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THOUSAND KISSES
Note: NC-18 - Yaoi - Lemon
Autrice: Angel's Isl@nd
ATTENZIONE: questa storia tratta argomenti riservati ad un pubblico adulto. Se non lo sei, torna indietro.
- I personaggi di questa fanfiction sono tutti maggiorenni, e in ogni modo si tratta di un'opera di finzione, che non trova alcun riscontro nella realta'. -

Vista la mia opera precedente ho deciso di rendere questo pezzo più leggero (ammesso che lo si possa considerare tale!!!!).
Per farla breve, la storia comincia con una scommessa, ma… Come dire… Diciamo che degenera…
È una HanaRu tutta lemon, stavolta (tanto per rimediare alla mia prima fanfic che ne è totalmente sprovvista…)!
È la prima lemon che scrivo, ma non mi sembra tanto male…
Leggete e commentate, please! (scrivetemi a 87.angel@virgilio.it!)

L'aria è assente.
Il silenzio, totale.
Anche i grilli hanno smesso di frinire.
Sembra che tutto, dagli insetti alle piante, dai suoni all'aria, fino alla strada e alle luci dei lampioni, si sia fermato ad osservare il mio arrivo, il mio passaggio.
Si sono tutti bloccati, lasciando le loro azioni a metà.
Mi stanno fissando.
Milioni e milioni di occhi stanno fissando la mia sagoma.
Concentrati.
Chi sono...? Cosa sono... io ?
Getto lo sguardo sul giardino del mio acerrimo nemico in uno stato di semi trance.
Non un filo d'erba si muove.
Miliardi di immobili riflessi di uno scuro verde oliva graffiato del nero delle tenebre...

Rabbrividisco.
Lungo la strada scorre l'ombra nera di una macchina in corsa.
Il rumore del suo passaggio sembra distogliere l'attenzione della natura da me.
I grilli riprendono i loro criptici discorsi, le nubi tornano a coprire, liberare e coprire di nuovo la luna.
L'aria notturna ricomincia a sfiorarmi la pelle.
Tutto ha ripreso vita.
Anch'io.
L'uscio di casa è completamente al buio.
Devo trovare il campanello.
Quello al cancello era rotto, ho dovuto percorrere tutto il vialetto ghiaioso.
Trovato!
Appoggio l'indice sul tasto che riflette la fioca luce di un lampione.
Sono le due di notte.
Sono uscito da poco dal bar e qualcosa mi ha spinto fino a qui.
No...
Non è stato "qualcosa" a portarmi qui.
Sono stati 15 baci.
15 baci e la voglia di avere i 985 che rimangono.
Pigio il tasto e percepisco un lussuoso "DLIN-DLON" provenire dall'interno della villetta.

15 baci...
Parte del frutto di una stupida scommessa fatta ad un altrettanto stupido e anonimo bar.
Eravamo io, Mitsui, Kogure, Rukawa, Ryota e Ayako e Takenori e Haruko. A noi si sono uniti anche Takamiya, Noma e Okusu.
Youhei non è venuto.
Ha fatto bene. La serata non gli sarebbe piaciuta. Credo che per lui avrebbe preso una brutta piega.
Eravamo tutti piuttosto alticci.
Io mi sono scolato otto vodke alla menta.
Rukawa... mah, suppergiù 12 boccali di birra, credo.
Mitsui, già alquanto sbronzo, ha condiviso una bottiglia di pregiato vino rosso con Kogure.
O forse dovrei dire il contrario...
Kogure...
Deve avere dei lati nascosti, il ragazzo.
Gli Akagi non hanno bevuto quasi per niente. Takenori solo un po’ di birra, Haruko del succo di frutta.
Sono andati via presto, loro.
Ayako si è presa della vodka tonic con acqua e limone, Ryota della birra e coca-cola.
Eppure sono arrivati tutti al punto di fare la più stupida delle scommesse che si potevano inventare.

