anime – I CAVALIERI DELLO ZODIACO: LA LEGGENDA DEL GRANDE TEMPIO (Saint Seiya: Legend of Sanctuary) – di Keiichi Satou

A cura di Wizard09

SCHEDA

Titolo originale: Saint Seiya: Legend of Sanctuary
Titolo internazionale: Saint Seiya: Legend of Sanctuary
Genere: film di animazione – fantasy, azione, combattimento, mitologia
Rating: adatto a tutti
Durata: 95 minuti
Anno di uscita in Giappone: 2014
Tratto: dal manga “Saint Seiya” di Masami Kurumada.

Regista: Keiichi Satou
Character design: Hiroshi Miyamoto
Musiche: Seiji Yokoyama, Yoshihiro Ike
Studio di animazione: Toei Animation

Titolo in Italia: I Cavalieri dello zodiaco: La leggenda del Grande Tempio
Anno di pubblicazione in Italia: esce nei cinema italiani il 8 Gennaio 2015
Edizione italiana: Lucky Red, il film è disponibile sia in Dvd che in Bluray dal 20 Maggio 2015

Sigle:
sigla finale
“Hero” di Violet UK

TRAMA

In un furioso scontro nel cielo, Aiolos, il gold saint del Sagittario, viene ferito mortalmente nel tentativo di proteggere una bambina. Precipitato fra le montagne dell’Himalaya, viene soccorso da Mitsumasa Kido. All’uomo, rivela che la neonata è la reincarnazione della dea Athena e che il Sacerdote del santuario è deciso ad ucciderla. A proteggere la ragazza, appariranno in futuro cinque guerrieri chiamati Saint, pronti a combattere in nome della giustizia. Esalando l’ultimo respiro, Aiolos affida al vecchio l’armatura d’oro e muore.
Atena cresce come Saori, nipote di Mitrumasa Kido. Mentre viene a conoscenza della sua natura divina, viene attaccata dai soldati del santuario ma in suo soccorso appaiono Seiya, Shiryu, Hyoga, Shun e Ikki…

IMMAGINI clicca per ingrandire

PERSONAGGI

ATTENZIONE: POSSIBILI SPOILER!

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DOPPIATORI

Doppiatori originali
Kaito Ishikawa: Pegasus Seiya
Kenji Aakabane: Dragon Shiryu
Kensho Ono: Cygnus Hyoga
Nobuhiko Okamoto: Andromeda Shun
Kenji Nojima: Phoenix Ikki
Toshiyuki Morikawa: Sagittarius Aiolos
Mitsuru Miyamoto: Aries Mu
Rikiya Koyama: Taurus Aldebaran
Hiroaki Hirata: Cancer Deathmask
Daisuke Namikawa: Aquarius Camus
Go Inoue: Leo Aiolia
Mitsuaki Madono: Virgo Shaka
Masumi Asano: Scorpio Milo
Shinji Kawada: Capricorn Shura
Takuya Kirimoto: Pisces Aphrodite
Koichi Yamadera: Gemini Saga

Doppiatori italiani
Ivo De Palma: Pegasus/Seiya
Marco Balzarotti: Sirio il Dragone/Shiryu
Luigi Rosa: Cristal il Cigno/Hyoga
Andrea De Nisco: Andromeda/Shun
Tony Fuochi: Phoenix/Ikki
Massimo Di Benedetto: Micene di Sagitter
Dania Cericola: Lady Isabel
Alberto Sette: Grande Mur dell’Ariete
Riccardo Lombardo: Toro
Mario Zucca: Cancer
Alessandro Rigotti: Acquarius
Gabriele Calindri: Ioria del Leone
Felice Invernici: Virgo
Katia Sorrentino: Scorpio
Antonio Ballerio: Capricorn
Luca Bottale: Fish
Vittorio Bestoso: Grande Sacerdote
Paolo De Santis: Gemini
Natale Ciravolo: Alman di Thule
Mario Scarabelli: Mylock

LINK inerenti alla serie

Materiale su “I Cavalieri dello Zodiaco” presente sul sito:

Discussioni sul forum:

Altre opere di Keiichi Satou presenti sul sito:

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Beppe Black redCarlo_ManigoldoWizard09 Recent comment authors

