recensione libri – NESSUNO E’ PERFETTO (Gotai fumanzoku) di Hirotada Ototake

A cura di Wizard09

SCHEDA

Titolo originale: Gotai fumanzoku
Autore: Hirotada Ototake
Genere: Autobiografia
Anno di pubblicazione: 1998
Paese: Giappone
Casa editrice:

Titolo in Italia: Nessuno è perfetto
Anno di pubblicazione in Italia: 2001
Casa editrice: TEA – collana “Esperienze”
Traduzione: Nicoletta Russo Del Santo
Pagine: 240
Prezzo di copertina: € 7,30

TRAMA

Hirotada nasce il 6 Aprile del 1976, affetto da Tetra-amelia congenita, che ha causato durante gravidanza il mancato sviluppo dei quattro arti. Ma anche senza braccia e senza gambe, Otochan non si è mai sentito un disabile, anzi, ha frequentato la scuola come tutti gli altri ragazzi fino alla laurea, ha fatto sport e giocato con gli amici.
La testimonianza che l’autore ci lascia con questo libro è la prova che l’essere disabile non significa non poter vivere una vita normale.

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CURIOSITA’

Il titolo originale dell’opera è Gotai fumanzoku, una “storpiatura” ironica e voluta dallo stesso autore. La frase originale sarebbe Gotai manzoku che puó corrispondere alla risposta che di solito danno le donne incinte: “non importa che sia maschio o femmina, l’importante è che sia sano”.
In giapponese la si puó tradurre con: “l’importante che abbia corpo e arti al posto giusto”. Gotai fumanzoku significa l’incontrario: “che non abbia corpo e arti al posto giusto”.

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Per nostra cultura spesso gli atteggiamenti verso le persone disabili sono spesso votate alla commiserazione, all’indulgenza o a una non richiesta gentilezza che risulta il piú delle volte forzata e fasulla. Spesso non ci rendiamo conto che il vero handicap, molte volte, lo poniamo noi sulle persone a causa delle barriere, non solo architettoniche, ma anche del cuore. La chiusura e l’incapacità di vedere la persona per quello che è sono i veri ostacoli per una persona disabile, molto di piú di una sedia a rotelle. Otochan nella sua vita ha lottato contro queste barriere ma non si è mai sentito disabile grazie al suo carattere intraprendente e caparbio unito al sostegno dei genitori e degli insegnanti, che l’hanno sempre spronato a dare il massimo.
La vita di Hirotada è un ottimo spunto su cui riflettere. Aprire orizzonti nuovi su un mondo che purtroppo si conosce molto poco ed è infarcito di tanto inutile buonismo e tanta, tanta ipocrisia.
Vi consiglio caldamente di leggerlo poiché questa lettura puó davvero essere un modo per avvicinarci a un mondo cosí vicino eppur cosí distante come quello dell’ handicap.

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