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DIZIONARIO dei TERMINI in MANGA e ANIME
Questa sezione è dedicata al significato di alcune parole che possiamo trovare nei manga e anime. Ma prima spiegherò il significato di anime e manga (e tutto ciò che li riguarda). Spero vi faccia piacere! Troverete altre spiegazioni anche nelle sezioni dedicate alle recensioni di manga e anime.
Tutti i contenuti sono a cura di Aurian (grazie anche a Kailah Kan)
ANIME: abbreviazione del termine americano animation (animazione). Così vengono indicati tutti i cartoni animati (serie tv, lungometraggi, oav).

OAV: Acronimo di Original Anime Video, ovvero prodotti per il mercato Home video, senza passare per la tv e cinema. In genere la grafica degli OAV è molto elevata.

MANGAKA: colui che realizza un fumetto (disegnatore e sceneggiatore, anche se la figura più diffusa è l'autore completo).

MANHWA: fumetto coreano, disegnato da autori coreani. A differenza del MANGA, si legge da sinistra verso destra come in occidente.

MANGA: termine coniato dal pittore Katsushisa Hokusai (1760-1849), usando due ideogrammi cinesi (man= immagine, ga= veloce) per definire i suoi disegni in bianco e nero. Oggi identifica i fumetti giapponesi.

I manga si dividono a loro volta in:
SHOUJO-MANGA: per ragazze.
SHONEN-MANGA: per ragazzi.
HENTAI: porno.
DOUJINSHI: pubblicazioni amatoriali che sviluppano soggetti e disegni originali di mangaka professionisti in storie non autorizzate.
LOLICON: fumetti porno-soft con scolarette. Le protagoniste standard sono studentesse delle medie con corpi da donna, messi in risalto da vestiti aderenti. Viene anche chiamato Loliluv (luv = love) quando le ragazzine nello stesso manga/film/illustrazione sono più di una.
Tratto KAWAII= significa carino. Usato per i LOLICON. Artisti come Yoshimoto Nara o Takashi Murakami hanno esplicitato nelle loro opere il lato oscuro, sadico e minaccioso che si cela dietro i tratti kawaii.

OTAKU: letteralmente in giapponese significa "la tua onorevole casa", ma translato si usa per rivolgersi al proprio interlocutore in maniera formale e rispettosa (tipo il nostro LEI). Negli ultimi anni 80, veniva usato dai giovani per identificare quella parte eccentrica che ha come unico interesse i manga.
Queste persone vivono il loro mondo nei manga. Non esco, non hanno vita sociale, passano il loro tempo chiusi nelle loro stanze tra gadget, pupazzetti, videocassette. Escono solo per comprare fumetti o nuovi video. Il problema è nato nel 1989 quando venne arrestato Miyazaki Tsutomu. Aveva ucciso 4 studentesse, facevano parte della sua vita a fumetti.... La sua camera era colma di shoujo-manga e lolicom.
In Occidente invece il termine "otaku" identifica un appassionato di manga e anime, in modo nè negativo (come in Oriente) nè positivo.

WAPANESE: sono otaku occidentali e si comportano come se fossero giapponesi (parlano o imparano il giapponese, collezionano katana, fanno arti marziali.... credono che la cultura giapponese sia superiore a tutte). Trascorrono anche alcuni giorni, senza mangiare e dormire, concentrati su riviste o videocassette. Il termine deriva da Western Japanese.

Nei manga spesso trovate nomi seguiti da suffissi tipo: chan, san, kun......
RIN= viene usato dai bambini tra di loro
CHAN= si usa fra amici o fidanzati, o comunque quando c'è molta confidenza.
KUN= si usa come forma di rispetto.
SAN= onorevole
SAMA= signore, è ancora più onorifico di san, per persone molto importanti.
SENSEI= maestro.
SENPAI= compagno di scuola o collega di lavoro più anziano.
KOHAI= compagno di scuola o collega di lavoro più giovane.

Altri significati su “personaggi” ed usanze giapponesi:
DAIMYO: feudatario, padrone di tutta la provincia.
SAMURAI: guerriero, soldato, appartenente alla casta dei guerrieri.
RONIN: soldati contadini e samurai senza terra e padrone, che per il disonore o la morte del padrone, sono costretti a vagabondare in cerca di un altro signore.
SEPPUKU: (HARA-KIRI) suicidio rituale per lo sventramento, unico modo di espiare una colpa, riservato solo alla casta del samurai. Le donne potevano solo tagliarsi la gola.
A questo proposito, se vi piace leggere libri, vi consiglio SHOGUN di James Clavell

