anime – MOBILE SUIT GUNDAM WING (Shin Kidou Senki Gundam Wing) – di Masashi Ikeda

A cura di Carlo

SCHEDA

Titolo originale: Shin Kidou Senki Gundam Wing – (新機動戦記ガンダムW)
Titolo internazionale: Mobile Suit Gundam Wing
Genere: serie tv – shounen – avventura, azione, combattimento, drammatico, mecha, sentimentale
Rating: consigliato ad un pubblico maturo
Numero episodi: 49 (concluso)
Anno di uscita in Giappone: 1995/1996
Rete tv giapponese: TBS
Tratto: Gundam Wing è una serie televisiva appartenente all’universo di Gundam, ma ambientata in una linea temporale alternativa a quello di “Mobile Suit Gundam” la serie capostipite. Anche qui vi è lo scontro fra la Federazione Terrestre (qui chiamata in originale Alleanza per l’Unità della Sfera Terrestre) e le colonie spaziali, solo che i protagonisti sono (a differenza della serie classica) essenzialmente dei piloti appartenenti alle colonie, e che i Gundam sono quindi Mobile Suit coloniali e non Federali.

Regista: Seiji Mizushima
Sceneggiatura: Hajime Yatate
Character design: Kenji Kawai
Mechanical design: Hitoshi Fukuchi, Kanetake Ebikawa, Kenji Teraoka, Kunio Okawara, Naohiro Washio, Seiichi Nakatani, Takayuki Yanase.
Musiche: Yousuke Kuroda
Studio di animazione: Sunrise, Dentsu Inc. , Bandai Visual

Titolo in Italia: Mobile Suit Gundam Wing
Anno di pubblicazione in Italia: 2001
Trasmissione in tv: Italia Uno
Censura nella trasmissione televisiva:
Edizione italiana italiana: in Italia la serie è uscita in dvd (con il doppiaggio e l’adattamento utilizzati per la messa in onda televisiva, ma sottotitoli integrali e sigle giapponesi) grazie alla Shin Vision, che però non ha mai completato l’edizione, ferma al dvd 6 – episodi 28/33.

Sigle:

Sigle d’apertura giapponese:
“Just Communication” cantata dai TWO-MIX (eps 1-40)
“Rhythm Emotion” cantata dai TWO-MIX (eps 41-49)
Sigla di chiusura giapponese:
“It’s Just Love” cantata da Rumi Onishi (eps 1-49)

Sigla italiana:
“Gundam Wing” cantata da Giorgio Vanni

Anime relativi: Per quanto riguarda “Gundam Wing” (tralasciando gli altri spinoff)
– Mobile Suit Gundam Wing: Endless Waltz – OAV – sequel
– Mobile Suit Gundam Wing: Operation Meteor – OAV – special

TRAMA

In seguito alla creazione di colonie spaziali nei cinque Punti di Lagrange, il governo mondiale noto come Alleanza per l’Unità della Sfera Terrestre decide di prenderne il controllo politico. I coloni decidono quindi di battersi per la loro indipendenza, attraverso un diplomatico pacifista di nome Heero Yui che seppe accattivarsi le simpatie di molti terrestri. Dopo l’assassinio di Yui nel Anno Post Coloniale 175, l’Alleanza incominciò ad invadere le Colonie col pretesto di mantenere la pace e la giustizia tramite l’uso della forza militare, reprimendo qualsiasi opposizione interna ed esterna, giungendo alla distruzione dello stato pacifista di Sanc Kingdom (sostenitori di Yui) nell’Europa settentrionale. Nel fare queste operazioni, l’Alleanza impiegò per la prima volta i robot noti come “Mobile Suit”.

Vent’anni dopo, nell’anno post coloniale 195, le forze ribelli delle colonie inviano sulla Terra cinque nuovi Mobile Suit, creati con la lega nota come Gundanium e perciò noti come Gundam, attraverso la cosidetta Operazione Meteora, così chiamata perché il suo scopo era quello di far arrivare i Mobil Suit mascherati da stelle cadenti. Quattro Mobile Suit raggiungono la Terra senza problemi ma il quinto, il Gundam Wing (Ala di Fuoco in Italia), viene intercettato dalle forze speciali dell’Alleanza, la misteriosa organizzazione nota come OZ e fondata da Treize Kusherena, importante membro della Fondazione Romefeller (costituita dai più importanti membri della nobiltà europea, nonché produttrice dei Mobile Suite) che sì è infiltrata nell’esercito terrestre. Il pilota del Gundam, il cui nome in codice è Herro Yui come il grande politico, riesce a scappare lasciandosi dietro il suo Mobile Suit, ma nella sua fuga incontra la giovane Relena Darlian, figlia del vice-ministro degli esteri terrestre ed il cui padre è nel mirino di OZ che trama per prendere il controllo dell’Alleanza, poiché il signor Darlian (ex-collaboratore del re Peacecraft di Sanc Kingdom) aspira ad un’intesa ed a una soluzione pacifica con le colonie …

