censure anime – Le lamentele su Sailor Moon e Magic Knight Rayearth

Le lamentele su Sailor Moon e Magic Knight Rayearth

Articolo a cura di Kojiro

Un po’ di storia…

Il fenomeno delle censure in Italia si è sviluppato in maniera praticamente parallela allo sviluppo della televisione italiana: in un contesto come il nostro era facilmente prevedibile che l’arrivo degli Anime Giapponesi potesse creare fenomeni di esaltazione del pubblico, specie quello più giovane (abituato al Carosello serale, o al massimo ai primi cartoon USA della Walt Disney), e come ogni fenomeno di massa che si rispetti, ad una schiera di fan esaltati (io ero tra loro ovviamente… tesserino N°846 del club di amici di Goldrake del 1979 ^_^ ), si schierarono contro di loro coloro che ritenevano tale fenomeno pericoloso per la salute mentale dei propri pargoli.
I problemi iniziarono fin dall’arrivo di Goldrake, dove per la prima volta ci si rendeva conto che anche in un cartone, quindi in un prodotto “per bambini” (secondo la mentalità di quel tempo… che per inciso dopo più di trent’anni non è cambiata di una virgola…) potessero apparire concetti come guerra, sacrificio e morte.
Non voglio adesso fare qua una storia sulle censure degli Anime in Italia (ma troverete articoli in proposito in questa sezione), ma vorrei invece parlare di un periodo e di due serie in particolare che hanno rappresentato, a loro modo, il primo “campo di battaglia” diretto tra appassionati e denigratori di animazione giapponese: queste serie sono “Sailor Moon” e “Magic Knight Rayearth“.

Due cognomi da ricordare…

Esiste nelle edicole italiane una guida ai programmi televisivi chiamato “TV Sorrisi e Canzoni”: questo giornalino si taccia di essere imparziale e obiettivo su tutto quello che passa in TV… con qualche eccezione ovviamente!
Molti di voi sanno già probabilmente cosa si disse su “Sailor Moon” ma, per chi non lo sapesse, riporterò in copia le dichiarazioni di due simpatiche signore, Maria Rita Parsi (psicologa ufficiale di “TV Sorrisi e Canzoni”) e, soprattutto di Vera Slepoj, (che per un po’ degli Psicologi Italiani è stata anche presidentessa… no comment!) che hanno scritto una serie di considerazioni tali da scatenare un putiferio.
A scanso di equivoci tutto quello che scriverò tra “in corsivo” (tra parentesi ci metterò qualche commento personale) sono esattamente quello che scrissero le due signore in questione, visto che per fortuna conservo ancora gli articoli che scrissero in quel periodo (quindi nessuno corre rischi di diffamazione).

Attenzione alla marinaretta!

– Sailor Moon –

Un bel giorno del 1997 nella ridente località di Amalfi, durante uno dei principali Festival dell’Animazione Italiani (dove, tra l’altro, i cartoni giapponesi sono assolutamente ignorati, vedi le opere di Hayao Miyazaki che nel frattempo vincevano Oscar e Orsi d’Oro…) la dottoressa Slepoy se ne uscì con la storica affermazione che Sailor Moon “Potrebbe indurre comportamenti gay poiché propone un eroina forte che tende a femminilizzare il loro modo di vivere
Nell’articolo post-Amalfi su “Tv Sorrisi e Canzoni” anche la dottoressa Parsi appoggiò decisamente tale tesi, scrivendo infatti: “In Sailormoon le espressioni delle emozioni e dei sentimenti vengono tanto enfatizzate da far perdere ai ragazzi la loro funzione di comunicazione diretta (cioè: ci isola a vedere le avventure, troppo emozionanti, di Sailor Moon e company N.d. Kojiro) e soprattutto è comunque inaccettabile la confusione di identità sessuale che tale situazione genera!”.
Inoltre intervenne anche una sociologa, tale signora Marina d’Amato (completamente sparita poi…) che, sullo stesso articolo, se ne uscì con il seguente paragone: “Anche nelle storie occidentali vi sono storie di doppia identità, basti citare Zorro e Don Diego, Superman e Clark Kent, ma sotto due identità si nasconde la stessa persona. In queste nuove storie che vengono dall’Oriente invece si cambia identità, si cambia sesso, si diventa due persone diverse: non è semplice da capire per un bambino“.
Piccola nota personale: infatti è praticamente impossibile vedere la differenza tra Usagi (nome originale della protagonista, in Italia è stata chiamata “Bunny”) e Sailor Moon vero? Non lo direste mai che sono la stessa persona giusto? Bah… andiamo avanti!
Questa onda anti-SailorMoon fu cavalcata per un po’ anche dal settimanale “Il Venerdì di Repubblica” dove infatti apparve questa bellissima lettera di una madre di Bassano Del Grappa: “Ho un bambino di 8 anni, e i cartoni di Sailor Moon mostrano violenza stupida e gratuita. Immagini forti (?), velocissime (??) tensione insopportabile persino per gli adulti (???) Perché mio figlio ha iniziato a guardarla? A scuola fanno battaglie tra bambini che seguono Sailor Moon tutti i giorni (ma a che scuola va questo questo bambino?) e lui ha sempre fatto la parte della nemica picchiata e buttata a terra, logicamente si stanca (ci credo!) e chiede di guardare Sailor Moon in modo da cambiare ruolo e diventare l’eroe, pardon l’eroina di turno”
Chiaro l’ambientino che si era creato no?

