made in Japan – DIVINITA’ GIAPPONESI

Articolo e traduzione a cura di dario55

DIVINITA’ GIAPPONESI

Aizen-Myoo
Divinità introdotta in Giappone dall’India. Le si attribuiva il potere di calmare le passioni e di stimolare sentimenti di benevolenza e di pietà, malgrado fosse solitamente raffigurata con tre occhi, sei braccia e il volto corrucciato, seduta su un fiore di loto.

Ajari Joan
Sacerdote del monte Hakkotsu-San (“Il Monte dello Scheletro”). Un giorno si innamorò di una ragazza, il che è un peccato per i sacerdoti buddisti. Divenne allora un okama, un malvagio, e distrusse il suo stesso tempio. Quando fu vecchio riacquistò la ragione e si sedette a pregare. Continuò a borbottare preghiere anche dopo la sua morte e divenne uno scheletro che prega.

Aji-Shiki
Giovane dio che abbatté la tomba del suo defunto amico. L’edificio ridiscese dal cielo sulla terra e qui diventò il Monte Moyama.

Aji-Suki-Taka-Hi-Kone
Un dio del tuono, uno dei tanti. Nacque nel rumore e quando crebbe diventò ancora più rumoroso. Per farlo tacere, gli dèi lo presero in braccio e lo mandarono su e giù per una scala: questo spiega il motivo per cui il rumore del tuono si avvicina e si allontana.

Ama-No-Minaka-Nushi
Uno dei Kami, il cui nome significa “il signore dell’eccelso centro del cielo”.

Amaterasu
Divinità dello shintoismo, il cui nome (Ama-terasu-o-mi-kami) significa “la grande dea che illumina il cielo”.
Amaterasu nacque dall’occhio sinistro di Izanagi e da Izanami, ed è considerata la progenitrice divina della casa imperiale giapponese.
Il mito racconta che Amaterasu intraprese una lite col fratello, Susanowo e i due si posero alle due estremità della Via Lattea insultandosi a vicenda. Da questo litigio nacquero altre divinità che causarono ulteriori liti. Stufa infine delle villanie del fratello, la dea si nascose in una grotta portando con sé il sole e facendo così piombare il mondo nell’oscurità. Gli dèi le offrirono uno specchio, una collana e delle stoffe per calmarla, ma Amaterasu insistette a restare nella grotta insieme al sole. Gli dèi incaricarono allora Ama-no-Uzume (la dea del riso) di danzare una danza allegra e lasciva davanti alla grotta, eccitando così la curiosità di Amaterasu che uscì dalla per vedere meglio; con lei uscì anche il sole e nel mondo tornò la luce. Susanowo fu quindi esiliato a Izumo, dove sposò una vergine che aveva salvato da un drago a cui doveva essere sacrificata. I loro discendenti regnarono sul Giappone finché i discendenti di Amaterasu non li sottomisero.
A Ise (isola di Honshu) si trova un santuario a lei dedicato, in cui si conserva il sacro specchio, simbolo solare, che Amaterasu diede al nipote Ninigi, insieme alla spada e ai gioielli, conferendogli il mandato di governare il Giappone.

Amatsu Mikaboshi
Dio del male. Il suo nome significa “Venerabile Stella del Cielo”.

Amatsu-Kami
Dèi del cielo. Sono i kami celesti e sono eterni. Gli Amutsu-Kami vivono “al di sopra”, contrariamente ai Kunitsu-Kami, i kami della terra.

Ama-Tsu-Mara
Il dio scintoista dei fabbri ferrai. Insieme a Ishi-Kori-dome, questo ciclopico dio fabbro costruì lo specchio solare che fu usato per attirare Amaterasu fuori dalla grotta in cui si era andata a nascondere.

Ame-No-Kagase-Wo
Divinità astrale scintoista.

Ame-No-Mi-Kumari
Dea scintoista dell’acqua.

Ame-no-Minaka-Nusi
Era uno dei Kami, divinità invisibili. I Kami furono: Ame-no-Minaka-Nusi, Il signore dell’eccelso centro del cielo; Toka-mi-Masubi, L’augusto produttore; Umasi-asi-Kabi-Nikogi, Il principe antico leggiadro virgulto di giunco; Ame-no-Toko-taci, Il dio che resta sempre sulla terra; Toyo-kumu-nu, Il signore integrante; Questi dèi furono succeduti da sette generazioni divine. Dal Caos, quando parte della materia precipitò in basso si formarono i cieli e nel cielo più alto, da soli, si generarono i Kami.

Ame-No-Oshido-Mimi
Figlio della dea Amaterasu, rifiutò di diventare il dominatore della terra quando gli fu offerto tale incarico.

Ame-No-Toko-Tachi
Creatura primordiale della religione scintoista.

Ame-No-Wakahiko
Dio mandato a governare la terra. Fu ucciso dal dio del cielo Takami-Musubi.

Amida
Il nome (passato al giapponese dal sanscrito Amitabha, luce infinita) indica uno dei cinque “Buddha di contemplazione” (Dhyanibuddha) originati dal pensiero del primo Buddha.
È il “signore del Paradiso Occidentale” (dove risiedono i Beati), viaggia su una coppia di pavoni e la sua arma è il loto.
Simbolo dell’amore universale, gli si attribuisce la custodia e la difesa delle anime umane contro le tentazioni. Per questi suoi attributi, dunque, ai fedeli che vogliono ottenere la salvezza è sufficiente un atteggiamento di semplice devozione, anche soltanto ripetendo con fiducia il suo nome.

Am-No-Tanabata-Hime
Dea astrale dei tessitori.

Anan
Il cugino, amico e leale seguace di Buddha. Ampiamente venerato in Giappone come un immortale. Nella mitologia indiana è chiamato Ananda.

Anshitsu
Eremo di un solitario monaco buddista. Il viandante deve essere circospetto nel chiedervi rifugio per la notte, poiché può accadere che l’oscura figura che gli apre la porta sia soltanto lo spirito del monaco che un tempo viveva lì.

Ashuku-Nyorai
L’elemento terra nella cosmologia giapponese. L’espressione indica il potere di rendere manifeste le immagini. Viene chiamato anche “Il Buddha Irremovibile”.

Assemblea degli Dei
Secondo la mitologia giapponese, ogni anno gli dèi si riuniscono nel sacro tempio di Izumo e tengono assemblea al fine di predestinare le faccende amorose della gente. Qui si decide quale persona amerà quale altra e l’amore di chi sarà ricambiato.

Awabi
Demone marino che vive nei dintorni di Nanao. Divora i pescatori quando affogano e custodisce una grande conchiglia che contiene gemme rilucenti.

Bakemono
Spiriti in possesso di poteri malvagi. Il termine comprende vari spiriti, quali kappa, mono-no-ke (spiriti maligni), oni, ten-gu e yamanba o yama-ubu (una strega della montagna).

Baku
Spirito benevolo chiamato “il mangiatore di sogni”. Si dice che i brutti sogni sono causati da spiriti maligni. Quando una persona si sveglia a causa di un incubo, può invocare Baku dicendo: “Baku, mangia i miei sogni”. A questo punto, Baku può essere indotto a trasformare un brutto sogno in buona ventura, mangiandolo. Questa creatura ha la testa di un leone, le zampe di una tigre e il corpo di un cavallo.

Benkei
Famoso combattente e spadaccino della mitologia giapponese.

Benten
Dea dell’amore, dell’eloquenza, della saggezza, delle arti, della musica, della conoscenza, della buona sorte e dell’acqua. È la protettrice delle geishe, dei danzatori e dei musicisti. In origine era una dea del mare o una dea dell’acqua e sulla sua immagine si basavano le figure di molte dee locali in prossimità dei laghi. In seguito divenne dea della ricchezza e fu associata agli Shichi Fukujin. L’isola di Enoshima sorse appositamente per ricevere i suoi passi. Benten è raffigurata come una bella donna, che cavalca un drago suonando uno strumento a corde. Ha otto braccia e nelle sue mani tiene una spada, un monile, un arco, una freccia, una ruota e una chiave. Le due mani restanti sono congiunte in atteggiamento di preghiera: ciò viene spesso collegato al fatto che, quando un drago ha mangiato molti bambini, la dea scende sulla terra per fermare la sua opera crudele.

Benzai-Ten
Dea del linguaggio, della saggezza, della conoscenza, della buona sorte e dell’acqua.

Bimbogami
Dio della povertà. Si eseguono dei rituali speciali per liberarsi di lui.

Bimbomushi
Il termine giapponese che indica l’insetto Xestobium Rufovillosum (“orologio della morte”) e significa letteralmente “insetto della povertà”. Si crede che questo bruco del legno sia presagio di povertà (vedi Bimbogami).

Binzuru-Sonja
Il dio della guarigione e della vista acuta. Dato che lui non è capace di evitare le sofferenze, aiuta gli altri a farlo.

Bishamon
Dio al quale sono attribuite molte funzioni, ma che è conosciuto principalmente come dio della guerra, dispensatore di salute e protettore di coloro che venerano il “Loto della Retta Legge”. Fu invocato con successo dal Principe Shotoku, nel 587, durante la campagna contro le famiglie giapponesi anti-buddiste. Protegge contro i demoni e le malattie ed è guardiano di uno dei quattro punti cardinali (il Nord). Bishamon è uno degli Shichi Fukujin. Nell’iconografia ha l’aspetto di un re potente con indosso una completa armatura e fronteggia i demoni tenendo una lancia nella mano. A volte, tuttavia, viene raffigurato con una ruota infuocata che sembra un’aureola.

Bosatsu
La forma giapponese del sanscrito bodhisatva, una manifestazione del Buddha nel passato, nel presente o nel futuro. Anziché entrare nel nirvana, fuggendo così il peso dell’esistenza individuale, un bodhisatva ha deciso di rimanere sulla terra per fare del bene all’umanità.

Butsu
Il nome giapponese di Buddha, detto anche Butsuda.

Butsudan
Altare familiare su cui le divinità della casa vengono venerate con fiori e piatti di cibo.

Butsudo
La parola giapponese che indica il Buddismo. Letteralmente significa “Sentiero di Buddha”.

Carpa
Simbolo della gioventù, dell’audacia, della perseveranza, della forza e dell’autodifesa in Giappone e Corea. Secondo la mitologia giapponese, nel Lago Biwa vive una grande carpa, lunga tre metri, che divora la gente che affoga nel lago. Il 5 maggio, si celebra la Festa dei Ragazzi. In questa festa la carpa è la principale decorazione e viene appesa agli alberi e alle pareti. Il Lago Biwa è il più esteso del Giappone, nell’Honshu centro occidentale, vicino a Kyoto, e riveste un ruolo importante nella storia e nelle leggende giapponesi.

