X - CRITICA

- Kamui -

Sono particolarmente affezionata a “X” perché è stato il mio primo manga.
Ricordo ancora quando in un’edicola comprai qualche numero della prima edizione italiana, quella della Jade, attratta dai bei disegni in copertina. A vederla ora un’edizione davvero bruttina, che sì aveva sovracopertina e una buona stampa, ma anche traduzioni molto libere e vignette con i balloon tagliati, eppure mi sembrò la cosa più bella il mondo! Non conoscevo nulla di fumetti, e trovare uno disegnato così bene; con una trama forte e complessa in cui la distinzione tra “buoni” e “cattivi” non è per nulla chiara, anzi direi proprio labile; mi entusiasmò tanto che fu l’inizio della mia passione per i manga.
Ancora oggi “X” rimane uno dei miei manga preferiti.

Un pregio di questo fumetto sono i personaggi, che sono tanti e molto ben caratterizzati, e che tra di loro intrecciano rapporti assai articolati. Più che la salvezza del mondo, spesso sia i Draghi del Cielo sia quelli della Terra sembrano mossi dai propri sentimenti e desideri personali, il che li rende meno “eroi” e più umani.
Il difetto principale è che è un fumetto (per ora) senza finale, che tra l’altro s’interrompe in un punto cruciale!

Il manga di “X” ha una sorta di predecessore in “Tokyo Babylon”; ambientato diversi anni prima dell’inizio della trama, che presenta il passato di due coprotagonisti della vicenda.