leggende orientali – IL RE DI HUAI NAN

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Leggenda dalla Cina.

Tradotta da Dario55

IL RE DI HUAI NAN

Il Re di Huai Nan era un uomo colto della dinastia Han. Poiché era di sangue reale, l’imperatore gli aveva concesso un regno. Coltivava la società degli studiosi, sapeva interpretare i segni e predire il futuro. Insieme ai suoi studiosi aveva compilato il libro che porta il suo nome.
Un giorno vennero a trovarlo otto uomini anziani. Avevano tutti la barba e i capelli bianchi. Il guardiano li annunciò al Re. Il Re desiderava metterli alla prova, così rimandò il guardiano per rendere difficoltoso il loro ingresso. Questi disse loro:
«Il nostro Re sta cercando di imparare l’arte della vita immortale. Voi signori siete vecchi e deboli. Come potete aiutarlo? È inutile che gli facciate visita».
Gli otto anziani sorrisero e dissero:
«Oh, noi siamo troppo vecchi per voi? Bene, allora ci faremo giovani!».
E prima che avessero finito di parlare si erano trasformati in ragazzi di quattordici quindici anni, con capelli neri come la seta e volti come fiori di pesco. Il guardiano del cancello si spaventò e informò subito il re dell’accaduto. Quando il Re lo seppe, non ebbe nemmeno il tempo di infilarsi le scarpe, ma si precipitò a riceverli a piedi nudi. Li condusse nel suo palazzo, fece stendere per loro tappeti di broccato, sistemare letti d’avorio, bruciare erbe profumate e collocare davanti a loro tavoli d’oro e pietre preziose. Poi si inchinò davanti a loro, come fanno gli allievi davanti a un maestro, e disse loro quanto fosse lieto che fossero venuti.
Gli otto ragazzi si trasformarono di nuovo in vecchi e dissero:
«Vuoi andare a scuola da noi, o Re? Ognuno di noi è maestro di un’arte particolare. Uno di noi può richiamare il vento e la pioggia, far addensare le nuvole e le nebbie, far scorrere i fiumi e sollevare le montagne, se lo vuole. Il secondo può far sì che alte montagne si spacchino e che grandi torrenti si fermino nel loro corso. Può domare tigri e pantere e placare serpenti e draghi. Gli spiriti e gli dei eseguono i suoi ordini. Il terzo può inviare doppi, trasformarsi in altre forme, rendersi invisibile, far scomparire interi eserciti e trasformare il giorno in notte. Il quarto può camminare attraverso l’aria e nelle nuvole, passeggiare sulla superficie delle onde, attraversare muri e rocce e percorrere mille miglia con un solo respiro. Il quinto può entrare nel fuoco senza bruciare e nell’acqua senza annegare. Il gelo invernale non può congelarlo, né il calore estivo bruciarlo. Il sesto può creare e trasformare creature viventi, se ne ha voglia. Può formare uccelli e animali, erbe e alberi. Può trasportare da un luogo all’altro case e castelli. Il settimo può cuocere la calce in modo che si trasformi in oro, e cuocere il piombo in modo che si trasformi in argento; può mescolare acqua e pietra in modo che le bolle effondano e si trasformino in perle. L’ottavo può cavalcare draghi e gru fino agli otto poli del mondo, conversare con gli immortali e stare alla presenza del Grande Puro».
Il Re li tenne accanto a sé dalla mattina alla sera, li intrattenne e si fece mostrare cosa erano in grado di fare. E in effetti potevano fare tutto proprio come avevano detto. E il Re cominciò a distillare l’elisir di lunga vita con il loro aiuto. Aveva finito, ma non l’aveva ancora bevuto, quando una disgrazia colpì la sua famiglia. Suo figlio stava giocando con un cortigiano e quest’ultimo lo aveva imprudentemente ferito. Temendo che il principe potesse punirlo, si unì ad altri scontenti e scatenò una rivolta. L’imperatore, quando lo seppe, mandò uno dei suoi capitani a giudicare tra il re e i ribelli.
Gli otto anziani parlarono:
«È ora di andare. Questa disgrazia ti è stata mandata dal cielo, o Re! Se non ti fosse capitata, non avresti potuto decidere di lasciare gli splendori e le glorie di questo mondo!».
Lo condussero su una montagna. Lì offrirono sacrifici al cielo e seppellirono oro nella terra. Poi salirono in cielo alla luce brillante del giorno. Le impronte degli otto anziani e del re rimasero impresse nella roccia della montagna e si possono vedere ancora oggi. Prima di lasciare il castello, tuttavia, avevano lasciato nel cortile ciò che era rimasto dell’elisir di lunga vita. Galli e cani lo raccolsero e lo leccarono, e tutti volarono in cielo. Ancora oggi, a Huai Nan si sente il canto dei galli e l’abbaiare dei cani nei cieli, e si dice che queste siano le creature che seguivano il re in quel momento.
Uno dei servi del Re, tuttavia, lo seguì fino a un’isola nel mare, da dove il Re lo rimandò indietro. Questi raccontò che il Re non era ancora salito al cielo, ma era solo diventato immortale e vagava per il mondo. Quando l’imperatore venne a conoscenza della faccenda, si rammaricò molto di aver mandato dei soldati nella terra del Re e di averlo così scacciato. Chiamò in aiuto dei maghi, nella speranza di incontrare personalmente gli otto vecchi. Tuttavia, nonostante avesse speso grandi somme, non ebbe successo. I maghi si limitarono a ingannarlo.


NOTE
Testo originale e illustrazione.

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