Ma quando meno te l’aspetti…

Queste erano le accuse… quello che tuttavia le tre personcine in questione non si aspettavano proprio è quello che sarebbe successo dopo la pubblicazione di queste perle. Abituate come erano a poter fare letteralmente a pezzi qualsiasi cosa “puzzasse” di cultura giapponese (con tanti cari saluti al Villaggio Globale) senza che nessuno criticasse le loro affermazioni, non avevano fatto i conti che dai tempi di Goldrake e Lady Oscar le cose fossero decisamente cambiate.
La crescente diffusione e potenza di Internet (inteso come email, siti di appassionati etc…) stavolta si mosse prontamente, e gli esiti furono inaspettati: qualche settimana dopo apparve un altro articolo IN DIFESA DI SAILOR MOON… ve ne scrivo qualche passaggio: “Abbiamo ricevuto tantissime lettere in difesa di Sailor Moon: deve essere un eroina veramente cara ai telespettatori piccoli e non (ma va?)… Così considero Sailormoon un cartone animato rosa che piace ai ragazzini e alle ragazzine poiché ricevono anche da questo cartone alcuni punti fissi: la lotta contro i malvagi, il trionfo della giustizia, dell’amicizia, dell’amore. Non lo considero affatto pericoloso (ehm…) per la salute psichica dei bambini, se dietro di loro non ci sono situazioni familiari o sociali a rischio…”
Inutile dire che come ogni psicologa che si rispetti la prima cosa che si impara è girare dove soffia il vento; ma questo non significa necessariamente che bastasse qualche email per cambiare di netto queste opinioni, e infatti qualche tempo dopo…

Un curioso paragone e… un finale inaspettato

Che la dottoressa Parsi se la fosse legata al dito lo si capì quando, in un successivo articolo, fu proposto un curioso parallelismo tra le serie di Sailor Moon e… Action Man (chi rischia di avere un collasso per le risate farebbe meglio ad interrompere qui la lettura ^_^ ).
Da questo paragone si capiva infatti che: “Sailor Moon: è amatissima dalle bambine e persino dai bambini (ci risiamo…) che la vedono come una ragazzina-fata ai cui illimitati poteri volentieri si affiderebbero. Il potere del Cristallo di Luna accende le fantasie di onnipotenza, di dominio, di sconfitta del male, senza educare i ragazzini però ad affrontare le frustrazioni e i difficili passaggi che ogni esperienza di iniziazione prevede per crescere. Sailor Moon e le sue amiche, se hanno un problema, lo possono affrontare usando la magia e non impegnandosi in prima persona…” Quindi se eravate convinti che nelle varie serie le Guerriere Sailor avessero ogni volta salvato il mondo rischiando la propria pelle, lasciate perdere perché non avevate (avevamo…) capito niente…
Al contrario Action Man: “… è una serie di fruibilissima contaminazione, che mescola cioè cartone animato e film, con protagonista un valoroso e coraggioso eroe (maschietto quindi…) che si batte, riuscendo sempre a trionfare, contro i soliti cattivi.”
Nonostante questa sconfitta totale (secondo la Parsi…) però i vertici di “Tv Sorrisi e Canzoni” non fecero per il buon e coraggioso Action Man un servizio di quattro pagine su come veniva creata la serie; ma tale onore fu riservato ovviamente alla serie che più di ogni altra aveva meritato in quel periodo… Sailor Moon!
Tale servizio infatti mise definitivamente la parola “fine” alle discussioni: scritto da una delle poche voci competenti ed esperte di animazione giapponese in Italia, il giornalista Luca Raffaelli (ricordatevi questo nome) che si recò alla Toei Animation (casa di produzione giapponese specializzata nel settore dell’animazione) a parlare con i produttori della serie, provando a sfatare tra l’altro una volta per tutte il mito dei cartoni giapponesi “fatti al computer”, e facendo vedere i “settei” (schizzi di preparazione che servono ai disegnatori per studiare in maniera approfondita i personaggi) e le tavole originali della serie animata.
Nel frattempo però la Parsi aveva trovato un nuovo obiettivo (oltre che indicare una replica di Sailor Moon come un cartone “che richiede grande attenzione, dovrebbe essere visto insieme ai bambini e accompagnato da un commento ai contenuti dell’episodio”)

