vita quando Kaede mi ha chiamato…” esordì con il classico tono da padre apprensivo…
Hana, che fino a quel momento era rimasto perso nei suoi pensieri, alzò la testa pentito.
“Lo so…mi dispiace averlo coinvolto.” Disse pensando a Kaede e al rischio che in quei mesi aveva fatto correre anche a lui…
E fra l’altro ora dov’era?
In quelle ore non aveva avuto molto tempo per pensarci, ma Kaede era sparito senza una parola…
L’aveva lasciato solo…
Ma in fondo poteva anche capirlo…
Probabilmente aveva solo bisogno di riflettere…
“Oh non è colpa tua…quando si mette qualcosa in testa è difficile convincerlo a fare diversamente.”
“Già…a proposito…dov’è?” chiese dando voce ai suoi pensieri.
“Non lo so…a casa non c’è e il cellulare è spento.”
Hana abbassò il capo e sospirò…
Aveva bisogno di lui in quel momento…
“Non voleva ferirti andando via…era veramente preoccupato…credo abbia bisogno di stare solo.”
Aggiunse Ryo vedendolo rattristarsi per questo…strano che fosse più preoccupato per Kaede che non da tutto quello che era accaduto…per quanto provasse a capire Ryo era al quanto confuso…
“Lo so…”
“Ah dimenticavo…ho chiamato i tuoi nonni, saranno qui entro sera. Nel frattempo mi farai compagnia.”
“Merda…” esclamò Hana poggiando la testa sulla scrivania…
Mi ammazzeranno...
Era preoccupato perché ora rischiava seriamente di tornare a Tokio con loro…
E lui non sapeva se l’avrebbe sopportato…
Era nato a Kanagawa, e per quanto a volte l’avesse odiata, lì aveva tutti i suoi amici…e Kaede…
“Devo dedurre di essere noioso?” chiese scherzosamente Ryo…ma l’ironia non fu colta da Hana, troppo preoccupato dall’imminente arrivo dei nonni…
“No, mi scusi…è che non la prenderanno molto bene.”
“Tranquillo, ho capito cosa intendevi…comunque mettiti nei loro panni, ti hanno dato fiducia lasciandoti a vivere qui da solo e guarda cos’hai combinato…”
E Sakuragi si sentì sprofondare…
Aveva ragione Ryo…
Ma che cavolo aveva fatto?
Solo in quel momento si rese conto delle conseguenze delle sue azioni…
Era stato un pazzo…
“Dai tirati su…non l’ho presa bene nemmeno io inizialmente, ma fidati che capiranno…” cercò di tirarlo su Ryo…
“Lo spero…la mia paura è che mi chiedano di tornare a Tokio…io ho tutto qui...”

Un paio d’ore più tardi i nonni di Hanamichi erano arrivati…
Con il maggior tatto possibile, il detective spiegò loro tutto l’accaduto…
Al termine del racconto Ruriko abbracciò il nipote sollevata che stesse bene, Ketami invece lo osservò con sguardo critico per poi cedere anche lui e dargli una poderosa pacca sulla spalla.
Era chiaro ad entrambi i coniugi però, che Hana non fosse in grado di vivere da solo…
Dopo i recenti avvenimenti sarebbero stati degli irresponsabili a tornare a Tokio fingendo che nulla fosse accaduto…
Ma costringerlo ad allontanarsi da quel luogo avrebbe solo portato altra sofferenza al loro nipote…
E Ruriko in più, si preoccupava del rapporto tra Hanamichi e Kaede…
Il quesito era sempre lo stesso: chi erano loro per dividerli?
E la risposta sempre la stessa.
Decise quindi che avrebbe parlato con il marito…la cosa migliore da fare era sicuramente trasferirsi a Kanagawa…

Non passò molto tempo dal loro arrivo alla telefonata con la quale il commissario comunicava a Ryo Rukawa il buon esito delle operazioni…
A quel punto Hanamichi e i nonni furono liberi andare via…


“Hana…vai a riposarti...sei stanco e hai una notte in bianco alle spalle…lo cercherai dopo...” propose la nonna del rosso, una volta a casa…
Era da un’ora circa che il nipote continuava a chiamare incessantemente qualcuno…
E a Ruriko non ci volle molto per capire di chi si trattava, anche perché l’assenza di Kaede in quell’ufficio l’aveva lasciata abbastanza perplessa…
“Forse hai ragione…” fu costretto ad ammettere Hana…
Lo avrebbe voluto accanto a sé in quel momento, ma in parte poteva capirlo e non voleva pressarlo…
Avrebbe aspettato…sapeva con certezza che una volta tranquillo Kaede lo avrebbe cercato.


L’assenza di Hanamichi e Kaede a scuola non era però passata inosservata…anche perché l’ultima volta che Sakuragi era mancato, era sparito per mesi…
Yohei chiamò più volte a casa del rossino, ma non trovandovi nessuno per un po’ vi rinunciò…
In fondo il fatto che mancassero sia Hana che Rukawa lo aveva fatto riflettere su un possibile imboscamento dei due da qualche parte…
Bhe, poteva essere plausibile come ipotesi…
Peccato che agli allenamenti pomeridiani non si presentò nessuno dei due…
E se per Hana poteva essere normale, Rukawa non avrebbe mai saltato un allenamento…
E a quel punto decise di andare direttamente a casa del rossino.


