INTRODUZIONE
L’Apocalisse è l’ultimo libro della Bibbia. Fa parte, assieme ai Vangeli, gli Atti e le Lettere, al “Nuovo Testamento” vale a dire la parte della Bibbia che racconta della venuta di Gesù Cristo e dei fatti avvenuti successivamente.
- Particolare di "Il Giudizio Universale" di Michelangelo, 1536-1541, Roma, Cappella Sistina -
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Al contrario degli altri libri, l’Apocalisse non racconta vite, fatti o atti di santi o di Gesù Cristo, ma si inquadra nella così detta “letteratura apocalittica”, diffusa presso i giudei, che raccontava della fine del vecchio mondo e l’inizio di uno nuovo. Il tutto raccontato per visioni, immagini e metafore, che ne rendono difficile l’interpretazione.
Avvenimenti e personaggi sono visti e descritti come rappresentanti di potenze vaste come il mondo, impegnate nella salvezza o nella distruzione di tutto e tutti.
Dato che molte di queste immagini sono forti (distruzioni, battaglie, uccisioni…in proporzioni mondiali), in molti hanno visto nell’Apocalisse il racconto di quella che sarà la fine del mondo, tra un percorso di prove e catastrofi, e anzi alcuni hanno interpretato certi numeri che compaiono nei versi come date in cui la fine del mondo avverrà. Ma in realtà, come detto prima, si tratta soprattutto di metafore che contrappongo il bene e il male, non da prendere alla lettera e soprattutto che non danno chiare date d’alcun tipo.
TEMPO
Come detto prima, non sono definibili date o riferimenti reali, l’Apocalisse è un turbinio di visioni si può dire quasi fantastiche, in un mescolarsi di passato, presente e futuro, dove le distinzioni temporali normalmente usate non contano. Per quanto riguarda invece la data di composizione, molti studiosi la indicano come il 70 d.C (Dopo Cristo), altri, la versione più accreditata, più tardi verso il 95.
AUTORE
L’autore si presenta all’inizio del libro (I, 1.3.4 cioè, capitolo I, versi 1 e 3 e 4) come “Giovanni”. Tradizionalmente lo si vede come Giovanni Evangelista, autore anche dell’ultimo Vangelo, e apostolo di Gesù.
Per di più, all’inizio del libro (I, 9) esso dichiara di aver avuto visione dell’Apocalisse mentre era in esilio all’isola Patmos, e in effetti, in questa isoletta del mar Egeo (a pochi chilometri dalla città d’Efeso, in Asia) l’autorità romana mandò in esilio persone indesideredabili, tra cui l’apostolo Giovanni, anche se non è una cosa certa.
TRAMA
- la trama è complicatissima ^^ spero di essere riuscita a farne un buon riassunto! -
L’apostolo Giovanni, mentre si trova sull’isola di Patmos, è raggiunto da un angelo di Dio, che lo fa entrare in estasi. Innanzi tutto sente una voce possente chiamarlo, da dietro le spalle e, voltandosi, gli appaiono sette candelabri a sette braccia e, nel mezzo un uomo indicato come il Figlio dell’Uomo. Esso rivela a Giovanni sette messaggi da portare a sette Chiese dell’Asia (Efeso, Smirne, Pergamo, Tiatira, Sardi, Filadelfia, Laodicea).
Dopo di che davanti ai suoi occhi appare una porta aperta nel cielo e, sollevato dallo Spirito Santo, la varca, si trova dinnanzi ad un prezioso trono, con attorno schiere di Santi, angeli, uomini, simboli e creature. L’uomo sul trono (Dio) ha in mano un libro chiuso con sette sigilli. Si fa avanti una persona indicata come “Agnello Immolato” (probabilmente Gesù Cristo). Dopo un colloquio tra Giovanni e un angelo, Dio consegna all’Agnello il libro, che comincia ad aprirlo e a rompere i sigilli. Alla rottura dei primi 4 sigilli corrisponde l’uscita dal libro di un cavaliere a cavallo, ognuno di un colore e con in mano un arma diversa, che va verso la Terra. Poi ne sono aperti altri 2, che scatenano delle catastrofi sulla terra. Giovanni parla di nuovo con un angelo, poi è rotto anche l’ultimo e settimo sigillo, che causa un enorme silenzio in cielo e terra, che prepara l’atmosfera per il suono delle trombe
- "Coppia di angeli dell'Apocalisse con trombe", autore ignoto,
fine X secolo, Aosta, Chiesa di Santi Pietro e Orso -
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Sette angeli cominciano a suonare, uno per volta, altrettante trombe. Ad ogni suono corrisponde l’inizio di una grande catastrofe sulla Terra. Tra la 6 e 7 tromba Giovanni ha di un nuovo un colloquio con un angelo, che gli consegna un piccolo libro, e gli racconta di due Testimoni che scenderanno sulla terra e che saranno uccisi dalla “bestia dell’abisso” (probabilmente Satana). Al suono della 7 e ultima tromba comincia il Giudizio Universale.
