recensione libri – RACCONTI FANTASTICI – di Akutagawa Ryunosuke

A cura di Mr.Mister

SCHEDA

Titolo originale:
Autore: Akutagawa Ryunosuke
Genere: Classici giapponesi
Sottogenere: fantasy, folklore, leggende

Titolo in Italia: Racconti fantastici
Anno di pubblicazione in Italia: 1995
Casa editrice: Marsilio editore; Collana: Mille Gru
Traduzione: Cristiana Ceci
Copertina: Akutagawa nella caricatura di Wada Makoto
Pagine: 121
Prezzo di copertina: 13,00 €

TRAMA

Otto racconti fantastici, scritti tra 1916 e 1924. Otto racconti che esulano dal reale e sfociano nel mondo della pura immaginazione.

Il tabacco e il diavolo (Tabako to akuma) (1916)

Un giorno, un mercante si imbatte in uno straniero intento a coltivare una pianta mai vista prima in Giappone. Incuriosito, domanda allo straniero che tipo di pianta fosse, ma lo straniero gli propone una scommessa: <<se entro tre giorni indovinerete di che tipo di pianta si tratta, vi cederò l’intero campo. In caso contrario, sarete mio anima e corpo>>…

Il tasso (Mujina) (1917)

Un’antica leggenda narra di un tasso che si trasformò in un uomo a causa di una mutazione. La cosa più sorprendente consiste nel fatto che questo tasso “umano” avesse anche la capacità di cantare…

Il filo di ragno (kumo no ito) (1918)

Kandata era un brigante spietato e violento, colpevole di innumerevoli crimini. Nel corso della sua vita ha commesso una sola buona azione: ha risparmiato la vita ad una ragno. Una volta morto, la sua anima è stata condannata alle pene dell’inferno, eppure, grazie a quell’unica sua buona azione, Kandata ha adesso la possibilità di salvarsi…

I cani e il flauto (Inu to fue) (1919)

Kaminagahiko era un giovane taglialegna che viveva alle pendici del monte Katsuragi, nel paese di Yamato. Nonostante fosse un umile taglialegna, Kaminagahiko possedeva un’abilità unica: sapeva suonare il flauto così bene da incantare chiunque. Un giorno, un gigante, colpito dalla sua abilità, si presenta al suo cospetto. <<il suono del tuo flauto mi ha ridestato e le mie giornate sono piene di piacevoli pensieri. Perciò sono venuto quest’oggi; vorrei mostrarti tutta la mia gratitudine esaudendo qualsiasi desiderio esprimerai>>…

Magia (Majutsu) (1920)

Matiram Misra è un giovane mago che ha appreso quest’arte segreta dal celebre Hassan Khan. Un giorno, desideroso di vedere all’opera il mago, un suo conoscente viene invitato a casa sua per assistere ad alcune delle sue abilità. Rendendosi conto della meraviglia del suo ospite, Misra promette di insegnargli come fare a praticare la magia. Anche perché, a detta dello stesso Misra, è un gioco da ragazzi e chiunque può riuscirci…

Il sennin (Sennin) (1922)

A Osaka si narra che qualche tempo fa un uomo di nome Gonsuke si fosse presentato ad un medico desideroso di apprendere l’arte per diventare un abile sennin. Il medico, non sapendo nulla su come fare a diventare un sennin, era estremamente a disagio ed in imbarazzo. A risolvere il problema fu la moglie: <<Sarò io ad insegnarti come diventare un sennin, ma in cambio tu dovrai servirci per vent’anni senza fiatare e senza ricevere alcun compenso per i tuoi servigi>>. In questo modo la donna ottenne di sfruttare il pover’uomo a suo piacimento rimandando la questione. Ad oggi però, i vent’anni sono passati e, dopo aver mantenuto la promessa, Gonsuke è intenzionato a far rispettare i patti…

Bianco (Shiro) (1923)

