manga – LIFE – di Keiko Suenobu

A cura di M.

SCHEDA

Titolo originale: Life
Titolo internazionale: Life
Autrice: Keiko Suenobu
Genere: shoujo – drammatico, psicologico
Rating: consigliato ad un pubblico maturo e non facilmente impressionabile
Anno di pubblicazione in Giappone: 2002 – 2009
Casa Editrice giapponese: Kodansha
Volumi: 20 (concluso)

Titolo in Italia: Life
Traduzione: Gianluca Belvedere e Wakako Hirabuki
Anno di pubblicazione in Italia: 2005
Casa Editrice italiana: la serie è stata pubblicata dalla Planet Manga. Fino a Marzo 2007 ogni volume era, per pagine, la metà di uno giapponese, a 2,00 euro. Da Marzo 2007 il manga è stato pubblicato con pagine uguali all’originale giapponese, a 4.00 euro al numero.
Volumi: 26 (concluso)

Trasposizione su video
– Telefilm live: Da questo fumetto è stato tratto un telefilm (drama) di 11 episodi, trasmesso in tv nel 2007.

TRAMA

Ayumu e Yuko sono due buone amiche che frequentano l’ultimo anno delle medie. La prima a scuola è mediocre, mentre la seconda è la prima della classe.
Yuko decide di frequentare, dopo le medie, un liceo che ha un esame d’ammissione molto difficile. Per non separarsi dall’amica, Ayumu decide di scegliere anche lei quella scuola, nonostante abbia molte meno possibilità di passare l’esame.
Con l’aiuto di Yuko, Ayumu comincia a lavorare sodo e qua cominciano anche i primi problemi… la tensione, la mole di studio, la volontà di non deludere l’amica, spingono Ayumu a compiere gesti estremi: la notte, per rimanere sveglia fino a tardi per studiare, comincia a pungersi la mano con la punta del compasso.
I suoi sforzi saranno tali che non solo passerà l’esame, ma otterrà risultati migliori di Yuko. Quest’ultima, che è sempre stata molto ambiziosa, si arrabbia moltissimo, e non esita a troncare per sempre l’amicizia con Ayumu.
La protagonsita, angosciata dalla situazione, a casa con il cutter inizia a farsi dei tagli volontari sui polsi, come se il dolore sia l’unica valvola di sfogo per il dolore e il senso di colpa.

Con uno stato d’animo tutt’altro che sereno, Ayumu comincia a frequentare la scuola superiore. Purtroppo le cose con le compagne di classe non cominciano bene, percepita come una “diversa”, cominceranno a isolarla… mentre le mani e polsi della protagonista si riempiranno sempre di più di tagli, in una sorte sia di sfogo, sia di auto punizione…

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LINK inerenti alla serie

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Marichan
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Ansia di prestazione, problemi con le amicizie e a scuola, paura, angoscia, falsità… sono sicuramente situazioni famigliari alla maggior parte delle persone, che sicuramente le hanno provate sulla loro pelle. Ayumu reagisce a questi problemi facendosi del male, punendosi e sfogandosi con tagli o complessi d’inferiorità quando le cose non vanno bene.
Colpisce la solitudine di questa ragazza, senza amicizie solide e con una famiglia che si cura ben poco di lei, se non quando prende bei voti a scuola.
Colpiscono anche le vicende dei comprimari, che sembrano avere quasi tutti una doppia faccia: una “pulita” da mostrare agli altri e una invece sadica, cattiva, pronta ad infierire sui più deboli.
Viene da chiedersi se davvero in Giappone il sistema scolastico è così spietato, dove la concorrenza e le pressioni spingono a isolare e sfogarsi sui soggetti più deboli, con i professori che non fanno nulla o che accondiscendono in silenzio.
Però a volte si ha quasi l’impressione che sia “troppo”, che la Suenobu esasperi le situazioni senza approfondire bene cosa pensano davvero i personaggi, che cosa davvero gli spinga a comportarsi in modo così perverso. Le scene dopo un po’ si ripetono uguali, tanto che, alla lunga, le immagini più violente non colpiscono più come prima, ci si fa una sorta d’abitudine.

Per quanto riguarda la grafica, sono belle le espressioni dei personaggi, che a volte sembrano quasi deformare il volto dei protagonisti in sorrisi, smorfie di dolore e ghigni di cattiveria.

In definitiva, Life è un titolo da provare (salvo che non siate impressionabili o particolarmente sensibili, in questo caso ve lo sconsiglio) ma credo sia uno di quei prodotti che si amano o si odiano. Potrebbe sia essere un titolo sia vi appassionerà moltissimo o sia, al contrario, vi sembrerà che esasperi troppo le situazioni per piacere. Se v’interessa, provate almeno il primo numero, e poi deciderete.

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