Centopiedi
Terrificante mostro antropofago grande come una montagna. Viveva nei monti del Giappone nei pressi del Lago Biwa. Il re drago di quel lago chiese al famoso eroe Hidesato di ucciderlo per lui. L’eroe lo uccise trafiggendone il cervello con una freccia bagnata nella saliva del drago stesso. Il re drago ricompensò Hidesato donandogli un sacchetto di riso che non si sarebbe mai svuotato e avrebbe nutrito la sua famiglia per secoli.

Chien-shin
Un kami collegato a una zona, venerato da un piccolo gruppo che vive in una specifica area geografica e protettore di tale area.

Chimata-no-kami
Dio dei crocevia, delle strade maestre e dei sentieri. In origine era un dio fallico, per cui spesso agli incroci era collocato un simbolo fallico.

Chochinobake
Il Chochinobake (“spirito della lanterna di carta”) è un tipo di Tsukumogami, una forma di spirito giapponese che si genera negli oggetti che arrivano a cento anni di esistenza e per questo diventano animati. I Chochinobake in particolare sono spiriti delle lanterne fabbricate da un secolo. Sono raffigurati tradizionalmente con un solo occhio e una lunga lingua che sporge dalla bocca aperta.

Chujo Hime
Monaca giapponese che si credeva fosse un’incarnazione della dea Kannon. Inventò l’arte del ricamo e si credeva avesse aiutato gli dèi a fare il famoso ricamo del Filo di Loto (che descrive i fiori del Paradiso), nel tempio di Toema Dera.

Chup-Kamui
Dea del sole dei popoli Ainu. In origine era la dea della luna, ma dopo una notte in cielo a osservare tutti gli adulteri sotto di lei, pregò il dio del sole di scambiare il posto con lei; questi accettò.

Daibosatsu
Il Grande bodhisattva giapponese, il Buddha Eletto ovvero il Buddha nella sua precedente apparizione nel mondo. Una gigantesca statua del Buddha in meditazione quale signore del mondo si trova presso Kamakura ed è chiamata Daibutsu.

Daikoku
Dio della fortuna e della prosperità, raffigurato come un simpatico ometto piccolo, panciuto e sorridente. Porta in spalla un sacchetto di preziosi e sta seduto su un sacco di riso in compagnia di un topolino bianco.

Dainichi
La personificazione buddista giapponese della purezza e della saggezza.

Dainichi-Nyorai
Nella cosmologia giapponese è il nome del bodisatthva Dainichi nel suo aspetto dell’elemento dell’etere. “Etere” significa l’intelletto che diventa la sostanza della natura. È chiamato anche “Il Grande Buddha Solare”.

Donna della montagna
Demone femminile che vive nei boschi. Vola come un insetto ma è più grande e più forte di un uomo. Si crede che sia in grado di sollevare un viaggiatore incauto e divorarlo.

Dosojin
Un dio delle strade.

Dozoku-shin
Il kami ancestrale di un “dokozu” ossia un gruppo di consanguinei. Il dokozu comprende i rami collaterali (bunke) di una famiglia principale (honke). Quest’ultima è quella che si assume la l’incarico di venerare il Dokozu-shin.

Drago Blu
Il guardiano dei segni orientali dello zodiaco giapponese.

Ebisu
La divinità che simboleggia la salute del mare, nonché protettore di tutto ciò che è collegato con la pesca, e particolarmente i pescatori. È anche dio del lavoro. Talvolta lo si dice figlio di Daikoku, che simboleggia la salute della terra. Ebisu era venerato nella zona costiera presso Osaka (dove si trovava un suo tempio) ed era raffigurato con un pesce e una canna da pesca. È uno dei sette Shichi Fukujin. Qualsiasi cosa si rinvenga sulla spiaggia può essere Ebisu, se non addirittura uno spirito o il suo cadavere.

Ekibiogami
Dea delle malattie epidemiche, quali la peste e simili.

Ema
Offerte votive in forma di pittura o di cavallo.

Emma-o
Il dio buddista giapponese dell’oltretomba (dal sanscrito Yama). Vive sotto terra, nella Sorgente Gialla, in un gigantesco castello tutto ricoperto d’oro e d’argento, di perle rosa e di altre gemme. È il giudice dei morti, rileva i peccati di coloro che sono stati condannati al purgatorio e decide il grado del loro castigo secondo la legge di Buddha. Chi ha ucciso un innocente sarà gettato in un calderone pieno di metallo fuso. Ma se ha compiuto un pellegrinaggio a ciascuno dei trentatré templi della dea della clemenza Kannon, allora tutto il male che ha fatto scomparirà. Talvolta viene descritto come meno spietato e restituisce la vita a coloro che compaiono davanti a lui. L’ultimo giorno della festa della morte, il mare è pieno di shoryobuni (“navi dell’anima”), poiché in questo giorno l’alta marea porta un flusso di spettri che fanno ritorno al loro mondo di spiriti. Il mare è luminescente per la luce emessa da queste anime e si possono udire i loro sospiri. Mentre gli spettri si stanno imbarcando, nessuna nave umana può avvicinarsi. Se qualcuno vaga per quel mare coperto di anime, gli spettri gli chiederanno dei secchi. I marinai potranno offrire loro soltanto secchi senza fondo, altrimenti gli spettri coleranno a picco la loro nave. Attualmente, Emma-o è usato come spauracchio per far paura ai bambini.

Fudo
Il più popolare dei Myoo (“grandi re”) e dio del fuoco e della saggezza. È il quinto fra i guardiani dei cieli ed è protettore dell’astrologia. Viene invocato quando si intraprendono imprese difficili, nonché in tempo di guerra, di epidemie e di catastrofi. Fudo protegge contro le calamità, i pericoli gravi, il fuoco e le ruberie. La sua sede è un tempio circondato dal fuoco sulla cima del Monte Okiyama. A nessuno è consentito di vederlo quando si trova nel suo santuario, pena la cecità. Il suo sacerdote Yenoki, dopo la morte, vive in un albero e vigila sulla condotta morale delle genti di quei dintorni. Fudo è raffigurato come un brutto vecchio circondato dalle fiamme, con una spada nella mano destra e un laccio per legare i demoni nella mano sinistra. Narra una leggenda che presso la cascata nei dintorni del tempio di Fudo a Ohara, nella provincia di Awa. una ragazza di nome O Ai San lo pregò nella speranza che guarisse suo padre rimasto cieco. Stette per cento giorni, nuda, pregando, sotto la cascata, e quando tornò a casa dopo questo periodo, trovò il padre risanato.

Fudo-Myoo
Il guardiano della saggezza, lo Spirito Irremovibile. Nella cosmologia giapponese personifica la virtù della perseveranza.

Fujin
Dio del vento e uno degli dèi scintoisti primigeni. Era presente durante la creazione del mondo e quando per la prima volta fece uscire i venti dal suo sacco, essi spazzarono via le brume del mattino e riempirono lo spazio fra il cielo e la terra, così che il sole brillò. Viene raffigurato come un terribile demone oscuro con indosso una pelle di leopardo, che porta sulle spalle un grande sacco pieno di venti.

Fuku-Nyorai
Nella cosmologia giapponese è l’elemento dell’aria, che esprime la scienza della realizzazione.

Fukurokuju
Il dio scintoista della sapienza, della fortuna e della longevità. È uno dei sette dèi della fortuna (gli Shichi Fujukin). È rappresentato con una fronte altissima (quasi uguale alla lunghezza del suo corpo), in compagnia di una tartaruga e di un corvo.

Funadama
Spirito delle imbarcazioni. Divinità femminile che protegge e aiuta i marinai e i pescatori. Funadama è rappresentata per mezzo di simboli quali una chioma femminile, dadi, denaro e i cinque chicchi inseriti nell’albero di una nave. Il 15 agosto, allo Hodosan jinja, Saitama, si tiene il Funadama matsuri (“festa delle navi”). Questa festa risale al periodo Tokugawa, quando i viaggiatori trasportati sulle zattere da Chichibu a Eda pregavano per un sicuro attraversamento del fiume Arakawa.

Futsu-Nushi-no-Kami
Dio del fuoco e del fulmine. In seguito divenne un dio guerriero e generale di Amaterasu. Collaborò a preparare il regno di Ninigi sulla terra.

Gaki
Espressione giapponese che significa “spiriti affamati”. Nei monasteri zen è usanza fare una piccola offerta di cibo ai “gaki” prima di cominciare a consumare un pasto.

Gakido
Il “Demone della strada”, ossia il Purgatorio nella cosmologia giapponese. È tra le più basse forme di esistenza.

Gama
Il dio della longevità. Viene raffiguato come un vivace vecchio signore che cavalca un cervo. Nelle sue mani porta un rotolo di pergamena pieno di sapienza segreta.

Gama-Sennin
Benevolo sapiente che è sempre in compagnia di un rospo e può assumere la forma di un serpente o trasformare la sua pelle e ritornare giovane. Conosce il segreto dell’immortalità.

Gekka-o
Dio del matrimonio. È solito legare i piedi degli innamorati con un filo di seta rossa.

Gongen
Divinità montana del Giappone, uno spirito vivente incarnato, una incarnazione scintoista del Buddha. Coloro che danno la scalata alle montagne sperano di progredire sulla montagna che è posseduta questo spirito.

Go-Shin Tai
Si tratta degli Yasakani, ovvero i gioielli della corona giapponese. Questi simboli divini furono dati da Amaterasu al primo imperatore del Giappone. Fra questi simboli c’è la spada magica che Susanowo trovò dentro un drago e lo specchio delle stelle Yata-Kagamina un tempo usato da Amaterasu. Questi oggetti sono conservati nel tempio reale di Ise.

Gozu-Tenno
Il dio della peste.

Hachiman
Dio scintoista della guerra, nonché patrono divino del popolo giapponese. I contadini lo venerano come dio dell’agricoltura, e i pescatori nella speranza che riempirà le loro reti. Un altro suo nome è Yawata, il dio delle otto banderuole. Le colombe sono i suoi animali simbolici e i suoi messaggeri. Nello Shintoismo viene identificato nella figura deificata dell’imperatore Ojin Tenno, figlio dell’imperatrice Jingo (circa III-IV secolo a.C.). Nell’Olimpo buddista (VIII secolo a.C.) era collegato con il grande bodhisattva Daibosatsu.