Tre eroine nello spazio

– Magic Knigh Rayearth –

Per pura pietà evito di scrivere che non bastano le presenze dei tre managuerrieri a far credere che Hikaru, Umi e Fu (nomi originali delle tre protagoniste, ribattezzate in Italia come: Luce, Marina e Anemone) girino per i pianeti del sistema solare tipo Gundam; ma mi concentrerò più che altro sul fatto che “Magic Knight Rayearth” (in Italia reintitolato con l’incapibile titolo “Una porta socchiusa ai confini del sole”) diventò il nuovo bersaglio di uno dei commenti più involontari e volgari che si potessero scrivere.
Come vi ricorderete, quali sono le due principali accuse ai cartoni giapponesi che dovrebbe giustificare le censure? La violenza e il sesso giusto? Ok, Rayearth le ha entrambe, lo sapevate?
Sulla violenza l’argomento viene liquidato con il solito discorso fumoso del tipo: “è un cartone intriso di valori maschili che ripropone la necessità di farsi forti e coraggiose combattendo contro i poteri del male, utilizzando le armi della concentrazione e del coraggio, purtroppo simbolicamente rappresentate da armi vere e proprie, archi, spade, cannoni…” (mai visto un cannone in Rayearth…)
Ma, qualcuno si domanderà, cosa possa esserci di sessuale in quel cartone? Ebbene, cosa impugnano spesso le tre protagoniste del cartone? Spade no? E come definire tali armi maneggiate con due mani se non… “fallici spadoni“…
Insomma, dietro il gesto di maneggiare le spade, le volgari CLAMP (autrici del cartone animato) avrebbero voluto in realtà far immaginare che…… Ok, io personalmente non do più altre spiegazioni, ma mi limito solo a far presente che quando si cercano obbligatoriamente tali commenti “pruriginosi”, viene logico pensare che i primi ad essere moralmente deviati siano proprio loro…
Su “Magic Knight Rayearth” fu mandata anche un’ intelligente email alla signora Parsi, che faceva notare che fosse diseducativo il non fare vedere che con una spada o un pugnale ci si può ferire (preferendo il classico fermo-immagine..) e quindi “tenendo all’oscuro i più piccoli dal fatto che in certe situazioni c’è il pericolo di farsi male…”
Ma in questo caso la Parsi ammise che “i bambini, anche i più piccoli, capiscono nella maggior parte dei casi che certe superpossibilità dei cartoni animati non esistono nella vita reale”
Come dite? Se si tratta degli stessi identici bambini che invece guardando Sailor Moon non sarebbero MAI stati in grado di capire che nella vita reale il Cristallo di Luna non esiste?
Mah… ricordatevi sempre che le psicologhe sono loro… noi queste sfumature non le capiremo mai… troppo occupati come siamo a vestirci alla marinaretta (i maschietti) e a giocare con oggetti di forma equivoca (le femminucce).

Sperando di non avervi annoiato (o sconvolto) troppo.
Il vostro “uncensored” Kojiro 

Lascia un commento