Kami, ma che freddo che c'è stasera!
Mi stringo nella felpa.
Guardando me e Rukawa litigare si sono messi a sparare stronzate su stronzate...
Che non sappiamo far altro che litigare dalla mattina alla sera.
Che cani e gatti sono mille volte più pacifici di noi.
Che non ci troviamo mai sulla stessa lunghezza d'onda.
Falsi... FALSI!
Che non andremo mai d'amore e d'accordo.
No...
Il falso sono io.
Che NOI ci amiamo.
Qui si sbagliano davvero, però.
Sono solo io ad amarlo.
L'ho saputo da sempre.
Ma l'ho accettato solo tre ore fa.
Che Haruko non mi piace più. Perchè stasera non l'ho neanche salutata...
Beh, dovevo guardare l'orario... E poi il mio orologio è più bello di lei!
Che io e LUI siamo sempre vicini.
Non ci avevo mai fatto caso.
Ma ho notato che su questo non sbagliavano.
Ascolto il silenzio.
Dalla casa non proviene alcun rumore.
Che Rukawa non sia rientrato...?
Suono di nuovo il campanello.
Poi si sono accorti di aver dimenticato i soldi.
Tutti che si davano di gomito, tutti che ridacchiavano.
Tutti che si fingevano seri e perfetti attori.
Solo Takamiya e Ryota li avevano con sé.
Com' era possibile che tutti gli altri li avessero scordati...?
Rukawa non faceva una piega, non mi è stato di grande aiuto.
Poi eravamo tutti notevolmente ubriachi, perciò il fatto che quasi nessuno si fosse portato dietro qualche yen non mi è sembrato un dettaglio alquanto rilevante.
Ma quella scommessa...
La scommessa dei mille baci tra me e Rukawa era davvero troppo...
Kaede ha fatto per andarsene, ma sono riuscito a trattenerlo accusandolo di essere un fifone e che, andandosene, avrebbe perso la sfida in partenza.
E inoltre...una sfida è sempre una sfida!
Se avesse lasciato il bar, mi sarei guadagnato 8500 yen.
Se avesse accettato la sfida, io e lui avremmo guadagnato metà della cifra ciascuno.
Se se ne fosse andato, non avrebbe guadagnato neanche uno yen.
E se non avesse accettato la scommessa, si sarebbero tutti rifiutati di pagare il conto, costringendo me e lui a fermarci al bar per tutta la notte a lavorare per rimediare al conto non pagato.

Mi abbraccio strofinandomi per riscaldarmi e soffio fuori l'aria dalla bocca come a volte faccio per scaricare l'adrenalina prima di una partita importante che voglio affrontare seriamente.

Siamo riusciti a darci 15 baci.
Uno...................Due.........Tre...
Quindici.
Quattro.......Cinque....Sei...
QUINDICI.
Sette....................Otto..Nove...
Per quindici volte ho potuto sentire le sue labbra contro le mie.
Dieci............Undici...Dodici.......
Quindici stupidi baci scambiati poco più che a fior di labbra per cercare di portare a conclusione una sfida che avrebbe finito per durare come minimo un'ora e mezza.
Tredici...Quattordici....
Quindici stupidi baci rovinati dalle voci dei nostri amici (stronzi) che ci ricordavano, ogni volta, a che punto eravamo.
Poi Kaede si è alzato di scatto, sbattendo le mani sul tavolo, interrompendo la scommessa con un gelido 'che stronzata', doloroso da accettare.
Per me.
Poi se ne è andato.
Non sono riuscito a fare lo sbruffone come sempre.
Ci ho provato e tutti l'hanno bevuta.
Ma non io.
Stavolta non sono riuscito ad ingannarmi.
Ho inventato la scusa di andare dal proprietario del bar, il cugino di quel mio zio che ha il Sakuragi-cho Hotel.
Ma non ho fatto altro che chiudermi in un bagno con le lacrime agli occhi per il nervoso e a riempire di pugni una piastrella del muro, crepandola.
Mi guardo le mani.
Anche al buio le mie nocche sono ora di un cianotico viola.
E verde.
Alla fine i soldi li avevano. Hanno pagato e se ne sono andati, chi prima chi dopo.
Ed eccomi qui.
Io, l'ultimo che ha lasciato il bar.
Io, che voglio portare a termine la sfida a tutti i costi.
Io, che sento l'irrefrenabile voglia di Kaede e dei suoi baci.
Voglio i suoi baci, voglio lui, il suo corpo, le sue labbra, le sue mani, i suoi occhi, la sua attenzione.

Sto per suonare di nuovo ma un "CLUNK" precede il movimento della porta che si apre.
È lui.
Ha i capelli arruffati, l'espressione assonnata, i jeans di stasera e una maglia di un viola slavato. Del pigiama, forse.
Ma è lui.
Bellissimo anche così.
Come sempre.
Credo che stesse per andare a letto.
Poi mi accorgo di quanto siano stropicciati maglietta e pantaloni e allora deduco che si sia addormentato mezzo vestito.
Non appena realizza chi sono, la sua espressione si incupisce.
<Sono le DUE>, mi dice.
È incazzato.
Più che incazzato.
E sta cercando di trattenersi.
<Non me ne frega un ben emerito cazzo, Rukawa>, gli rispondo.
Sono stato male.
E VOGLIO, PRETENDO i baci rimanenti della sfida.
Non sono certo un mite agnellino, stasera.
<Vattene>, mi ordina allontanandosi per chiudere la porta a cui si era appoggiato.
Non gli obbedisco.
Neanche fa in tempo a finire di parlare che spalanco la porta e mi fiondo nel buio della sua casa.
Mi chiudo, rapido e veloce come il guizzo di un'ombra, la porta alla spalle.
Cerco in fretta la chiave e la rigiro nella toppa.
Poi la estraggo e faccio cadere il mazzo a terra, in un tintinnio reso ovattato dallo zerbino.

