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TU E I MANGA
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| Autrice: Mari | |
Conoscete l’opera di Keiko Suenobu intitolata “Vitamin”? In quest’opera la protagonista ha dei seri problemi a scuola con i compagni di classe, le cose degenerano sempre di più finché non rimane a casa, però scontrandosi con la madre. In questo periodo bruttissimo a risollevarla sono i fumetti, arriva ad alzarsi la mattina solo per leggerli e disegnarli, finché essi non diventano un punto di forza da cui inizia a prendere le energie per affrontare il resto. E ricominciare.
Avevo sempre avuto la passione per gli anime (anche se allora non sapevo che si chiamassero così) che vedevo spesso con mia madre, che anche lei si appassionava ai vari Lady oscar, Goldrake, Kyashan, Daitarn III, Candy Candy ecc. Mi piacevano molto. I protagonisti non erano super eroi perfetti, tutti ad un pezzo, che sapevano sempre cosa fare… ma erano invece personaggi che ridevano e piangevano, commettevano errori e a volte erano pure antipatici, ma sempre pieni di vitalità e più vicini al reale. In quel periodo davano sul canale televisivo Telemontecarlo (ora si chiama “La 7”) le repliche del cartone Ranma ½, di cui trovai anche i primi numeri in edicola. Così presi in mano il mio primo manga. La cosa mi esaltò non poco! Avevo contemporaneamente un opera sia in carta sia in video! Per di più la versione in tv era quella censurata (nota: Ranma è stato trasmesso in tv sia versione integra sia censurata, dipendeva dal canale che lo metteva in onda!) e nell’angolo della posta del fumetto se ne parlava, inoltre erano spiegati i vari termini giapponesi (per la prima volta seppi cos’era un manga, uno shoujo, uno shounen…). Mi sentivo esaltata e piena d’energie come non lo ero da qualche tempo! Così cominciai timidamente a prendere qualche manga in edicola (a caso, devo ammettere, molto dipendeva da cosa trovavo in edicole allora poco fornite). Però mi complicai ulteriormente la vita ^^ cominciandomi a chiedere preoccupata se era un bene. Gli insegnati dicevano ai miei genitori che ero una persona molto matura (forse perché ero sempre così silenziosa e non reagivo alle prese in giro?) ma che dovevo fare uno sforzo per cambiare un po'... ma leggere fumetti non era una cosa da bambini? Associale, timida, e infantile. Un bilancio di tutto rispetto direi ^_^ Ma io cominciavo ad appassionarmene sempre di più. Allo stesso tempo però mi sentivo in colpa. Pensavo quasi d’essere l’unica al mondo ad avere passioni del genere, non conoscevo nessun altro che avesse una simile passione, e mi sembrava d’essere “strana” e “diversa” da tutti. Un grande cambiamento fu quando misi internet in casa. A 18 anni, 5 superiore, in vista dell’esame e delle ricerche che stavo facendo i miei genitori acconsentirono a comprare pc con internet. Non ne sapevo nulla, e ricordo ancora l’emozione, e la profonda soddisfazione, che provavo a cercare da sola di imparare. Un giorno, quando misi sul motore di ricerca “google” la parola “manga” ero sicura che avrei trovato un sito, massimo due. Mi sbagliavo! Mi si spalancarono davanti tantissimi indirizzi di siti. E con tanti forum. Non ero sola! Mi si spalancò un mondo. Uno dei primi siti che frequentai era su Lady Oscar. Lì ebbi l’incredibile fortuna di trovare gente di tutte le età. C’erano persone, soprattutto di sesso femminile, di 14 anni come di 50! Ragazzine delle medie e signore con marito e/o figli, tutte che parlavo di Oscar (e anche d’altri manga) con amore e passione. Furono le prime a annunciarmi che i manga erano divisi per età, e che si poteva crescere benissimo con questa passione. Mi raccontarono di loro, lavoratrici e madri, di certo non persone poco responsabili, che ancora andavano in fumetteria e fiere del fumetto. Molte di loro le ho perse per strada e non le sento più, ma mi sento di ringraziarle ancora per quello che, inconsciamente, mi hanno aiutato a superare. Se ripenso a quel periodo, non credo di essermi estraniata dalla realtà, rinchiudendomi in un mondo tutto mio. Semplicemente, avevo davanti ostacoli troppo grandi per le mie sole forze, e nessuno con cui parlarne. Avevo bisogno di conforto, e lo trovai in una passione per manga e anime, che mi diede anche nuove energie. Tutto questo mi aiutò molto anche ad affrontare la scuola e problemi più gravi che ebbi in futuro. I personaggi che popolano i manga e gli anime non sono reali, ma i sentimenti che scatenano in chi li guarda, lo sono. La stessa passione mi spinge gli appassionati a commuovermi davanti ad una scena, ad arrabbiarsi per un adattamento che non li piace, o ad andare alle fiere del fumetto; non è poi molto diversa da chi va alla stadio e festeggia la propria squadra del cuore in mezzo alla piazza, da chi si percorre chilometri per un raduno, o chi colleziona francobolli cercando con ogni mezzo i pezzi più rari, o chi aspetta davanti ad un negozio o un locale per ore l’uscita del proprio cantante o libro preferito. Insomma, mi sembra di essere diventata anche più tollerante verso le passioni altrui. E a volte, un po’ mi arrabbio con chi, con troppa facilità, le chiama “stupide” o le tratta come se fossero sciocchezze, senza rispetto. Vero che a volte si possono trasformarsi in “manie” o “fobie”, ma credo si tratti in ogni caso di un discorso che riguardi poche persone. Insomma, alla fine quello che sono diventata ora, lo devo anche in parte ai cartoni animati e fumetti giapponesi, e perciò mi sento di dirgli “grazie di esistere”! |
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Online da: Agosto 2006
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