AINU: Gli ainu sono gli eredi di un'antica razza, originaria della Cina, che un tempo abitava le regioni settentrionali del Giappone. Di natura rozza e burbera, gli ainu erano soprannominati "uomini di poche parole”.
ASHURA: In giapponese questa parola significa "demone". Spesso se ne fa uso nei cartoni animati e nei manga per identificare i nemici che gli eroi devono sconfig-gere.. "Fantasmi di Guererrieri"
ESP: Acronimo di Extra Sensorial Perception, con cui si indica la percezione extra-sensoriale, ovvero la percezione raggiunta, in particolari circostanze, da indi-vidui psichicamente dotati, senza la mediazione dei normali sensi.
HOKUTO: Questa parola, che in giapponese indica la costellazione dell'Orsa Maggiore, è molto conosciuta da tutti i fan dell'animazione e dei fumetti in quanto legata a alcune tra le più famose serie della produzione nipponica
CYBERPUNK: Recente branca della fantascienza, legata ai progressi dell'informatica, che trasferisce la realtà in mondi virtuali e ipertecnologici, realizzati con l'ausilio di potenti computer, abitati da cyborg, androidi e replicanti
KABUKI: Genere di teatro giapponese in cui il dialogo degli attori si alterna con parti salmodiate o cantate e con intermezzi danzati. Nell'antichità le prime rappre-sentazioni all'aperto avevano una componente sacrale. Ancora oggi nel kabuki le parti femminili sono interpretate da uomini.
KAIJU EIGA: Film che s'ispirano al leggendario King Kong di E. Schoedsack del 1933 e in cui compaiono mostri giganteschi che lasciano trasparire la paura e l'orrore dell'unico popolo che ha sperimentato direttamente la devastazione nucleare
ANIME COMICS: Sono pubblicazioni realizzate impaginando come un fumetto i fotogrammi di un cartone animato. Vengono poi aggiunti i balloons (le nuvolette del parlato) con i dialoghi e le espressioni onomatopeiche.
ANIPARO: Versione parodistica di un cartone animato famoso. Gli anime di questo genere ripropongono gli stessi protagonisti del cartone originario, ma in versione "ba-by" o miniaturizzata.

BISHOJO: Questo termine giapponese compare nei titoli di molti anime per ragazze. La traduzione della parola si avvicina al nostro "ragazza graziosa, carina"; viene utilizzato per sottolineare il carattere sentimentale di un cartone.
BISHONEN: In giapponese, significa "bel ragazzino". Per estensione, indica tutti i manga che hanno un bel ragazzino come personaggio principale. All'incirca, indica i personaggi maschili tra i 12 e i 16 anni, ossia dopo la pubertà e prima che i lineamenti si facciano marcatamente maschili.
BISHENIN: In giapponese, significa "bel ragazzo". Per estensione, indica tutti i manga che hanno un bel giovane uomo come personaggio principale.
CELL: Le cell, chiamate anche rodovetri, trasparenti, lucidi o rodoid, sono fogli di acetato su cui vengono disegnate le immagini dei cartoni animati. L'illusione del movimento si ottiene mettendo in sequenza disegni che variano impercet-tibilmente tra loro. I fogli sono trasparenti perché vengono sovrapposti a uno sfondo fisso.
CHARACTER DESIGN: Con questo termine si indica lo "stile" con il quale il disegnatore realizza i per-sonaggi di un cartone animato. Il disegnatore che svolge questo compito si chiama character designer.
CROSS-OVER: Letteralmente significa "attraversamento", "incrocio". E' quanto accade quando un personaggio di una serie appare in un'altra serie. Così per esempio Lady Oscar incontra Lupin III nel noto episodio "Folle amore a Versailles".

DAITOSEIKIKI: Ciclopica narrazione che raccoglie moltissime leggende giapponesi. Il titolo significa "Viaggio verso occidente" e cita tra le tante anche la novella dello "Scimmiotto di pietra", ovvero Goku, il protagonista della serie Dragon Ball..
JUNE: Genere di manga a sfondo erotico gay, con scene di sesso esplicito. Non molto popolari in occidente.

PWP: E' l'acronimo inglese per "Plot, what plot?" ossia "senza storia". Definisce tutti quei porno-manga dove le scene di sesso esplicito la fanno da padrone a discapito di un intreccio vero e proprio.
SHOUJO AI: Come gli Shonen Ai, ma con storie d'amore saffiche.
SHOUNEN AI (si trova anche scritto Shounen-ai): Shonen significa "ragazzino" e "ai" in questo caso significa "amore". Una traduzione possibile potrebbe essere "amore tra ragazzini". Il termine è usato per descrivere un genere di manga con storie di romanticismo omosessuale. Per estensione, comprende anche gli anime e gli Oav. Gli shonen-ai di solito non presentano scene di sesso, o comunque se ve ne sono rivestono un ruolo secondario nello sviluppo della storia e tendono a non risultare mai volgari. Disegnati da autrici e rivolti a un pubblico di ragazzine adolescenti.
SLASH: L'equivalente americano (occidentale?) degli Yaoi, prodotto e indirizzato eminentemente da donne per donne.

