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TU E I MANGA
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| Autrice: Dana | |
| In principio... Io sono una che spesso viaggia controcorrente Quindi prima di arrivare ai manga ho cominciato con gli anime. Correvano gli anni settanta e io ero una pestifera, romantica, bimba delle elementari.
Sembrava una lotta fra dinosauri o draghi. Avevo appena conosciuto Grendizer, Goldrake, e da quel momento Actarus avrebbe cambiato la mia vita. Incontrare Actarus prima di Tetsuya(Mazinga) o Koji (Mazinga Z) fu veramente una fortuna. Pur essendo anime dello stesso autore, il prolifico GO NAGAI, non ho mai amato la serie dei Mazinga più che altro per i piloti. Koji sbruffone sempre pronto ad attaccar briga, Tetsuya nato per combattere. Salire su un robot e dare battaglia ad alieni non è prorpiamente una passeggiata, e nemmeno uno sport Actarus , alieno di nascita, si dimostrava molto più umano dei piloti terrestri di Mazinga. Un ragazzo gentile, disponibile, segnato dalla sofferenza ma deciso a vivere bene, facendo del bene. Un pilota che combatte suo malgrado, pensando prima di tutto alla salvezza degli altri, alla protezione degli indifesi. Incredibile: qualcuno che non ti è parente, che non è del tuo paese, ne della tua razza eppure è disposto a dare la vita per te. Actarus ha popolato i miei sogni, le mie fantasie e mi ha spinto a cercare i suoi "fratelli", altri ragazzi e ragazze come lui. Così mi sono appassionata ai cartoni animati giapponesi: Candy, Lulù, king Arthur e tanti altri che mi hanno spinta a comprare gli album di figurine, i libri della Fabbri, il Corrirere dei Piccoli, il giornale di Candy pur di ritrovare i miei eroi. I libri non erano certo granchè, i disegni malfatti così diversi dai colori smaglianti degli anime : purtoppo questo passava il convento e toccò adattarsi! Per fortuna a tirami su il morale c'era il Corriere dei piccoli e il Giornale di Candy, rigorosamente comprati da mia sorella minore, e che mi toccava leggere di nascosto Frattanto proseguivo la mia battaglia personale per vederegli anime; gli anni erano trascorsi e mio padre riteneva infantile una ragazza di vent'anni che vede Robotech e co° Abbiamo fatto certe litigate... Urla strepiti, televisione staccata e quant'altro, eppure mai ho pensato di poter rinunciare agli anime..a quei primordi di manga. Mai Se l'avessi fatto probabilmente dentro di me sarebbe morto qualcosa di molto importante forse non sarei neanche qui a scrivere... Il solo pensiero mi fa star male Un giorno, mia sorella decise di essere diventata maggiorenne, e buttò tutte le riviste! Per pura fortuna riuscii a salvare e nascondere "Kitty la stella del circo" e "Susi del west":era finita la pacchia! Niente più manga, niente In quel periodo, anche mia sorella mi trattava da stupida minorata e io comiciavo a pensare che veramente qualcosa non funzionasse nella mia testa. Mia madre diceva che avevo la sindrome di Peter Pan!!!!!!!! Ero così confusa. Passò il tempo, era estate; entro in edicola per comprare un libro e per caso mi capita in mano Japan Magazine, allora in formato quaderno. Era meraviglioso. Una fanzine che parlava dei miei anime tutta piena di immagini a colori e di poster, rubriche... Ma la pagina più bella era l'angolo della posta : improvvisamente ho capito che non sare mai più stata sola non mi sarei più sentita un'idiota, un'emarginata Improvvisamente ho smesso di nascondermi e avere paura! |
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Online da: Agosto 2006
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