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Beppe Black red
Staff

dopo molto tempo, finalmente ho avuto modo di vederlo:Inizio subito dicendo , che pur trovandolo decisamente diverso,nel complesso mi è piaciuto per i dialoghi e le scene di lotta, che pur risultando veloci e a volte confusionari, risultano epiche e condite da dialoghi niente male appunto.
per quanto riguarda la trama, purtroppo risulta accelerata, e a tratti forzata,inframmezzata da momenti comici di cui, alcuni anche evitabili…
ma il carattere dei protagonisti rimane invariato, cosi come il fascino dei cavalieri d’oro, anche se molti di loro(fra cui Fish e Virgo) vengono accantonati, per esigenze di spazio.
ho apprezzato il restyling dei protagonisti, che risultano attuali, e la modernizzazione delle armature (che risultano ora un misto fra quelle Omega e Tron)buone le musiche e diversi momenti epici, ma trama un po’ forzata e Pegasus e Lady Isabel risultano un po’ stereotipati ma nel complesso una bella visione ^^
molto Buono anche il Doppiaggio italiano.

Carlo_Manigoldo
Bazarino
Carlo_Manigoldo

“Non è uguale… non è fedele…” LO SO! Non deve esserlo. è un reboot! è fatto apposta, è così che funzionano “Hanno tenuto i nomi italiani….” LO SO, e non mi da fastidio!

Scusate ma queste frasi sono necessarie per evitare fraintendimenti che possono sorgere dalla lettura della mia recensione de “La leggenda del Grande Tempio”.
Un film che (ad un occhio attento) contiene molti riferimenti alle varie opere del franchising di Saint Seiya prodotte del corso dell’ultimo decennio: dalla statua egizia (Episode G), al taglio dei capelli di Atena (Lost Canvas e Next Dimension) fino al bracciale che assorbe il cosmo di Atena (da Omega seconda serie) e allo Scorpio donna (omega prima serie, evidente trasposizione di Sonia col nome e le tecniche di Milo) e che ho apprezzato, perché mostrano che malgrado un montaggio troppo veloce che non permette di apprezzare la storia (30 minuti in più sarebbero bastati) c’è stata una cura da parte dello staff, non solo di tipo tecnico per quanto riguarda le ambientazioni (anche se i dirigibili…), gli sfondi e altre cose che lo rendo un film apprezzabile solo al cinema.
In generale io concordo con Ivo De Palma in una sua video recensione quando fa notare che malgrado tutto le caratterizzazioni non sono state inventate dalla Toei a caso, ma hanno una loro logica (Pegasus è sempre stato un po’ “cazzone” già nell’opera originale, sebbene poi venga a perdersi ma che nel doppiaggio italiano battute come la mitica “Ehi occhietti rossi!” hanno contribuito a tenere anche dopo le prime battaglie) o l’avere una lady Isabel che mostra il suo lato umano, cosa a cui noi non siamo (più) abituati prima di prendere coscienza dell’essere Atena.

Passando alle dolenti note dei cambiamenti nella trama… teniamo conto che sono comunque passati quasi trent’anni: non puoi riproporre una storia anni ’80 papale papale: ben vengano i cavalieri sedicenni e non più tredicenni, il recupero di una dimensione domestica e leggera purtroppo perduta da Asgard in poi e riottenuta solo con Omega (e in modo particolare con Soma e la corte alle senoritas)… Sono tutti elementi di cui per lungo tempo ho rimpianto la poca presenza nei Cavalieri e che sono contento di poter finalmente vedere.
Anche il Grande Tempio in un’altra dimensione e meno classico mi dà poco fastidio: quello deve essere un altro mondo, un mondo “esotico” agli occhi di un giapponese PUO’ non essere per forza legato a quel classicismo, di cui invece noi fan italiani abbiamo fatto un punto forte ma che in originale non è così presente data l’interculturalità di Cavalieri, Specter e Marine (una prigione dell’inferno di Ade ricorda Abu Simbel, Abu Simbel non Olimpia!) così come la fedeltà alla mitologia (che alla fine è solo in Episode G). Poi ragazzi, io sono cresciuto con i telefilm di Hercules e Xena dove i templi e le città greche erano più medievali-fantasy che greco antiche, quindi ad ambientazioni simili c’ho il callo!

