recensione videogames – LEGACY OF KAIN: BLOOD OMEN 2

A cura di Wizard09

SCHEDA

Titolo originale: Blood Omen 2: Legacy of Kain
Titolo internazionale: Blood Omen 2: Legacy of Kain
Genere: Avventura – Horror
Piattaforma: Play Station 2 – PC – Xbox – Nintendo Game Cube
Supporto: 1 Dvd
Anno di uscita: 2002
Paese: USA
Classificazione PEGI: + 16

Produttore: Crystal Dynamic – Eidos Enteractive

Titolo in Italia: Blood Omen 2: Legacy of Kain
Anno di pubblicazione in Italia: 2002
Lingua: Italiano

Videogames collegati: La saga di Legacy of Kain è formata dai seguenti giochi
Legacy of Kain: Blood Omen
Legacy of Kain: Soul Reaver
Legacy of Kaine: Soul Reaver 2
– Legacy of Kaine: Blood Omen 2
Legacy of Kain: Defiance

TRAMA

Sono passati 200 anni da quando Kain ha scelto di non sacrificarsi per il risanamento dei pilastri, condannando Nosgoth alla corruzione e al declino. In questi due secoli, Kain radunò un potente esercito di vampiri e una dopo una tutte le città di Nosgoth caddero in mano sua. Mentre l’esercito marciava verso sud diretto alla città di Meridian, trovó ad attenderlo il nuovo ordine dei Sarafan; sacerdoti – cavalieri il cui scopo è purificare il mondo dalla piaga dei vampiri, scomparso circa 700 anni prima. Il Signore dei Sarafan il loro nuovo capo, affronta Kain in battaglia e lo sconfigge gettandolo in un baratro infuocato.

Kain si risveglia dal coma durato due secoli, indebolito, dolorante e senza memoria. A salvarlo da morte certa è stata la Cabal, una organizzazione segreta di vampiri il cui scopo è rovesciare i Sarafan che sono diventati i padroni incontrastati di Nosgoth facendo della città di Meridian la loro capitale. La vampira Uhma che ha vegliato Kain, gli rivela che lui è l’unica speranza per poter eliminare i Sarafan e il loro signore, in quanto creduto morto, potrà facilmente agire indisturbato e ucciderlo.

Ancora una volta, Kain sarà costretto a fare da pedina venendo a patti con il suo orgoglio per poter portare a termine la sua sanguinosa vendetta…

IMMAGINI clicca per ingrandire

CURIOSITA’

Questa avventura di Kain non è mai esistita prima, infatti gli eventi narrati in BO2 non sono altro che il risultato dei paradossi temporali di Soul Reaver 2 (quando Kain salva Raziel dalla mietitrice) e delle azioni svolte in Defiance. È solo grazie all’ultimo capitolo che molti misteri verranno risolti. Anche per questo motivo sconsiglio nuovamente di iniziare con questo capitolo o di giocarlo prima di BO, SR e SR2.

Secondo la cronistoria di Nosgoth, un secolo dopo aver sconfitto il Signore dei Sarafan, Kain resusciterà Raziel e i suoi fratelli come vampiri e inizia a costruire il suo impero. Dopo altri 1000 anni, Kain farà gettare Raziel nell’abisso dando origine agli eventi di Soul Reaver.

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Wizard09
Bazarino
Wizard09

Questo sequel di Blood Omen non è all’altezza del suo predecessore. Eccetto per grafica e il sonoro che sono buone, la trama è molto lineare e per certi versi banale, ambientata in una città che sembra Londra ai tempi della rivoluzione industriale. Niente ambientazioni gotiche – medievali quindi, ma solo molto dark, sullo stile Jack the Ripper , mentre altre ambientazioni come quelle dei Sarafan, sembrano prese da Alien. Oltretutto è completamente distaccata dalle altre serie, basti pensare che è l’unico capitolo dove i pilastri (e altre location importanti) non appaiono, nonostante siano il fulcro dell’intera saga. I combattimenti sono ripetitivi e poco dinamici a causa anche della scarsità di armi presenti nel gioco, infatti dovremmo scordarci incantesimi e artefatti come nel primo capitolo. Per trovare delle armi dovremmo razziare i corpi di banditi e Sarafan (tra l’altro le armi hanno un limite di resistenza). La mietitrice d’anime, l’arma piú potente la otterremo solo nello scontro finale, poiché è stata rubata dal Signore dei Sarafan quando ha sconfitto Kain. Per quanto riguarda i poteri dovremmo “consumare” i boss che altri non sono che vampiri traditori che sono passati al nemico e in passato, soldati di Kain. Da loro verranno acquisiti i doni oscuri che gli permetteranno di ottenere abilità di combattimento o per raggiungere determinati luoghi (ma vista l’estrema linearità ci devi arrivare per forza).
I personaggi si presentano differenti nella caratterizzazione, infatti troviamo un Kain molto piú avventato e arrogante e soprattutto debole se lo si paragona a Blood Omen. Questo forse è anche dovuto alla mancata presenza di Amy Hennig (creatrice della serie nonché direttrice di tutti i capitoli eccetto, appunto,BO2) e questo ha causato dei paradossi nella storia come la presenza del vampiro Vorador, che dovrebbe essere morto da 400 anni!
Per concludere il gioco tutto sommato non è male ma solo per chi è un fan, ma se volete avvicinarvi alla serie Legacy of Kain vi sconsiglio caldamente di iniziare da questo capitolo.
Vae Victis!

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