Intanto Giovanni è rapito da un’altra visione (abbastanza famosa, perché è quella che è letta durante la messa di Natale).
In cielo compare una donna che sta per partorire. Dalla Terra sale un drago, che vuole mangiare il bambino appena nato, ma gli angeli lo proteggono e lo portano verso Dio, mentre la donna è fatta nascondere in un luogo sicuro in un deserto.
Intanto scoppia una guerra tra gli angeli e i servi della bestia (che vogliono conquistare il cielo e la terra): l’arcangelo Michele guida gli angeli a combattere contro i demoni che infine sconfiggono, così il drago (Satana) e i suoi adepti sono scaraventati giù dal cielo nelle profondità terrestri.
Mentre in tutto il cielo si ode in un canto di lode a Dio, il drago nella terra cerca la donna (nel deserto) per vendicarsi e ucciderla, ma gli angeli accorrono in suo aiuto e la salvano. Infuriato, il drago comincia a perseguitare gli uomini, finché non si ferma in riva ad un mare.
- "L'uscita della bestia dal mare", particolare, autore ignoto, 1428 - 1490,
codice miniato, Madrid, Museo Escorial -
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Ed ecco, dal mare davanti a lui, esce un’altra bestia, simile ad una pantera. Il drago gli si avvicina e gli conferisce il suo potere e la sua autorità. Il nuovo mostro è molto forte, scatena guerre e distruzioni e moltissimi uomini si sottomettono a lui.
Ed ecco che dalla terra esce un nuovo mostro, più spaventoso degli altri e più potente, che comincia ad uccidere con inganni e terrore chi non lo adora e a marchiare gli adepti, in un posto del corpo che non si può vedere, con un numero (è il numero in questione è il 666…capito perché si dice che è il numero del diavolo? Ma, come tutte le cose in questo libro, è solo un simbolo, non da prendere alla lettera).
Improvvisamente l’Agnello (ve lo ricordate?) compare sulla Terra in mezzo agli ultimi uomini giusti rimasti in vita, cui è dato il marchio di Dio.
Improvvisamente tutto scompare e comincia una nuova visione: un angelo vola nel cielo dicendo agli uomini di non perdersi e d’essere fedeli a Dio, un secondo che annunzia che il Giudizio Universale è vicino, un terzo infine raccomanda di non essere fedeli alla bestia. Una voce chiama Giovanni, che vede su una nuvola il Figlio dell’Uomo (già comparso), ad un suo cenno, due angeli si avviano verso la terra per “mietere” e “vendemmiare” presso gli uomini.
Comincia ora la visione delle 7 coppe: sette angeli si dispongono attorno al trono (lo ricordate? Lo abbiamo visto all’inizio) con in mano sette coppe. Dopo un canto dell’intera corte celeste, uno per volta sono versate le coppe sulla terra, e ognuna rappresenta un diverso flagello, simbolo dell’ira di Dio. Ad essere castigati non sono solo gli uomini, ma anche i demoni che sono sulla terra. C’è una pausa tra la 6 e 7 coppa, in cui 3 spiriti demoniaci radunano i re della terra in un luogo chiamato “Armaghedon” (già sentito?), è versata poi l’ultima coppa, che rappresenta il flagello più grande, un enorme terremoto che distrugge pure la grande Babilonia.
- "Il terremoto fa crollare la grande città", particolare, autore ignoto,
1378 - 1380, arazzo, Castello di Angers -
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Un angelo si avvicina a Giovanni, e lo porta in un deserto. Lì c’è la Grande Meretrice (ehm…sapete tutti cos’è una meretrice? E’ un modo fine per dire prostituta) presso la quale tutti i re della terra si sono prostituiti, ella siede su un mostro rosso, ha attorno delle acque ed è agghindata con tutti i gioielli che gli hanno regalato, ha in fronte la scritta “Babilonia” (rieccola! ^^) ed aveva bevuto talmente tanto del sangue delle persone innocenti uccise ingiustamente (brrr ^^!!!) da esserne ubriaca. L’angelo si mette a spiegare a Giovanni il significato della meretrice (spiegazione intricatissima….^^ che però si può riassumere che la meretrice rappresenta il potere, i soldi e tutte le cose vacue cui gli uomini voltano la vita e presso la quale sono sacrificati innocenti. Però moltissimi studiosi vedono in questa visione una simbologia della Roma di allora, e la donna rappresentante delle persecuzioni dei cristiani, poiché viene anche detto che la meretrice e il mostro sono seduti su sette colli). Infine l’angelo profetizza che la meretrice sarà uccisa dai re nella bramosia d’averla solo per sé, i re saranno poi uccisi a sua volta dalla bestia, e Dio infine sconfiggerà la bestia per sempre. Neanche finito di dirlo, che un angelo splendente scende dal cielo annunciando che Babilonia è caduta perché aveva raggiunto l’apice massimo dei suoi peccati, e poi cominciano i molti versi di un canto dedicato a Dio.
