ATTENZIONE: non avendo esperienze dirette con la religione induista, mi sono informata, per scrivere l'articolo, tramite libri, articoli, ricordi scolastici...perciò se per caso avessi scritto delle inesattezze, non è voluto con intenti offensivi. Segnalatemele e aggiusterò immediatamente eventuali errori! Buona lettura!
L' INDUISMO
PREMESSA

I TESTI SACRI

LE DIVINITA'
PREMESSA
L’induismo è la religione più antica del mondo. Ha una storia di quasi quattro millenni d’esistenza interrotta.

- Ashura -
Bisogna innanzitutto precisare che l’induismo non è per niente una religione a struttura rigida o monolitica, ma qualcosa di molto più complesso, tanto che il suo più insigne studioso (Daniel Acharuparambil) afferma in un libro (Spiritualità e mistica indù, edizioni Città Nuova, Roma, 1982) “che è impossibile definirlo”.
Per parlarne è, quindi, opportuno stabilire prima di tutto cosa non è: non è una religione profetica (non ha profeti), non ha un fondatore, non possiede una rigida organizzazione, non prevede un’autorità centrale. Ciò promesso, si può affermare che si tratta di un insieme estremamente ricco di dottrine filosofico-religiose, frutto di un evoluzione continua e dell’assimilazione d’elementi propri e d’altre credenze e colture.
Lo stesso Acharuparambil designa l’induismo come “un mosaico di religioni

I TESTI SACRI

- Kujaku -
RgVeda ( Veda = sapienza) è il titolo della raccolta di libri sacri induisti più antichi e venerati, di cui va ricordata la parte chiamata “Upanishad” (= le lezioni) l’opera fondamentale che comprende le intuizioni e le conclusioni dei pensatori antichi sull’Essere Supremo, sull’uomo, sulla vita e sul mondo.
Tutti gli altri testi sacri indù, d’epoche posteriori o considerati meno importanti, sono raccolti nella sezione “Smriti” (= tradizione). Qui possiamo trovare la “Bhagavad-Gita” (= Cantico del Signore), lo scritto più popolare dell’Induismo, che racconta il dialogo tra il dio incarnato Krishna ed un suo discepolo, ed ha come argomento principale la devozione amorosa verso le divinità.

LE DIVINITA'
Abbiamo già individuato nella gran varietà di concetti e pensieri la caratteristica principale di questa religione. Ciò rende difficile addirittura stabilire se si tratti di una religione monoteista (cioè con un solo dio principale, come, per esempio, la religione cristiana) o politeista (con più dei principali).

- Dall'alto verso il basso: Kujaku, Yasha-o, Ashura, Ryu-o -
Da un lato, la riflessione più elevata di studiosi a portato ad interpretare l’Induismo come una religione monoteista. Nelle Upanishad hanno, infatti, rilevato il tentativo dei saggi indù di avvicinarsi alla realtà profonda di Dio, cercando di superare i concetti della tradizione popolare (che vedremo dopo), e il risultato è la scoperta dell’Assoluto, o Essere Supremo, cioè dell’unica realtà veramente esistente, definita come “Quello dal quale le creature nascono, per opera del quale vivono, e nel quale morendo ritornano”.
L’uomo può avvicinarsi alla realtà suprema in due modi:
1 - indagine al di fuori di sé: consente di individuare il divino nell’Universo e nel mondo che ci circonda. In questo caso l’Essere Supremo è denominato Brahman
2 - indagine dentro di fuori di sé: consente di individuare il divino in ciascuno di noi, nel nostro intimo. In questo caso l’Essere Supremo è denominato Atman.
Poiché cercando sia fuori sia dentro di sé l’uomo raggiunge la perfezione, Brahman e Atman alla fine diventano la stessa cosa, esprimono in aspetti diversi l’unica realtà divina.
Dall’altro lato, la fede popolare è sicuramente politeista. Nel ricchissimo pantheon di divinità emergono con evidenza tre figure, tre dei appartenenti alla “Triade Suprema” detta Trimurti. Si tratta di Brahma (il creatore), Shiva (il distruttore) e Vishnù (il conservatore).
Brahma all’epoca dei Veda occupava il primo posto nella gerarchia divina, poiché creatore di tutte le cose. Ora la sua importanza si è notevolmente ridotta, ed è oggi considerato come un artefice del mondo che ha però oramai esaurito il suo compito.
Shiva, il signore del tempo, è il protagonista d’ogni distruzione. E’ rappresentato mentre danza all’interno di un cerchio di fuoco simboleggiante l’Universo, che viene continuamente distrutto e ricostruito al ritmo dei suoi movimenti. Bisogna però far notare che, nell’Induismo, il concetto di distruzione non sia sempre da intendersi negativamente, poiché può essere anche legato alla purificazione, liberazione, ad un nuovo inizio.
Vishnù è il signore dello spazio, colui che sostiene e governa tutto ciò che esiste. Talvolta interviene nel mondo mediante le “avatara” (= discese) cioè assumendo forma umana o animale per intervenire e ristabilire l’ordine e la giustizia. Secondo la tradizione esistono dieci avatara di Vishnù, di cui le principali sono Rama, Krishna e Buddha. Una curiosità: secondo alcuni il cristianesimo è una forma di Vishuismo, e Gesù Cristo un’avatara, reincarnazione, di Vishnù.