manga – ATTACKER YOU! (Mila e Shiro due cuori nella pallavolo) – di Shizuo Koizumi e Jun Makimura

A cura di Wizard09

SCHEDA

Titolo originale: Attacker YOU!
Titolo internazionale: Attacker YOU!
Autori: Jun Makimura (disegni) e Shizuo Koizumi (storia)
Genere: shoujo – sportivo
Rating: adatto a tutti
Casa Editrice giapponese: Kodansha
Pubblicazione in Giappone: Pubblicato su Nakayoshi fra il 1984 ed il 1985 raccolta in 3 tankobon (completa)

1° edizione italiana
Titolo italiano: Mila & Shiro (?!)
Editore italiano: Corriere dei Piccoli. I capitoli venivano pubblicati a ritmo di 4/5 pagine, appositamente colorate, per ogni edizione del corriere. Non fu mai pubblicata interamente.

2° edizione italiana
Titolo italiano: Attacker YOU! Mila & Shiro
Editore italiano: Star Comics
Pubblicazione in Italia: Pubblicato su Starlight da Febbraio ad Aprile 2003 e raccolta in 3 volumi (completa).

Trasposizione video
Attacker YOU!: serie animata di 58 episodi, trasmessi in Giappone dal 13 Aprile 1984 al 21 Giugno 1985 (completa).
Shin Attacker YOU!: sequel della serie animata di 52 episodi trasmessi nel 2008.

Altre trasposizioni:
Attacker You! – Seishun Sport Shosestsu: romanzo scritto da Shizuo Koizumi ed illustrato da Jun Makimura.

TRAMA

Yu Hazuki è una ragazza di campagna trasferitasi a Tokyo, tornando a vivere dopo molti anni con il padre.
Durante una giornata sportiva, sostituisce per caso, una compagna ammalata nella partita di pallavolo che stava svolgendo. Questo contatto così casuale, porterà Yu ad appassionarsi a questo sport fino ad arrivare alla nazionale.

IMMAGINI clicca per ingrandire

CURIOSITA’

– Shizuo Koizumi, l’autore di Attacker You, ha fatto parte dello staff di Don Chuck Castoro.

LINK inerenti alla serie

Materiale su “Mila e Shiro” presente sul sito:

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Wizard09

Sono cresciuto con Mila e Shiro, ero uno di quei bambini che guardava estasiato i salti di 20 metri e le palle deformate dalla forza delle schiacciate. Detto questo, non è strano che io abbia comprato il manga da cui è stato tratta la serie TV. Devo dire che sono rimasto sorpreso dalla quantità enorme di differenze. Mi chiedo come abbiano fatto a tirar fuori 58 episodi da una miniserie di 3 volumi… E i nomi? Vogliamo parlare dei nomi? Sapevo già di Yu/Mila, ma scoprire che So è Shiro ed Eri è Kaori mi ha causato una specie di trauma! ;)
La cosa che ho amato di questa serie, è la totale assenza di esagerazioni tipiche dei manga sportivi. Niente colpi segreti, nessuna palla dagli effetti balenghi e nessuna acrobazia da circo. Ma soprattutto, nessun allenamento stile tortura medioevale con un coach cattivo quanto Sergente Maggiore Hartman. Si, non ci crederete, ma il terribile Daimon della serie animata, nel manga è una presenza tanto autorevole, quanto marginale. Del resto anche la dedizione delle giocatrici è molto diversa. Cioè, si agli allenamenti faticosi, ad un impegno costante e al sacrificio, ma non al punto di ferirsi, svenire sul campo per il troppo allenamento e per le percosse da pallonate. Anzi, in questo manga viene anche mostrata la conseguenza di allenamenti assurdi ed eccessivi.
Ciò che ho apprezzato molto, è che lo sport viene visto dal suo lato “sano”, senza fanatismi ed esagerazioni. Soprattutto viene trasmesso l’amore per la pallavolo senza prendere a sberle nessuno.
I disegni sono belli, ma un po’ troppo bamboleggianti per uno shojo a sfondo sportivo, tra l’altro lo stile sembra un mix fra diverse grandi autrici dell’epoca.
La trama, come ho già detto, è molto differente e leggendo il manga dopo aver visto l’anime, si ha quasi l’idea che la versione cartacea sia una sorta di riassunto molto veloce e non molto corretto.
Da parte mia, devo dire che ho molto apprezzato questa piccola serie che è stato come un tuffo nel passato. Ma soprattutto, quest’opera ha una cosa che l’anime non ha, e che me l’ha fatto piacere assai di più: l’assenza dell’odioso fratellino Sunny!

Giusto, nel terzo volume vi è una storia breve intitolata “Irina e i pirati dei Caraibi”.
Quando ho visto i disegni ho pensato: “Ma questa è Lady Oscar!”. Vabbé, a parte la somiglianza, devo dire che non ho molto seguito questa storia che, fin dall’inizio, non ha suscitato in me particolare interesse.

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