Leggende Orientali – IL DONO DIABOLICO

Leggenda dal Giappone

Tradotta da Dario55

Nota: Si tratta di una leggenda horror, che può mettere paura ai più piccoli.

IL DONO DIABOLICO

C’era una volta un samurai che si chiamava Ki no Ensuke. Un giorno fu mandato dal suo signore a visitare il palazzo di Gifu. Si mise dunque in viaggio per Gifu sul suo cavallo in compagnia di alcuni servitori. Mentre stava attraversando il celebre ponte di Seta, incontrò una nobile signora ferma da sola su quel ponte. Qualcosa di lei lo rendeva molto nervoso e cercò di sorpassarla velocemente facendo finta di non vederla. Ma non appena le fu vicino, lei lo fermò e gli chiese:
«Dove stai andando?»
In segno di rispetto scese da cavallo e rispose:
«Sto andando a Gifu, mia signora».
«Posso chiederti un favore?»
«Con piacere», rispose lui.
Lei lo ringraziò e tirò fuori una piccola scatola avvolta in un prezioso drappo si seta.
«Potresti gentilmente portare questa scatola fino al ponte di Dan in Kara no Sato, che si trova sulla tua strada? Là troverai una donna che la sta aspettando all’estremità ovest del ponte».
Ensuke si era già pentito di aver parlato a quella donna, ma in lei c’era anche qualcosa di misteriosamente minaccioso, tanto che esitava a venire incontro ai suoi desideri. Con riluttanza prese la piccola scatola e domandò:
«Come faccio a riconoscere la persona a cui devo consegnarla? Come faccio a sapere se non è lei e dove la devo cercare? E se mi chiede chi sto cercando, che nome devo dire?»
«Vai semplicemente fino al ponte», insistette la strana donna. «Non temere, ti sta aspettando. Non appena arriverai al ponte, apparirà e tu le darai la scatola. E ricordati», ammonì la donna, «non aprirla mai per vedere cosa contiene».
Per tutto quel tempo i servitori lo avevano aspettato all’estremità del ponte e cominciavano a preoccuparsi per la sua salute mentale. Lo avevano visto scendere da cavallo e mettersi a parlare con l’aria.
Laggiù non c’era nessuno.
Proseguì il suo cammino, ma dopo un po’ si dimenticò dell’appuntamento al ponte di Dan. Lo attraversò e se ne ricordò solo dopo essere tornato a casa. Decise che avrebbe consegnato la scatola sulla strada del ritorno a Kyoto e la mise su una mensola.
Ora questo samurai aveva una moglie molto gelosa. Lo vide mettere la scatola sulla mensola e pensò:
“Quello è un dono che ha comprato per la sua amante!”
Aspettò che il marito uscisse, prese la scatoletta dalla mensola, la aprì e… lanciò un grido.
La scatola conteneva occhi umani e membri virili tagliati, con pezzi di peli sporchi di sangue.
Quando il marito tornò a casa, corse da lui come impazzita e gli mostrò la scatola. Ricordando la strana donna, egli fu molto turbato e le gridò:
«Che hai fatto? La donna che mi ha dato la scatola mi ha detto che non avrei mai dovuto aprirla. Forse hai attirato su di noi qualche genere di maledizione!»
Avvolse con cura la scatola e la portò direttamente al ponte di Dan. Come gli era stato detto, là c’era una donna ad aspettare di ricevere la scatola da lui. Gliela diede facendo del suo meglio per sembrare innocente, ma non appena la donna vide la scatola, gridò:
«È stata aperta!»
Ensuke cercò di negare, ma la donna disse:
«Hai commesso un errore molto grave».
E si allontanò furiosa con la scatola.
Comunque la scatola era stata consegnata, e non restava altro da fare se non cavalcare verso casa.
Una volta arrivato, fu improvvisamente sopraffatto dal dolore e si ammalò. Allora disse alla moglie:
«Che hai fatto mai? Perché hai aperto quella scatola?»
Pochi giorni dopo era morto.
Una moglie troppo gelosa può uccidere il marito, e così quella donna gelosa fu la rovina di quell’uomo sfortunato. E da allora tutti coloro che hanno udito questa storia hanno parlato male di lei.

FINE

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