Neanche le armature con il casco integrale mi danno fastidio: possono sembrare troppo super eroi tipo Power Rangers ma:
1) parliamo in entrami i casi di produzioni Toei, quindi sarebbe come se la Disney non citasse i suoi film all’interno di altre produzioni
2) gli elmi così richiamano quelli dei samurai (sia storici che i cinque famosi degli anime), e qui ricordiamoci che parliamo di una produzione nipponica
3) nella storia originale praticamente i protagonisti hanno solo coroncine: almeno questi elmi proteggono.
Sulle piastrine che diventano box che diventano armature, permettendo così ai saint di passare inosservati: promosse anche queste! Io già approvavo i clothstone e mi sembra che questa scelta sia il giusto compromesso fra la tradizione di “voglio vedere il totem” e la praticità di non portarsi dietro il clothbox per forza che omega cercò di inaugurare in modo da rendere il look dei protagonisti più eleganti (che poi box per le surplici o gli scale non esistono, anzi le prime sembra possano comparire da sole….).

Monster-gemini…. Questo segno che ci ricorda la nipponicità dei Cavalieri (elemento passato in soridina grazie al DS e agli sfondi del tipo grecia antica) Non è il primo mostro gigante della saga (Euriale, la salamandra e il minotauro in EG, cerbero nella serie classica ed LC, Encelado nei gaiden di LC…) e per quanto faccia vedere come il troppo potere assorbito corrompa l’uomo trasformandolo in mostro… non l’ho apprezzato molto, malgrado anch’io (tenuto conto dei tempi anche con 30′ in più) non sappia proporre valide alternative.
Fish: malgrado il poco spazio, io non ritengo che il gesto del Sacerdote sia inutile. Il pubblico sà che quell’atena coi capelli neri è falsa: è ovvio che il sacerdote si senta spaventato dall’idea che uno dei Cavalieri d’Oro possa scoprire la verità e lo uccida. Inoltre, ormai ha quasi del tutto il potere di Atena… A cosa gli servono i Cavalieri d’Oro?

Il vero problema dei film per me sono i tempi e il montaggio: realizzato troppo in fretta e non può essere apprezzato come si dovrebbe, data la cura tecnica messa nella realizzazione degli sfondi. Malgrado la trama dovesse stare in tempi contenuti è palese che delle scene sono state tagliate, che introdurle (almeno far vedere la casa di Gemini) sarebbe stato piacevole.

Doppiaggio italiano: beh… I nostri doppiatori danno prova di sapercela ancora fare, malgrado l’età. Si sente che doppiare Boa Hancok in OP e Alessia in Mirmo alla Cericola è servito. Non troppo aulico, famigliare dove serve, spiritoso… ed un ottimo De Palma col suo “Taardoneee” rivolto al Cavaliere del Toro (sicuramente migliore di un più letterale “nonnetto” o “vecchietto” che sarebbero risultati eccessivi). Inoltre, finalmente ho sentito la Lady Isabel della Cericola rivolgersi ai bronzini chiamandoli “ragazzi!” (nel senso di “amici miei…”) non posso essere più contento del doppiaggio e dell’adattamento nostrano (anche se personalmente avrei preferito i nomi italiani solo dove differenti dalla costellazione, come fece la granata col manga)!

In conclusione: un film ben realizzato, moderno e adatto ai suoi tempi come ambientazione e grafica, da vedere al cinema con punti carini e una buona localizzazione italiana, rivolta anche a chi non conosce i nomi originali (o che trova normale che un personaggio abbia più nomi) ma troppo veloce come tempistica, cosa che non gli permette di venire apprezzato! Un prodotto da 6, che inoltre sbatte davanti ai più quella nipponicità dei Cavalieri filtrata dal DS.

