manga – A LOLLIPOP OR A BULLET – PROIETTILI DI ZUCCHERO (Satougashi no dangan wa uchinukenai) – di Kazuki Sakuraba e Iqura Sugimoto

A cura di Wizard09

SCHEDA

Titolo originale: Satougashi no dangan wa uchinukenai
Titolo internazionale: A lollypop or a bullet
Autori: Kazuki Sakuraba (storia) e Iqura Sugimoto (disegni)
Genere: seinen – drammatico, slice of life, psicologico
Rating: i contenuti sono da bollino giallo, ma per la complessità del tema é consigliato ad un pubblico adulto
Anno di pubblicazione in Giappone: 2007
Casa Editrice giapponese: Kadokawa Shoten
Volumi: 2 (concluso)
Tratto: dalla ligh novel “Satougashi no dangan wa uchinukenai – A lollypop or a bullet” di Sakuraba Kazuki

Titolo in Italia: A lollypop or a bullet – Proiettili di zucchero
Anno di pubblicazione in Italia: da Luglio ad Agosto 2012
Casa Editrice italiana: Planet Manga
Edizione: 13×18, B., 248 pp., b/n e col., con sovraccoperta e spugnatura ai lati
Volumi: 2 (concluso)

TRAMA

Nagisa Yamada è una ragazza annoiata e che ha un totale disinteresse per il mondo circostante. Il padre è morto, il fratello maggiore Tomohiko è un hikikomori (cioè un ragazzo che si è chiuso volontariamente in casa), la madre lavora part time in un negozio per poter sostenere la famiglia che versa in condizioni economiche precarie. Nonostante Nagisa sia una studentessa promettente, il suo desiderio è entrare nelle forze armate giapponesi, nella speranza di poter imparare a sopravvivere e contribuire economicamente in casa.
Un giorno a scuola fa la sua comparsa una nuova studentessa, Muzoku Umino. La ragazza seppur bella e di famiglia ricca, appare alquanto bizzarra ed eccentrica. Nagisa inizialmente infastidita da Muzoku e dalle sue bugie e stramberie, si lascerà colpire dai “proiettili di zucchero” di quest’ultima…
Insieme vivranno un’avventura amara e dai risvolti tragici.

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Attratto dalla copertina colorata e dal titolo, che rievoca un po’ storie tipicamente da shojo manga, tutto mi sarei aspettato di trovare, tranne una storia simile dai contenuti così crudi e drammatici.
Nagisa appare fin troppo matura per la sua età, delusa dalla vita e fin troppo concreta. Muzoku invece è l’esatto opposto, infatti vive la vita come una favola raccontando sciocchezze e fandonie inverosimili. Eppure le due ragazze, in un modo o nell’altro riusciranno ad avvicinarsi.
Nagisa infatti, colpita dai “proiettili” Muzoku, si accorge che non è l’unica a soffrire, anzi, che la sua vita non è poi così terribile a confronto della realtà familiare vissuta dall’amica.
La trama intensa, cruda e complicata, cozza con lo stile di disegno che tradisce un po’ l’atmosfera “oscura” e pesante della vicenda narrata. È sicuramente un manga “adulto” e come tale doveva essere classificato. Pur avendo come protagoniste delle adolescenti, trovo infatti che i temi siano talmente “grandi” che persino un adulto come me fa fatica ad afferrare.
La tematica degli abusi e delle violenze è ancora un tabù per molte persone e per la società in genere. A volte, si tende a prenderli sotto gamba, ad ignorarli pensando che non siano affari nostri, che uno se le cerchi, oppure, che si inventi storie unicamente per attirare l’attenzione.
Le autrici hanno saputo, secondo me, trattare il tema con molta delicatezza, seppur non tralasciando i dettagli più crudi. Nessuna violenza fisica viene mostrata veramente (eccezion fatta per le conseguenze), ma le pressioni psicologiche riportate dagli eventi sono lasciati in gran parte ad intendere al lettore. Difatti non riuscivo a non sentirmi triste, angosciato ed impotente. Cosa avrei fatto io? Come mi sarei comportato? “Proiettili di zucchero” pone questo punto di vista al lettore, che, invece di divertirlo, punta a lanciare un messaggio chiaro ed importante. Per questo motivo, mi sento vivamente di consigliarlo.

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