Haniyasu-hiko
Il dio della terra. La sua sposa è Haniyasu-hime.

Haniyasu-hime
La dea della terra. Il suo sposo è Haniyasu-hiko.

Hasu-Ko
Nella mitologia giapponese, Hasu-Ko è una giovane che morì d’amore per il suo promesso sposo, che non aveva mai visto. Il suo spirito “indurì” il corpo della sorella Kei per un anno, così che lei e il suo fidanzato potessero vivere come amanti. Kei divenne malata “come un morto”. Al termine dell’anno, Hasu-ko portò il suo innamorato nella terra dei suoi antenati e disse ai suoi genitori di essere disposta a morire definitivamente purché essi gli avessero fatto sposare sua sorella. Dal momento che quello era l’unico modo per dare la pace alla sua anima, i genitori acconsentirono. Quando il suo spirito si dissolse, Kei repentinamente risuscitò e fu felice di sposare il fidanzato della sorella. Vissero felici per sempre. Hasu-Ko significa “Figlia del Loto”.

Haya-Ji
Dea delle trombe d’aria. È anche chiamata Haya-Tsu-Muji-No-Kami.

Hidari
Leggendario scultore. Un giorno vide una donna di così eccezionale bellezza, che ne fece una scultura. L’immagine della donna era talmente perfetta, che la scultura prese vita.

Hidesato
Celebre e impavido eroe leggendario. Uccise molti mostri, fra i quali il centopiedi.

Hikohohodemi
Dio eroe.

Hinokagutsuchi
Dea del fuoco.

Hiruko
Il dio del sole del mattino. Oltre a ciò custodisce la salute dei bambini piccoli.

Hisa-Me
La Hisa-Me è una demone degli inferi nell’oltretomba giapponese.

Hoderi
È un figlio di Ninigi e della sua sposa Ko-no-Hana. Hoderi divenne un pescatore, mentre il fratello divenne un cacciatore. Il suo nome significa “Fulgore del Fuoco”.

Hoji
Spirito maligno che vive all’interno di un pilastro verticale (la Pietra della Morte) che si trova nella solitaria palude di Nau. Ucciderà l’incauto viaggiatore che si stenderà a dormire vicino a quella pietra.

Hoori
È un figlio di Ninigi e della moglie di lui Ko-no-Hana, e fratello di Hoderi. Il suo nome significa “Svanire del Fuoco”. Mentre Hoderi divenne un pescatore, Hoori divenne un cacciatore e alla fine l’antenato degli imperatori del Giappone. Un giorno i due fratelli litigarono per un amo perduto, e Hoori scese sul fondo del mare a cercarlo. Qui incontrò Otohime, la figlia del dio del mare (chiamata anche Toyo-Tame), si innamorarono e si sposarono. Allora il dio del mare radunò tutti i suoi pesci e li mandò a cercare l’amo perduto finché uno di loro finalmente lo trovò.

Hoso-no-Kami
Il dio del vaiolo.

Hotei
Uno degli Shichi Fukujin, i sette dèi scintoisti della fortuna. Hotei (“Sacco di Stoffa”) è il dio della gioia e del riso, nonché dell’arte di essere contenti. È patrono dei deboli e dei bambini. Hotei viene raffigurato come un uomo molto grasso con un grande ventre (simbolo di gioia, fortuna e generosità), mentre trasporta sulle spalle un enorme sacco di lino contenente oggetti preziosi, tra cui dei bambini. Può sedere, in qualità di Sacerdote del Carro, in un vecchio carro trainato da ragazzi. Lo si può paragonare al Mi-lo-Fo buddista.

Hotoke
Lo spirito dei morti, compresi i santi e i Buddha.

Hototogisu
Il cuculo. Il verso di questo uccello viene spiegato dalla popolazione locale come il melanconico desiderio di un’anima defunta di ritornare nella terra dei suoi cari.

Ida-Ten
Il dio giapponese buddista della legge e dei monasteri. La sua grande velocità è ineguagliabile. Viene raffigurato con l’aspetto di un bel giovane.

Idzumo
Nella mitologia giapponese è “La Terra Centrale delle Pianure di Canne”, la prima parte del mondo a essere abitata dopo la creazione. In quei giorni, gli alberi e i fiori potevano ancora parlare, cosicché la Terra era piena di voci.

Iha-Naga
La figlia dalla forza incredibile del dio della montagna Oho-Yama, che voleva darla in sposa a Ninigi. Il dio del riso preferì la sorella minore di lei, Ko-no-Hana, per cui Iha-Naga lo maledisse. Il nome Iha-Naga significa “Eterna Principessa”.

Ika-Zuchi-no-Kami
Gruppo di sette dèmoni dello scintoismo che vivono nell’oltretomba. Il loro rombo si può udire durante le eruzioni vulcaniche e i terremoti.

Iki-Ryo
Spirito della collera e dell’invidia che reca danno agli altri.

Inari
Il dio del cibo ovvero la dea del riso. Inari è una tra le divinità più misteriose del Giappone. È sia maschio che femmina. Ogni anno lui/lei scende da una montagna verso i campi di riso. La volpe è il messaggero di Inari e si crede che lui/lei assuma la forma di una volpe. La divinità può anche assumere la forma di un ragno per dare una lezione alle persone malvagie. Inari è ritratto con la barba mentre porta con sé due fasci di riso. In moltissime città del Giappone si può trovare un santuario di Inari e in molte famiglie lui/lei è venerato/a come simbolo di prosperità e amicizia. I santuari sono custoditi da statue della divina messaggera, la volpe. Il tempio principale di Inari è Fushimi-Inara, a sud est della città di Kyoto; fu costruito intorno al 700 d.C. Inari come dea del riso è celebrata in una festa che si tiene durante i primi giorni di primavera quando la coltivazione ha inizio. Può essere identificata con l’indiana Lakshmi e la giavanese Dewi Sri; a volte viene identificata anche con Uga-no-Mitama, la dea dell’agricoltura. L’aburage, cagliata di fagioli fritta, è un’offerta gradita da Inari. Il riso arrotolato nell’aburage viene chiamato Inari-sushi oppure o-Inari-san.

Isora
Il dio delle spiagge.

Issunboshi
Nella mitologia giapponese Issunboshi è un saggio o un sacerdote alto pochi centimetri. Viaggiava sull’acqua remando con un bastoncino. Sconfisse due dèmoni con un ago.

Ittan-momen
Essere misterioso che ha l’aspetto di un lungo panno bianco. Terrorizza la gente comparendo all’improvviso nella notte. Il panno si avvolge intorno alla bocca e al naso della vittima e la soffoca. La parola momen significa “cotone”.

Izanagi
Il cielo primordiale, dio di tutto ciò che è luminoso e celeste. A Izanagi (“l’uomo che alletta”) e alla sua sposa e sorella Izanami (“la donna che alletta”) fu dato il compito di creare il mondo. Stando su Ama-no-ukihashi (il ponte fluttuante dei cieli), immersero nell’oceano una lancia ornata di pietre preziose. Quando la estrassero, l’acqua che gocciolava dalla lancia si solidificò e formò la prima isola dell’arcipelago giapponese, dove sono nati i primi dèi e i primi esseri umani. Quando sua moglie morì di parto, Izanagi si recò nell’oltretomba per riaverla, ma lei rifiutò e si separarono per sempre. Non appena Izanami fece ritorno dall’oltretomba, diede inizio ai primi riti di purificazione. Lavò il suo occhio destro e in questo modo creò la dea del sole Amaterasu. Quando lavò l’occhio sinistro, comparve la dea della luna Tsuki-Yumi. Dal suo naso creò Susanowo, il dio dei mari e delle tempeste.

Izanami
Nella mitologia scintoista Izanami (“la donna che alletta”) è una dea primordiale, personificazione della Terra e dell’oscurità. È moglie e sorella di Izanagi; insieme hanno creato Onogoro, la prima isola dell’arcipelago giapponese. Morì dando alla luce il dio del fuoco Kagutsuchi e da allora regna sull’oltretomba. Il suo sposo vi si recò per riportarla indietro con lui, ma lei rifiutò e tentò di imprigionarlo sigillando l’ingresso dell’oltretomba, ma Izanaghi riuscì a fuggire. Izanami, furibonda, giurò di uccidere ogni giorno mille sudditi di Izanagi, e questi, a sua volta giurò di crearne cinquecentomila nuovi ogni giorno.

Jigami
“Kami della Terra”. Termine (simile a jinushigami o tochigami) usato nel Giappone occidentale. Si riferisce allo spirito, conservato in un reliquiario, del fondatore di un villaggio oppure a uno che per primo ha coltivato la terra in una particolare zona. Il reliquiario stesso è di solito posto in un angolo o a lato di un campo.

Jikininki
Secondo la mitologia giapponese i jikininki sono dèmoni divoratori di cadaveri. Spesso questi dèmoni sono gli spiriti di donne e uomini morti, desiderosi di evitare che le anime di costoro entrino in un’esistenza più tranquilla dopo la morte. Continuano a vivere una “mezza vita” divorando i cadaveri. Un mito narra di un sacerdote dal carattere deciso che si chiamava Muso Kokushi: questi, un giorno, stava vegliando il cadavere di una persona. Improvvisamente giunse un jikininki per divorare quel cadavere, ma le preghiere del sacerdote liberarono l’anima che avrebbe dovuto essere preda del demone.

Jikogu
Nel buddismo giapponese è uno dei tanti inferni, la più bassa forma di esistenza.

Jikoku
Uno dei custodi (Shi Tenno) dei quattro punti cardinali della mitologia giapponese. Jikoku custodisce l’est.

Jimmu Tenno
Jimmu Tenno è il primo imperatore e il leggendario fondatore della dinastia imperiale. I membri di questa dinastia erano ritenuti divini. Il suo nome originale è Iware-Biko ed è noto anche col nome Kamu-Yamato.

Jingo
Imperatrice del Giappone, madre di Ojin Tenno/Hachiman.

Jinushigami
Il “Kami padrone di casa”, la divinità associata a una zona del territorio, simile a tochigami, ta no kami, jigami.

Jizo
Jizo è il Buddha giapponese della grande pietà. È il protettore dei bambini, delle donne incinte e dei viaggiatori. È anche colui che consola i genitori preoccupati, nonché un guaritore. Jizo viene solitamente raffigurato con l’aspetto di un uomo calvo che porta un bastone da pellegrino. È identico all’indiano Kshitigarbha.

Juichimen
Il dio buddhista giapponese della misericordia.