Si torna dal trono (ve lo eravate dimenticato?) attorno ci sono gli uomini giusti marchiati con il marchio di Dio (e questi ve li ricordavate?) e le anime di quelli uccisi innocentemente, che Dio premia donandogli la terra.
Comincia un ennesima nuova visione. Un cavaliere bianco galoppa attraverso il cielo, è chiamato “Fedele”, combatte con giustizia e dalla sua bocca esce una spada sacra. Lo seguono altri cavalieri bianchi a cavallo, ai suoi ordini. Vicino, un angelo in piedi nel sole, chiama a sé tutti i volatili della terra, dicendoli che presto ci sarebbe stata in cielo una grossa battaglia, la Prima Battaglia Finale.
- Angeli in schiera", di Guariento, 1350 - 1360, Padova, Museo Civico -
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Infatti, improvvisamente si sente un fragore e sulla terra compare la bestia attorniata da demoni, re della terra e moltissimi uomini, che si muovono contro il cavaliere bianco e le sue schiere d’angeli per ucciderli. Tutto inutile, il diavolo e i suoi adepti sono sconfitti e uccisi, e la bestia imprigionata nelle profondità più nascoste della terra.
Passano mille anni, la terra è rinata e si è ripopolata. La bestia riesce a liberarsi dalle catene e torna sulla terra e, dopo altri inganni, prepara un’altra guerra contro Dio, la Seconda ( e ultima) Battaglia Finale. Neanche stavolta la spunta e lui e i suoi adepti sono uccisi o buttati nel fuoco eterno. La bestia è uccisa per sempre, e mai più potrà muovere guerra contro Dio.
Si torna al trono, presso il quale è radunata una moltitudine di gente. Sono aperti dei libri e ogni uomo è giudicato secondo le proprie opere, si tratta del Giudizio Universale.
“ Allora io vidi un nuovo cielo e una nuova terra, il primo cielo e la prima terra erano spariti e il mare non c’era più, e vidi venire dal cielo, da parte di Dio, la nuova Gerusalemme, ornata come una sposa pronta per andare incontro al proprio sposo…(…) Il mondo di prima è scomparso per sempre. ”
Comincia così il ventunesimo, e penultimo, capitolo dell’Apocalisse, le battaglie e le guerre sono finite, il vecchio mondo è stato distrutto da tutti questi eventi bellici e n’è sorto uno nuovo (il vecchio paradosso, comune anche a molte trame, che per creare un ordine nuovo bisogna comunque prima distruggere il precedente).
- " Gerusalemme Celeste", autore ignoto, 1050 - 1075, Civate (Como),
Chiesa di San Pietro in Monte -
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Nel nuovo mondo non esistono più malvagi, non esistono tenebre, non esistono dolori o guerre e la grande Babilonia è stata sostituita dalla nuova Gerusalemme
Uno degli angeli delle sette coppe si avvicina a Giovanni e lo porta a visitare la nuova Gerusalemme. La nuova città splende come una gemma al sole, fatta da solide mura e contornata da 12 porte, e dove non esiste alcun tipo di tristezza o dolore o morte. Nelle sue campagne gli alberi danno sempre frutto, c’è sempre acqua abbondante, e gli animali vivono in pace gli uni con gli altri.
L’Apocalisse si chiude con un discorso di Giovanni che invita i lettori a stare sempre attenti e all’erta perché nessuno sa quando accadrà, il Signore potrebbe arrivare in qualsiasi tempo e a qualsiasi ora, poi invita a non aver paura di questi eventi perché fanno parte del destino del mondo e degli uomini, ma chi ha fiducia in Dio mai dovrà tenere nulla, perché alla fine di battaglie e tribolazioni saranno i giusti a vincere sul male e su tutte le ingiustizie. |