Chi anche era rimasto piuttosto perplesso era Mitsui.
Una volta arrivato in palestra per gli allenamenti supplementari aveva visto correre via Mito, e poi notato l’assenza dei due…
C’era qualcosa che non andava…lo sentiva nell’aria…
E poi era veramente strano che Kaede avesse saltato l’allenamento…
Così decise di chiamarlo al cellulare e casa…
Ovviamente trovò il cellulare spento…
Tuttavia la madre di Kaede gli aveva detto di non preoccuparsi…
Di cosa non mi dovrei preoccupare?
Decisamente c’era qualcosa che gli sfuggiva…
Ed iniziò così la sua ricerca per i campetti da basket di Kanagawa.
Provò anche a chiamare Hanamichi…
E in quel caso gli risposero i nonni...
Che diavolo ci facevano lì i nonni del rosso?
No…non andava bene per nulla…
A quel punto comunque, era sicuro che entrambi stessero bene…il problema però era Kaede…
Il fatto che fosse sparito così lo preoccupava…insomma non era da lui…
La conclusione a cui arrivò fu che se voleva spiegazioni poteva chiederle ad una sola persona…


Quando Hana si svegliò, intorno ad ora di cena, trovò Yohei ad aspettarlo nel salotto…
Era sparito per tutto il giorno, logico che qualcuno avesse notato la sua assenza…
Ma Mito non disse nulla, non pretese spiegazioni...aspettò che fosse Hana a parlare…
E la sua pazienza fu premiata, perché il rossino, bisognoso di sfogarsi, raccontò ogni cosa al suo migliore amico…
Yohei si fermò a cena, ed i nonni di Hana annunciarono che la mattina seguente sarebbero partiti per Tokio per sistemare alcune cose e prendere almeno un parte dei loro effetti personali…
Si sarebbero trasferiti a Kanagawa…consci di non poter costringere il loro nipote ad andare a vivere lontano dai suoi amici dopo tutto quello che era successo…
Ed Hana accolse la notizia con più entusiasmo di quanto pensassero, perché si alzò ed abbracciò entrambi rischiando di stritolarli.
Era felice davvero…la sua paura più grande si era dissolta…