Jurojin
La dea scintoista della longevità e della vecchiaia felice. È uno degli Shichi Fukujin, i sette dèi della sorte. Jurojin è accompagnata da una gru e da una tartaruga. Viene raffigurata nell’atto del cavalcare, mentre sorride amichevolmente a un vecchio signore.

Kagutsuchi
Dio del fuoco, figlio di Izanagi e Izanami. La madre, nel darlo alla luce, fu ustionata tanto gravemente da morirne. Izanagi tagliò il figlio in otto pezzi, dai quali emersero otto dèi montani, mentre dal sangue emersero altri otto dèi. Kagutsuchi è un nome alternativo per Ho-Masubi.

Kamado-gami
Gli dèi della terra.

Kamaitachi
Mostri simili a donnole, benché si muovano con una velocità tale che nessuno è mai riuscito a vederli bene. Di solito aggrediscono le loro vittime riuniti in un gruppo in cui il primo getta a terra la vittima, il secondo la squarcia con i propri denti e il terzo ne guarisce le ferite. La parola kama significa “falce”, mentre itachi significa “donnola”.

Kami
In giapponese “ente o potere superiore”. I Kami sono divinità dello shintoismo comprendenti sia personificazioni mitologiche (es. Ama-Terasu, il Kami del sole), sia antenati o persone illustri divinizzate, sia gli elementi della natura (montagne, alberi, foreste, pietre, corpi celesti, fuoco ecc.). I Kami sono in numero praticamente illimitato e sono disposti in gerarchie. I loro poteri sono sovrumani, ma sono limitati alla propria sfera di azione individuale.
Quanto alla loro origine, sempre secondo lo shintoismo, all’inizio era il caos (analogamente alla cosmogonia occidentale). Poi una parte della materia informe precipitò verso il basso e si formarono i cieli; in quello più alto si sarebbero autogenerati i Kami, dèi invisibili, che furono: Ame-no-Minaka-Nusi (“il signore dell’eccelso centro del cielo”), Toka-mi-Masubi (“l’augusto produttore”), Kamu-mi-Masubi (“il divino produttore”), Umasi-asi-Kabi-Nikogi (“Il principe antico leggiadro virgulto di giunco”), Ame-no-Toko-taci (“il dio che resta sempre sulla terra”), Toyo-kumu-nu (“il signore integrante”). In seguito queste divinità scomparvero e furono seguite da sette generazioni divine.

Kamidana
Altare domestico in cui la divinità viene venerata con offerte di cibo.

Kami-kaze
Dio del vento, delle tempeste e del grande gelo. Quando la flotta mongola tentò di invadere il Giappone, Kami-kaze la fece volare via.

Kami-Musubi
Dea madre del dio nano Sukuna-bikona.

Kaminari
La Donna Tuono del Giappone, altrimenti nota col nome di “Frastuono del Cielo”. Alcune persone l’hanno vista in forma di regina celeste.

Kanayama-hiko
Dio dei metalli. Sua sposa è Kanayama-hime.

Kanayama-hime
Dea dei metalli. Suo sposo è Kanayama-hiko.

Kappa
Nella religione scintoista, i Kappa sono spiriti acquatici che trascinano i bambini piccoli nell’acqua e li fanno affogare; inoltre aggrediscono i viaggiatori e combattono contro di essi. Aggrediscono anche gli animali, compresi i cavalli. Non sono in grado di vivere a lungo sulla terraferma, dato che devono sempre mantenere umide le loro teste. Hanno lunghe chiome, corpo di tartaruga, arti squamosi e visi da scimmia. I Kappa si nutrono di cetrioli e sangue, e utilizzano i cetrioli viaggiando su di essi: questi cetrioli volano come libellule. I Kappa sono estremamente intelligenti, e gli esseri umani possono ottenere la loro protezione. Le persone sagge possono renderseli amici, nel qual caso essi insegneranno loro l’arte di risanare le fratture.

Kawa-no-Kami
Il dio dei fiumi della mitologia giapponese. Mentre molti fiumi hanno la loro propria divinità, tutti sono sotto l’autorità di Kawa-no-Kami. Durante le inondazioni, la gente cercava di placare questi dèi con sacrifici umani.

Kenro-Ji-Jin
Divinità della terra, il cui nome significa “l’Essere della Terraferma”.

Kiji
Un uccello (fagiano) che può essere l’anima di una donna defunta.

Kijo
Un orco che vive nei boschi giapponesi.

Kiku
Il fiore nazionale del Giappone, il crisantemo. Il simbolo sulla bandiera giapponese (il sol levante) era in origine un kiku con sedici petali.

Kintaro
Eroe il cui nome significa “Ragazzo d’Oro”. È il figlio della princiessa Yaegiri. Kintaro viveva solo nei boschi, dove parlava con gli animali. Era talmente forte che poteva abbattere gli alberi come se fossero fuscelli. In una delle sue avventure si misurò con un demone che aveva l’aspetto di un gigantesco ragno velenoso. Sradicò un albero e ne fece uso per sopraffare il mostro. In seguito si unì al seguito dell’eroe Raiko (Minamoto Yorimitsu) e divenne egli stesso un celebre guerriero, chiamato Sakata Kintoki.

Kirin
L’unicorno giapponese, un dio-animale che punisce i malvagi con il suo unico corno. Protegge i giusti e assicura loro la buona sorte. Si ritiene che vedere un kirin sia auspicio di grandissima fortuna (sempre che chi lo vede sia una persona virtuosa).

Kishi-Bojin
La dea che le donne pregano quando desiderano avere bambini e una delle dee che proteggono i bambini. La sua effigie è trattata con grande cura e rispetto. Le sue origini sono indiane.

Kishijoten
Dea della fortuna, versione giapponese dell’indiana Sri-Devi.

Kishimo-jin
La dea buddista giapponese dei bambini piccoli. Il suo nome significa “dea madre dei dèmoni” e in origine era un mostruoso demone originario dell’India, di nome Hariti. Rapiva i bambini piccoli e li divorava, finché il grande Buddha la convertì. Ora simboleggia il richiamo del Buddha alla pietà e la sua devozione nell’assistere i deboli. Kishimo-jin è raffigurata come una madre che allatta il suo bambino, tenendo un melograno (simbolo di amore e di fertilità femminile) nella propria mano. È chiamata anche Karitei-mo.

Kitsune-Tsuki
Nella mitologia giapponese è uno spirito volpe o un demone che appare in forma di volpe. Kitsune-Tsuki (“Pazzia della Volpe”) è la possessione da parte di questo spirito. Si manifesta specialmente nelle donne. Lo spirito volpe entra attraverso le unghie o il seno.

Kiyo
Bella cameriera delle leggende giapponesi. Lavorava in una sala da tè sull’argine di Hidaka. Un sacerdote ospite si innamorò di lei, ma dopo un certo periodo vinse la propria passione e si astenne da ulteriori incontri. Kiyo si infuriò e cercò vendetta. Si recò al tempio di Kompera per imparare le arti magiche. Dopo avere studiato per un po’ di tempo, si tramutò in un drago e volò fino al monastero in cui viveva il sacerdote. Questi la vide arrivare e si nascose sotto la campana del tempio. Il drago, con un grande getto di fuoco, fuse la campana, uccidendo così il sacerdote. In questo modo il sacerdote fu punito perché non avrebbe dovuto permettere al suo desiderio di distoglierlo dal suo principale dovere.

Kojiki
La più antica cronaca giapponese, compilata nel 712. È la fonte principale dell’antica mitologia del Giappone.

Kojin
Antica e gentile divinità arboricola, dea della cucina. Vive in una “enoki” ossia in una pianta di ortica. È usanza che le vecchie bambole non vengano gettate via ma siano invece dedicate a Kojin collocandole presso le radici di una pianta di enoki.

Komoku
Uno dei custodi (Shi Tenno) dei quattro punti cardinali della mitologia giapponese. Komoku custodisce l’ovest.

Kompera
Divinità protettrice di chi viaggia per terra e per mare.

Konaki Jiji
Mostro che può mutare le sue dimensioni e il suo peso, mostrandosi spesso come un bambino disteso a lato di una strada. Quando un viaggiatore passa e prende in braccio il bambino, il mostro assume nuovamente le sue dimensioni originali e sopraffà la sua vittima. Konaki Jiji significa “il vecchio che piange come un bambino”.

Kongo
Un bastone a forma di tridente che emette una luce brillante nell’oscurità. È in grado di concedere a un uomo la saggezza e l’intuito. Questo bastone appartenne in origine al dio della montagna Koya-no-Myoin. È l’equivalente del sanscrito vajra, la gemma-fulmine del dio della montagna Indera. In quel caso il bastone simboleggia le tre fiamme del fuoco sacrificale, parte dell’immagine della ruota vajra.

Ko-no-Hana
La principessa dei fiori (“Bimba Fiore”), simbolo della vita delicata sulla terra. Fa sbocciare i fiori. È figlia del dio della montagna Oho-Yama ed è sposa di Ninigi. Lo incontrò sulla spiaggia e si innamorarono. Ninigi chiese a Oho-Yama la mano della figlia, ma il dio della montagna gli propose di sposare invece la propria figlia maggiore, Iha-Naga (“Eterna Principessa”). Ninigi scelse Ko-no-Hana e vissero felici insieme; ebbero tre figli, tra i quali Hoderi e Hoori. Tuttavia, il loro matrimonio non fu del tutto felice: a causa dell’assurda gelosia del marito, Ko-no-Hana si ritirò in una capanna tra i boschi. In seguito la capanna si incendiò ed ella perì tra le fiamme.

Koshin
Il dio delle strade. I viaggiatori erano soliti offrirgli piccoli cavalli di paglia per garantirsi un viaggio sicuro.

Koya-no-Myoin
Il dio della montagna del monte sacro Koya. Viene raffigurato come un cacciatore con un viso di persona istruita e due cani.

Koya-Shonin
Un santo buddista operatore di miracoli della mitologia giapponese. Costruì un tempio (Rokuharamitsu-Ji) a Kyoto nel 963, mettendo fine in questo modo all’epidemia che aveva devastato il Giappone.

Kukunochi-no-Kami
La divinità shintoista degli alberi.

Kumo
Diversi miti giapponesi narrano di giganteschi ragni (kumo), più grandi di un uomo, occhi grandi come piatti, denti aguzzi e lunghe gambe. Questi ragni si nascondono in vecchi castelli e hanno l’aspetto di innocui mucchi di vestiti. Incauti viaggiatori in cerca di asilo che vi si adagiano per dormire si sveglieranno ritrovandosi imprigionati in gigantesche e appiccicose tele di ragno. Queste tele sono troppo robuste per essere distrutte, eccetto con la magia. Un particolare mito racconta di un avaro il cui sangue fu succhiato da un gigantesco ragno finché si pentì. L’eroe Reiko sostenne numerosi combattimenti con questi mostri.

