manga – DRAGON QUEST (I Cavalieri del Drago – Dai: La Grande Avventura – Dragon Quest: Dai no Daibouken) – di Riku Sanjo e Koji Inada

A cura di Wizard09

SCHEDA

Titolo originale: Dragon Quest – Dai no daiboken
Traduzione letterale: Dragon Quest – La grande avventura di Dai
Titolo internazionale: Dragon Quest – Dai’s Great Adventure
Autore: Riku Sanjo (storia) – Koji Inada (disegni), con la partecipazione di Yuji Horii (ideatore della saga di Dragon Quest)
Genere: shounen – azione, avventura, fantasy
Rating: consigliato ad un pubblico maturo
Anno di pubblicazione in Giappone: dal 1989 al 1996
Casa Editrice giapponese: Shueisha
Tratto: ispirato alla saga di videogiochi “Dragon Quest”
Volumi: 37 (completa)

Titolo in Italia: Dai: La grande avventura
Anno, Casa Editrice italiana e Volumi: Star Comics
– Pubblicato sulal testata Dragon, 54 volumi (un po’ più piccoli degli originali giapponesi) dal Novembre 1997 a Maggio 2002. Serie conclusa.
– Pubblicato su Zero, dal Novembre 2002. La ristampa in formato originale (37 volumi) è stata interrotta dopo i primi 7.

Trasposizione su video
– Dragon Quest” serie TV di 46 episodi trasmessi in Giappone dal 17 Ottobre 1991 al 24 Settembre 1992 (conclusa). Trasmessa in Italia come “I Cavalieri del Drago”.
O.A.V.
– Dragon Quest – Dai no Daiboken: OVA di 45 uscito in Giappone nel 1991 prima della serie animata
– Dragon Quest – Dai no Daiboken Tachigare: OVA di 45 uscito in Giappone nel 1992
– Dragon Quest – Dai no Daiboken Buchiabure: OVA di 45 uscito in Giappone nel 1992

TRAMA

Dai è un ragazzino che vive sull’isola di Delmulin conosciuta con il nome di isola dei mostri. Da neonato fu abbandonato sull’isola e di lui si prese cura il mostro Kimendoshi Brass che lo allevó come suo nipote e sogna per lui un futuro di grande mago, ma il ragazzo sogna di diventare uno Yusha (prode guerriero) come quello che 15 anni prima sconfisse Satana e riportò la pace.

Le sue avventure cominciano il giorno dove una banda di falsi prodi guerrieri tenta di rapire il piccolo amico di Dai , Gome il raro golden metal slime. Dai riesce a sconfiggerli dimostrando un coraggio e una forza straordinari. Successivamente salva la principessa Leona di Papunica da sue due servitori che hanno attentato alla sua vita. In questa occasione sulla fronte di Dai appare un emblema a forma del muso di un drago che lo rende potentissimo e capace di pronunciare formule magiche di alto livello. La principessa quindi invia il precettore Aban sull’isola per addestrare il ragazzo affinché diventi un prode guerriero. Dai quindi comincerà l’addestramento insieme all’apprendista mago Pop un ragazzo debole e codardo allievo anch’esso del precettore.

Tuttavia Satana Hadler è resuscitato grazie al potere del Grande Satana Baan, ed ora è tornato per conquistare il mondo e il suo primo scopo è uccidere il prode guerriero che lo sconfisse, Aban! Il maestro muore nel tentativo di proteggere i suoi allievi suicidandosi con Hadler ma il demone sopravvive. La forza misteriosa di Dai emerge nuovamente e ferisce Hadler mettendolo in fuga. Comincia cosí la grande avventura di Dai che lo vedrà contrapporsi ad Hadler, al suo Signore e all’esercito demoniaco per onorare la memoria del maestro e salvare il mondo.

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CURIOSITÀ

Come ogni buona avventura fantasy, non mancano di certo le magie. Gli incantesimi sono ovviamente quelli del videogioco Dragon Quest.

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LINK inerenti alla serie

Materiale su “Dragon Quest” presente sul sito:

