anime – HIKARU NO GO – di Tetsuya Ando, Jun Kamiya, Shin Nishizawa

A cura di Vali-chan

SCHEDA

Titolo originale: Hikaru no go – (ヒカルの碁)
Traduzione letterale: Il go di Hikaru
Titolo internazionale: Hikaru’s Go
Genere: serie tv – shounen, sportivo, soprannaturale
Rating: adatto a tutti
Numero episodi: 75 episodi (concluso)
Anno di uscita in Giappone: dal 10 ottobre 2001 al 26 marzo 2003
Rete tv giapponese: TV Tokyo
Tratto: dal manga “Hikaru no go” disegnato daTakeshi Obata e scritto da Yumi Hotta

Registi: Tetsuya Ando, Jun Kamiya, Shin Nishizawa
Studio di animazione: Studio Pierrot

In Italia: inedito
Reperibilità: è possibile trovarlo fansubbato in italiano grazie al gruppo Initial D Fansub.

Sigle:
Sigle inizali giapponesi:
“Get over” di Dream
“I’ll be the one” di HAL
“Fantasy” di Nana Katase
Sigle finali giapponesi:
“Bokura no bouken” dei Kids Alive
“Hitomi no Chikara” di Mizuki Arisa
“Ever dream” di Sincerely
“Days” di Shela
“Music is my thing” di Dream

TRAMA

Hikaru Shindou, un bambino dodicenne, nella soffitta del nonno un misterioso goban (scacchiera del go, gioco strategico cinese) macchiato di sangue.
Dal goban esce il fantasma di Sai, un maestro di go del periodo Heian che subito si installa dentro la coscienza di Hikaru.
Purtroppo per il ragazzino, Sai è intenzionato a continuare a giocare il suo amatissimo go: non resta che “prestargli” il proprio corpo e giocare seguendo le mosse che suggerisce… questo sodalizio aprirà ad Hikaru, all’inizio marionetta riluttante, alla fine giocatore appassionato, le porte del niente affatto noioso mondo del go.

IMMAGINI clicca per ingrandire

CURIOSITA’

– Alla fine di ogni puntata veniva trasmesso il breve programma “Go go igo”, tenuto dalla stessa giocatrice professionista che ha supervisionato il manga, il 6° dan Yukari Umezawa. Consisteva in una lezioncina sulle basi del go fatta dalla sensei a due piccoli allievi, Mai e Yuki, per insegnare il gioco ai bambini in modo divertente e accessibile.
– Oltre alle puntate regolari, ci sono state due New Year Extra nel gennaio 2003 e 2004.

DOPPIATORI

PERSONAGGIO – DOPPIATORE GIAPPONESI
Hikaru Shindou: Tomoko Kawakami
Fujiwara no Sai: Susumu Chiba
Akira Touya: Sanae Kobayashi
Akari Fujisaki: Yumi Kakazu
Kimihiro Tsutsui: Makoto Tsumura
Tetsuo Kaga: Kantarou Itou
Yuuki Mitani: Yuu Asakawa
Yoshitaka Waya: Reiko Takagi
Shinichiro Isumi: Kenichi Suzumura
Kosuke Ochi: Youko Matsuoka
Seiji Ogata: Keiji Fujiwara

LINK inerenti alla serie

Materiale su “Hikaru no go” presente sul sito:

Discussioni sul forum:

Altre opere di Jun Kamiya presenti sul sito:

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– commento di Vali-chan –

Dati i bellissimi disegni di Takeshi Obata nel manga, era difficile che questo anime non fosse un pugno nell’occhio. Eppure non lo è!
Ovviamente i disegni dell’anime non sono al livello del manga, ma sono più che dignitosi, senza personaggi clamorosamente imbruttiti.
Il tratto è sintetico ma leggermente realistico, adatto a una storia che ha come unico elemento fantasy la vicenda di Sai e per il resto è assolutamente plausibile.
Sai sembra una bambola della Festa delle Bambine più che un (ex) essere umano: ha le sempre le labbra disegnate e colorate di viola, in tinta coi capelli lunghissimi, e un pallido viso ovale, ma data la soprannaturalità del personaggio, nonché i suoi modi piuttosto effeminati, non c’è da obiettare.
Peccato solo per i capelli verdi di Akira Touya…

Uno dei pochi anime che si riesca a guardare dopo aver letto il manga: non c’è un abisso di qualità è c’è un’ottima restituzione dell’atmosfera della storia e del carattere dei personaggi. Inoltre la trama è molto fedele al manga, ma l’anime ha comunque una sua dignità individuale. Ci sono pochi episodi filler, di cui uno scritto molto sul calco di uno dei veri episodi (quello in cui Sai smaschera una falsa firma di Honinbo Shuusaku), ma divertente, privo di incongruenze e alla fine godibilissimo.

L’anime è adatto a tutte le età, come a tutte le età si può giocare a go (e vi verrà voglia, garantito): i colori brillanti e le sigle semplici e accattivanti, ma con una loro malinconica dolcezza, lo rendono attraente anche per un pubblico di giovanissimi.
Perché non lo trasmettono in Italia in fascia protetta, dato che per una volta sarebbe incensurabile? Semplice, perché va bene finché si propone ai bambini il calcio, la pesca, il baseball o il golf, ma un barbarico gioco orientale, mai!
A proposito, l’unica ingenuità dell’anime è la censura delle sigarette di Tetsuo Kaga, che, da vero bulletto, osa fumare pur essendo minorenne: quando dovrebbe spegnerne una sul goban di Tsutsui, preferisce più gentilmente spiaccicarci la gomma da masticare. Evidentemente i produttori televisivi temono i genitori più di quanto lo facciano gli editori.

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