Kuni-Toko-tachi
Divinità della terra. Abita sul monte Fuji.

Kunitsu-Kami
Gli dèi della terra. Sono i kami della terra e recano benessere all’umanità.

Kura-Okami
Dio della pioggia e della neve.

Kuruma
Nel Buddismo giapponese si dice che il castigo segue la colpa proprio come la ruota (kuruma) segue la zampa del bue. È uno dei punti chiave della filosofia buddista.

Kusanagi-no-Tsurugi
“La spada che falcia l’erba”. Nella religione shintoista è il nome della spada trovata all’interno della coda del drago Yamata-no-Oroche dal dio Susanowo. Ucciso il drago, si era affrettato a tagliarlo in pezzi con la propria spada, ma arrivato alla coda, non era riuscito a troncarla, e il filo della lama si era intaccato. Aperta la coda per tutta la sua lunghezza, Susanowo vi aveva trovato all’interno una grande spada che si chiamava Tsumugari, “La ben affilata”. La consegnò ad Amaterasu che a sua volta la diede al nipote Ninigi-no-Mikoto allorché lo inviò nelle terre del Giappone dicendogli: “Tu, mio nipote, procedi in questa direzione e accetta il tuo compito. Vai! E possa la prosperità assistere la tua dinastia e possa essa, con il Cielo e la Terra, durare per sempre”.
La spada fu infine ereditata da Jinmu Tenno, nipote di Ninigi, il primo mitico imperatore. Suigin, decimo imperatore, la fece porre nel tempio di Ise (isola di Honshu) e la spada divenne uno dei tre gioielli imperiali ivi custoditi.
Il principe Yamato Take, figlio del quattordicesimo imperatore, accingendosi a compiere una spedizione contro gli Ainu, si fece consegnare la Tsumugari e la portò con sé in guerra. Un giorno i nemici attrassero il principe in una prateria e diedero fuoco alle sterpaglie. Prontamente il principe falciò l’erba in fiamme (o fu la spada stessa a farlo per magia) creando un varco attraverso cui si mise in salvo. Fu da quel giorno che la spada venne chiamata Kusanagi-no-tsurugi (la Spada che falcia l’erba). Viene consegnata all’imperatore del Giappone nel giorno dell’incoronazione, insieme allo Specchio di forma ottagonale e alla gemma, simboli di Amaterasu.

Magatama
Le pietre sacre dello Shintoismo. Sono cristalli (agata, diaspro ecc.) a forma di pera che vengono utilizzati per scopi religiosi.

Marisha-Ten
La Regina dei cieli, dea della luce, del sole e della luna.

Mawaya-no-kami
Il kami dei servizi igienici. La divinità comprende il principio divino maschile (terra) e femminile (acqua) nati dall’urina e dalle feci di Izanami. Viene talvolta invocato in aiuto in caso di malattie ginecologiche e di disturbi degli occhi e dei denti.

Miro
Il nome giapponese di Maitreya, il Buddha vivente.

Misogi-Kyo
Nel buddismo giapponese è la dottrina secondo cui sono necessarie periodicamente delle cerimonie di purificazione per ripulirsi dall’ira e dalla cupidigia.

Miyazu-Hime
La dea della dinastia imperiale giapponese, moglie del dio della tempesta Susanowo. Le è dedicato un tempio ad Atsuta.

Mizuhame-no-Mikoto
La dea ultima nata della dea madre Izanami.

Mochi
In giapponese significa “luna piena”. Si crede che l’osservatore appassionato si accorgera che sulla luna vive una lepre continuamente occupata a preparare dei mochi (dolci di farina di riso).

Momotaro
Eroe delle leggende giapponesi. Fu trovato da una anziana coppia in una pesca (da cui il nome “il figlio maggiore di una pesca”). Momotaro si unì a un cane, una scimmia e un fagiano. Insieme a loro ebbe molte avventure. In una di queste fecero vela verso un’isola dominata da orchi, che uccisero liberando così due principesse.

Monju-Bosatsu
Il bodhisattva della saggezza e della conoscenza.

Mujinto
Piccole isole al sud del Giappone (Isole Bonin) in cui si riteneva che un tempo vivesse una popolazione di giganti. L’ultimo di questi giganti era alto tre metri e visse da solo nella sua isola per trecento anni, dopo di che morì.

Musubi-no-Kami
Il dio dell’amore e del matrimonio. Compare alle ragazze nella forma di un bel giovane, balzando fuori all’improvviso da Kanzakura, il sacro ciliegio in cui vive. Offre alla ragazza un ramo di ciliegio e le promette il suo amore per il futuro. Un antico tempio a lui dedicato si può trovare a Kagami nella provincia di Mimasaka.

Nai-no-Kami
Dio dei terremoti. Fu introdotto nel pantheon giapponese intorno al VII secolo a.C.

Nakatsu-Hime
La dea della Terra delle Otto Isole, che si trova immediatamente al di sotto del cielo. Il suo nome significa. “La Signora del Mondo di Mezzo”.

Naka-Yama-Tsu-Mi
Il dio dei pendii alpini nella mitologia giapponese.

Nakisawame
Dea nata dalle lacrime di Izanami quando piangeva per la morte della moglie.

Nikko-Bosatsu
Il bodhisattva giapponese della luce sorridente del sole e della buona salute.

Nikobo
Un esorcista giapponese. Narra la leggenda che la moglie del governatore della provincia di Nikaido era gravemente malata. Nikobo la curò, ma il governatore rifiutò di pagarlo, facendolo invece giustiziare. Allora l’esorcista tornò in vita sulla cima di un albero sotto forma di una sfera di fuoco. All’interno del fuoco si poteva ancora vedere la sua faccia. Dopo breve tempo, il governatore morì di un male misterioso.

Ninigi-no-mikoto
Principe-spiga del Riso e dell’Abbondanza; il dio del riso, antenato della famiglia imperiale giapponese. È nipote della dea del sole Amaterasu e del suo sposo Takami-Musubu. Sua madre lo mandò sulla terra per prendersi cura delle faccende generali e di quelle politiche. Egli, accompagnato dalla sorella, la gaia Uzume, scese sulla terra e giunse nel punto in cui otto sentieri conducono verso i punti cardinali. Qui s’imbatterono nella terribile divinità posta a guardia del Ponte Sospeso che Conduce al Cielo, la quale spaventò lui ma non Uzume. Poi, il dio dei sentieri guidò Ninigi attraverso tutte le regioni del suo regno terreno. Per riconoscenza, Ninigi gli diede in sposa sua sorella, ed egli personalmente sposò Ko-no-Hana. In seguito, Ninigi e i suoi discendenti si aprirono combattendo un varco dal sud del Giappone fino alla pianura di Jamato (a est di Osaka), dove fondarono la dinastia imperiale di Jamato. Amaterasu diede a Ninigi uno specchio, un monile e una spada (che costituiscono tuttora i simboli imperiali di sovranità in Giappone).

Ninyo
Un tipo di sirena del folklore giapponese.

Nioo
Spirito dall’aspetto feroce a guardia dei cancelli dei templi.

Nominosukune
La divinità protettrice dei lottatori giapponesi.

Nurikabe
Nel folklore giapponese la Nurikabe è una gigantesca parete invisibile che si pone sulla strada a bloccare il passaggio a un viaggiatore. Si dice che quando una Nurikabe si manifesta nella sua forma visibile, ha l’aspetto di un gigantesco muro di pietra con due piccole gambe e due piccole braccia. Quando una persona sta camminando da un bel po’ di tempo senza raggiungere la propria destinazione, si attribuisce la colpa del suo ritardo alla Nurikabe.

Nyorai
Termine esoterico giapponese che indica tutte le apparizioni di Buddha. Spesso viene usato in un nome, come per esempio Dai-Nichi-Nyorai (“Il Grande Sole Buddha”).

O-Ana-Mochi
“Il Padrone del Cratere” del Monte Fuji.

Oho-Kuninushi
Divinità di Kitzuki che cavalca di notte su un cavallo di bronzo. Il suo nome significa “la proprietaria terriera”.

Ohonamochi
Uno degli dèi della terra.

Oho-Yama
Il dio della grande montagna, padre di Iha-Naga e Ko-no-Hana.

Ojin Tenno
Ojin fu il cinquantesimo Tenno, ossia imperatore del Giappone, figlio dell’imperatore Chuai e dell’imperatrice Jingo. Secondo le Nikon Shoki o Nihongi (Cronache del Giappone), fu portato nel grembo di sua madre per tutta la durata della sua conquista dei tre regni di Corea. Prima di partire, ella dichiarò che, se suo figlio doveva diventare un dio, sarebbe nato dopo il completamento della campagna. Il giorno in cui Jingo fece ritorno, iniziarono le doglie ed ella diede alla luce un figlio.
Al momento della sua nascita, Ojin aveva una voglia rossa sul gomito a forma di homuda, la cubitiera che protegge gli arcieri dal ritorno delle corde dell’arco. A causa dei recenti successi militari, la cosa fu considerata di buon auspicio, e quindi al bambino fu dato il soprannome di Homuda-wake (che significa letteralmente “Principe dalla Cubitiera”). Sia le Kojiki che le Nikon Shoki affermano che era un bambino brillante e intelligente, più furbo rispetto alla sua età e grande stratega. Dopo l’ascesa al trono in seguito alla morte della madre, accolse benevolmente studiosi cinesi e coreani nella sua corte, in modo che Nintoku, suo figlio, potesse diventare dotto come i principi del resto dell’Asia. Ojin era considerato anche un famoso bevitore, che scivolava fuori del palazzo per passare da una taverna all’altra. Il mito popolare afferma anche che nacque con una coda di drago e inventò un nuovo tipo di vestito per poterla nascondere.
Dopo la sua morte Ojin fu deificato e gli fu costruito un santuario con uno stupendo sepolcro. Ci vollero tuttavia parecchi secoli prima che fosse identificato con Hachiman, il dio della guerra. In seguito a questa associazione (merito della visione onirica di un sacerdote) divenne il dio patrono degli arcieri e dei soldati, che avrebbero attaccato ai loro elmi dei piccoli amuleti d’argento a forma di spada come simbolo della devozione verso di lui. Ojin, nella qualità di Hachiman, è conosciuto col nome “L’Arco e le Frecce dei Cieli” ed è uno degli dèi più popolari del pantheon scintoista, con metà dei santuari esistenti in Giappone dedicati a lui.