<Che cazzo vuoi>, mi chiede atono marcando però l'imprecazione.
<Hai lasciato in sospeso la sfida>, gli ricordo.
<E allora?>, dal suo sguardo non traspare nulla. Lo detesto quando fa così. No... bugiardo.
<Gli 8500 yen saranno TUTTI MIEI...>, dico con un sorriso insofferente.
<Me ne sbatto>, è la risposta.
<Mi stai regalando i tuoi 4250, Rukawa, lo sai questo?>, gli domando.
Kaede rimane muto, ignorando volutamente la domanda, ma mantenendo lo sguardo fisso nei miei occhi.
<Ma non me ne frega un cazzo... >, mi fermo un attimo. C'è dell'altro:
<Il fatto è che mi hai... costretto... a lasciare in sospeso una sfida>, socchiudo gli occhi.
<E... io ODIO... lasciare in sospeso una SFIDA>.
<Me ne sbatto anche di questo>, dice di rimando lui.
<Ma io no, Rukawa, è questo il punto.>, gli sorrido.
Il mio sorriso è sincero, ma mi costringo a mantenere uno sguardo glaciale quanto il suo.

Non voglio che capisca quanto lo desidero.
Deve intuire che io voglio solo vincere fino in fondo una stupida sfida.
Non sono gli 8500 yen ad interessarmi.
Sono i 985 baci che rimangono.
Erano i 1000 baci, la scommessa, no?
<Non m'importa di quello che ti interessa, Sakuragi.>, mi risponde lui., <Che ti freghi o no,>, nella penombra, stringe le mani a pugno e serra forte la mascella spostando lo sguardo altrove, forse a terra, <La cosa non mi tocca.>, continua.
Rimango di sasso.
Ma non per quello che ha detto...
Per il suo atteggiamento.
Sta mentendo...
Rukawa STA MENTENDO...!
<Sei un fifone... Non sei altro che un vigliacco fifone!>, lo provoco un po’ incazzato. Ma ora che ho capito non potrà più fermarmi né sperare d'ingannarmi.
<Vai al diavolo>, mormora.
<Un vigliacco fifone che ha compreso di non poter mai essere all'altezza del super mega genio qui presente e che ha quindi - e saggiamente-, >, aggiungo sarcastico e ancora più provocante, <Deciso di lasciare la sfida quando ancora era appena all'inizio!>, concludo sorridendo crudele.
<Sbagli>.
<Oh...ma davvero...?>, gli chiedo velenoso. uh...poveriiiino... <Beh, allora che ragioni avevi per lasciare la sfida...?>.
...
<Lo vedi...?> lo stuzzico, <Non sai neanche che balle inventarti, non è così? Non ti resta che ammetterlo... il sottoscritto è insuperabile...in qualsiasi campo!>, gli suggerisco.
<Non capiresti>.
Non so perchè, ma il suo tono sembra incrinarsi lievemente.
No.. dev'essere stata una mia impressione...
<E cos'è che non capirei?>, figuriamoci se il tono di un ghiacciolo vivente come Rukawa si può alterare!
<Le ragioni...>, come non detto, si può alterare. La risposta era appena mormorata.
Se stava mentendo, devo svegliarlo fuori.
<Oh.. Ma certo che ho capito...!>, lo vedo irrigidirsi, <È che sono troppo bravo anche in questo... E tu hai giustamente deciso di farti da parte, ammettilo...>.
<Mai>, anche perché non sono queste le ragioni……… vero?
<Fifone...>
<...>.
Si sta incazzando di nuovo.
Bene. È quello che voglio.
<Fifone...Vigliacco..>
<Sbagli,> sibila, <Non sono né un fifone né tanto meno un vigliacco...>.
<Ah no...? Però hai una paura tremenda di BACIARMI, non è così?>, gli sorrido velenoso, <Hai paura di consumarti quella cazzo di boccuccia di rosa, vero? Temi seriamente di logorarti... Beh... I tuoi timori sono fondati, devo ammetterlo...>, mi atteggio, <In fondo... sono una BOMBA...L'ha capito anche Sendoh...>.
So quanto odia Akira, perciò continuo: <Fosse lui al posto tuo... 'sta sfida la porterebbe fino in fondo...Subito!>.
<E da cosa lo deduci, sentiamo...>
<Da come mi si struscia contro in partita...Sai com'è...Sarò anche stupido, ma certe cose le capisco...! Altro che te...Lui sì, che sarebbe all'altezza...!!!>.
<Scommetti...?>, ringhia.
<Volentieri...> mentalmente rido di me. Sembro uno stronzissimo nobile altezzoso! <...Vincerei di sicuro!>
<Io non ne sarei così certo>, avanza di un passo.
<Oh...io sì! Fifone come sei...>
<T'ho già detto che non sono un fifone>, uh... ma come si sta incazzando... dai che abbocca...
<Oh sì, invece… sei un fifone...Vigliacco...Codardo...Vile...! Altro che SENDOH! ...Sei completamente nel panico... FIFONE, VIGLIACCO, VILE, VERME, CONIGLIO, PUSILLANIME!>.

