Leggende Orientali – LE DUE RANE

Leggenda dal Giappone

Tradotta da Dario55

LE DUE RANE

Molto tempo fa in Giappone vivevano due rane, una delle quali costruì la casa in un canale di scolo vicino alla città di Osaka, sulla sponda del mare, mentre l’altra andò ad abitare in un ruscelletto limpido che scorreva attraverso la città di Kyoto. Essendo separate da una distanza così grande, nessuna delle due aveva mai sentito parlare dell’altra, ma, strano a dirsi, in entrambi i cervelli balenò contemporaneamente l’idea che avrebbero potuto vedere un po’ il mondo, e così la rana che viveva a Kyoto decise di andare a visitare Osaka, e la rana che viveva a Osaka pensò di andare a Kyoto, dove c’era il palazzo del grande Mikado.
E così una bella mattina di primavera entrambe si misero in cammino sulla strada che da Kyoto porta a Osaka, partendo una da una direzione e l’altra dall’altra. Il viaggio era molto più stancante di quanto si erano aspettate, perché non ne sapevano molto di viaggi, e a metà strada fra le due città sorgeva una montagna su cui bisognava arrampicarsi. Impiegarono molto tempo e moltissimi salti per raggiungere la cima, ma alla fine ci arrivarono, e quale non fu la sorpresa di ciascuna di loro nel vedersi davanti un’altra rana!

Le due rane s’incontrano sorprese in cima alla montagna

Si osservarono per un attimo a vicenda senza parlare, poi cominciarono a conversare e a spiegarsi la ragione del loro incontro così lontano dalle rispettive case. Furono molto contente di sapere che entrambe avevano avuto lo stesso desiderio, conoscere qualcosa di più del loro paese natale, e dato che non avevano nessuna fretta, si sdraiarono in un luogo fresco e umido e decisero di comune accordo che si sarebbero riposate per bene prima di separarsi per riprendere le loro strade.
«Che peccato che non siamo più grandi», disse la rana di Osaka, «perché così potremmo vedere da qui entrambe le città e decidere se vale la pena di proseguire».

Le due rane si salutano prima di tornarsene a casa

«Oh, ma questo si può fare facilmente», replicò la rana di Kyoto. «Basta che stiamo in piedi sulle zampe posteriori, poi a turno saliamo una sulle spalle dell’altra, e così ciascuna di noi potrà vedere la città verso cui sta viaggiando».
Questa idea piacque tanto alla rana di Osaka, che subito balzò in piedi e mise le zampe anteriori sulle spalle dell’amica, che si era alzata in piedi anche lei. Stettero dritte in piedi allungandosi il più possibile e tenendosi ben strette a vicenda per non correre il rischio di cadere. La rana di Kyoto girò il naso verso Osaka e la rana di Osaka girò il naso verso Kyoto.
Ma quelle due sciocchine avevano dimenticato che quando stavano in piedi i loro grandi occhi si trovavano dietro la testa, e che malgrado il naso fosse girato verso il luogo in cui volevano andare, gli occhi guardavano in direzione del luogo da cui erano venute.
«Caspita!», esclamò la rana di Osaka. «Kyoto è precisa identica a Osaka. Non vale assolutamente la pena di fare un viaggio così lungo. Me ne tornerò a casa!».
«Se avessi saputo che Osaka è solo una copia di Kyoto», esclamò poi la rana di Kyoto, «non avrei mai percorso tutta questa strada», e così dicendo tolse le zampe dalle spalle dell’amica, e caddero entrambe sull’erba. Poi si dissero amichevolmente addio e ripresero la strada di casa, credendo per tutto il resto della loro vita che Osaka e Kyoto, che sono diverse tra loro come due città possono esserlo, fossero identiche come due gocce d’acqua.

FINE

Testo originale e illustrazioni in: http://www.frogsonice.com/froggy/tales/twofrogs.shtml.

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