Okuni-Nushi
Il dio scintoista della magia e della medicina, figlio del dio della tempesta Susanowo. Morì due volte ed entrambe fu risuscitato: per questo è il simbolo della natura che muore e che germoglia. Fu il signore della Terra finché la dea del sole Amaterasu inviò suo nipote Ninigi per regnare in sua vece. In compenso fu creato signore del mondo invisibile degli spiriti e della magia. Okuni-Nushi scese nell’Oltretomba e, dopo molte prove, riuscì a disarmare suo padre e si impadronì della sua spada.

Omitsunu
Il re di Izumo, sulla costa occidentale del Giappone. In questa piccola ma antichissima cittadina di provincia c’è un grande tempio in cui gli dèi si incontrano nell’ottobre di ogni anno per discutere il destino dell’umanità (vedi: “Assemblea degli Dei”). Questo re, nipote di Susanowo, ampliò il suo regno estraendo isole dal mare con una fune. Qualcosa di simile era stato fatto dal re-dio polinesiano Maui.

Onamuji
Dio della terra. È figlio del dio della tempesta Susanowo.

Oni
Demoni che hanno aspetto umano ad eccezione del fatto che possiedono tre occhi, una grande bocca, corna e unghie taglienti. Volano qua e là e afferrano le anime delle persone malvagie sul loro letto di morte. Per scacciare questi demoni, si tiene ogni anno la cerimonia di oni-yarabi. Un giorno il saggio Nichiren (“loto solare”) vide gli oni all’opera durante i flagelli della sua epoca: invasioni nemiche, terremoti ed eclissi. Egli attribuì il male alla colpevolezza dei giapponesi del suo tempo e quindi fondò una particolare scuola di buddismo per purificare la popolazione.

Oshimo-Mimi
Figlio di Amaterasu, fu mandato a occupare le isole del Giappone governate dai discendenti di Susanowo. L’impresa però fu portata a termine dal figlio Ninigi, nipote della dea.

Otohime
“Gemma luminosa”, la graziosa figlia di Ryujin, re del mare. Sposò Hoori e diede alla luce un figlio, dopo di che fu tramutata in drago (la forma originaria di suo padre). Viene chiamata anche Toyotama.

Owatatsumi
Un dio del mare.

Oyamatsumi
Un dio della montagna.

Oya-Shima-Guni
Le otto isole originarie della cosmologia giapponese. Chiamate “Regione dell’Isola Progenitrice”, furono le prime parti dei mondi solidi tratti nella creazione dall’oceano primevo. Fu data loro forma dagli dèi Izanagi e Izanami.

Ponte del Cielo
Il ponte oscillante che conduce dal cielo al Monte Takachihi, da cui si può raggiungere la terra. Il ponte appartiene alla dea della danza Uzume, la quale è sposata al Dio dei Sentieri, che ne è il guardiano.

Raicho
L’Uccello del Tuono giapponese. Ha l’aspetto di un corvo, ma è in grado di produrre un rumore terrificante. Questa creatura vive in un albero di pino.

Raiden
Il dio del tuono (“rai”) e del fulmine (“den”). Impedì che i Mongoli invadessero il Giappone. Stando seduto su una nuvola scagliò una pioggia di fulmini sulla flotta degli invasori. Solo tre uomini scamparono. Raiden è raffigurato come un demone rosso, con artigli affilati, che porta un grosso tamburo. Adora mangiare ombelichi umani. L’unica protezione contro di lui è nascondersi sotto una zanzariera.

Raijin
Uno degli dèi giapponesi del tuono. Raijin è descritto come un uomo muscoloso che porta una serie di tamburi di cui fa uso per produrre il rumore rombante del tuono. Secondo una leggenda, in origine lui e Fujin erano dèmoni che si opposero agli dèi. Il grande Buddha ordinò al suo esercito di catturarli. Dopo una dura battaglia fra i due dèmoni e trentatré dèi, i due furono catturati e convertiti.

Raiju
Demone il cui nome significa “animale tuono”. Si tratta di un demone del fulmine in forma di gatto, di tasso o di donnola. Durante i temporali diventa estremamente agitato e salta di albero in albero. Se un albero mostra i segni di un fulmine, la gente dice che gli artigli di Raiju lo hanno graffiato. A questo demone piace nascondersi negli ombelichi umani, e quindi, durante i temporali, se una persona è spaventata, può dormire girata sul ventre.

Raiko
Il nome poetico di Minamoto Yorimitsu, famoso eroe giapponese dell’XI secolo, la cui vita entrò nella leggenda. Con i quattro del suo seguito, uccise un gran numero di giganti.

Raitaro
Il Bambino del Tuono. Un giorno, un povero contadino giapponese, durante un periodo di siccità, pregò Buddha di far piovere. Poco dopo la pioggia cadde a dirotto, accompagnata da un rumoroso fragore di tuono. Quando il contadino, che si chiamava Bimbo, uscì per guardare, vide un bel bambino disteso sull’erba. Bimbo e la moglie lo adottarono e lo chiamarono Raitaro (“Figlio del Tuono”). Tutte le volte che c’era poca pioggia, a Raitaro bastava chiamare le nuvole e ordinare loro di far piovere, rendendo così Bimbo un ricco agricoltore. Quando compì diciotto anni, Raitaro ringraziò i suoi genitori adottivi per le loro amorevoli cure, si trasformò in un drago bianco e volò via.

Rakan
Discepolo personale di Buddha, la santità in persona, venerato come un dio.

Reiko
Eroe giapponese. Famosi sono i suoi vari scontri con ragni giganti. Un giorno, mentre era malato, un ragazzino gli portava una medicina ogni notte. Questa medicina non lo curava, ma lo faceva ammalare sempre di più, perché era un veleno. Il suo sospetto fu confermato e Reiko, una notte, quando il ragazzino giunse, lo colpì. Repentinamente, il ragazzino gettò su di lui qualcosa che diventò una rete appiccicosa, dopodiché scomparve attraverso la porta. Reiko, completamente avviluppato, era del tutto indifeso. Tsuna, il capo dei servitori di Reiko, riuscì a fermare il ragazzo puntandogli la spada alla gola, ma quello gettò una rete anche sul servitore e fuggì di nuovo. Il ragazzo fu poi trovato in una grotta e ucciso. Risultò che si trattava di uno spirito-ragno, un piccolo demone dotato di un’arma magica. In un’altra avventura, Reiko vide un teschio che volava davanti a lui per poi scomparire in un edificio diroccato. Dentro l’edificio Reiko trovò una vecchia megera, completamente bianca e dal petto cascante. Un attimo dopo vide una vecchia monaca con un largo viso. Infine vide una bella donna. Quando la guardò, lei lanciò una rete appiccicosa su di lui. Egli la colpì con la sua spada, ma la punta si spezzò. Poco dopo giunse Tsuna e liberò Reiko dalla gigantesca rete. La donna era ormai scomparsa. Cercarono a fondo nell’edificio e scovarono un gigantesco ragno con la punta della spada di Raiko che gli sporgeva dal ventre. Quando la estrassero, il mostro morì. Squarciarono il cadavere e all’interno trovarono numerosi teschi, quelli delle vittime del ragno. Trovarono anche molti ragni “neonati”, grossi quanto un bambino, che strisciavano fuori. Li uccisero rapidamente, liberando così la regione dall’antica piaga dei ragni giganti, una razza di dèmoni malvagi.

Ryo-Wo
Il dio del mare, “il Re Drago”.

Ryugu
Il palazzo del re del mare (letteralmente: “Corte del Drago”). Situato sul fondo del mare, accanto alle isole Ruy Ku, appartiene a Ryujin, uno degli dèi draghi giapponesi. Questo leggendario palazzo è costruito con corallo rosso e bianco ed è custodito da draghi. Uomini-pesce servono Ryujin in qualità di cortigiani. Sul lato settentrionale del palazzo si trova la Sala dell’Inverno, dove cade incessantemente la neve. Sul lato orientale c’è la Sala della Primavera, in cui le farfalle si posano su fiori di ciliegio, mentre cinguettano gli usignoli. Sul lato meridionale del palazzo si trova la Sala dell’Estate, in cui cantano i grilli durante la sera calda. Infine, sul lato occidentale c’è la Sala dell’Autunno, dove gli aceri avvampano di vivaci colori. Un giorno in questo palazzo corrisponde a cento anni sulla terra.
Ci fu un tempo un giovane pescatore di Tango, chiamato Urashima, che intrappolò una tartaruga nelle sue reti, lasciandola però di nuovo libera. Si venne a sapere che quella tartaruga era una delle figlie del re del mare in incognito. La ragazza invitò il giovane alla corte del padre, dove gli apparve con le sembianze di una bella fanciulla e lo sposò. Dopo tre giorni Urashima manifestò il desiderio di rivedere la sua isola, ma quando fece ritorno sulla terra, scoprì che erano passati trecento anni. Urashima è venerato ancora oggi.

Ryujin
“L’Essere Luminoso”, il drago dio del mare. Ryujin vive a Ryugu, il suo palazzo in fondo al mare. Sua figlia Otohime (Toyo-Tame) ha sposato il principe Hoori. Il re del mare è raffigurato con una larga bocca; le testuggini sono considerate i suoi messaggeri. Ryujin controlla i flussi di marea con le magiche Gemme della Marea. Molti secoli fa, l’imperatrice Jingo intendeva invadere la Corea. Pregò Ryujin e inviò al suo tempio il dio delle spiagge Isora. Qui gli furono consegnate le Gemme della Marea per l’imperatrice. La flotta giapponese levò quindi le vele verso la Corea; la flotta coreana salpò a sua volta per affrontarla. Quando Jingo vide avvicinarsi la flotta nemica, gettò rapidamente in mare la Gemma della Bassa Marea; subito la marea si ritirò e la flotta coreana rimase in secca. Tutti i Coreani saltarono giù nella fanghiglia, ma in quel momento l’imperatrice gettò la Gemma dell’Alta Marea e un’ondata di marea fece affogare i nemici e trasportò la flotta giapponese alla costa, al porto e alla vittoria. In seguito Ryujin regalò al principe Ojin, figlio dell’imperatrice Jingo, le Gemme della Marea su una bella conchiglia rosa.

Sae-no-Kami
Gruppo di divinità che custodiscono le strade.

