approfondimenti – SAINT SEIYA – I VECCHI VIDEOGIOCHI

SAINT SEIYA (I Cavalieri dello Zodiaco) – I VECCHI VIDEOGIOCHI

A cura di Wizard09.

Ci fu un tempo dove le piccole cose, semplici, quasi scontate o banali sapevano regalare dei sogni e delle emozioni che oggi difficilmente ritroviamo. Parlo di un’epoca dove il videogioco sapeva appassionarti con quelle poche e semplici funzioni, con una trama ben strutturata anche se banale e una grafica molto semplice. Ecco, in un periodo difficile della mia adolescenza, parlo ormai di 15 anni fa, mi ritrovai a casa del mio amico Roberto, il quale mi aveva fatto scoprire che nel lontano 1987 uscii in Giappone il videogioco dei Cavalieri dello Zodiaco del Nintendo 8bit. Non solo peró, ci furono diversi altri giochi a cavallo degli anni 80 e 2000 usciti anche per Game Boy e Wonder Swan, console della Bandai mai importata in Europa.
Ma com’erano questi giochi? Perché mi hanno appassionato? Cominciamo col dare una piccola recensione ad ognuno.

SAINT SEIYA OUGON DENSETSU (Saint Seiya la leggenda d’oro) – NES 1987

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Primo gioco dei cavalieri ed unico che arrivó in Europa, distribuito in francese.
Si tratta di un JRPG che prende in esame la prima serie, dove muoveremo Seiya attraverso la città di Tokyo (Nuova Luxor) e nelle varie location famigliari all’anime e al manga. Il gioco segue quasi pedissequamente la serie fino alla scalata delle 12 case. Essendo l’anime nel pieno del suo svolgimento, il gioco si prende delle licenze artistiche sulla saga dedicata ai cavalieri d’oro (non ci sono tutti), cosa a cui verrà posto rimedio nel secondo capitolo.
Tornando al gioco, le azioni principali saranno: esplorare, parlare, sconfiggere nemici, guadagnare punti esperienza e migliorare le statistiche. Impersoneremo Seiya ma durante i combattimenti potremmo scegliere se impersonare gli altri cavalieri (cosa che è puramente estetica in quanto le statistiche si rifanno sempre a Seiya). Il sistema di combattimenti è abbastanza semplice: Carichi il cosmo e scagli il tuo attacco. Inoltre è possibile parlare con l’avversario per poter ottenere bonus speciali. Una cosa che mi è piaciuta particolarmente è il fatto di poter togliere e mettere l’armatura in qualsiasi momento. L’armatura aumenta le statistiche di Seiya, ma consuma uno sproposito in punti cosmo. Una curiosità del gioco è la presenza di un personaggio disegnato apposta da Kurumada; lo Shadow Cloth, l’armatura che indossa il Sacerdote Arles diventando di fatto il boss finale del gioco. Infine, questo gioco appartiene a quella generazione di giochi dove non c’era il “vincere facile”, anzi nella sua semplicità era abbastanza complesso.

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SAINT SEIYA OUGON DENSETSU KANKETSU HEN (Saint Seiya la leggenda d’oro capitolo finale) – NES 1988

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Uscito un anno dopo il precedente, questo gioco ripercorre in maniera pedissequa all’anime la scalata alle 12 case. La modalità di gioco è diversa in quando combina lo stile platform al combattimento tattico.
In questo gioco è abbastanza difficile vincere poiché ogni battaglia va gestita in maniera differente e certe azioni “banali” possono essere fondamentali per passare alla casa successiva. Prima di arrivare ad ogni casa ci sarà un percorso ad ostacoli in stile platform dove saremo letteralmente sommersi di nemici, sconfiggendoli guadagneremo punti “settimo senso”. Il settimo senso è fondamentale poiché all’inizio di ogni battaglia ci permette di ricaricare vita e cosmo. In ogni battaglia potremmo svolgere 4 azioni: attaccare, parlare, cambiare personaggio e vedere le statistiche. In questo capitolo i personaggi sono stati diversificati avendo ogni uno statistiche e attacchi diversi. Ogni cavaliere ha da uno a quattro attacchi diversi (molti dei quali appresi durante il gioco). Ogni attacco si differenzia in quanto tolgono piú vita o piú cosmo, oppure si rivelano particolarmente efficaci contro un determinato avversario. Come già detto ogni cavaliere d’oro ha le sue particolarità, infatti certi dialoghi e certi personaggi, sbloccheranno degli eventi che potranno rendere piú efficaci i vostri attacchi, o vi permetteranno di ricaricare piú volte i vostri valori. Certi cavalieri come Gemelli, Cancro e Vergine, spediscono i personaggi in altri stage oppure, come Toro o Leone, sarà necessario “morire” per procedere nel gioco.. A livello di complessità devo dire che è piú alto del precedente, ma sicuramente molto piú epico.
Io ci gioco ancora e non nascondo che è il mio preferito, forse anche piú dei capitoli moderni. Potremmo definirlo il gioco che ha ispirato il primo capitolo per PS2.