Qualche ora dopo Mitsui aveva chiamato Mito che, seppur con qualche remora gli aveva spiegato l’accaduto…
Ok…era chiaro che Kaede fosse scosso e lui doveva assolutamente trovarlo e farlo ragionare…
Più sicuro che mai, continuando la sua ricerca, provò a chiamare nuovamente Rukawa…
Il cellulare squillava ma non rispondeva.
Bene…
Optò per un messaggio…chissà che sua altezza, in tutti i sensi, non si degnasse di rispondere…
< E’ tutto il giorno che ti cerco, vuoi darmelo un segno di vita? >
< Sono vivo ok? E ora lasciami in pace…ho altro da fare… >
Ha deciso di tornare tra i comuni mortali…
Pensò divertito.
< Sempre più simpatico eh?! Forza dimmi dove sei… >
< I cazzi tuoi mai vero? >
Che carattere di merda però…
Si chiese come potesse Hana sopportarlo tutto il giorno…
Però probabilmente con lui era un po’ meno stronzo…
Oltretutto non doveva essere un bel momento…
< Oh bhe, farò da solo…comunque il fatto che tu risponda non mi convince molto del tuo bisogno di solitudine, anzi credo che tu abbia bisogno di parlare… >
< Cazzo centra?! La mia è solo educazione… >
< Ah bhe…se tu chiami educazione rispondere con una parolaccia ad ogni messaggio allora non ho mai capito cosa fosse… >
< Vaffanculo Hisashi… >
< Non fosse per la tua finezza mi sentirei persino onorato… >
< Dio ma sei una piaga… >
< Ah ah…ma ora basta sto spendendo un patrimonio… >
< Oh come mi spiace…ma ti faccio presente che non te l’ho chiesto… >
< Va bhe ci rinuncio…ci vediamo Kaede… >
Prima di quanto pensi…
Se non aveva messo piede su un campo da basket tutto il giorno, come aveva constatato nelle sue ricerche, ora doveva essere lì per forza…
Altrimenti non sarebbe stato Kaede Rukawa.
Sperò che la breve discussione per messaggi lo avesse fatto sbollire un po’, ma si sbagliava…
Dopo aver cercato in due o tre campetti nei pressi dello Shohoku lo trovò…
Non si è calmato...
Constatò guardandolo dall’ingresso del campetto…
Lo vide correre come un pazzo da una parte all’altra del campo…provare azioni, finte e tiri a ripetizione…
E infine lanciare la palla contro il tabellone, saltare e schiacciare con forza inaudita nel canestro…
Lasciare il tabellone tremante e poi ricadere sull’asfalto stravolto…
Lo vide appoggiare la schiena al sostegno del canestro e scivolare seduto a terra respirando a fatica…
Gli occhi chiusi e la testa reclinata all’indietro…
Non si poteva dire che quell’immagine esortasse Mitsui ad avvicinarsi…ma doveva farlo.
Quindi trasse un profondo respiro, sperando di tornare a casa sulle sue gambe, e mise piede nel campetto…
“Non chiedi aiuto nemmeno sotto tortura vero?” chiese con il solito tono da menefreghista.
Kaede aprì gli occhi e li puntò sul nuovo arrivato.
“Ci mancavi solo tu…” sputò con rabbia…ma non diretta al suo interlocutore, e Mitsui lo capì…
“Anche io sono felice di vederti!” cercò di alleggerire la tensione.
“Sei esasperante…” sbuffò spazientito l’altro vedendolo sedersi al suo fianco.
“Lo so…” sorriso a trentamila denti.
“Hai contratto il virus della Sendite?” chiese Rukawa inarcando un sopracciglio.
“Merda…sei davvero impossibile…” Rispose Hisashi quasi sul punto di arrendersi.
Ma Kaede non rispose, aspettò qualche minuto e poi domandò:
“Mi spieghi perché perdi tempo con me?”
Davvero non lo capiva…
Nonostante avesse bisogno di qualcuno con cui parlare e sapendo benissimo di poterlo fare solo con lui, l’aveva trattato di merda durante la conversazione per messaggi.
E Hisashi l’aveva comunque cercato…
Ora non si stava comportando meglio e lui era ancora lì…
Ma quanta pazienza aveva quel ragazzo?
Al posto suo si sarebbe mandato a cagare.
“Me lo sto chiedendo anche io.”
Silenzio…
“Ho parlato con Mito…”
“…” Immaginavo...
Kaede rimase in silenzio per un po’ perso nei suo pensieri…poi parlò…
“Rischiava di farsi ammazzare.”
“E’ questo il problema?”
“In un certo senso si…”
“Guarda che non serve sparire e nascondersi in un campo da basket a sfogare la rabbia e la preoccupazione…”
“Non sono stato tutto il giorno qui.”
“Lo so…avevo già controllato. Ma non è questo il punto…fino a quando non parlerai con lui non cambierà nulla.”
Ma l’aveva cercato davvero tutto il giorno?
Bha…
Meglio glissare…conoscendo Mitsui erano capaci di ricominciare a sparare frecciatine a raffica…
“Avevo bisogno di sfogarmi…”
“E ci sei riuscito?”
“No.”
“Appunto. Magari anche una bella rissa come ai vecchi tempi può andare bene, però devi tornare da lui.”
“Nh…” sospiro…
“Sai, si sta chiedendo che fine hai fatto…e sono sicuro che vorrebbe averti accanto.”
“Non è facile…continuo a pensare che se solo mi fossi svegliato o lo avessi aspettato per andare a dormire non avrebbe corso quel rischio. Non ci sono stato quando ne avrebbe avuto più bisogno.”
“Kaede…da quando ti fai tutte ‘ste seghe mentali?” chiese perplesso Hisashi.
“Non lo sono.” Rispose l’altro risentito.
“No, per carità. Stai qui a porti mille interrogativi inutili…a cosa ti servono tutti questi se? Hana sta bene ok? Quella di andare da solo è stata una sua decisione, avrebbe potuto svegliarti…e probabilmente non l’ha fatto per non farti correre pericoli…anzi, conoscendolo nemmeno avrà pensato alle conseguenze del suo gesto…lo sai com’è fatto. Ha fatto una cazzata e siamo d’accordo, ma è finita bene. A questo punto hai due possibilità: o continui a stare qui come un deficiente trincerandoti dietro i se e i ma, oppure alzi il culo e vai da lui…adesso si che ha bisogno di te…”
“…” Kaede fu costretto ad ammettere almeno con se stesso che Hisashi non aveva tutti i torti.
Forse era davvero il caso di tornare dal Do’hao.
“Dai…lo so che in fondo queste cose le sai anche tu. Forse avevi solo bisogno di sentirtele dire. Un giorno di isolamento è stato più che sufficiente non credi?”
“Già…”
“Oh evviva…ora…che ne dici di fare due tiri?” chiese Mitsui alzandosi in piedi.
Rukawa lo guardò qualche secondo, quasi implorante, sperando che ritirasse la sfida…
Non era assolutamente da lui tirarsi indietro, ma davvero non aveva più forze e alla fine lo ammise…
“Hisa…non so nemmeno se riesco a reggermi in piedi…”
E il suddetto scoppiò in una fragorosa risata…
“Cos’hai da ridere?” chiese infastidito Kaede che non aveva capito il motivo di tanta ilarità…
“Bhe, in poche ore sei passato dal chiamarmi per nome al diminutivo…è sorprendente come tu sia cambiato...e poi guardati: Kaede Rukawa costretto a rinunciare ad una sfida perché si è sfinito per l’intera giornata a furia di seghe mentali, e appena si è seduto l’adrenalina gli è scivolata fuori dal corpo…cavolo avrei di che ricattarti…”
“Bastardo…” rispose l’altro tirandosi a fatica in piedi…
“Certo che hai la testa dura…dai ti accompagno a casa.” Rispose avvicinandosi a lui per dargli una mano…
Bene…ora muovo a pietà anche i teppisti…perfetto…

Arrivati di fronte a casa di Kaede, Hisashi si congedò…
“Bene, io vado…” disse voltandosi.
Rukawa lo vide fare il primo passo e si diede da solo dello stronzo…
Non poteva lasciarlo andare senza una sola parola dopo che l’aveva cercato...
“Hisa…” lo richiamò
“Hn?” Mitsui si fermò e voltò la testa.
“Grazie…”
Ghigno…
“Ehi ghiacciolo ti sciogliendo sai?!”
“Vai a cagare va’…” rispose Kaede infilando la chiave nella toppa…
Cercava di essere gentile e la gente reagiva così?
Si disse che forse era meglio tornare alle vecchie abitudini…
“Ora mi sento meglio…mi mancavano i tuoi insulti.”
“Uff…” sbuffò spazientito Rukawa aprendo la porta…
“Ehi…” si voltò
“Quando vuoi ci sono sempre…” concluse Mitsui tornando verso casa.