Sambo-kojin
Dio della cucina, dotato di tre facce e di due paia di mani.

Samebito
Mostro nero con verdi occhi fiammeggianti e una barba appuntita. Sul Ponte Lungo, il mostro si imbatté nell’eroe Totaro, ma anziché assalirlo, lo supplicò di dargli cibo e rifugio: infatti il re del mare lo aveva cacciato dall’oceano. Totaro prese il mostro con sé e gli diede un lago presso il proprio palazzo, fornendogli il nutrimento. Qualche tempo dopo, Totaro si innamorò della bella Tamana e aveva intenzione di sposarla. Ma il padre di Tamana aveva fissato il prezzo della sposa a diecimila pietre preziose. Non avendo la possibilità di raggiungere una così immensa fortuna, Totaro tornò a casa e cadde mortalmente malato. Quando Samebito venne a sapere cos’era accaduto al suo benefattore, versò lacrime di sconforto finché si accorse che le sue lacrime si erano tramutate in perle, rubini e smeraldi. Con queste pietre preziose Totaro poté pagare il prezzo della sposa e sposare la graziosa Tamana.

Sarutahiko Ohkami
Il dio dei crocevia, dei sentieri e del superamento degli ostacoli. È alto più di dodici metri, con un’enorme barba e una lancia tempestata di gemme. Dai suoi occhi, dalla sua bocca e dal posteriore si irraggia una luce sacra. Sarutahiko è capo dei kami della terra e sposo di Ama-no-Uzume no Mikoto, dea della gioia, della danza, del matrimonio e dalla buona salute. È il custode del ponte che unisce il cielo alla terra. Quando Ninigi no Mikoto, l’Augusto Nipote di Amaterasu Ohmikami, si stava preparando a scendere sulla Terra e a prenderne possesso, i suoi esploratori scoprirono che uno degli dèi della terra era ancora ribelle e non voleva sottomettersi all’autorità di Ninigi: si trattava proprio di Sarutahiko, e dal momento che questi era il custode del Ponte Celeste, Ninigi non poteva scendere finché il gigantesco dio non gli avesse giurato fedeltà. Gli dèi celesti tennero consiglio e chiesero un volontario che andasse avanti e sottomettesse Sarutahiko. Nessuna delle divinità maschili si offrì volontaria, per cui Ama-no-Uzume dichiarò che sarebbe andata lei. Essendo di indole audace e indipendente, sfilò le braccia dalle maniche del suo kimono e fece cadere il vestito lasciando il petto scoperto. Scese sulla terra e trovò Sarutahiko che passeggiava lungo un sentiero. Questi fu colto di sorpresa nel vedere una dea seminuda che avanzava verso di lui, mani sui fianchi, con una durissima espressione sul viso. Avendo richiamato la sua attenzione, Ama-no-Uzume gli intimò di giurare fedeltà a Ninigi e alla nonna di lui, Amaterasu. Sarutahiko fu talmente impressionato dal suo coraggio che obbedì immediatamente all’ordine e nello stesso tempo le chiese di diventare sua moglie. I due vissero insieme i loro giorni e furono sepolti nel luogo in cui adesso si trova Tsubaki Dai Jinja nella Prefettura di Mie, in Giappone.

Sengen
Dea della montagna sacra del Fujiyama e dea dei fiori. Custodisce il pozzo segreto dell’eterna giovinezza, dispensandone l’acqua della vita soltanto a poche persone. Il suo santuario si trova sulla cima della montagna. I suoi adoratori vi salutano il sole nascente. Sengen è spesso nominata come Ko-no-Hana-Saku-ya-Hime (“la principessa che fa sbocciare i fiori degli alberi”) e Asama (“alba della buona fortuna”). Sengen è raffigurata come una giovane fanciulla che sparge tsubaki, fiori rosa. È conosciuta anche come Ko-no-Hana.

Sennin
Lo spirito immortale di un santo che vive sulle montagne. Questo santo (un eremita) ha acquisito tanti meriti con la sua ascesi da poter fare miracoli, come ad esempio parlare dopo la morte oppure volare sul dorso di una tartaruga o su una nuvola. I Sennin possono parlare ai mortali nei sogni o comparire nella forma di un qualsiasi uomo. Sono seguiti dai loro amici più intimi: un rospo, un cavallo o una tartaruga.

Shaka
Il Saggio Silenzioso del buddismo giapponese, incarnazione della virtù perfetta e prima apparizione in forma umana del Buddha sulla terra. In tutti i monasteri si possono trovare altari dedicati a lui. La grande festa di Shaka si chiama Hana-Matsuri (“Festa dei Fiori”) e si celebra l’8 di aprile. “Shaka” corrisponde al sanscrito Shakyamuni, Shaka Muni o Sakyamuni. Amoghasiddhi è il suo aspetto bodhisattva.

Shi Tenno
I re celesti che sorvegliano i quattro punti cardinali. Gli Shi Tenno proteggono il Giappone contro le aggressioni degli spiriti maligni. I loro nomi sono: Jikoku (est), Komoku (sud), Tamon (nord) e Zocho (ovest). Sono rappresentati con un aspetto feroce e armati, soldati leali.

Shichi Fujukin
Gruppo di sette dèi della fortuna. Sono spesso raffigurati su una nave carica di tesori chiamata Takara-Bune. Gli Shichi Fujukin (“le sette creature della felicità”) sono: Benten, Bishamon, Daikoku, Ebisu, Fukurokuju, Hotei e Jurojin. Il giorno di Sanganichi, il capodanno giapponese, la gente li prega dopo aver pulito a fondo la propria casa.

Shiko-Me
Le Shiko-Me sono diavoli femminili.

Shinda
Il dio della fertilità Ainu dell’isola giapponese di Hokkaido. Prima di ogni pasto, gli Ainu rendono grazie a Shinda come a “colui che ci nutre”.

Shine-To-Be
Dea moglie di Shine-Tsu-Hiko.

Shine-Tsu-Hiko
Il dio del vento che riempie il vuoto fra il cielo e la terra. Insieme alla moglie Shine-To-Be tiene ferma la Terra.

Shi-Ryo
È uno spirito, un morto che fa visita ai viventi durante la notte.

Shitatera-Hime
Dea figlia del dio della terra Okuni-Nushi. È sposata con Ame-No-Wakahiko.

Shiti Dama
Spirito ancestrale. Viene descritto di forma ovale o sferica, simile a una palla di fuoco di un colore rosso brillante. È lo spirito vagante di una persona morta.

Shoden
Il nome giapponese dell’elefante indiano della saggezza, Ganesha.

Shodo Shonin
Famoso santo fondatore del tempio di Nikko. Un giorno, mentre stava camminando su un sentiero di montagna, Shodo si accorse che la sua strada era bloccata da un fiume tempestoso. Pregò per avere un ponte, e improvvisamente comparve un gigante con un abito blu e una ghirlanda di teschi intorno al collo. “Ecco il tuo ponte”, ruggì il gigante e gettò due serpenti, uno blu e uno verde, attraverso il fiume. Il santo, per nulla spaventato, camminò sul dorso dei serpenti oltrepassando il fiume. Non appena mise piede sull’altra sponda, il gigante e i serpenti scomparvero.

Shojo
Amabile creatura della mitologia giapponese che vive in fondo al mare. Gli shojo hanno i capelli rossi e la pelle rosa o rossa, e sono nudi tranne che per un gonnellino di alghe. Producono un vino bianco medicinale che si chiama shiroi sake nonché altri farmaci. Se una persona buona beve il sake, gli sembrerà che abbia un sapore delizioso. Se lo beve una persona malvagia, il sake avrà il gusto di un veleno e lo ucciderà, a meno che non si penta sull’istante.

Shoki
Dio della vita dopo la morte e dell’esorcismo. È il principale nemico degli Oni, un gruppo di dèmoni. Shoki è analogo al cinese Zhong kui.

Shotoku
Principe che fu deificato come reincarnazione di Siddharta. Si crede che ritornerà come Miro (il futuro Buddha Shotoku), che sia stato in grado di parlare appena nato e che abbia predetto il futuro.

Soku-no-Kumi
L’oltretomba o l’inferno giapponese.

Suijin
Il kami dell’acqua nella cosmologia giapponese, ovvero una ninfa acquatica. Il Suijin-Matsuri viene celebrato il 1° dicembre.

Suitengu
Il dio bambino del mare.

Sukuna-Biko
Il dio nano collegato con la salute, l’agricoltura e le primavere calde. Sua mamma è la dea Kami-Musubi. Lo si nomina con l’appellativo di Re di Izumo.

Susanowo
Il dio scintoista dei venti, delle tempeste e dell’oceano nonché dio dei serpenti. Nacque dal naso di Izanagi e gli fu attribuito il dominio dei mari. Sua sorella, la dea del sole Amaterasu, è anche sua sposa. Susanowo è la personificazione del male, ma è anche un dio audace, benché sfrenato e impulsivo. Le sue violenze non si limitano all’oceano: egli devasta anche la terraferma con le sue tempeste, oscura il cielo, e così fa incollerire gli “otto milioni di dèi” (i kami). I suoi piccoli atti importuni, specialmente nei confronti di sua sorella, si rivelano la sua rovina: perde la barba, le unghie delle dita e tutti i suoi averi, quindi viene esiliato. Vaga per la terra e ha molte avventure, come l’uccisione del serpente a otto teste Koshi, sconfiggendo il quale ottiene una possente spada, detta poi Kusanagi-no-Tsurugi (“spada che taglia l’erba”). Tra le altre imprese, conquista la Corea e debella la peste. Infine Okuni-Nushi, suo figlio, gli sottrae la spada con l’inganno.

Taishaku
Nome giapponese del dio indiano Indra.

Takamagahara
Takamagahara (“la grande pianura celeste”) nella religione scintoista è il cielo nonché la dimora degli dèi celesti. È collegata con la terra per mezzo del ponte Ama-no-uki-hashi. Gli dèi vi tengono consiglio sedendo sopra grandi rocce sulla riva di un fiume asciutto.

Takami-Musubi
Il dio primordiale del cielo nello scintoismo giapponese, il Creatore. È il grande spirito che genera amore divino da cui sorgono tutte le creature. Governa sul mondo insieme a sua moglie Amaterasu. È il nonno di Ninigi-no-mikoto, il fondatore della dinastia imperiale del Giappone.

