film – DEATH NOTE: il quaderno della morte – di Adam Wingard

A cura di Wizard09

SCHEDA

Titolo originale: Death Note
Titolo internazionale: Death Note
Genere: film – live action, Thriller, Frantastico
Rating: adatto ad un pubblico adulto
Paese: USA
Durata: 101 minuti
Anno di uscita: 2017
Tratto: liberamente ispirato al manga “Death Note” scritto da Tsugumi Ōba e disegnato da Takeshi Obata.

Director: Adam Wingard
Series composition: Charley Parlapanides, Vlas Parlapanides, Jeremy Slater
Production: Netflix

Titolo in Italia: Death Note – Il quaderno della morte
Anno di pubblicazione in Italia: 2017
Trasmissione: in streaming, doppiato in italiano, sulla tv online Netflix (servizio a pagamento)
Edizione italiana: Netflix

Trailer italiano:

TRAMA

Light Turner è un liceale che trova un misterioso quaderno che consente di uccidere una persona, avendone in mente il volto e scrivendone il nome.
Decide di usare questo potere per punire i criminali e rendere il mondo un posto migliore; tuttavia i misteriosi omicidi attireranno l’attenzione dell’ investigatore “L”.

IMMAGINI clicca per ingrandire

CAST E DOPPIATORI

Interpreti e personaggi
Nat Wolff: Light Turner
Margaret Qualley: Mia Sutton
Keith Stanfield: L
Willem Dafoe: Ryuk
Paul Nakauchi: Watari
Shea Whigham: James Turner
Michael Shamus Wiles: capitano Russel
Matthew Kevin Anderson: agente Young
Masi Oka: Ispettore giapponese
Jason Liles: Ryuk

Doppiatori italiani
Alessandro Campaiola: Light Turner
Giulia Franceschetti: Mia Sutton
Mario Cordova: Ryuk
Alessio Cigliano: James Turner
Emanuele Ruzza: L
Haruhiko Yamanouchi: Watari
Alessio Nissolino: Kenny
Gianni Giuliano: Capitano
Mariadele Cinquegrani: Annunciatrice Donna
Stefano Macchi: Annunciatore Uomo

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1 Commento on "film – DEATH NOTE: il quaderno della morte – di Adam Wingard"

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Wizard09
Bazarino
Wizard09

ATTENZIONE! POSSIBILI LIEVI SPOILER!
Ammetto di essere stato uno di quelli che si è lasciato influenzare dal trailer. In effetti il film è meno terribile di quanto pensassi, ma questo non significa che mi piaccia, anzi. La trama è stata parecchio stravolta, e il protagonista da serial killer psicopatico è diventato una “ingenua vittima”, debole e manipolabile con facilità.
Tutto nasce da Light, liceale secchione bullizzato, che vuole vendicare la madre uccisa da un pirata della strada che è ancora a piede libero. Reputa il padre un poliziotto inetto per non aver saputo fare nulla e come l’adolescente isterico che è, decide di farsi giustizia da solo, utilizzando il quaderno. Light nella sua immaturità agisce senza un minimo di precauzioni, tanto che per conquistare la bella Mia gli racconta subito di Kira e del quaderno. Essa, una volta scoperto il potere di Light, diventa la sua ragazza e lo manipola facendo leva sulle sue insicurezze per incentivarlo nel suo intento. Proprio un personaggio freddo e senza scrupoli.
Ryuk è reso molto bene nel film, tuttavia il vero cattivo qui è proprio lui. Se nel fumetto aveva un ruolo neutrale, nel film è il burattinaio che tira le fila da dietro le quinte, spingendo Light a uccidere. Potremmo dire che la visione occidentale abbia ridotto Ryuk ad un demone tentatore, che spinge la gente a uccidere per proprio tornaconto. Ma poi che ci guadagna? Non ci vengono date spiegazioni in merito e la sua figura è completamente avvolta nel mistero, per nulla approfondita. Ironico ed altrettanto stupido che, a quanto pare, possa essere ucciso segnando il suo nome sul quaderno.
Arriviamo quindi a “L” la cui caratterizzazione è anch’essa stravolta. Nonostante mantenga gli atteggiamenti strambi di quello originale, non è assolutamente un tipo brillante. Voglio dire, nonostante Light uccida in maniera sommaria e per nulla calcolata, lui non riesce a risalire a quelli che nel manga sarebbero stati palesi indizi. Al improvviso, ad un certo punto della storia esclama: “Light Turner è Kira!”, senza farci capire davvero come ci sia arrivato. Ma di cosa mi lamento, persino l’intera polizia di Seattle è un manipolo di imbecilli che non riescono a stanare un liceale in fuga! Questo “L” è molto emotivo, dal carattere instabile e questo lo porta a commettere diversi errori. Non è un misantropo anzi, per essere uno che indaga su un serial killer con poteri paranormali, si mostra facilmente in pubblico e alla polizia (nonostante inizialmente sospetti proprio di quest’ultima). Quindi, se ho definito Light imprudente, “L” risulta proprio uno scemo.
Infine arriviamo a lui, il vero protagonista: il quaderno! Ebbene, esso appare piú come un libro con regole assurde e una parte di pagine su cui scrivere. Non vengono chiariti i concetti come il diritto di proprietà; inizialmente solo Light puó scriverci, ma poi lo fa anche Mia. Viene detto che ci sono limiti fisici a quello che il quaderno puó fare, ma comunque permette che una pagina del suddetto voli miracolosamente nel fuoco. Le morti possono essere evitate a patto che la pagina venga distrutta, ma che è questa cavolata? Ovviamente non c’è nemmeno la faccenda della durata vitale e degli occhi degli Shinigami.
Tutto molto vago e spettacolare, ma ammetto che qualche scena mi è anche piaciuta, tipo quelle dove illustrano gli eventi che portano al decesso della persona. Ovviamente si sa che gli americani hanno una visione diversa dei giapponesi, ma devo dire che rispetto ad altre trasposizioni è stato fatto comunque discreto lavoro. Cioè, se lo paragoniamo a Street Fighter – Sfida Finale o Dragon Ball Evolution, direi che Death Note merita un voto quantomeno mediocre.

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