Wizard09
Bazarino
Wizard09

ATTENZIONE SPOILER!!!
Ne ho sentite di tutti i colori su questo film, che come un moderno Mosé, ha diviso come il mar rosso i fan della serie. C’è chi lo trova bello, c’è chi invece lo trova una schifezza colossale.
Lasciando da parte il punto di vista tecnico e grafico, che ho trovato molto molto pregevole e di ottima qualità; con le ambientazioni suggestive, fantastiche e le armature molto elaborate.
Posso dire che, nonostante tutto, non mi ha lasciato nessuna emozione particolare (che forse è anche peggio…). Partiamo innanzitutto dalla trama, completamente stravolta. Ok, capisco che riassumere la saga di Sanctuary in un’ora e mezza di pellicola non è semplice, ma a questo punto tanto valeva fare un film con una trama originale? Magari come la maggior parte dei film legati alla serie?
La corsa alle dodici case è una successione di eventi compressi del quale non si capisce molto, oppure gli eventi ne risultano incoerenti. L’inizio della storia sembra l’intro di un film di fantascienza con raggi laser ed esplosioni nella volta celeste. L’attacco sul ponte mi sa di film di Transformers o altri film apocalittici con robot e cose varie. Qui ci vengono presentati i “santi”(Ikki fa l’assenteista come al solito). Ci troviamo davanti quattro giovani diversi da come li ricordiamo. Soprattutto, i nostri eroi saranno protagonisti (Pegasus in primis) di una serie di gag “divertenti” e battutine da film per adolescenti. Scordatevi la poesia e l’epicità della serie animata.
Le armature. Che dire, non sono malvage, anzi alcune di potrebbero anche presentare bene, se non fossero uscite anche queste da Transformers; con tanto di cannoni, bracciali che si aprono a mo’ di lanciamissili, ed elmi che si aprono e chiudono come quelli dei cattivi di Stargate. La più ridicola forse, oltre a quella di Acquario con la brocca sulla spalla, è quella del Sagittario che indossa Seiya alla fine del film (che risulta diversa da come appare all’inizio). In pratica la parte sotto è come un cavallo meccanico. Assomiglia un po’ a King Star di Calendarman in versione Sagittarius per dire…
La trama omette molte parti interessanti della serie regolare. Molte case vengono dimenticate come quella dei gemelli, vergine, bilancia, capricorno, acquario, pesci e la sala del sacerdote. I combattimenti non avvengono nemmeno come nella storia originale, rendendo il tutto a volte inspiegabile. Come mai Hyoga raggiunge l’undicesima casa (tramite Cancer), e una volta sconfitto Acquario ritorna magicamente alla quarta? È il gioco dell’oca? Hai sconfitto il tuo maestro, torni alla quarta casa?! Shaka che passa da sostenitore del Sacerdote a ribelle così per caso? E il conflitto interiore di Saga di cui non si accenna minimamente? Boh… Ma la palma d’oro va a Death Mask del Cancro, che, reduce dai provini di “The Voice”, ci regalerà un imbarazzante siparietto musicale…
Alcuni Gold Saint poi combattono insieme, probabilmente per risparmiare tempo e preservare le altre case. Lo stesso Santuario appare molto diverso. Mi ricorda un po’gli scenari fantasy stile mitologia nordica, con palazzi galleggianti collegati da ponti.
Purtroppo, a fare le spese di questo condensato di eventi caotici, sono stati personaggi importanti come il cavaliere di Libra. Esso non appare, ne aiuta i cavalieri con la sua armatura. Anche Marin, maestra di Seiya, figura saggia e materna che interviene quando l’allievo è in difficoltà. Oppure Shaina che ama segretamente il cavaliere di Pegaso… Ma poi anche cavalieri come Ikki, Shaka, ecc.. ridotti a ruoli marginali e di poco conto… Peccato, perché per me poteva essere un buon prodotto. Invece, ci troviamo davanti al solito prodotto commerciale che vende grazie al marchio, adattato per un pubblico giovanissimo. Non traspare il pathos della serie, le vicende adulte e drammatiche che mi hanno sempre preso; quelle che mi facevano correre a casa per non perdermi anche un solo episodio. Non posso certo dire che sia una schifezza vera e propria, ma onestamente, da fan accanito e nostalgico, non ho potuto che sentirmi stranito dopo 95 minuti di pellicola.
Vorrei parlare infine del doppiaggio italiano. Devo dire che non è stato male, anzi, ha saputo donare un piacevole “effetto nostalgia” al film. Ma se rapportate a un prodotto moderno, ambientato nel nuovo millennio, esse risultano essere un po’ fuori posto. In questa versione i cavalieri appaiono davvero come degli adolescenti quali sono. Sentire un’Athena, con la voce di una cinquantenne che si sforza di fare la ragazzina, é poco credibile. Stesso dicasi per i cavalieri, soprattutto Seiya e Ikki. Anche nelle loro voci ogni tanto si sentiva un po’ di “incertezza”. Eppure il doppiaggio italiano, alla mia terza visione del film, ha saputo farmelo apprezzare un po’ di più, di quanto avessero fatto la versione in lingua originale. O forse è come le canzoni di Sanremo. Sentirle la prima volta ti fanno schifo, dopo la seconda e la terza cominciano a piacerti. ;)

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