Bianco e Nero sono due cani vicini di casa. Amici per la pelle, hanno sempre vissuto insieme. Un giorno, Bianco assiste al rapimento di Nero da parte di un accalappiacani. Invece di aiutare l’amico, Bianco è colto da una paura incredibile e, nonostante le sue grida di aiuto, lo abbandona e scappa. Una volta tornato a casa, succede un fatto strano: Bianco diventa un cane di colore nero pece e i suoi padroni, scambiandolo per un cane randagio, lo scacciano. Da allora, Bianco fa una promessa a se stesso: non sarebbe più fuggito e avrebbe aiutato chiunque fosse in difficoltà. Iniziano così le eroiche gesta di Bianco…

Momotaro (Momotaro) (1924)

Sulle vette più inaccessibili di una montagna, vi era un gigantesco pesco, così esteso da raggiungere le nuvole e dalle radici così profonde da raggiungere il centro della Terra. La particolarità dell’albero consisteva nel fatto che i suoi frutti nascessero ogni diecimila anni e che al loro interno si sviluppassero, per creazione spontanea, dei neonati. Un giorno, un corvo divino beccò una delle pesche dell’albero, facendola precipitare in un torrente diretto verso il mondo degli uomini. A raccogliere il frutto sarà una vecchina che stava lavando il kimono nel fiume. Inizia così la storia di Momotaro, il bambino nato dalla pesca e deciso a conquistare l’isola dei demoni…

COPERTINA

EDIZIONE

L’edizione del 1995 presenta una breve introduzione all’opera ed un breve riassunto della vita e delle varie opere scritte di Akutagawa Ryunosuke.

CURIOSITA’

– Il racconto più lungo è “Il cane e il flauto” (tredici pagine), i più corti sono “Il tasso” e “Il filo di ragno” (cinque pagine ciascuno);
– “Il filo di ragno” e “I cani e il flauto” sono stati pubblicati per la prima volta sulla rivista per ragazzi Akai Tori;
– “Momotaro” è una delle fiabe popolari giapponesi più famose e apprezzate, qui rivisitata da Akutagawa;
– Uno dei racconti, “Il filo di ragno”, è stato trasposto in animazione ed è l’episodio 11 della serie anime “Aoi bungaku“, che comprende alcuni racconti e romanzi della letteratura giapponese in versione animata. L’anime è inedito in Italia, ma è possibile recuperare la versione fansub italiana.
– Cristiana Ceci è laureata in lingue e letteratura giapponese presso l’Università degli studi di Venezia e si occupa di letteratura giapponese moderna e contemporanea.

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Bazarino
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I racconti della raccolta hanno un filo comune generale: la fantasia. Degli otto racconti, due consistono in rivisitazioni di leggende (Il tabacco e il diavolo e Il tasso), tre sono fiabe (Il filo di ragno, I cani e il flauto e Momotaro) e le rimanenti tre presentano trame surreali (Magia, Il sennin, Bianco).
Gli otto racconti della raccolta sono brevi (Il cane e il flauto è il racconto più lungo ed è costituito da sole tredici pagine) e per questo molto scorrevoli. Vista la brevità, non è adatto a chi cerca storie in grado di catturare l’attenzione per molto tempo e può essere invece un buon acquisto per i lettori pigri, per chi vuole una lettura senza impegno e, vista anche la presenza di fiabe e di differenti livelli di lettura, il pubblico di lettori a cui si rivolge è pressoché universale e comprendente anche i bambini. Nonostante la semplicità della scrittura, le fiabe rivisitate da Akutagawa non sono più così chiare e distinte nell’identificazione dei buoni e dei cattivi e dei vincenti e dei perdenti. Le situazioni presentano uno sfondo di ambiguità. Esempio massimo è Momotaro, che nella versione di Akutagawa presenta una critica alle mire espansionistiche del Giappone dell’epoca. Per ogni altra spiegazione sui significati dei racconti rimando alla chiara spiegazione fornita nell’introduzione dell’opera.

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