recensione anime – VIRTUA FIGHTER – di Hideki Tonokatsu

A cura di Carlo

SCHEDA

Titolo originale: バーチャファイター( Bācha faitaā, traslitterazione giapponese di Virtua Fighter)
Titolo internazionale: Virtua Fighter
Genere: serie tv – shounen – arti marziali, avventura
Rating: pubblico maturo
Numero episodi: 35 (conclusa)
Anno di uscita in Giappone: 2 ottobre 1995-27 giugno 1996
Rete tv giapponese: TV Tokyo
Tratto: dalla serie di videogames “Virtua Fighter” della Sega

Regista: Hideki Tonokatsu
Sceneggiatura: Ryo Takana
Character design:
Musiche: Koaru Tonokatsu
Studio di animazione: TMS (Tokyo Movie Shinsha)

Titolo in Italia: Virtua Fighter
Anno di pubblicazione in Italia: Maggio 1997
Trasmissione in tv ed Edizione italiana: in Italia è stata trasmessa per la prima volta sulla Syndacation Junior TV (che all’epoca aveva già cambiato nome in JTV), contemporaneamente all’uscita della versione Home Video distribuita nelle edicole da Hobby & Work . Da notare che all’inizio della trasmissione TV c’era proprio il logo della Hobby & Work, cosa che indica che l’editore ne era anche detentore dei diritti e il curatore dell’edizione italiana (come appare anche nei titoli di coda).
Censura nella trasmissione televisiva: no

Sigle:

Sigle originali d’apertura
• episodi 1-24: Wild Vision, cantata da Kouji Hayashi
• episodi 25-35: Ai ga Tarinaize, cantata da Mitsuyoshi Takenobu

Sigle originali di chiusura
• episodi 1-18: Kuchiburu no Shinwa, cantata da Vivian Hsu
• episodi 19-24: Kyouhansha, cantata da Vivian Hsu
• episodi 25-35: Eien no Mannaka de, cantata da Akiko Seko

Sigla italiana d’apertura
• Virtua Fighter, versione italiana di Wild Vision eseguita da Massimo Dorati

Sigla italiana di chiusura
• Versione italiana di Kuchiburu no Shinwa, non conosco titolo e nome della cantante

TRAMA

Akira Yuki, giovane campione giapponese di arti marziali esperto nella tecnica Hakkyoku-Ken, durante un viaggio in America incontra (baciandola accidentalmente dopo aver mangiato un piatto di ravioli all’aglio) la giovane Pai Chan, una ragazza di Hong Kong inseguita da una scuola di arti marziali divenuta un’organizzazione criminale: il Kohenken, il cui capo Ryu Kaurun (allievo del padre di Pai, Lau Chan fondatore della scuola che l’ha nominato suo successore) vuole sposarla in modo da raggiungere il potere assoluto all’interno dell’organizzazione, e legittimare la successione.
Durante il loro viaggio, Akira e Pai incontreranno anche i fratelli Sarah e Jacky Byant, esperti maestri di Jeet Kun Do, l’arte marziale creata da Bruce Lee.
Tuttavia Ryu non è l’unico nemico, poiché la scienziata del Kohenken Eva Durix rapisce Sarah per usarla per il suo desiderio di creare il soldato perfetto, cosa che porterà alla creazione del cyborg Durral, che sarà infine sconfitta da Akira durante un terribile incendio alla sede del Kohenken ad Hong Kong.

La seconda parte della serie (in cui appaiono anche personaggi già apparsi nella prima parte della storia, ma qui con un ruolo maggiore, come Lion Rafale giovane aristocratico francese esperto di Tohoroken e amico di Akira, o Kagemaru il ninja innamorato di Sarah) si svolge tre anni dopo e vede i protagonisti scoprire che sono su una lista nelle mani di un organizzazione criminale che sta finanziando Eva Durix per costruire una nuova Durral (Durral Gold).
Alla fin della serie Akira riesce a sconfiggere la nuova Durral, e la serie si conclude con un finale aperto che lascia presagire uno scontro tra i protagonisti e l’organizzazione (ancora in possesso della lista) concludendosi con la frase Arrivederci al livello di gioco superiore. Ciò fa pensare che forse gli autori avevano intenzione di produrre una seconda serie, di cui però non si sa ancora niente.

Nella prima parte della serie erano anche presenti delle documentazioni che spiegavano le tecniche dei vari personaggi (specialmente di Akira), fermando la narrazione e facendo rivedere la scena a rallentatore.