Le sue labbra si scontrano con decisione contro le mie dopo aver mormorato un ennesimo 'ma vai al diavolo'.
Come dire... Ha abboccato... Visssccchhto? Sono un Gèèèèèèèènio....
Sento le sue mani stringermi indecise le braccia appena sotto le spalle.
<Vedi? Non sono un fifone...>, mi dice, <Questo era già uno...>.
<Sendoh farebbe di meglio...>, kami, quanto sono stronzo...
<Io dico di no...>. Mi dà un altro bacio, <Questo è un altro>.
Come il primo, è deciso ma breve, a labbra semichiuse.
<Te ne mancano ancora novecentoottantatre, imbecille! Di questo passo faremo mattina!>, non che mi dispiaccia...
Lo sbatto contro il muro e mi avvicino di nuovo a lui in un unico movimento fluido.

Ora sono io a baciarlo.
982………981……………980…979……
Sono baci simili ai precedenti, sicuri e sfuggenti al contempo.
978…977………976….
Tengo fermo Rukawa bloccando saldamente le sue spalle al muro.
975…
Cerca di liberarsi dalla presa, ma io aumento la stretta lasciando le sue spalle e appoggiandomi contro di lui con il mio peso e trattenendogli i polsi appena sopra le spalle.
974…
Si dimena senza troppa convinzione e con scarsi risultati.
Sa benissimo anche lui che io sono il più pesante, il più alto e il più forte tra i due.
Un mugolio di protesta risale dalla sua gola soffocandosi nell’incavo della mia bocca.
973…
Inarcando la schiena riesce a scrollarmi di dosso, spingendomi poi lontano di qualche passo da lui.
I miei occhi si stanno abituando al buio.
Mi sta fissando cercando di celare la confusione che aleggia tra i suoi pensieri.
Le sue corde vocali vibrano emettendo un afono e flebile ‘vattene’.
La fioca luce della luna proveniente da una finestra rischiara lievemente la sua pelle diafana:
È leggermente spettinato e i suoi vestiti stropicciati lo fanno sembrare indifeso.
Fisso le sue piccole e pallide labbra carnose, risalendo lungo la linea del naso fino alle sopracciglia, perdendomi un istante nei suoi occhi allungati, offuscati e vagamente inquieti.
Nel profondo silenzio avverto il suo respiro breve e impercettibilmente affannato.
Quando il mio sguardo focalizza la curva della mandibola, sorrido dolce e i miei occhi risplendono al chiaro riflesso lunare.

<No…>.
La mia voce è un caldo sussurro vellutato.
Lo amo.
E non me ne andrò.
Muovo un passo verso di lui, continuando a sorridere mentre avverto il calore della sua pelle aumentare man mano che mi faccio più vicino.
Nella mente mi riecheggia una melodia dolcissima.
Volevo essere tutt’altro che dolce, stasera……ma comincio a credere che cambiare programma sia la scelta migliore…
I nostri piedi si toccano, i respiri si fondono l’uno con l’altro, l’uno nell’altro.
Senza alcun contatto.
Mentre lui si addossa il più possibile al muro sperando di riuscire ad attraversare la parete, gli respingo delicatamente i capelli dal viso spostando piano ogni ciocca, liberando il suo volto, e i nostri sguardi s’intrecciano, legati da salde catene.
Sollevo piano una mano mentre l’altra si appoggia su un suo fianco e faccio scorrere le mie dita sul volto di Kaede seguendone il profilo in una languida carezza.

Le sue labbra sono così morbide…

Mi avvicino pigramente ad esse con le mie e chiudo gli occhi, lasciandomi inebriare dal profumo del suo doccia schiuma.
Non mi appoggio, lascio che le nostre bocche si sfiorino ad ogni respiro… ad ogni battito.
Rukawa non si scosta e le sue labbra continuano a fremere incerte contro le mie, avvicinandosi e allontanandosi impercettibilmente attimo dopo attimo.

La mia mano scivola lenta dal fianco verso la sua schiena, mentre le mie dita giocano con il bordo della sua maglia.
Quando sento la sua bocca appoggiarsi alla mia, un brivido mi scorre lungo la schiena.
C’è qualcosa di diverso…
È un bacio così…
Timido…
Dolce…
Socchiudo gli occhi per ritrovarmi il viso di Kaede a pochi centimetri di distanza.
Mi allontano di poco per osservarlo meglio.
<Ru…>, sussurro.
Lui alza lo sguardo incatenandolo al mio.
Sembra piuttosto imbarazzato…
Checcccariiino……
Sorrido di nuovo, un sorriso dolcissimo.
Kaede sembra arrossire ancora di più…
<Ru…>, bisbiglio di nuovo.
Lambisco le sue labbra con la lingua e la mia mano scivola lenta sotto la maglia, la sua pelle arroventata che scorre liscia sotto le mie dita.