SAINT SEIYA SAINT PARADISE – GAME BOY 1992

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Vero e proprio JRPG aventi come protagonisti i bronze saint e che riprende le vicende delle serie Sanctuary e Poseidon (Asgard esclusa, anche se ci sono oggetti che riconducono a quella serie). Questa volta l’acquisizione dell’esperienza, i dialoghi e le missioni avranno un ruolo molto piú importante che nei giochi precedenti. Ci saranno vaste aree da esplorare con nemici che appariranno a random. La particolarità di questo gioco saranno le Saint Card. Al posto dei normali oggetto ed equipaggiamenti tipici in questo tipo di gioco, avremo delle carte che potranno essere trovate in giro o acquistate nei negozi. Esistono diverse categorie di carte. Le carte evento, essenziali per avanzare nel gioco. La cosa che mi è piaciuta di meno è che senza di esse non è possibile avanzare nel gioco e per trovarle si fa davvero fatica. Le carte battaglia, che ti permettono di lanciare attacchi senza utilizzare cosmo, oppure chiamare un alleato per attaccare. La cosa che mi ha infastidito è che Ikki in questo gioco non è un personaggio giocabile, bensí un helper!!! Ci sono poi le carte curative e di ristabilimento ed infine le carte speciali che servono solo ai fini della storia e che non svolgono alcun ruolo nel gioco. Devo dire che tutto sommato è carino, ma non mi fa impazzire, oltre al fatto che senza guida e senza una particolare costanza risulta abbastanza noioso e lungo. Esiste anche una versione con la patch in lingua italiana.

SAINT SEIYA OUGON DENSETSU PERFECT EDICTION – Wonder Swan 2003

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Decisamente il peggiore, il classico esempio di come la grafica non faccia il gioco. Penserete che sia uscito di testa, vedendo queste immagini che trasudano epicità; ma andiamo con ordine. Sappiate che questo gioco, voleva essere un remake che univa i primi due capitoli usciti per NES alla fine degli anni 80. In effetti parrebbe Ougon Densetsu, con grafica migliore ma con la meccanica di gioco inalterata se non migliorata… bé non è affatto cosí. Seiya non salta, i quadri sono piatti senza ostacoli, i Black Saint sono stati eliminati, dei Silver Saint rimane da affrontare solo Misty. Alcuni combattimenti sono sostituiti da lunghi e noiosi intermezzi. Ad esempio nel gioco Nes, Seiya doveva affrontare Cassios per ottenere l’armatura. Nel gioco no, il combattimento viene narrato tramite appunto un intermezzo animato. Lo stesso dicasi per lo scontro fra Shiryu e Argor di Perseus. La scalata alle 12 case è piatta, i quadri sono ancor piú brevi e lineari, privi di qualsivoglia difficoltà. Questo gioco dimostra proprio il cambiamento della condotta di pensiero in merito al mercato dei videogiochi. Usare il brand, limitare la difficoltà in modo che sia alla portata di tutti e piú vendibile. Proprio il tipo di politica che detesto e che va tanto oggi.

Arriviamo quindi al dunque, perché mi appassionano questi giochi? Eccetto gli ultimi due, i primi nella loro semplicità mantengono l’epicità della serie, sono semplici ma efficaci. Non hanno contenuti scaricabili, costumi aggiuntivi, bonus o altro. Sono semplici, banali e con una grafica antiquata, ma sanno far sognare ed appassionare, inoltre sono effettivamente complessi e difficoltosi. Chi li ha programmati sicuramente aveva molto piú a cuore il progetto di chi ha fatto il remake per Wonder Swan. Forse è anche per questo motivo per cui il capitolo Santuario, il primo uscito per Playstation 2, rimane per me il migliore della serie; si, anche di Soldier’s Soul per PS4.
Vi consiglio vivamente di reperire i primi due Ougon Densetru, in particolare il secondo che per me rimarrà sempre il migliore. Per i fan è davvero una chicca niente male.

Ultimo aggiornamento: Dicembre 2016

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