IMMAGINI clicca per ingrandire

ADATTAMENTO ITALIANO

Come ho già detto l’edizione italiana è stata curata direttamente dalla Hobby & Work, che ne era anche detentore dei diritti e la distribuiva nelle edicole.
L’adattamento è molto ben curato, e non presenta censure anche perché non credo ci sia niente da censurare poiché la serie ha un tono anche molto scherzoso (troppo forte Akira e la sua ricorrente battuta Ho una fame da morire!, e inoltre mi sono sempre chiesto come faceva ad avere il kimono sempre sotto i vestiti! Va bene che è a maniche corte, però come fa ad avere sotto i pantaloni normali quelli da kimono e le scarpe da arti marziali dentro quelle da ginnastica?) e nei combattimenti non si vedono spargimenti di sangue, cosa in linea con quella che è anche la filosofia di Akira che lui stesso ribadisce prima di ogni combattimento con la sua storica frase “Non si deve restare feriti né ferire, su questo principio si basano le arti marziali. MA CHI INVECE, VIOLA QUESTO PRINCIPIO USANDO LA PROPRIA FORZA PER FARE DEL MALE AGLI ALTRI,DEVE ESSERE PUNITO! Io t’insegnerò che non s’infrangono le regole sacre delle arti marziali!”, oltre al fatto che Junior TV puntava soprattutto a un target molto giovane, non solo di adolescenti ma anche di bambini (io questo canale lo seguivo sempre e non ricordo tutta questa differenza di trattamento, mi sembra che si cercava di fare un canale adatto ai più giovani senza essere troppo infantile, cosa che a mio parere è riuscita molto bene!).

Interessante è stato il caso delle sigle italiane d’apertura e di chiusura di questo cartone, poiché la Hobby & Work ha avuto l’idea di creare delle versioni italiane delle prime sigle d’apertura e chiusura (usate per tutti gli episodi come tradizione), con nuovi testi che però non parlavano della storia o dei personaggi, ma che comunque c’entravano con lo spirito della serie, come le sigle originale. Va detto però che il testo italiano non è una traduzione di quello originale difatti se la opening originale ad un punto dice “Wild Vi-sion”, quella italiana nello stesso punto fa “è una stu-penda vita”.

DOPPIATORI

PERSONAGGI
DOPPIATORI ORIGINALI
DOPPIATORI ITALIANI
Akira Yuuki
Shinichiro Miki
Alessandro Quarta
Pai Chan
Naoko Matsui
Federica De Bortoli
Sarah Bryant
Maya Okamoto
Barbara De Bortoli
Jacky Bryant
Yasunori Matsumoto
Vittorio Guerrieri
Lau Chan
Shigeru Chiba
Dario De Grassi
Kagemaru
Kiyoyuki Yanada
Giorgio Locuratolo
Leon Rafhale
Tetsuya Iwanaga
Stefano Crescentini

LINK opere collegate all’anime

Materiale su “Virtua Fighter” presente nel sito:
Testi delle sigle e canzoni originali
Testo della sigla italiana

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Kousetsu Hyaku Monogatari

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Virtua Fighter con tutti gli altri cartoni di Junior TV (compreso Dragon Ball, che inizialmente andava in onda lì! Sulla storia di questa serie in Italia ci sarebbe da fare un articolo) è stato una delle serie che ha caratterizzato la mia infanzia ed a cui sono molto affezionato.
Akira è stato a lungo uno dei miei eroi preferiti, anche se all’epoca non c’era nessun altro oltre a me a scuola che vedesse JTV!

A mio parere Virtua Fighter è migliore di molti altri cartoni di arti marziali per il suo realismo. A differenza di serie come Dragon Ball o Street Fighter in questa serie vengono usate arti marziali realmente esistenti ed i personaggi non hanno colpi segreti energetici come l’Hadoken o la Kamahameah, e il mondo in cui si svolge la storia è essenzialmente il nostro mondo reale!
Certo, non manca un grado di surrealismo, presente nella tecnologia di Eva Durix che le ha permesso (oltre a costruire Durral) di fare il lavaggio del cervello a Sarah (per trasformarla in un guerriero perfetto) e a Pai (per farle sposare Ryu); ed anche nelle otto stelle che possono essere viste solo dai puri di cuore (che sono le ragione del viaggio di Akira ad inizio serie, poiché l’aver usato le arti marziali per conseguire la gloria nei vari tornei non l’aveva più reso in grado di vederle).

Il tema principale della serie è l’uso delle arti marziali, mostrandone la contrapposizione tra due visioni differenti: quella di Akira e dei suoi amici, che vedono in esse una forma di disciplina volta al miglioramento della persona, dove non conta solo la forza dei muscoli ma anche quella del cuore, la sua purezza; e quella propria del Kohenken e di Eva che è invece rivolta solo alla forza fisica, ed ad un mondo in cui domina la legge del più forte e dove i sentimenti umani come l’amore e l’amicizia non sono considerati.
Gli scontri tra Akira e Durral hanno dunque un preciso significato simbolico: essi rappresentano il combattente umano, dotato di sentimenti contro il guerriero meccanico, freddo e spietato (non a caso si tratta di un uomo e di una macchina).

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