Mi fa impazzire…

Sospiro di piacere quando sento una mano sfiorarmi la guancia e l’altra percorrermi gli addominali risalendo dal basso verso l’alto.
Il mio palmo percorre ogni centimetro della sua schiena, spostandosi lungo la sua spina dorsale, scendendo verso i fianchi e passando sulle sue scapole.
Lo guardo mentre, ad occhi chiusi, fa scorrere le sue dita lungo una mia clavicola seguendone il tratto più volte…
Avanti e indietro…
Cercando di arrivare il più possibile sotto il colletto della maglia, verso la spalla.

Lo bacio, lo bacio e lo bacio di nuovo catturandogli le labbra, liberandole e imprigionandole nuovamente, instancabile.
Rukawa mi circonda il collo con le sue roventi braccia scoperte.
Voglio sentire il calore della sua pelle contro la mia.
Ora…!
Lo sciolgo dal mio abbraccio e, senza smettere di baciarlo, abbasso la zip della felpa, la sfilo e la lascio cadere a terra tornando ad stringere Kaede.
Mmmh…
È bollente…
Afferro la nuca di Rukawa premendo le mie labbra sulle sue,
chiedendo di entrare,
chiedendo di più.

Kaede me lo concede dischiudendo le labbra, permettendomi di scivolare in lui, di assaggiare il suo umido sapore in un bacio travolgente.
Mi passa febbricitante le mani sul torace, sul petto, sulle braccia, sui fianchi, risalendo da sopra le natiche fin sul dorso,
cercando di sollevarmi la maglia con gesti impacciati e febbrili mentre scivola lungo il muro del corridoio indietreggiando lentamente.
Mi strappo la maglietta di dosso e torno ad avventarmi su Rukawa, cercando di non scollare le mie labbra, le mie mani, la mia pelle da lui mentre, passo dopo passo, indietreggia verso il fondo del corridoio.

Cerco invano di frenare i suoi movimenti cingendogli la vita con entrambe le braccia.
Sento il suo alito contro di me, le sue labbra che si scontrano con le mie, le sue braccia che mi circondano il collo e mi scorre un brivido violento lungo tutta la schiena, una scarica elettrica che scaturisce dalla nuca e percorre in una frazione di istante tutto il mio corpo fin dietro le gambe.

Comprendo che siamo giunti a destinazione quando mi schiaccia contro una porta dopo averla chiusa.
Si avventa sul mio collo riempiendolo di baci, facendo vagare famelico le sue mani su ogni mio centimetro quadrato di pelle, torturandomi i capezzoli, ansimando contro la mia spalla, strusciandomi contro con tutto il suo peso, cancellando l’ultimo barlume di ragione radicato in me.
Cedo all’impeto delle mie emozioni e dei miei istinti e afferro Kaede premendolo avidamente contro di me.
La mia bocca si muove affamata sopra la sua, invadente, esigente, impadronendosi delle sue labbra umide con una sensualità totale, prepotente.
Gli sfilo avido la maglia dalla testa, poi faccio scivolare una mano dietro la sua nuca per sorreggerla mentre, continuando ad abbracciarlo, lo spingo verso quella che rassomiglia la sagoma di letto.

<Hana…>, mi chiama con voce roca.
<M…mh?>, i miei sensi sono annebbiati dal desiderio ardente che provo di averlo.
<No, aspetta… Io…>
<Fidati di me… Kaede…>, lo interrompo.

Devo placare i miei bollenti spiriti.
Lo faccio adagiare sul letto e mi sdraio piano sopra di lui.
Carezzo languidamente il suo volto con il dorso di una mano, costringendolo a guardarmi.
Gli sorrido dolce, non deve avere paura di me.
Non gli farei mai del male…

Osservo i suoi lineamenti lievemente illuminati dalla debole luce della luna.
È bellissimo…
Contemplo i bagliori lunari che scivolano lenti lungo la sua pelle lievemente sudata.
Seguo con un dito il riflesso di luce che nasce dalla spalla, s’avventura sulla clavicola fino ad annegare nella sua gola.
Il suo collo arcuato all’indietro pulsa ad ogni battito.
Ci passo sopra una mano con una lentezza snervante, fino a sfiorare le sue labbra con il pollice.

Mi soffermo a guardare i suoi capelli arruffati che gli danno un’aria da bambino imbronciato e sorrido ancora di più chinandomi per donargli un bacio dolce come la carezza di una tiepida folata di vento estivo sulla pelle.
Assaggio la sua fronte, il suo naso, i suoi zigomi, il profilo della sua mandibola ascoltando il silenzio rotto dai nostri respiri affannati.


Un brivido di freddo mi scorre lungo il dorso facendomi tremare le braccia in un rapido spasmo.
Kaede mi guarda a lungo.
Ho smesso di sorridere per cercar di reprimere l’impellente desiderio di averlo, bramosia che sta travolgendo i miei sensi ad una velocità incontrollabile, che non riesco a frenare, che sta divorando la mia capacità di resistenza nutrendosi di essa.

