approfondimenti – CALCIATORI Italiani in J league

CALCIATORI Italiani in J league

Articolo a cura di Beppe Black Red

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il Tricolore nella J league
da Schillaci a Canini passando per Mister Ficcadenti

Come già scritto nell’altro articolo, la J League è una lega relativamente “recente” dal punto di vista professionale, infatti pur esistendo un campionato di calcio di prima divisione dal 1965, solo dal 1992, è passata da una lega quasi amatoriale, a una professionista, con l’ambizione di aiutare il calcio nipponico a ridurre il gap con il calcio mondiale.
Con l’apertura all’acquisto di campioni affermati, come brasiliani, olandesi, ma anche e sopratutto italiani.

Il primo giocatore Italiano a giocare in giappone fu Salvatore “Totò” Schillaci, acquistato dallo Jubilo Iwata insieme a Dunga per interrompere lo strapotere del Tokyo Verdy.
L’eroe di Italia ’90, arrivava da stagioni molto sottotono nella Juve, ma sopratutto Inter, quindi a trent’anni decide di provare il grande salto dietro lauto compenso; arrivato in Giappone però troverà incredibile l’entusiasmo dei tifosi e ammetterà che è la cosa che lo ha convinto a restare nel sol levante, fino al termine della carriera!
E lui ripaga l’affetto segnando con un delicato pallonetto al debutto contro il Kawasaki Frontale, in quello che sarà il primo di una lunga serie!
Purtroppo la prima stagione sarà sfortunata e lo jubilo, a causa anche di risultati altalenanti non riuscirà oltre il sesto posto in classifica nonostante la vittoria come capocannoniere della lega.
Più determinato che mai, nelle stagioni successive, lo Jubilo non riuscirà a chiudere più in la del quarto posto; guadagnandosi però la nomea di squadra ostica da affrontare; ma Sarà il 1997 l’anno magico del Jubilo Iwata; infatti grazie all’esperienza dei già citati Dunga e Schillaci e i giovani innesti di Gon Nakayama e Hiroshi Nanami, lo Jubilo al termine della stagione vincerà finalmente il titolo battendo in finale i Kashima Antlers, e sfiorando il possibile triplete in coppa dell’imperatore (venendo sconfitta in semifinale dagli Yokohama Flügels) e nella Coppa Yamazaki Nabisco 1997 (sconfitti dai Kashima). Per Totò dopo un anno combattuto in infermeria e con pochi gol un ottima occasione per andarsene da leader e vincente, accolto da un paese dove ancora oggi è una leggenda come dimostra l’affetto dei tifosi, visto nella amichevole del 2013 fra una selezione di ex Giocatori della nazionale e un team di ex giocatori del giappone per raccogliere fondi dopo il terremoto del 2011, dove Totò nella ripresa ha giocato con la selezione “nipponica” scambiandosi di posto con l’ex Genoa e leggenda Kazu Miura e ricevendo applausi ad ogni sua giocata.

Negli anni in cui Schillaci era in Giappone, giunse nel Pese del sol Levante un altro protagonista nella nostra Serie A e Nazionale; infatti pochi mesi dopo era stato ceduto dal Milan agli Shimizu S-Pulse anche Daniele Massaro, ala e punta fra gli artefici della vittoria della champios league 1994 per i rossoneri.
Nell’estate 1995 dopo essere finito ai margini da Capello, il Milan decise di accettare l’offerta del’ambiziosa Shimizu, ed usare la cosa anche per motivi commerciali ed anche qui l’inizio è ottimo, Massaro segna e convince con gol e giocate, ma senza riuscire a entrare nel cerchio delle squadre top della J league, ma massaro riuscirà comunque a vincere la stagione successiva: infatti pur essendo ai margini della rosa per alcune incomprensioni con l’allenatore Ardiles, che lo porteranno anche a appendere gli scarpini al chiodo, farà parte del gruppo che il 25 settembre 1996 batterà ai rigori il Verdy Tokyo, conquistando la Coppa Yamazaki Nabisco 1996.
Anche per lui nonostante sia stata una breve passerella d’addio l’esperienza si è rivelata interessante e piacevole, come ammetterà lui stesso.
Tutt’ora collaborando con le scuole calcio del Milan, fa spesso dei viaggi di ritorno in Cina e Giappone, dove anche lui è accolto con notevole affetto dai suoi fan ed ex tifosi.