Questo è solo l’inizio, perché col passare del tempo la trama si fa sempre più complessa, con battaglie spaziali e terrestri, intrighi politici, spionaggio e doppi giochi, in cui s’inseriscono le vicende personali dei cinque piloti (Heero, Trowa, Duo, Wu-Fei e Quatre) e di altri personaggi, e tra cui spicca l’evoluzione del rapporto tra Heero e Relena.

IMMAGINI clicca per ingrandire

DOPPIATORI

Herro Yui: Luca Bottale
Duo Maxwell: Francesco Orlando
Trowa Barton: Massimo di Benedetto
Quatre Raberra Winner: Patrizio Prata
Chang Wu Fei: Luca Sandri
Relena Darlian/Peacecraft: Alessandra Karpoff
Zechs Marquise/Miliardo Peacecraft: Paolo Sesana
Treize Kusherenada: Marco Balzarotti
Lucrezia Noin: Marcella Silvestri
Lady Une: Stefania Patruno
Dorothy Catalonia: Sonia Mazza
Sally Po: Lorella De Luca

LINK inerenti alla serie

Materiale su “Gundam” presente sul sito:

Discussioni sul forum:

Altre opere di Masashi Ikeda presenti sul sito:

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Non so cosa successe in quel 2001, ma la Mediaset commissionò alla Merak non solo un buon doppiaggio, ma anche un bell’adattamento di quest’anime, in cui i pochi cambiamenti introdotti (come i nomi dei robot) non ne guastano affatto la visione.
Molto bravi i doppiatori italiani, sopratutto Balzerotti su Trieze, la cui voce ha incarnato molto la natura macchiavellica, carismatica e (nel suo finale) anche tragica del personaggio.
Questa serie è spesso snobbata dai fan del primo Gundam (Gundam 0079), per il fatto che i protagonisti sono quasi tutti ragazzi molto giovani di età compresa tra i 15 e 18 anni, la mancanza di Mobile Armour (astronavi pilotate da una sola persona) e di quello che era uno concetti forti del primo universo di Gundam: i Newtype, (ossia persone con un livello di empatia e percezione maggiore del normale, considerati il gradino successivo dell’evoluzione umana), tuttavia riesce (a mio parere) a comunicare l’importanza di quello che nelle intenzioni dell’autore originale di Gundam 0079, Yoshiyuki Tomino, era il messaggio dell’opera: la stupidità della guerra e l’importanza della pace!
Di tutti i cartoni che ho visto, Gundam Wing è stato infatti quello che più a influito su di me, poiché grazie a lui sono diventato pacifista! Se all’inizio vedevo coi miei occhi di ragazzino di 11-12 anni la solita lotta tra buoni (Gundam) e cattivi (OZ), presto mi resi conto che non era proprio così, specialmente quando avvenne la divisione di OZ tra la Fazione di Treize e la Romefeller : “Se Treize s’oppone alla Romefeller, che vuole dominare il mondo, vuol dire che lui è buono ora!” o per lo meno la vedevo così.
Andando avanti con la visione del cartone e comparandolo con quello che accadeva nel mondo allora (la Guerra di Bush in Afganistan in primis) riuscì a liberarmi dalla vecchia visione di “buoni vs cattivi”, non che non ci fossero ma che il loro confine non era quasi mai così chiaro come avevo sempre visto o meglio che il male c’era ed era la guerra e che il bene era la pace, ma che vi erano diverse concezioni tra i personaggi su cosa fosse e come raggiungerla! Alla fine, tuttavia, capì che il messaggio che voleva dare era semplice: l’unico modo per raggiungere la pace e far che nel cuore di tutti (o almeno nella maggioranza della gente) nasca il desiderio di vivere in pace e di non vedere più violenze, e di partire da questo per la costruzione di un mondo senza guerre e confini e che questo processo che deve coinvolgere tutti, sia i leader che la gente comune.
Non ricordo perfettamente la versione mandata in onda da Mediaset, perciò non posso parlare della censura video, tuttavia ricordo che nella prima messa in onda la scena dove gli uomini della Romfeller sparano a Lady Une (braccio destro, nonché donna di Treize) fu mantenuta.

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