oriente a 360° – LE DIVISE SCOLASTICHE GIAPPONESI

Articolo a cura di: Ayame

LE DIVISE SCOLASTICHE GIAPPONESI

La scuola in Giappone è il luogo in cui sin da piccoli si impara a stare in comunità e ad obbedire alle severe leggi della convivenza. Sin dalla più tenera età, gli studenti imparano la disciplina, l’ordine e le regole del vivere sociale, rispettando il luogo dove passano la maggior parte del loro tempo. Non è un caso quindi che gran parte della produzione dei fumetti giapponesi abbia come ambientazione la scuola. Non solo perché la fascia di lettori di manga più ampia è quella degli studenti, ma anche perché tra una lezione e l’altra possono davvero succedere cose incredibili. Ed è così che accade anche nei manga dove spesso si gioca proprio con l’immaginazione e si narra le avventure di adolescenti, accentuando il lato fantastico piuttosto che quello quotidiano della vita scolastica.

Le uniformi furono introdotte per la prima volta nelle scuole giapponesi alla fine del diciannovesimo secolo, oggi sono utilizzate in quasi tutte le scuole pubbliche e private.
In molte scuole elementari le divise non sono obbligatorie ma nelle scuole elementari dove sono richieste i maschi né indossano una composta da camicia bianca con calzoncini, quelle femminili invece includono una gonna plissettata grigia e una blusa bianca. Entrambi sia maschi che femmine generalmente portano dei capelli in colori sgargianti per prevenire gli incidenti stradali.

Per entrambi i sessi le divise sono obbligatorie e gli studenti devono indossarle seguendo rigide regole di comportamento. Di solito c’è una divisa per la stagione estiva e una per quella invernale. In Giappone possiamo trovare stili, colori e accoppiamenti diversi, ognuno caratterizza la scuola a cui si appartiene.

DIVISE TRADIZIONALI FEMMINILI

f_divise01 Per le ragazze il serafuku ossia “sailor fuku”, una parola composta per metà dall’inglese “sailor” (marinaio) e per metà dal kanji “fuku” che vuol dire abito.
E’ lo stile comunemente usato per le uniformi femminili nelle scuole medie e superiori e occasionalmente anche nelle scuole elementari. La divisa scolastica giapponese prende spunto dalle divise dei marinai americani arrivati nel paese del Sol Levante nel 1800. Sono state introdotte come uniformi nel 1921 dalla principale università di Fukuoka.Queste uniformi generalmente si compongono di una blusa a cui è cucito un colletto in stile marinaresco e di una gonna plissettata. Ci sono poi le varianti stagionali per le estati e per l’inverno: il tessuto e la lunghezza delle maniche sono regolati conseguentemente alle stagioni. Un nastro è legato sul davanti e allacciato per mezzo di un cappio alla blusa. Esistono molte varianti sul nastro che includono cravatte, ferma cravatte, e fiocchi. I colori più comuni per le divise sono blu scuro, bianco, grigio, verde chiaro e nero.
Scarpe, calze e altri accessori sono talvolta parte integrante dell’uniforme. La calze sono tipicamente scure o bianche, le scarpe sono generalmente i mocassini neri o marroni, non sono invece parte integrante dell’uniforme i loose socks che sono un infrazione alle regole di alcuni istituti e sono indossati dalle ragazze più alla moda.

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DIVISE TRADIZIONALI MASCHILI

m_divise01 Quella dei ragazzi invece si chiama gakuseifuku, o “tsume-eri “. Il nome deriva da “gaku” che significa studente o studio e “ran” che invece significa Olanda, ma che in passato veniva utilizzato per designare l’Occidente in generale, il modello è stato preso dagli eserciti francesi e prussiani apparsi alla fine del 1800.La giacche normalmente sono blu scuro o nero e vengono abbottonate fino al colletto, i bottoni sono solitamente decorati con lo stemma della scuola mentre i pantaloni sono lunghi alle ginocchia e in tinta unita generalmente blu o neri e indossati con la cintura.
I ragazzi con le uniformi usano scarpe de tennis e mocassini. Alcune scuole richiedono anche che si porti un capello abbinato, generalmente nero, ma ora è un uso poco comune il capello infatti faceva parte delle divise tradizionali. Certi istituti poi richiedono anche che si indossi la spilla con la stemma della classe o della scuola sul colletto della divisa. realtà.Il secondo bottone della divisa a partire dall’alto viene regalato dallo studente che la indossa alla ragazza amata e questo gesto viene considerato come una confessione. Questo perché il secondo bottone è quello più vicino al cuore e dovrebbe contenere tutte le emozioni dei tre anni di frequenza scolastica. Questa non è una tradizione popolare ma un gesto copiato da una scena del romanzo di Daijjun Takeda.