Scorgo la mia pelle sudata luccicare abbronzata nella notte e riesco quasi a immaginare le mie labbra umide e piene socchiuse, lucide mentre divoro con gli occhi Rukawa con uno sguardo intenso, profondo, la vista annebbiata da una passione che non riesco a dominare e che aumenta quando sento le sue mani scivolare lente dalle spalle lungo tutta la mia schiena fino all’orlo dei pantaloni.

Kami…


Allaccia le sue braccia dietro il mio dorso e si solleva respirando a brevi e scoordinati sospiri.
Tremo nel sorreggerlo, godendo, puntellandomi sui gomiti, dei baci leggeri che mi posa sul collo, sulla gola, sulle clavicole e risalendo verso il mento, la bocca e le guance.
Quando si riappoggia stanco sul materasso, sono io a chinarmi su di lui.

Le mie labbra sfiorano la sua tempia e scivolano languide verso il mento lasciando un’ incorporea scia di saliva.
Si premono con ardore sulla sua gola e avverto le mani di Rukawa fremere lungo tutto il mio dorso, cercando di salire, scendere, risalire e abbassarsi di nuovo, provando a passare sotto l’orlo dei jeans.
Senza scollarmi dalle sue labbra e dalla sua pelle, faccio scorrere una mano sulla ruvida stoffa dei suoi pantaloni, sfiorando le sue cosce, scivolando leggero verso l’interno, iniziando una pigra ascesa verso la chiusura lampo dove mi soffermo in un dolce e innocente massaggio.

Stretto nella morsa del suo abbraccio lo sento spingersi il più possibile contro di me ansando affannosamente.
Scivolo di lato senza fretta, trascinando Kaede con me, invertendo le posizioni.
Mi sfiora una guancia con le labbra seguendo con la punta della lingua il contorno del mio orecchio.
Ruoto il viso cercando il suo, e la mia bocca incontra la sua per assaporarla con un’ avidità condivisa da entrambi.
Le mie dita si muovono sapienti contro i suoi pantaloni, slacciando un bottone dopo l’altro, abbassando la lampo.

Calo il bordo dei suoi jeans lungo i fianchi, e lui mi interrompe abbassandosi verso il mio viso, socchiudendo le labbra intorno alle mie.
Armeggia con i calzoni mentre gli faccio scivolare le braccia intorno al collo, lasciandomi sfuggire gemiti ansimanti mentre mi copre il volto di baci febbrili.

Mi sento mozzare il fiato quando mi accarezza pigramente i capezzoli con la lingua, brividi mi percorrono il torace e le forza mi defluisce dalle membra.

Le sue mani fremono mentre mi tasta i muscoli, le dita che si muovono sul mio petto scendendo verso una meta precisa.
Ha difficoltà a respirare e trema cercando la zip dei miei jeans.

Gli prendo le mani intrecciando le mie dita alle sue, tirandolo a me e abbracciandolo per far sì che si rilassi.
Lui affonda il viso tra i miei capelli senza riuscire a smettere di essere scosso da brividi leggeri.
Accarezzo la sua chioma d’ebano passando l’altra mano lungo tutta la sua schiena, accorgendomi della sua nudità quando arrivo alle sue natiche senza incontrare ostacoli.

<Kae…>, sussurro a bassissima voce.
Lo sento strofinarsi contro il mio collo.
<Kae…?>, lo chiamo di nuovo, e, lentamente, solleva il suo viso fino ad incontrare il mio sguardo.

È accaldato, eccitato, intimidito e imbarazzato allo stesso tempo.
Quando capisco quello che ha, sorrido. Dolce come sempre.
Non ho mai sorriso a nessuno così tante volte e in questo modo fino ad ora…
Non deve aver nulla da temere… sono inesperto anch’io…
Ma non ci penso e mi lascio guidare dai miei sensi, dal mio cuore e dal mio istinto.
Esprimo a voce i miei pensieri liberando il suo viso da qualche umida ciocca ribelle che gli nasconde gli occhi ondeggiando ad ogni nostro respiro.

Mi allungo verso di lui e gli bacio la fronte, scivolando sugli occhi, lungo la linea del naso fino ad arrivare alle sue labbra.
Incollo la mia bocca alla sua; i sospiri si fondono in un unico respiro e lo sfioro con una mano in una lunga carezza.
Sento il suo bacino sollevarsi mentre cerca la cerniera dei miei pantaloni.
Non riesco quasi a respirare intanto che lo guido rallentando i suoi movimenti.
Lo sento slacciarli e abbassare la lampo.
Poi me li fa scendere lungo i fianchi.
Mi sollevo leggermente e lui me li sfila piano insieme ai boxer.
Sento i vestiti cadere a terra in un fruscio.

Rukawa mi guarda in trance, completamente sudato, a labbra dischiuse, restando seduto sulle mie cosce incapace di muoversi.
Mi tiro su, sedendomi, e gli passo le braccia di fianco alle costole che si sollevano e si abbassano aritmicamente, ad ogni respiro irregolare.
Imprigiono il suo torace nel mio abbraccio mentre inizio a posargli sul collo tanti piccoli baci e lo sento circondarmi le spalle con un braccio e inclinare la testa all’indietro.
Lo spingo a sdraiarsi supino senza staccarmi da lui.