Dopo Massaro e Schillaci, l’onore di essere il terzo italiano a giocare nella J league è toccato a Giuseppe Zappella, acquistato nel 1999 dagli Urawa red diamonds per sostituire Alfred Nijhuis appena passato al Borussia Dortmund,il Difensore brianteo, nonostante un inizio in sordina riesce in poco tempo a giocare titolare e a fine stagione saranno ben ventuno le presenze nella J league (condite da 3 reti), prima del suo ritorno in italia; dell’esperienza nipponica ammetterà di essere rimasto sorpreso dal gran numero di partite e del livello tecnico mostrato, ma anche della qualità della cucina, giudicandola decisamente un esperienza positiva.

Bisognerà aspettare il 2014, prima del ritorno del tricolore nella J-League, con l’arrivo in prestito dall’Atalanta di un altro difensore: Michele Canini, convinto dal suo ex allenatore Massimo Ficcadenti, a provare l’esperienza nipponica, nelle file del FC tokyo nell’estate 2014.
In Giappone non riuscirà a imporsi giocando molto poco, seppur farà parte del gruppo che conquisterà il quarto posto del 2015, prima di tornare in italia vestendo le maglie parma e Cremonese dove gioca tutt’ora.
Delle’esperienza nel Sol Levante però conserva un ottima opinione, ed ammette che grazie anche ad allenatori come Ficcadenti se il calcio nipponico, sta pian piano aumentando il suo livello e qualità di gioco, ed apprezzando l’ordine della capitale.

E per finire parliamo di uno che in Giappone c’è ancora: L’allenatore Massimo Ficcadenti; arrivato in Oriente nel 2013 alla guida dell’ FC Tokyo, che convinto dalle imprese di Ancelotti ma sopratutto di Zaccheroni con la nazionale ha deciso di ingaggiare il tecnico emiliano.
In Italia nonostante molte panchine, non sempre i risultati erano andati per il meglio, con alcuni esoneri anche dopo poche giornate; ma in Giappone pensano sia l’uomo con la giusta esperienza per provare a fare ripartire un nuovo ciclo, per la squadra che pochi anni prima aveva vinto la coppa dell’imperatore; e per Ficcadenti , che ammetterà che ha sempre trovato i giapponesi un popolo da stimare per ordine e morale, a partire da Nagatomo da lui allenato a Cesena, un ottima occasione per dimostrare il suo livello in un campionato straniero.
Il Giappone si rivelerà il paese perfetto per uno come lui, che ai riflettori preferisce rimboccarsi le maniche e insegnare il suo calcio, e anche la squadra è con lui raggiungendo ottimi risultati come il quarto posto guadagnato nel 2015 e i quarti della coppa dell’imperatore per due stagioni di seguito,e convincendo ex volti della serie A come Michele Canini e il portiere Avramov a raggiungerlo per rinforzare la squadra.
Nel Gennaio 2016 Ficcadenti dopo la scadenza del contratto decide restare nel Sol Levante, firmando un contratto con il Sagan Tosu e ritrovando il colombiano Ibarbo, da lui allenato a Cagliari,qui nelle prime due stagioni riesce a garantire gli ottimi risultati visti a Tokyo facendo guadagnare alla squadra ed ai tifosi dei buonissimi 11° posti in due stagioni e guadagnando quindi due salvezze tranquille e confermandosi come uno dei tecnici più apprezzati del campionato

Ultimo aggiornamento: Aprile 2018

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