Kaede entrò in casa per la prima volta sicuro di avere un amico.
Nella sua vita non gli era mai capitato di desiderare di averne…
Chiariamo meglio…era convinto che per alcune persone ci sarebbe sempre stato.
Un esempio erano quelli della squadra…
Però da qui a pensare di averne bisogno lui stesso ne passava…forse perché non aveva mai vissuto situazioni che richiedessero l’intervento di qualcuno…
Però ora, a fronte degli avvenimenti degli ultimi mesi, doveva ammettere che avere qualcuno accanto non era poi tanto male…
Oddio…l’amicizia con Mitsui era forse un po’ strana date le frecciatine continue che si lanciavano e quella sorta di astiosità scherzosa che animava le loro conversazioni, ma andava bene comunque…
Due teppisti nella mia vita...
Grande Kaede, te li scegli proprio bene...
Con tutti questi pensieri riuscì a buttarsi sul letto dopo una doccia rinfrescante e aver chiesto spiegazioni al padre, che tuttavia si era limitato a dirgli che i nonni di Hana erano tornati a Kanagawa…
Come fosse arrivato fino alla sua stanza era un mistero…la cosa importante però, era che ormai aveva messo la testa sul cuscino…
E si sa che Rukawa, appena poggia la testa su una superficie piana, non può far altro che addormentarsi…
E quell’occasione non fece eccezione.

La mattina seguente si alzò ormai deciso a chiarire con Hana…
Si dice che la notte porta consiglio no?
E lui era tranquillo…
Oddio, magari non completamente…però credeva di avere abbastanza sangue freddo per affrontare la cosa…
Errore…
Perché appena Hanamichi aprì la porta di casa lo prese per il colletto della maglia e lo sbatté contro il muro dell’ingresso…
“CHE CAZZO CREDEVI DI FARE EH?!” gli urlò contro in balia delle stesse sensazioni del giorno precedente…
Hana era stupito…non si aspettava una reazione simile…
Kaede stava urlando…
E non era un buon segno…
“Kae…” cercò di intervenire…
“TI RENDI CONTO CHE RISCHIAVI DI FARTI AMMAZZARE!!! PRIMA DI FARE LA TUA CAZZATA HAI PENSATO UN ATTIMO A ME? DIO!!!”
Shock…
Kaede stava…
Hana si disse che non era possibile…
Lo guardò meglio…
Stava veramente piangendo…per lui?
“Io non…” riprovò a parlare, ma a quanto pare Kaede nemmeno se ne rendeva conto…
“LO VUOI CAPIRE CHE TI AMO RAZZA DI IDIOTA?!!!” Concluse avventandosi sulle sue labbra conducendolo in un bacio quasi disperato…
Hana rispose al bacio senza riuscire a muoversi…
Quelle parole sarebbero state stupende anche se Kaede le avesse mormorate…
Ma ascoltarle urlate da quella voce che di solito teneva dei toni bassi e soffici era…
Non aveva parole per definire cosa provava in quel momento…
Sapeva solo che doveva spiegarsi…
Prese il viso dell’altro tra le mani e lo scostò dolcemente…
“Kaede…mi dispiace…davvero…non ho pensato alle conseguenze. Credevo di uscirne vivo con la confessione del preside…” disse guardandolo negli occhi
“Dovevo aspettarmelo da un’idiota…”
La furia sembrava totalmente scomparsa…
La sua voce era tornata al tono normale seppur con una punta in più di dolcezza.
Probabilmente, si disse Hana, aveva solo bisogno di sfogare la tensione…
“Questa volta hai ragione…” rispose asciugandogli le lacrime…poi lo abbracciò…
“I tuoi nonni?” chiese Kaede dopo un po’ colto dal dubbio…
Non ci aveva nemmeno pensato…
“Solo ora ti viene in mente?! Comunque sono a Tokio…torneranno tra tre giorni…”rispose l’altro prendendolo per mano e sdraiandosi sul divano…
Kaede con la schiena poggiata al bracciolo del divano e Hana tra le sue gambe, appoggiato a lui…
E lentamente Sakuragi cominciò a raccontare tutto ciò che era successo, mentre Kaede lo stringeva di più a sé per dargli sostegno.
E si diede dello stupido, perché mentre lui si lasciava andare a stupide riflessioni, Hana era da solo ad affrontare la scoperta di avere un padre appartenente alla Miyamazu, un padre che aveva cercato di ucciderlo…
E fu stupito dalla forza del rossino quando con sicurezza affermò che lui aveva avuto solo un padre, che il legame di sangue non gli importava…che per quanto lo riguardava Kyo Ritsui rimaneva l’ex-preside della loro scuola e un assassino…niente di più…
E poi con tutto il tatto che possedeva, Hana spiegò a Kaede chi fosse Tsubuki…ma per sua fortuna il moro non mostrò alcun desidero omicida…
Anche se Hana era convinto che il suo ragazzo avesse un po’ di astio verso colui che lo aveva praticamente gettato tra le braccia della morte…