Pelle contro pelle, mi abbandono su di lui, dissetandomi del suo sudore salato, continuando a leccargli il collo, mordendolo e baciandolo, instancabile.
Gli bacio tutto il corpo, centimetro dopo centimetro,talvolta addentandolo, senza la minima fretta.
Kaede si contorce sotto il mio tocco, sentendo le mie calde labbra, la mia lingua e i miei denti sulla sua pelle.

Rotoliamo tra le lenzuola mentre mi morde il lobo di un orecchio, placando poi il dolore con leggeri colpi di lingua e imprigionandolo tra le sue umide e gonfie labbra.
Le sue dita scorrono frenetiche sopra la mia pelle liscia e calda, seguite dalla sua bocca che intraprende il loro stesso percorso mordendomi e leccandomi, strappandomi strozzati gemiti di piacere.
Scivola nell’umido anfratto della mia bocca, duellando con la mia lingua in un’umida, sensuale e arcana danza di passione.

Lo sento tremare eccitato mentre si sfrega contro il mio inguine e gli afferro selvaggio le natiche in un gesto impulsivo, per un maggiore contatto.
Seguendo il suo esempio, sconnetto il reparto “senno” nel mio cervello e mi lascio regredire agli istinti primordiali.

Lecchiamo, graffiamo, mordiamo e gemiamo sulle nostre pelli e nelle nostre bocche come animali, emettendo pesanti ansiti affannati, mentre i nostri corpi si rivestono di una lieve pellicola di sudore che balugina nella notte.
L’eccitazione mi serpeggia sempre più rapida nelle vene e, con un colpo di reni, ribalto le posizioni senza smettere di avventarmi su di lui.

Mi abbandono all’istinto continuando ad affondare la lingua nell’ umida cavità di Rukawa, impadronendomene con violenza, occupandola prepotentemente.
Lascio che mi inumidisca abbondantemente di saliva le dita di una mano, poi le allontano facendo scorrere il palmo sul suo torace, saggiando ogni curva, scivolando sempre più in basso.
Lo distraggo dalle mie dita posando le labbra arroventate su un capezzolo già inturgidito, succhiandolo e mordendolo, mentre con l’altra mano afferro deciso ogni sua parte di pelle, solcandola selvaggio con le unghie.
Capisco che questo non basta sentendo i suoi gemiti e passo più in basso, scivolando con le labbra lungo i suoi addominali che fremono ad ogni ansito affannato e ogni volta che mi impadronisco di una parte sensibile del suo corpo.

E scendo sempre più giù, inarrestabile, fino a conquistare la sua virilità tesa allo spasimo, fulcro incandescente di energia che invade la mia bocca famelica.
Lo sento contorcersi e inarcare la schiena, flettere le gambe e puntarsi sui talloni mentre, proseguendo inarrestabile la mia tortura ferina, stringo la parte più alta e segreta dei muscoli adduttori, appena sotto i glutei, in una morsa decisa.

Ma non riesco a staccarmi da lui prima che possa cedere e la mia bocca si inonda del suo liquido denso e vischioso che mi cola per il mento lasciando una sottile scia traslucida lungo tutto il suo torace, mentre risalgo verso il suo viso per avventarmi sulle sue labbra azzannandole insaziabile, facendogli divorare il suo stesso sapore.

Stanco di aspettare mi sollevo tremando sopra Kaede, abbassando i fianchi fra le sue cosce bollenti.

Entro in lui con un unico e lento movimento fluido e affondo il mio viso tra i suoi capelli bagnati mentre non riesce a reprimere un grido ansante, emesso a denti stretti.
È caldo, morbido e stretto… E la sua voce roca, strozzata e profonda non fa che eccitarmi ancora di più.

MMMMMH……

Mi artiglia le spalle umide e calde in una presa soffocante.
Sfioro con le mani ogni parte del suo corpo non coperta dal mio, suscitando in lui una serie di gemiti soffocati che mi soffiano contro il collo.
Mi viene quasi da ridere pensando che siamo fradici a tal punto che più bagnati di così non lo saremmo neanche dopo il più sfiancante degli allenamenti del Gorilla.
Bacio la fronte di Kaede imperlata di sudore e comincio a muovermi in lui, incapace di resistere oltre.

Entro ed esco, entro ed esco, entro ed esco, entro ed esco…

Continuamente, contraendo e rilassando secondo un ritmo ancestrale, a volte i glutei, a volte gli addominali, per resistere il più a lungo possibile,
le forze che si stanno rapidamente riunendo in un unico punto, guizzandomi nel sangue a una velocità impressionante , prima di lasciarmi definitivamente.