Takara-Bune
La nave del tesoro con a bordo gli Shichi Fukujin. Si crede che faccia vela verso il porto alla vigilia di capodanno. I tesori che trasporta sono il Borsellino Inesauribile, il Cappello che Rende Invisibili, la Giubba Portafortuna, il Martello della Ricchezza, il Topolino che Scaccia gli Spiriti, il Sacco Pieno di Riso e la Chiave Magica. Dipinti di questa nave vengono messi sotto i cuscini dei bimbi perché facciano dei bei sogni.

Takemikadzuchi
Un dio del tuono.

Taki-Tsu-Hiko
Un dio della pioggia.

Tamon
Uno dei custodi (Shi Tenno) dei quattro punti cardinali della mitologia giapponese. Tamon custodisce il nord.

Tatsuta-hime
Dea dell’autunno.

Ten
In Giappone è il cielo, il paradiso, il regno dei cieli, la provvidenza, dio.

Ten-gu
Spiriti tormentatori del folklore giapponese. Questi spiriti malvagi, con i loro lunghi nasi e lunghi becchi, vivono tra i monti e nelle foreste e perseguitano specialmente i bambini. Il loro capo è Sojo-bo.

Tenjin
Il dio della cultura e della calligrafia. Ha insegnato all’umanità a scrivere la lingua parlata.

Tennin
Nel buddismo giapponese è un angelo o una creatura fatata, una persona di bell’aspetto che può apparire sulla montagna. Per incontrarne uno, il pellegrino deve arrampicarsi fino alla cima.

Tenshi
Angeli giapponesi. Non sono soltanto i messaggeri degli dèi, ma operano anche per il benessere della gente. Impedirono al kobo (sacerdote) Daishi di sacrificare la propria vita gettandosi giù da un’alta roccia, dicendogli che trascorrere tutta la vita a insegnare il sapere di Buddha è meglio che compiere un sacrificio di espiazione.

Tokonomo
Altarino di legno che i giapponesi sono soliti tenere in casa. Imita le forme di un tempio scintoista. Alla sua sommità è posta una capannina che contiene le tavolette su cui sono scritti i nomi degli dèi ai quali l’altarino è dedicato, per assicurare la loro presenza.

Tokoyo-no-Kuni
Nella cosmologia giapponese è il paradiso, il mondo dello spirito, una “terra lontana al di là dell’oceano”. Il nome significa “La Regione Eterna”.

Tokutaro-San
Bambola maschile grande come un bambino di due anni. Esiste anche una bambola femminile, chiamata Otoku-San. Si crede che queste bambole siano vive. Benché non siano in grado di parlare, possono gridare e correre via se la casa in cui vivono sta andando a fuoco. Se ci si prende cura di loro come si deve, portano buona fortuna alla “loro” famiglia. Hanno bisogno di essere vestite regolarmente con abiti nuovi e di essere tenute in buone condizioni. Se ricevono questo trattamento, possono vivere per molte generazioni e far sì che i bambini nascano e crescano in buona salute. Ma se sono trascurate, si arrabbieranno e porteranno malasorte. Quando una bambola è vecchia, rotta e infine dichiarata “morta”, viene seppellita sotto una pianta di enoki.

Toyo-Uke-Bime
Dea della terra, del cibo e dell’agricoltura.

Toyouke-Omikami
Dea del grano. Il suo santuario, geku, è servito per tradizione da una sacerdotessa, saigu.

Tsuki-Yumi
Il dio scintoista della luna (il suo nome significa “Arco di Luna”), fratello della dea del sole Amaterasu. Nacque dall’occhio destro di Izanagi, quando questi fece ritorno dall’oltretomba. Non appena Tsuki-Yumi nacque, si arrampicò sulla Scala che conduce al Cielo, ascendendo maestoso. Altro nome: Tsuki-Yumi-no-Mikoto.

Tsuyu
Leggendaria ragazza giapponese che si innamorò di un giovane samurai. Il samurai non poté sposarla subito, e in seguito gli fu riferito che era morta. Tsuyu (“Rugiada”) lo aspettò, ma egli, credendola morta, si dimenticò completamente di lei, tanto che ella morì di dolore. Il suo spirito fece ritorno e perseguitò la casa del samurai finché riuscì a congiungersi con lui nel suo letto. Il mattino seguente lo trovarono morto, strettamente abbracciato con uno scheletro.

Uba
Uba (“vecchia”, “nutrice”) è lo spirito dell’albero di pino. Insieme al marito Jo (“amore”) è simbolo dell’amore coniugale e della fedeltà.

Uga-Jin
Il dio-serpente delle acque nonché dio della fertilità della terra.

Uga-no-Mitama
Dea dell’agricoltura.

Ujigami
Gli Ujigami sono spiriti atavici nonché protettori delle famiglie (uji = “lignaggio di famiglia”). I parenti vivi possono rivolgere le proprie richieste ai loro dèi domestici in caso di malattia.

Ukemochi
Dea scintoista della fertilità e del cibo. Fu uccisa dal dio della luna Tsuki-yumi, offeso dal fatto che lei avesse vomitato una grande quantità di cibo. Dal suo corpo morto emersero vari animali (un cavallo, un bue, un baco da seta ecc.) nonché riso, fagioli e così via. I suoi attributi sono spesso assimilati a quelli di Inari.

Uomo della montagna
Demone che vive nei boschi. I taglialegna lo descrivono come un essere molto robusto simile a una scimmia pelosa. Per placarlo gli offrono del riso.

Urashima Taro
L’eroe di un racconto fantastico popolare.

Uwibami
Mostruoso serpente gigante che può volare nel cielo, abbattersi in picchiata e inghiottire tutto intero un uomo a cavallo. L’eroe Yegara-no-Heida riuscì a ucciderlo.

Uzume
La dea shintoista giapponese della gioia e della felicità, chiamata “Figlia dei Cieli” e “Schietta Donna del Cielo”. Il suo nome significa “turbinio”. È anche dea della buona salute, che la gente ottiene bevendo l’acqua benedetta della sua fonte. Quando la dea del sole Amaterasu si nascose in una grotta, così che la Terra si coprì di tenebre e divenne sterile, fu proprio Uzume che la fece uscire. Con le sue danze provocanti e ondeggianti fece ridere gli dèi così forte che Amaterasu uscì incuriosita dalla grotta. La sua uscita riportò luce e vita sulla Terra. Suo fratello Ninigi fece sposare Uzume alla divinità posta a guardia del Ponte dei Cieli, Sarutahiko Okami. Le danze di Uzume (Ama-no-uzume) si possono trovare nei riti popolari come quello per evocare i morti, la Kagura (danza mimata), e un’altra che simboleggia la seminagione.

Wakahiru-me
La dea del sole nascente.

Wata-tsu-mi
Una dea del mare.

Yabune
Antico dio della casa.

Yakushi-Nyorai
Letteralmente “il signore delle cure”. Uno dei sei Buddha di meditazione in Giappone nonché il Buddha della salute. È molto venerato nella qualità di salvatore che ha promesso di curare tutte le malattie e di ottenere per l’umanità i rimedi di cui ha bisogno. In sanscrito: Bhaishajya.

Yama-no-kami
La dea della caccia, dei boschi, dell’agricoltura e della vegetazione.

Yamata-no-Orochi
È il mitico drago a otto teste che, dopo aver devastato il paese di Izumo, venne ucciso da Susanowo. Nella sua coda questi trovò la spada magica Kusanagi-no-Tsurugi (“la spada che falcia l’erba”) che fa parte del tesoro sacro imperiale.

Yamato
L’anima del Giappone, lo spirito giapponese. È l’autentico nucleo ed essenza della nazione giapponese ancor prima che ne incominci la vera storia.

Yamato Take
Principe giapponese e celebre eroe, figlio del re Keiko. Si dice che uccise molti fuorilegge nonché il pericoloso serpente di Omi.

Yama-Uba
Uno spirito protettore.

Yasha
Un pipistrello vampiro. Si crede che sia lo spirito di una donna la cui collera, nella rinascita, la abbassò a uno stato inferiore.

Yeta
Un mendicante che talora è Inari travestito. Una donna che vuole avere un bambino deve donare generosamente a uno Yeta e così potrà avere il figlio. Un sacerdote o un saggio buddista può vedere quale Yeta è umano e quale lo sembra soltanto.

Yo
Nella cosmologia giapponese della creazione è l’elemento maschile. Equivale al cinese yang.

Yofune-Nushi
Serpente marino che viveva in una caverna sotto gli scogli della costa dell’Isola di Oki. Ogni anno, la notte del 13 giugno, bisognava offrire al serpente una bella fanciulla. Se ci si fosse rifiutati, il serpente avrebbe provocato tempeste e distrutto la flotta dei pescherecci. Un anno, una ragazza di nome Tokoyo si offrì volontaria come successiva vittima del serpente. Non appena il mostro le si avvicinò, pronto a divorarla, estrasse un coltello e lo colpì agli occhi. Quando il serpente arretrò dolorante e confuso, Tokoyo lo uccise.

Yomi-no-kuni
Nella credenza scintoista è l’oltretomba, dove orribili creature sorvegliano le uscite. Tuttavia non si tratta in un posto uguale agli altri inferni, dove le anime dei defunti vengono tormentate senza speranza di redenzione. Yomi-no-kuni è piuttosto un luogo in cui le anime vengono purificate. Questa particolare visione fu introdotta dopo la discesa di Izanami in quel regno e la purificazione rituale di Izanagi nel fiume dopo il suo ritorno dall’oltretomba.

Yorimasa
Celebre eroe del Giappone. Quando fu scoperto un mostro sulla sommità del palazzo dell’imperatore, Yorimasa lo uccise e fu ricompensato con la mano della nobile Ayame. Ricevette inoltre la famosa spada chiamata shinischi-o (“Signora dei Leoni”).

Yosei
Fate giapponesi. Vengono viste assai spesso sotto forma di uccelli, gru o cigni.

Yoshitsune
Celebre eroe, figlio di Yoshitomo, che fu ucciso da un membro del clan Taira. Per vendicare suo padre, Yoshitsune si recò nei boschi, dove fu istruito in tutte le arti marziali dal re dei dèmoni Ten-gu. Quando fece ritorno alla società, annientò il clan Taira.

Yosho
Santo il cui spirito continua a vivere per aiutare la gente.

Zocho
Zocho è uno dei custodi (Shi Tenno) dei quattro punti cardinali. È collegato con il sud.

Fonte: sito www.esonet.org . La riproduzione degli articoli di Esonet è consentita dietro citazione della fonte. Traduzione di dario55 per Il Bazar di Mari.

Lascia una recensione

Lasciaci il tuo parere!

Notificami
wpDiscuz