“Kae …grazie per tutto quello che hai fatto in questi mesi.”
“Non ho bisogno di ringraziamenti Hana…tutto ciò che ho fatto l’ho fatto perché lo volevo, e per te…e mi dispiace di essere andato via…”
“Lo so. Ho capito e non te ne faccio una colpa…”
Kaede un po’ rincuorato si sentì comunque in dovere di aggiungere:
“Però Hana, promettimi una cosa…d’ora in poi, qualsiasi cosa accada, prima di commettere azioni avventate parlane con me…non voglio più provare niente di simile…”
“Te lo prometto…”
Rimasero distesi senza dire nulla per alcuni minuti, ognuno perso nei suoi pensieri…
“Ora che i miei nonni hanno deciso di trasferirsi non sarà più come prima…” disse Hana dopo un po’…
“In che senso?” chiese Kaede non capendo.
“Non potrai vivere qui con me…”
“Hana…anche se fossero tornati a Tokio non avrei potuto comunque restare…”
“Perché?”
“Questi mesi sono stati un caso particolare e i miei genitori hanno capito, ma io sono sempre loro figlio, non posso sparire in questo modo dalle loro vite…lo capisci?”
“Si…” rispose il rosso un po’ triste…
“E comunque non cambierà nulla tra noi, se non per il fatto che avremo qualche difficoltà in più a consumare…” cercò di sdrammatizzare il moro.
“Kae!!!” Hana divenne rosso come sempre quando si parlava di certe cose…
Dopo tutto quello che avevano fatto ancora non riusciva a parlarne…
Kaede si chiese se fosse poi così normale…
“Quanto sei pudico…” lo prese in giro giocando con le ciocche dei capelli del suo ragazzo…
“E comunque siamo stati fortunati ad avere questi mesi tutti per noi. Normalmente non è così…semplicemente ci ritroveremo a cercare i nostri spazi come dei normali adolescenti…”
E Hana si illuminò…
“Già, hai ragione. Abbiamo bruciato un po’ di tappe…nemmeno il primo appuntamento...ora che ci penso dobbiamo andare al cinema…”
E Kaede iniziò a preoccuparsi vedendolo partire in quarta nell’esporre le su idee…
“Hana…” cercò di fermarlo…
“…poi camminare mano nella mano di sera sul lungo mare…”
“Ehi… “ Nulla…inutile…
“…ah già, magari una bella cenetta a lume di…”
“Do’hao!!!”
“Ops…scusa mi sono fatto trasportare…”
“Ho notato…” disse divertito il moro…
“Però Kae voglio farle davvero queste cose…magari non…”
E Rukawa gli chiuse le labbra con le sue…
In effetti era l’unico modo per farlo stare zitto…e poi non aveva bisogno di parole per spiegarsi…
“Abbiamo tempo per tutto…” concluse allontanandosi dalle sue labbra…