Rukawa si contorce inarcando la schiena, guidando i miei movimenti, spingendomi violento in lui ad un ritmo sempre più veloce.
Mi offre la linea provocante del collo umido arcuato all’indietro, sul quale mi tuffo investendolo di baci, morsi e leccate.

Mi sento come un puma sulla sua tanto agognata preda…

Affondo in lui travolto da un istinto animalesco, penetrandolo instancabile con sempre più cattiveria, passione e prepotenza, quasi a volerlo sfondare.
Ascolto il silenzio spezzato dalla sua voce soffocata e profonda, che ripete il mio nome incessantemente come un mantra, rotta da rapidi e convulsi sospiri di puro godimento.

Mi spingo sempre più in lui, con una ferocia selvaggia, inumana, guidata dall’istinto, udendo la testiera del letto sbattere contro il muro seguendo il ritmo delle mie spinte.
Ansimo, ringhio, sospiro di piacere, mentre imito Rukawa chiamando il suo nome in continuazione come se fosse la cosa più importante del mondo.

Perché È la cosa più importante del mondo.
Perché è la PERSONA più importante del mondo.
Perché è colui che amo.
E non lo lascerò mai.

Raggiungo il culmine e, tremando, mi sciolgo in lui.
Le mie spinte continuano rallentando piano e percepisco gocce di sudore scivolarmi lungo le tempie rallentando sul mento.
Si raccolgono sulla linea della mandibola e spiccano un salto nel vuoto atterrando sul petto di Kaede.
Mi appoggio a lui puntellandomi sui gomiti.
Rukawa ansima notevolmente.
Per quanto riguarda il sottoscritto, mi sembra di aver appena finito una maratona di sessanta chilometri e di essere arrivato primo con un distacco incredibile dagli altri.

Sbuffo sorridendogli con un’ espressione alla non-c’è-che-dire-sei-davvero-una-bomba e mi nascondo tra i suoi capelli, bagnati fradici quanto noi.
<Kaede…>, mormoro a fiato corto.
<Hn…?>, mi chiede boccheggiando esausto.
<…Ti amo>, ecco, l’ho detto.
Sbuffando come un rinoceronte, ma l’ho detto.

La stretta del suo braccio aumenta, scivolando sulla mia schiena inzuppata.
Le sue gambe si sciolgono dalla mia vita e si distendono intrecciandosi alle mie.
Alzo il viso per guardarlo e lui, benché stremato, solleva il capo dal cuscino avvicinandosi e guardandomi minaccioso.
Lo sapevo.
Ho rovinato tutto.


<E tu sei solo mio…>, mi risponde facendomi rinascere,<MIO e soltanto mio. E non ti condividerò MAI E POI MAI con nessun altro, per NESSUNA ragione al mondo!>, conclude sorridendomi con l’espressione di un bambino.
Lo amo, lo amo, lo amo, lo aaaaaaaaaaa-mmmoooooooo…, canticchio mentalmente.
<Visto?>, gli domando dolce.
<Hn?>, mi chiede.
<Abbiamo vinto la scommessa…>, kami, ma che fiato corto che ho! <Vedi che non ci voleva tanto…?>, continuo.
<Alla faccia… Dinne poco…>, mormora arrossendo e sbuffando.

Dopo un po’ mi pianta un pugno contro un braccio facendomi sparare tante dolci parole.
<Come osi, buzzurro?!??>, gli chiedo mezzo alterato assestandogli un finissimo cazzotto su uno zigomo.
<Sei un idiota>, mi ‘spiega’.
<Gnnnn…Zoccolo! Come ti permèèèètti????! Come puoi avere la tenaaacia di malmenare un sciupergèèènio schtrafantaschhhtico e ineguagliààààbile bomba del scièèèèssssccio come il sciottoschhhcritto??????!!!!!????>.
<Hn… Nessuno ci ha visti…! Come potrebbero crederci…?>.
<Ah… Già…>, poi mi viene in mente un’ interessantissima serie di pensierucci arditi e sorrido sornione.
Kaede mi osserva e, vista la mia espressione, sembra improvvisamente più interessato.
Scoppio a ridere, poi assumo di nuovo un’ aria da furbastro.
<Beh, sarei disposto a baciarti altre mille e mille volte…>, gli dico provocante tuffandomi nuovamente su di lui tra le lenzuola umide e sfatte.




<Autrice…?>, chiamo.
Incrocio le braccia corrucciato.
Ma è mai possibile che non si possa mai avere un po’ di privacy????????????????
<Adesso puoi anche CALARE il SIPARIO…>, scandisco lento.
Poi mi volto…
<Rukaaaawa, eccomi, arriiiivooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!>.


=OWARI=

Finitaaaaa!!!
Allora? È decente per essere la mia prima fanfic-lemon?
Visti i personaggi piuttosto… “ribelli” ho fatto in modo di mantenere uno stile meno mieloso di quello della mia prima fanfic…( ossia ‘…Ti Amo”).
Spero che vi sia piaciuta!!!
Baci bacccci… =Дηgel’s Isl@ηd= ^_____^