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ALTRI TIPI DI DIVISE

divise01 Oltre alle uniformi in questo stile, tradizionale, molte scuole sono passate a uno stile più occidentale; basato sullo stile delle divise delle scuole cattoliche inglesi e americane.Queste uniformi sono composte:
– da una camicia bianca, una cravatta, una giacca con lo stemma della scuola e da pantaloni lunghi spesso di colore diverso dalla giacca per i ragazzi.
– le ragazze invece portano una blusa bianca con un blazer con lo stemma della scuola, la cravatta e la gonna scozzese.Aldilà del tipo di uniforme che ogni specifica scuola assegna ai suoi studenti, tutte le scuole hanno l’uniforme estiva (che consiste in camicia a maniche corte e pantaloni per i maschi, cravatta e blusa con gonna scozzese meno pesanti per le femmine) e un uniforme sportiva (composta da canadese in poliestere per i mesi invernali e pantaloncini con maglietta per quelli estivi).

TRASGRESSIONE

Le varie scuole si riconoscono per le loro particolari divise.
Attenzione pero’ variare un po’ la divisa scolastica è sinonimo di maleducazione e di teppismo, e gli studenti che amano trasgredire molto spesso modificano il loro look. Le uniformi vengono spesso modificate dalle studentesse come mezzo per manifestare la propria individualità, le modifiche comprendono l’accorciamento o allungamento delle gonne, la rimozione dei fiocchi e l’uso di collane che vengono poi nascoste sotto i colletti, o portano i calzettoni bianchi chiamati loose socks arrotolati sulle caviglie Gli studenti maschi invece come segno di distinzione portano le giacche sbottonate e la camicie fuori dai pantaloni lungo i fianchi e non portano la cravatta
Sono considerate gravi infrazioni al regolamento scolastico che talvolta prescrive anche un determinato modo di portare i capelli, il tipo di scarpe e il tipo di cartelle anche se queste particolari regole vengono seguite generalmente solo in occasioni speciali come le cerimonie di inizio e fine trimestre e il giorno delle foto.
Alcune scuole non hanno gli spogliatogli separati per maschi e femmine o né sono del tutto sprovviste quindi gli studenti si devono cambiare in classe per le attività sportive col risultato che devono indossare le divise sportive sotto le uniformi regolari.

LOOSE SOCKS o RUZU SOKKUSU

divise02 I loose socks, chiamati anche ruzu sokkusu dai giapponesi, sono un tipo di calze che è molto popolare fra le ragazze giapponesi delle scuole superiori.
In Giappone sono stati adottati come un accessorio alla moda e anche se è vietato dai regolamenti scolastici indossarli con le uniformi, dopo un periodo di grande popolarità hanno definitivamente messo radici fra gli accessori più alla moda fra le teenager giapponesi.
Sono indossati soprattutto dalle ragazze delle scuole superiori e molto meno da quelle delle altre età, infatti i loose socks vengono associati alle scuole superiori. Anche se vengono talvolta portati anche con le uniformi delle scuole medie ed elementari, sono portati quasi esclusivamente dalle ragazze fra i 12-18 anni, e già a partire dal 2002 sono diventati meno alla moda.
Solitamente sono di colore bianco benché esistano anche quelli neri, azzurri e blu scuro. I loose socks sono più grandi delle calze normali e si indossano allungandoli e ripiegandoli su stessi. Si indossano all’altezza del ginocchio e rimangono su grazie a uno speciale adesivo.
Assomigliano a degli scaldamuscoli ma a differenza di questi ultimi i loose socks avvolgono anche il piede.
Questi calzini si indossano oltre che con le uniformi, abbinati a minigonne e mocassini.

Ultimo aggiornamento: Aprile 2014

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