Il giorno seguente Hana e Kaede decisero di andare a trovare Tsubuki in prigione per capire perché li avesse aiutati…
“Immagino vorrete delle spiegazioni…” li accolse il ragazzo sedendosi su una delle sedie nella stanza in cui i detenuti potevano ricevere visite…
“Nh…” rispose Kaede sedendosi.
“Hai problemi di comunicazione?” chiese un po’ perplesso Tsubuki…
“Non farci caso lui è così…” liquidò Hana…
“Bene, cosa volete sapere?”
“Perché hai fatto tutto questo?”
“Per te…” Un’occhiata raggelante di Kaede lo costrinse ad aggiungere velocemente il resto…
“…e per me…te l’ho detto, avevo un conto in sospeso con loro. Sai io e mio fratello eravamo orfani. Lui aveva 16 anni e io 10 quando i nostri genitori morirono in un incidente stradale. Da quel giorno fummo affidati ad una famiglia, ma scappammo dopo un mese, forse due…”
“Perché?”
“Diciamo che non era esattamente una famiglia modello…vivemmo come barboni per un paio di settimane, rubando portafogli per sopravvivere, fino a quando un membro della Miyamazu non ci trovò. Non so perché, forse per fortuna…ma non fummo coinvolti in nessun giro di prostituzione o pedofilia. Credo che Miyamazu avesse visto qualcosa in mio fratello che poteva tornargli utile…forse la rabbia…non saprei…fatto sta che da quel giorno ci prese sotto la sua tutela e mentre io me ne stavo allegramente a casa a guardare la tv mio fratello veniva addestrato ad uccidere…andammo avanti così per anni e lui si spegneva ogni giorno di più…poi morì…avevo 14 anni allora... Non mi fu detto nient’altro se non che era rimasto ucciso in una delle sue missioni. Ma io non era stupido, sapevo cosa faceva e sapevo anche che voleva uscirne e ricominciare da zero.
Per questo da quel giorno ho fatto credere a Miyamazu di essere convinto della loro parola, e sono diventato una specie di braccio destro per lui. Spesso mi limitavo semplicemente a recapitare messaggi da una parte all’altra e nel frattempo raccoglievo le prove per incastrarli...questo fino a quando non sono stato spedito a Kanagawa per controllare Kyo Ritsui…”
“Perché?”
“Non era un grande professionista. Di cazzate ne ha fatte tante, al punto di essere costretto a cambiare identità…e quella con tua madre è stata la più grossa…Miyamazu voleva che lo tenessi sotto controllo e che lo avvisassi nel caso in cui avesse fatto passi falsi…”
“E l’hai fatto?”chiese preoccupato il rossino…
“No. Avevo già troppi morti sulla coscienza…comunque sei stato fortunato, ci fosse stato un altro al posto suo non avresti avuto il tempo di pronunciare nemmeno una sillaba…altro che chiacchierare per mezzora…”
“Se qualcuno si fosse fatto i cazzi suoi magari…” aggiunse acidamente Kaede…
“Lo so…hai ragione. Credevo di conoscerlo e invece mi sono sbagliato.”
“Cosa ci facevi a Tokio?” continuò Hana per evitare di continuare a parlare della cosa…La volpe pareva essere un po’ troppo sensibile all’argomento…
“Do’hao…” Il rosso si voltò irritato…
“E ora che c’è?! E’ una domanda legittima baka kitsune…”
“No, è una domanda stupida…”
“Grr…”
Tsubuki li osservava a metà tra il divertito e l’invidioso…
Sapeva che stavano insieme…
Pedinarli aveva avuto come esito anche questo…e per quanto si fosse abituato all’idea non poteva dire che non facesse male…
Poi una lampadina si illuminò…
Volpe?
“Allora lui è la volpe…cavolo dovevo immaginarlo…”
Bhe, considerando tutte le parole che Hana aveva sprecato a Tokio per parlare di quella ‘stupida volpe’, come la definiva lui, magari avrebbe potuto arrivarci…
“Cosa?” chiese il rossino perplesso…
“Niente niente…comunque ero a Tokio per i soliti lavoretti.” Si affrettò a liquidare…
“Hai detto che andavi all’università.” Affermò il rosso risentito del fatto che l’amico gli avesse mentito…
“Ed è vero…non ho abbandonato gli studi, sono al secondo anno.”
“Sapevi già di mia madre quando ci siamo conosciuti?”
“No. L’ho saputo solo quando Miyamazu mi ha detto di tenere sotto controllo il preside della tua scuola e mi ha spiegato tutto.”
“E poi?” indagò Kaede che non aveva molta voglia di stare lì…l’unico motivo per cui aveva accompagnato Hana era la gelosia…
Insomma non voleva rischiare…
Meglio prevenire che curare no?
Quindi prima uscivano da lì meglio era…
“Nulla. Ho continuano a fare avanti e indietro dal mio albergo allo Shohoku. E un giorno, mentre ero nell’ufficio del preside, ho visto Hana nel cortile della scuola…sai i capelli rossi…”
“Qualcosa contro miei capelli?” chiese Hana risentito…
“No, no…anzi a me piacciono...era per dire che ti ho riconosciuto per quello.”
E a Kaede quell’affermazione non piacque per niente…
“Vai avanti…” lo esortò…ancora un commento o lo ammazzava…
“A quel punto mi sono detto che avevo ancora una speranza, mi sono infilato negli spogliatoi dello Shohoku e ho lasciato quel biglietto. Lo so che sono un vigliacco, ma non volevo passare la mia vita in galera…”
“A proposito…mi pedinavi?” chiese Hana ricordandosi che le prove le aveva sempre trovate lui nella buca…
“Bhe si…e non ero l’unico. Nell’ultimo periodo c’era anche una ragazza che vi seguiva costantemente…”
“Avvertire no eh?!” continuò Hana.
“Do’hao…che ne sapeva lui?”
Ok, lo odiava…ma quello che era giusto era giusto...
“Vi ha dato problemi?”
“No, ha solo sbandierato alla squadra che vivevamo insieme e che ci aveva visti baciarci nel giardino di casa…” rispose Hana passando velocemente ad uno stato di irritazione pericoloso...
“Doveva avercela proprio con voi eh?!” disse divertito Tsubuki…
“Errore…con lui…” e il rosso indicò il compagno.
“Ne avrai per molto con questa storia?” intervenne Kaede esasperato…
“Fino al prossimo sequestro…”
“Pessima battuta…”
“Ehm…ragazzi…io non ho molto tempo a disposizione.” Cercò di mettersi in mezzo Tsubuki…oltretutto quelle scenette lo mettevano a disagio.
“Si scusa…continua…” disse Hana.
“Bhe, una volta trovato l’indirizzo di casa tua ho continuato ad inviarvi le prove fino a quella notte.”
“Scusa ma secondo il tuo ragionamento avresti dovuto andartene…” disse Hana…
“Infatti era quello che stavo per fare…solo che mi è venuto il dubbio di aver fatto una cazzata e così ho chiamato a casa tua…ed ha risposto lui...gli ho detto in quattro parole cosa fare e poi sono corso a scuola. Ma te la stavi cavando più che bene…”
“Avevi qualche dubbio? Se non mi avessi distratto il preside non sarebbe riuscito a spintonarmi…” affermò baldanzoso il rossino…
“Se non ci fossi andato non si sarebbe nemmeno posto il problema…” intervenne Kaede…
“Eh basta però…che palle…”
“Scherzavo Hana…ormai è andata.” Rispose il moro sorridendogli…
Miracolo…forse l’aveva accettato…
In quel momento il guardiano entrò avvertendo che avevano solo cinque minuti...
“Bene ragazzi…io devo andare…”
“Quanto resterai qui?” chiese Hana preoccupato.
“Lo saprò solo alla fine del processo. Comunque ho anche io le mie colpe, compresa quella di non aver fermato in qualche modo l’assassino di Hito Moroi…in teoria sono complice, come lo sono in tutte le cose che sapevo…ma se è questo il prezzo da pagare per vederli in prigione va bene così…” rispose sereno Tsubuki.
Poi abbracciò Hana sotto l’attenzione vigile di Kaede e gli sussurrò all’orecchio:
“Se non funzionasse con lui io sono qui eh?!”
Hana divenne rosso e si allontanò…
“Allora ciao…” salutò Tsubuki allungando la mano verso Rukawa…
Quest’ultimo lo osservò un attimo e la strinse per educazione, non rinunciando però ad uno dei suoi monosillabi più altezzosi…
“Tsè…”

