manga – DOMU: SOGNI DI BAMBINI – di Katsuhiro Otomo

A cura di Clemi

SCHEDA

Titolo originale: Domu
Titolo internazionale: Domu: A Child’s Dream
Autore: Katsuhiro Otomo
Genere: seinen – mistero, psicologico
Rating: consigliato ad un pubblico adulto
Anno di pubblicazione in Giappone: 1980-83
Casa Editrice giapponese: E’ uscito in quattro puntate nel 1980-81, le prime tre sulla rivista “Action De Luxe” (Futabasha), la quarta su uno speciale della rivista “Weekly Manga Action” (Futabasha) nel 1981. Nel 1983 è stato ripubblicato in volume, con parecchie modifiche, dalla stessa casa editrice.
Volumi: 1 (volume unico)

Titolo in Italia: “Sogni di bambini” nell’edizione della Comic Art, “Domu – Sogni di bambini” nell’edizione di Repubblica.
Anno e Case Editrici italiane: La prima pubblicazione di “Domu” in Italia è stata curata dalla Comic Art, nei nn. 27-28 della collana “Best Comics” (1994). La seconda pubblicazione è stata fatta nella collana “I classici del fumetto di Repubblica – Serie oro”, n. 52, abbinato con il quotidiano la Repubblica, in collaborazione con Panini Comics, nel 2005.
Volumi: 1 (volume unico)

TRAMA

In un gigantesco complesso condominiale di Tokyo avvengono decine di inspiegabili suicidi, omicidi e incidenti mortali. Ufficialmente la polizia afferma che i fatti non sono collegati, ma il commissario Yamagawa indaga alla ricerca di elementi comuni.
Per questo, interroga il custode del condominio, il quale racconta che tra gli abitanti ci sono persone mentalmente disturbate: il giovane, grande e grosso Yocchan, l’alcolizzato Yoshikawa, e la signora Tezuka, la quale si aggira per il cortile con un passeggino vuoto, per il trauma di aver subito un aborto spontaneo; inoltre il commissario nota l’anziano e solitario signor Cho, che però per il custode è solo un vecchietto rimbambito, ma innocuo.
Inoltre, il commissario scopre che ad ogni morte misteriosa si associa la sparizione di un oggetto, in genere privo di valore, di proprietà della vittima.
Una sera Yamagawa fa un’ispezione nel cortile del condominio; spinto da una voce misteriosa, sale sul tetto di uno degli edifici, dove lo attende il signor Cho, sospeso a mezz’aria e bardato con tutti gli oggetti scomparsi. Il giorno dopo, il cadavere del commissario viene trovato sfracellato al suolo: un altro suicidio, per la polizia.
Il nuovo commissario, Okamura, è convinto che dietro alle morti misteriose possano esserci forze paranormali, e si confida con il giovane ispettore Tamura, inizialmente scettico.
Nel frattempo viene ad abitare nel condominio una nuova famiglia, con una bambina di nome Etsuko (Ettchan). Ettchan non è una bambina comune, essendo in possesso di poteri paranormali, e percepisce che Cho non è solo un simpatico vecchietto.
Tra Ettchan e Cho inizia una pericolosa partita, in cui molte altre persone finiranno col perdere la vita…

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CURIOSITA’

– Premi: Nel 1983 vinse il Nihon SF Taisho Award (Gran Premio della fantascienza giapponese). Fu il primo manga in assoluto a vincere questo premio, aperto alla migliore opera di fantascienza dell’anno, senza distinzioni tra letteratura, cinema e fumetti

– Dal manga doveva essere tratto un anime (lungometraggio) che però non venne realizzato, perché chiaramente Otomo era impegnato su Akira. Rimane però la colonna sonora, che fu pubblicato su disco con copertina di Otomo e che ora si trova anche su YouTube a questo indirizzo:
https://www.youtube.com/watch?v=rVoWoxTWGKk&list=PLPmSgU98nLu5D458ANElADtUJuWFBcsKa&index=1

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Marichan
Staff
07/07/2012 11:42

– Commento di CLEMI –

Un fumetto con personaggi dotati di poteri paranormali oggi non stupisce più nessuno, ma si può tranquillamente sostenere che Otomo sia stato, sia qui che nel successivo “Akira”, un precursore.
Il vero tema del manga, del resto, non è questo, ma semmai quello del rapporto tra bambini e adulti. Infatti, sono solo i bambini a percepire l’esistenza di poteri paranormali, e i “cattivi” della storia sono adulti che non hanno accettato di prendersi le proprie responsabilità e di lasciare ai bambini il diritto ai “sogni”. Inoltre, sono gli adulti a progettare ambienti come quello dell’immenso complesso residenziale, che sembra fatto apposta per far perdere alle persone la propria umanità.
Se una critica si può fare a Otomo, è la presenza di elementi non essenziali alla trama (come le indagini dell’ispettore Tamura), e il fatto che il tema principale, più che esplicitato, è solo, forse volutamente, suggerito al lettore.
Perfetti, invece, i disegni, a volte dettagliatissimi, specie nella rappresentazione del condominio, a volte scarni ed essenziali, come nella tavola iniziale, in cui un gruppo di bambini gioca in cortile, e gli elementi del cortile vengono lasciati completamente in bianco, come se i bambini fluttuassero nel vuoto. Non mancano comunque, nella raffinatezza dell’opera momenti più “splatter” e grotteschi. La parte più bella è forse la sequenza finale, affidata solo al disegno, in cui lo scontro tra Etsuko e Cho si conclude in silenzio.

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