ONEE CHAN: vuol dire sorella (o anche zia, anche se non lo sono realmente)
ANII CHAN: per un ragazzo più grande, significa fratello maggiore.
Basi del gergo dei fumettisti:

PROGRAMMAZIONE: sono le scadenze mensili
NUMERO PAGINE: sono decise dalla casa editrice e spesso la redazione chiede di aumentarle o diminuirle.
STAFF: gli assistenti che collaborano.
REDATTORE: chi mette insieme la rivista presso la casa editrice. ( i manga, prima sono pubblicati su riviste e poi raccolti in tankabon/ volumetti di lusso).
DIREZIONE GENERALE: improntare la storia su un determinato genere (azione, commedia…)
SOGGETTO: stesura scritta dell’andamento della storia.
TOCCO REALISTICO: quando vengono disegnati luoghi realmente esistenti, occorre una documentazione fotografica.
NAME: bozza generale del progetto. Uno storyboard con gli schizzi dei ballon dei dialoghi.
BALLON: fumetti dentro cui viene scritto il dialogo.
DIVISIONE VIGNETTE: viene deciso in base ai disegni da fare e i testi da scrivere in una pagina.
SCORRIMENTO DELLA STORIA: capita che i dialoghi siano troppo lunghi, quindi devono essere modificati (ridotti) o a volte eliminati.
TAGLIO: eliminare una o più battute.
MODIFICHE: battute segnalate da modificare. Raramente il lavoro viene respinto e si deve rifare completamente!
DISEGNO A MATITA: prima di disegnare a pennino, si fanno i disegni a matita o con qualsiasi strumento che si può cancellare.
IMPOSTAZIONI: si schizzano a matita le posizioni dei personaggi e oggetti.
AL VIVO: il disegno esce dal margine della squadratura.
TAVOLA DOPPIA: i disegni vengono fatti su fogli più grandi del formato di stampa. Se viene stampato come se i fogli fossero uniti, si disegna su due fogli attaccati tra di loro.
INCHIOSTRAZIONE: ripasso col pennino.
SFONDO: ciò che viene disegnato dietro il personaggio
EFFETTI: si usano per dare un senso di velocità, di shock, di sorpresa….
CAMPIONATURA: riempimento in nero di una zona.
SBIANCHETTATURA: ricoprire con inchiostro bianco o correttore eventuali errori fatti con l’inchiostro.
RETINI: fogli trasparenti e adesivi sul quale sono stampati punti o righe bianchi e neri da applicare nei disegni. Si usano per creare l’effetto ottico del grigio.
TARGET: tipologia di pubblico a cui si deve indirizzare il prodotto.
CIN CIN: Quante volte vi siete chiesti il significato di "cin cin" mentre fate un brindisi? Questa espressione è traducibile come "pisello dei bambini", che deriva da "chinko", cioè "pisello". Un piccolo "pisello" quindi è "cin" contraendo alcune parole gli si danno significati positivi o negativi, dipregiativi o affettuosi.
KAMPAI: "salute", così dicono in Giappone per brindare!
OSAKA-BEN: dialetto di Osaka, ma inteso anche come nuova lingua. Dagli anni 80 alcuni attori parlano in dialetto, secondo loro permette di sentirsi più vicini agli spettatori.
TOKYO-BEN: giapponese standard
COSPLAY: è l'abbreviazione di "costume + play", cioè gioco del costume. Il COSPLAYERS: è chi pratica il cosplay.
TREKKER: non interpretano un personaggio, ma un pesonaggio potenziale della serie, cioè non vestono i panni del Capitano Picard o da Spok, ma da semplici ufficiali o da vulcaniani. Questa categoria raccoglie gli appassionati di Guerre Stellari, Il Signore degli Anelli, Star Trek.
CROSSPLAY: sono ragazze in abiti maschili (fusione delle parole crossdress e cosplay), possono essere anche ragazzi in abiti femminili.

Piccolo glossario per chi non sapesse cosa sono i GASHAPON: avete presente quei distributori automatici di phonestrap di Winny the Pooh sparsi ovunque? Ecco, quelli si possono definire una sorta di gashapon, con la differenza che non sono accessori per il cellulare, ma mini action figure senza punti snodabili, le dimensioni variano dai 3 ai 12 centimetri, come soggetti vengono usati personaggi di manga, anime e videogames, sono "a sorpresa" (ma fuori dal Giappone è più facile trovarli in serie complete) e di solito sono montabili, ma già colorati.

I gashapon, a seconda di come si presentano, sono chiamati in vari tipi:
- capsule: sono nei distributori automatici e sono contenuti dentro a delle capsuile stile ovetto kinder
- candy toy: sono contenute in scatolette a sorpresa (il negoziante ha scatole con dentro una serie completa più altri doppioni) con dentro una caramellina o simili, di solito hanno dei foglietti dentro più approfonditi e sono di qualità maggiore rispetto alle capsules
- trading figure: in scatoletta (il negoziante ha scatole con dentro una serie completa più altri doppioni "variant" non colorati o trasparenti, di solito) senza caramella o in blister singolo, solitamente queste sono quelle di qualità migliore

Informazioni prese da un altro forum.....Grazie a Gnoma.

Ultimo aggiornamento: Agosto 2006