Una volta fuori Kaede si ricordò di un particolare…
“Che cosa ti ha detto?”
“Oh nulla…solo che se non funzionasse posso andare da lui.” Rispose come se stesse parlando del tempo…
“Lo ammazzo…”
Rukawa fece dietro front…
Hana afferrò la sua mano e gli sorrise...
“Kae…non bastano quattro parole per farmi cambiare idea…”
Mano nella mano raggiunsero la spiaggia, quella in cui Rukawa aveva incontrato Hana dopo tre mesi…
Il moro si sedette sulla sabbia, mentre il rossino, in piedi al suo fianco, si lasciava ad un sospiro…e poi un sorriso…
“E’finita…” mormorò soltanto, e Kaede sorrise di riflesso prendendolo per mano ed invitandolo a sedersi tra le sue gambe.
Ed Hana, stretto nel suo abbraccio, posò la testa sulla spalla destra di Kaede voltandosi verso il suo volto fino ad incrociarne lo sguardo.
Rimasero fermi, pochi centimetri tra le loro labbra…
Poi il rossino poggiò le mani su quelle di Kaede, che gli stringevano la vita dolcemente, e ricordò il motivo per cui aveva combattuto fino all’ultimo nell’ufficio del preside…
“Kae...ti amo.” Sussurrò.
E Kaede sorrise colmando la distanza che li separava…impossessandosi con dolcezza delle sue labbra, e poi sempre con più passione…
E quando arrivarono a casa, salirono lentamente le scale, senza lasciare un attimo le loro bocche…accarezzandosi con dolcezza, più lentamente delle volte precedenti, ora consapevoli di quello che provavano…

In piedi di fronte al letto continuavano a baciarsi…
Kaede lasciò le labbra del compagno e lentamente scese sul collo, bevendo ogni gemito di Hana…
Le sue mani slacciarono lentamente i bottoni della camicia che il rossino indossava…
Uno per volta, senza foga…
Aperta la camicia, lo baciò di nuovo, facendo passare i palmi delle mani su tutto petto, dal basso verso l’alto, fino ad arrivare alle spalle e finalmente far scivolare la camicia lungo le braccia di Hana.
E il rossino sfilando la maglia del suo ragazzo, lasciò che le sue mani vagassero sulla schiena del moro…
E l’indumento cadde a terra con un fruscio…
Hana iniziò a baciare il petto di Kaede soffermandosi sui capezzoli, strappandogli piccoli gemiti di eccitazione, subito raggiunti dai suoi…
La mano del moro scese sul petto dell’altro, lentamente fino ad arrivare al primo bottone dei jeans per aprirlo...
Ed Hana si inarcò sentendo la mano di Rukawa accarezzare la sua erezione...e scese verso il basso disegnando gli addominali di Kaede con la lingua, infilandola nel suo ombelico e sfilando contemporaneamente i pantaloni della tutta del ragazzo e i boxer…
In ginocchio davanti a lui si fermò a guardarlo…
Era bellissimo…le gote arrossate, la bocca dischiusa…incatenò i loro sguardi...
E in quel momento Kaede capì che voleva molto di più da quel ragazzo…
Nello stesso istante Hana soffiò sul membro eretto dell’altro, lo accarezzo con un dito, dalla base alla punta, tra gli ansimi del moro…e poi di nuovo e ancora una volta…
Fino a quando Kaede non lo vide passare la lingua per tutta l’asta…
“Dio!”
Hana sorrise e ripagò quel gemito prendendo fra le labbra il membro del compagno e pompando lentamente, accarezzando i testicoli…
E Kaede si sentì morire e rinascere…
Continuò ad ansimare pesantemente tra le sue mani, poi accarezzo i capelli dell’altro e lo fece alzare unendo le loro labbra…
Lo condusse verso il letto fino a quando furono seduti sulla sponda, ed aiutato da Hana fece scivolare via gli ultimi indumenti che coprivano ancora il rossino.
Iniziò a suggere il petto di Hana, mordendone i capezzoli, baciandoli…per risalire infine sul collo e con una mano spingerlo ad appoggiare la schiena alla spalliera del letto…
E Kaede a cavalcioni sulle sue gambe mordicchiò il lobo dell’orecchio sinistro per poi mormorare due parole…
“Hana…preparami…”
E il rossino, che stava accarezzando la schiena dell’altro, si fermò confuso, sorpreso…
“Io non…”
“Cos’è il Tensai non sa come fare?” chiese l’altro poggiando la fronte sulla sua.
“Non è questo…non voglio che tu ti senta obbligato.”
E Kaede sorrise ancora una volta dei dubbi del compagno.
E si rese conto che se qualcuno gli avesse proposto una cosa del genere non avrebbe mai accettato, e ora invece era lui a chiederlo…e solo per Hana…
“Do’hao…” rispose depositando un bacio sulle labbra del rosso.
“…te lo chiedo perché ti amo.”
E scese lentamente di nuovo sul suo petto inframmezzando le sue parole con lunghi baci su quel corpo che tanto amava…
“Ho rischiato di perderti per sempre, credi davvero che mi interessi qual è il mio ruolo in tutto questo? Non è importante Hana…perché sono tuo anche quando sono io a prenderti…”Confessò tornando a guardarlo negli occhi…
E poi scese ancora una volta affondando la lingua dell’ombelico di Hana.
“Non mi sento in obbligo, mi sei entrato nell’anima…e ora voglio sapere cosa significa sentirti dentro di me…”
Hana arrossì a quelle parole, ma Kaede non lo vide, troppo impegnato nel donare piacere all’altro con semplici carezze e baci…
“…e con questa scelta ti lascio veramente tutto quello che ho…me stesso…”
Un bacio…
“…e so di non sbagliare nel farlo…”
E una carezza…
“…quindi ora…” Poggiò la fronte se quella di Hana e la sua mano scese fino al membro turgido del compagno provocandogli un ansimo…prese una delle sue mani e iniziò a suggere un dito, in un gesto allusivo, per poi passare all’altro ed infilare la lingua tra le sue dita…
“…fammi vedere cosa sai fare…” concluse sicuro.
Ed Hana di fronte a tutta quella sicurezza non poté fare altro che acconsentire…
E mentre Kaede continuava la sua intima carezza, il rosso lasciava scendere le dita di una mano lungo la sua spina dorsale, fino ad arrivare all’apertura dell’altro ed iniziare a penetrarlo lentamente con un dito…
Lo strinse di più a sé, felice di ogni gemito e di quella scelta che per lui significava forse di più…perché Kaede gli si stava donando davvero…gli stava dando fiducia…
Il moro lasciò il suo membro poggiando la testa sulla sua spalla, stravolto da sensazioni che non avrebbe mai pensato di provare…
Sensazioni che crebbero quando Hana prese il membro fra le mani iniziando a masturbarlo, aumentando il numero delle dita…
E poi tutto sparì…
Hana lo prese per i fianchi e lentamente iniziò a penetrarlo…fermandosi dopo poco…ma il moro desiderava sentirlo dentro di sé subito…e con uno scatto scese verso il basso, sentendolo finalmente dentro…
E poi si maledì per non aver aspettato…
Faceva male…poggiò la testa sulla spalla dell’altro stringendo le braccia intorno al suo collo.
“Piano…” mormorò Hana carezzandogli la testa.
E aspettarono qualche minuto, mentre il dolore di Kaede scemava velocemente.
“Kae…tutto bene?” chiese il rosso alzando il suo viso…e vide una lacrima…
“Ehi…se ti fa male possiamo smettere…” si affrettò a dire preoccupato.
Ma aveva frainteso…
“No, sto bene Hana…solo…è devastante sentirti dentro di me…” e il rossino sorrise e arrossì nello stesso istante con quell’aria maledettamente ingenua che lo caratterizzava sempre…
Kaede allungò una mano e intrecciò le loro dita salendo verso l’altro con il bacino e poi scendendo…
“Ti amo Kae…” sussurrò Hana prima di spingere ancora una volta…
E poi quelle spinte continuarono sempre più forti, più veloci, alla ricerca del piacere…
E i loro occhi continuarono a cercarsi tutto il tempo…senza mai abbandonarsi…
Ansimando l’uno nell’orecchio dell’altro…
Mentre i gemiti crescevano e la mano di Hana si infilava tra i loro corpi masturbando il compagno…
E furono per la prima volta davvero uniti…
Le loro mani…
I loro sguardi…
I loro gemiti…
E loro labbra che si incontrarono frenetiche nel momento dell’orgasmo, che li colse nello stesso istante.
Ed entrambi seppero cosa significasse davvero essere parte dell’altro…