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Laplace Demon

Uno degli innumerevoli manga basati sulla saga videoludica di Dragon Quest, che, oltre a vantare innumerevoli videogiochi, comprende altrettanti manga e/o anime. Ideato da Akira Toriyama(i personaggi almeno), mentre storia e disegni sono eseguiti dal suo Studio Bird o BirdStudio che dir si voglia. Dunque… i signori hanno creato un manga molto interessante. Essendo uno shonen è chiaramente stracolmo di combattimenti, ma non mancano anche siparietti divertenti e anche un pizzico di romanticismo che non guasta mai ( avvertenza agli/lle inguaribili romanticoni/ne: non aspettatevi di vedere baci). La storia, oltre ad essere molto, ma non troppo, fantasy fa anche molto videogame: c’è il guerriero impavido e coraggioso (Dai), il mago (Pop) il chierico (sarebbe più corretto dire la chierica e per giunta guerriera) (Maam) e, dulcis in fundo pure la principessa di turno da salvare (almeno in alcune occasioni è così). Inoltre è tutta una grande storia. Mi spiego: Dragon Ball può essere diviso in saghe: c’è la saga di Piccolo, la saga di Cell, la saga di Freezer… invece qua il nemico è uno solo ed è il capo di un enorme esercito demoniaco. Quindi è tutta incentrata sulla lotta contro il Grande Satana Baan e i suoi 6 comandanti d’armata. È un manga che scorre piacevolmente, il disegno è molto buono, anche se diventa veramente ottimo solo dal ventesimo numero, e lo consiglierei a tutti coloro che vogliono leggere qualcosa di diverso dai soliti manga. Ha solo la pecca, non trascurabile, di risultare noioso in certi frangenti, però vale la pena dargli almeno uno sguardo onde evitare di guardare l’inutile anime (chi l’ha fatto si cosparga il capo di cenere. Io l’ho fatto un sacco di volte), ma almeno ne approfitta a leggere pure il manga pigliando due piccioni con una fava.

Wizard09
Bazarino
Wizard09

Fumetto che si ispira alla famosa serie di videogiochi. “Dai no daiboken” si presenta proprio come la classica avventura da gioco di ruolo. Una trama di per se semplice che ricrea l’atmosfera fantasy tipica del genere: guerrieri, maghi, mostri da sconfiggere e principesse da salvare.
La storia puó risultare quindi abbastanza scontata e in alcuni punti perderà di tono, tuttavia peró i colpi di scena che ci accompagneranno fino alle ultime battute del manga sapranno ridare una spinta alla storia fino a quel momento magari noiosa o fin troppo ovvia. Una nota positiva di questo manga è sicuramente il fatto che fino alla fine non saprai mai quali imprevisti possano accadere (e ce ne sono parecchi!).

Il disegno all’inizio ha un tratto semplice e, diciamocelo, non molto bello, ma col passare dei volumi si notano dei miglioramenti fino ad arrivare a un tratto pulito e preciso, anche se confesso lo stile di quest’opera è fra quelli che mi piacciono di meno. Le donne sono molto tondeggianti e fin troppo formose e gli uomini squadrati; a volte non ci siamo nemmeno con le proporzioni, basti pensare che in certe scene i piedi dei protagonisti sembrano calzare stivali numero 50 tanto sono lunghi.

Nel manga sono comprese delle schede dei personaggi dove viene indicato l’equipaggiamento e le loro capacità e delle schede analitiche dei delle formule magiche e delle tecniche dei personaggi.

Riguardo ai protagonisti, a parer mio il personaggio di Dai è scontatissimo e se devo essere onesto diverrà praticamente insopportabile sia negli atteggiamenti che nelle parole con l’avanzare delle vicende. Trovo invece un personaggio molto interessante Pop invece che fa un percorso diverso da quello del protagonista. Il ragazzo inizialmente è un pusillanime, meschino e gretto (e diciamolo un po’maniaco), capace di abbandonare i compagni nei momenti di maggiore difficoltà o infierire sui nemici alla sua portata. Sarà Maam a cambiarlo mettendolo di fronte a se stesso durante la battaglia con Crocodyne, da questo momento in poi, Pop sarà il personaggio dopo Dai ad evolvere non solo come forza ma anche come carattere diventando un mago di primo ordine , maturo e responsabile soprattutto nei casi disperati manifesterà una forza d’animo e un’astuzia fuori dal comune. Come dire, Pop è sicuramente il mio personaggio preferito e anche quello piú umano e normale fra tutti i suoi compagni. Un personaggio con cui ci si puó facilmente confrontare in quanto rispecchia un po’ le insicurezze e le paure che tutti abbiamo e come possiamo trovare il coraggio di affrontarle.

Pur essendo un manga di nicchia e non particolarmente eccezionale io trovo che sia sicuramente un prodootto godibile se amate le atmosfere fantasy e le avventure non troppo impegnative. “La grande avventura di Dai” è sicuramente il manga che fa per voi. Peccato per l’edizione italiana che a un certo punto perde molto di qualità nell’adattamento rendendo privi di senso alcuni dialoghi e soprattutto fra un volume e l’altro i nomi dei personaggi vengono adattati in modo differente (Rachard diventa Larhalt e Ron Berg diventa Lon Berk per poi ritornare al nome di prima).

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