Kaede stravolto si lasciò andare sulla spalla di Hana…
Rimase fermo nel suo abbraccio senza allontanarsi…
Hana ancora dentro di lui…
Passarono alcuni minuti così…nel silenzio…a riprendere fiato.
Poi Hana poggiando le mani sui fianchi di Kaede lo liberò della sua presenza…
Si stesero sul letto e il moro circondò i fianchi dell’altro con le braccia, poggiando la testa sul suo petto…
Hana rispose alla stretta…
Fu Kaede il primo a parlare…
“Sai Hana…credo che non sarà l’ultima volta che ti lascerò fare…” disse con un sorriso malizioso.
“Volpe hentai!” rispose l’altro imbarazzato tirandogli un pugno leggero sulla testa…

E’ in quella stanza, uno stretto nell’abbraccio dell’altro, dopo aver fatto per la prima volta davvero l’amore, si sentirono felici e completi.
E se è vero che l’amore non dovrebbe essere il centro dell’universo per nessuno, se è vero che la persona amata non dovrebbe essere ciò su cui sui basiamo ogni nostra azione e pensiero, fino a cancellare persino i nostri bisogni, se tutto questo è vero, Hanamichi e Kaede sapevano che difficilmente avrebbero potuto stare bene senza l’altro…
E’ vero, dire ti amerò per sempre forse è davvero troppo per due sedicenni, soprattutto per due persone che davano ora inizio alla loro storia…
Ma Hanamichi, stringendo Kaede, si disse che forse si ama una volta sola, perché davvero non è capace di pensare di poter amare qualcun altro in modo così assoluto e totale…
Forse la loro storia non durerà in eterno, forse si lasceranno, avranno altre storie e magari in futuro ricominceranno da zero, ma Hana è convinto che potrà amare in quel modo solo Kaede…
Perché di Kaede Rukawa ne esiste solo uno, ed è quello che sta stringendo tra le braccia…
E si, è sicuro Hana…lo amerà davvero sempre…al di là delle situazioni, di altre possibili storie, sa che Kaede, il suo stupido volpino, avrà sempre un posto privilegiato…
E dopotutto sarà sempre il suo primo amore no?

E ora Hana è davvero pronto a ricominciare la sua vita da zero…
E lo farà accanto a Kaede…con il basket, gli amici e i nonni…
E sorride…

Si ricomincia…

FINE

Online da: Luglio 2007